<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ma sarebbe così difficile, per evitare le frodi? | Il Forum di Quattroruote

Ma sarebbe così difficile, per evitare le frodi?

Come da titolo...sarebbe così difficile far riportare, ad ogni revisione, il chilometraggio della vettura sul bollino con l'esito (oltre ovviamente a inserirlo negli archivi telematici ACI)?
Si eviterebbero buona parte degli schilometraggi.

Ci sono controindicazioni di qualche tipo? Non credo che non ci abbia mai pensato nessuno.
 
Bombazza95 ha scritto:
Come da titolo...sarebbe così difficile far riportare, ad ogni revisione, il chilometraggio della vettura sul bollino con l'esito (oltre ovviamente a inserirlo negli archivi telematici ACI)?
Si eviterebbero buona parte degli schilometraggi.

Ci sono controindicazioni di qualche tipo? Non credo che non ci abbia mai pensato nessuno.

Il contakm non è uno strumento certificato ossia tarato, sigillato e periodicamente verificato da un ente certificatore (ad esempio come i cronotachigrafi dei mezzi pesanti), la sua lettura non potrà mai avere un valore sicuramente affidabile in quanto può essere falsificato in qualsiasi momento e da chiunque. Addirittura io posso scambiare i contakm tra due auto uguali invertendone la percorrenza senza che la cosa si noti visto che non c'è nessun legame univoco tra la singola auto ed il singolo strumento.
Una banca dati delle letture dei contakm non avrebbe quindi molto senso.

Saluti
 
fabiologgia ha scritto:
Bombazza95 ha scritto:
Come da titolo...sarebbe così difficile far riportare, ad ogni revisione, il chilometraggio della vettura sul bollino con l'esito (oltre ovviamente a inserirlo negli archivi telematici ACI)?
Si eviterebbero buona parte degli schilometraggi.

Ci sono controindicazioni di qualche tipo? Non credo che non ci abbia mai pensato nessuno.

Il contakm non è uno strumento certificato ossia tarato, sigillato e periodicamente verificato da un ente certificatore (ad esempio come i cronotachigrafi dei mezzi pesanti), la sua lettura non potrà mai avere un valore sicuramente affidabile in quanto può essere falsificato in qualsiasi momento e da chiunque. Addirittura io posso scambiare i contakm tra due auto uguali invertendone la percorrenza senza che la cosa si noti visto che non c'è nessun legame univoco tra la singola auto ed il singolo strumento.
Una banca dati delle letture dei contakm non avrebbe quindi molto senso.

Saluti

Si potrebbero leggere le centraline di bordo però.
Ho sentito spesso che molte officine lo fanno ma poi ovviamente non rilasciano nulla di scritto, in sede di revisione si potrebbe fare la stessa operazione.

Chiaro poi che comunque è un sistema aggirabile...ma si rende più difficile la truffa. (Anche i soldi vengono falsificati tranquillamente, ma si cerca di renderlo difficile)
 
Una proposta scherzosa ma non troppo: si potrebbe anche fare un corso agli acquirenti di auto usate, per fargli capire che i km non sono tutto in un'automobile. Per fare un esempio, vediamo un caso limite: 1) auto che ha viaggiato per 1000 ore in città, km percorsi 20mila (con migliaia di accelerazioni, frenate, avviamenti a freddo ecc.). 2) auto che ha viaggiato per 1000 ore in autostrada, sempre col motore in temperatura, poche accelerazioni e frenate, km percorsi non meno di 100mila. Quale automobilista italiano sceglierebbe l'auto 2? Verrebbe acquistata di corsa l'auto 1, mentre l'auto 2 verrebbe rifiutata con disprezzo, e invece tecnicamente è messa meglio quella.
 
Purtroppo la situazione legale è ingarbugliata.

Di per sé, la manomissione del contachilometri non costituisce illecito, né civile, né penale.

L'illecito nasce al momento della vendita, e solo se l'acquirente non viene informato.

