Mah, anche se vado OT, il dilemma è "lavorare per vivere o vivere per lavorare? Se la società, il sistema in cui vivo non lo impone ma lascia ad ognuno la possibilità (entro certi limiti e regole) di scegliere liberamente una delle due opzioni, a me va benissimo.
Io resto dell'idea che "essere lavoratori" va bene (è un dovere) ma prima di tutto bisogna "essere" in senso umano, e con tutte accezioni del termine stesso.
Persone trasformate in formiche la cui vita è finalizzata alla produzione (e alla loro ri-produzione per fornire sempre nuove braccia, perchè al massimo questo viene richiesto) e a cui vengono negati l'accesso agli altri aspetti di una esistenza degna di essere vissuta (aspirazioni personali, passioni, cultura e crescita spirituale), per me, ma io sono nessuno, è un crimine contro l' umanità, non solo come genere umano, ma "umanità" intesa come insieme dei caratteri essenziali e distintivi della specie umana rispetto agli animali (con tutto il rispetto per loro, sempre più spesso meno bestie di noi).