Scaricare dolosamente il contachilometri per ricavare maggior vantaggio dalla vendita è un reato, frode in commercio.

Vendere un'auto con contachilometri scaricato, anche se non se ne è consapevoli, configura la violazione dell'articolo 1490 CC, e prevede la risoluzione del contratto.

Ma fin quando l'automobile non viene venduta nascondendo la realtà all'acquirente, la pratica è, in teoria, lecita.

Certo, nulla vieterebbe la registrazione del chilometraggio indicato; ma la cosa dovrebbe essere regolamentata. E' possibile che vi siano dei motivi per scaricare il contachilometri che non sono diretti a fini illeciti; e questo dovrebbe essere considerato.

In ogni caso, in un eventuale giudizio, la cosa avrebbe il valore di una testimonianza, perchè come ti hanno già scritto, la manomissione in sé non è sottoposta ad alcun controllo, né in assenza di normativa può esserlo. Quindi, in assenza della possibilità di una forma di registrazione, il contachilometri dovrebbe essere almeno fotografato. COsa accadrebbe se io, il giorno successivo alla revisione, mi presentassi in officina dicendo che la trascrizione è errata, e me ne sono accorto il giorno dopo?. Hannorealmente sbagliato in officina, o ho scaricato lo strumento il giorno dopo?
 
bravo, ben vengano idee originali per disincentivare le truffe. Anche se i km sono un dato molto relativo in un'auto usata, se io acquisto da un venditore professionista esigo che le caratteristiche indicate siano effettivamente quelle. Punto. Modificare un dato comunque rilevante come il chilometraggio la trovo una cosa scorretta a prescindere
 
involt ha scritto:
Purtroppo la situazione legale è ingarbugliata.

Di per sé, la manomissione del contachilometri non costituisce illecito, né civile, né penale.

L'illecito nasce al momento della vendita, e solo se l'acquirente non viene informato.

Scaricare dolosamente il contachilometri per ricavare maggior vantaggio dalla vendita è un reato, frode in commercio.

Vendere un'auto con contachilometri scaricato, anche se non se ne è consapevoli, configura la violazione dell'articolo 1490 CC, e prevede la risoluzione del contratto.

Ma fin quando l'automobile non viene venduta nascondendo la realtà all'acquirente, la pratica è, in teoria, lecita.

Certo, nulla vieterebbe la registrazione del chilometraggio indicato; ma la cosa dovrebbe essere regolamentata. E' possibile che vi siano dei motivi per scaricare il contachilometri che non sono diretti a fini illeciti; e questo dovrebbe essere considerato.

In ogni caso, in un eventuale giudizio, la cosa avrebbe il valore di una testimonianza, perchè come ti hanno già scritto, la manomissione in sé non è sottoposta ad alcun controllo, né in assenza di normativa può esserlo. Quindi, in assenza della possibilità di una forma di registrazione, il contachilometri dovrebbe essere almeno fotografato. COsa accadrebbe se io, il giorno successivo alla revisione, mi presentassi in officina dicendo che la trascrizione è errata, e me ne sono accorto il giorno dopo?. Hannorealmente sbagliato in officina, o ho scaricato lo strumento il giorno dopo?

che ne pensi dell'idea di regolamentare in modo preciso la materia, come ad esempio per la tracciabilità degli alimenti? In pratica il venditore professionale dovrebbe certificare che l'auto era di proprietà del sig. bianchi, che l'ha ceduta allo stesso venditore il giorno x con il chilometraggio y, riportando obbligatoriamente questi dati nel contratto e prevedendo controlli accurati e sanzioni salatissime per chi fa il furbo. Insomma, volendo si potrebbe intervenire in qualche modo
 
Ci arriviamo tra poco, l'auto legge e conserva talmente tanti dati che non sarebbe un problema. C'è di mezzo solo la giurisdizione e/o il non volerlo fare...

Condivido contestatore48.
 
alex.79 ha scritto:
che ne pensi dell'idea di regolamentare in modo preciso la materia, come ad esempio per la tracciabilità degli alimenti? In pratica il venditore professionale dovrebbe certificare che l'auto era di proprietà del sig. bianchi, che l'ha ceduta allo stesso venditore il giorno x con il chilometraggio y, riportando obbligatoriamente questi dati nel contratto e prevedendo controlli accurati e sanzioni salatissime per chi fa il furbo. Insomma, volendo si potrebbe intervenire in qualche modo

L'idea è sicuramente ottima. E, da un certo punto di vista, non sarebbe neanche troppo complicato.

In realtà le uniche condizioni "in buona fede" in cui potrebbe verificarsi una discrepanza sarebbero tre (o almeno, non me vengono in mente altre)

1) è stata cambiata completamente la linea motore-trasmissione (anche se questo non giustificherebbe il farlo, c'è gente che lo preferisce)

2) hai sostituito il display sul quale compare il chilometraggio, e non lo hai riprogrammato

3) hai sostituito la centralina motore

Queste situazioni possono essere documentabili. Dovrebbero anche essere certificabili. Fatto questo le cose dovrebbero divenire semplici.

Rimane il fatto che se alla data della revisione viene eseguita una fotografia del contachilometri che dimostra che a quella data il chilometraggio segnato era quello, già questo è un elemento in più, ed anche migliore rispetto alle altre testimonianze di cui ci si avvale.

Anche questo sarebbe in parte aggirabile; potrei riportare il valore a 100 km in più di quelli segnati alla revisione, e dire di non aver praticamente utilizzato l'automobile nel periodo trascorso.

Ma già sarebbe comunque un passo avanti.

Riguardo al venditore professionale, in un certo modo la normativa è quella citata prima.

Ci sono delle sentenze che hanno condannato venditori professionali sostenendo che un professionista non può ignorare che il bene che sta vendendo ha un vizio occulto. Li è il dolo che è difficile da dimostrare.
 
Bombazza95 ha scritto:
fabiologgia ha scritto:
Bombazza95 ha scritto:
Come da titolo...sarebbe così difficile far riportare, ad ogni revisione, il chilometraggio della vettura sul bollino con l'esito (oltre ovviamente a inserirlo negli archivi telematici ACI)?
Si eviterebbero buona parte degli schilometraggi.

Ci sono controindicazioni di qualche tipo? Non credo che non ci abbia mai pensato nessuno.

Il contakm non è uno strumento certificato ossia tarato, sigillato e periodicamente verificato da un ente certificatore (ad esempio come i cronotachigrafi dei mezzi pesanti), la sua lettura non potrà mai avere un valore sicuramente affidabile in quanto può essere falsificato in qualsiasi momento e da chiunque. Addirittura io posso scambiare i contakm tra due auto uguali invertendone la percorrenza senza che la cosa si noti visto che non c'è nessun legame univoco tra la singola auto ed il singolo strumento.
Una banca dati delle letture dei contakm non avrebbe quindi molto senso.

Saluti

Si potrebbero leggere le centraline di bordo però.
Ho sentito spesso che molte officine lo fanno ma poi ovviamente non rilasciano nulla di scritto, in sede di revisione si potrebbe fare la stessa operazione.

Chiaro poi che comunque è un sistema aggirabile...ma si rende più difficile la truffa. (Anche i soldi vengono falsificati tranquillamente, ma si cerca di renderlo difficile)

Nemmeno le centraline sono certificate. Per avere valore legale un dato deve essere misurato o ricavato da uno strumento certificato ossia prodotto da un costruttore certificato, tarato all'origine, sigillato per rendere impossibile o visibile l'eventuale contraffazione e periodicamente sottoposto a controlli e verifiche di taratura da parte di un ente terzo abilitato.
Esattamente quel che succede ad esempio per i cronotachigrafi, per le bilance usate in rapporti commerciali, gli orologi che hanno un valore ufficiale e per qualsiasi strumento che deve far fede ed avere valore legale nei rapporti con terzi. La manomissione di uno strumento certificato è reato di per sé stessa mentre la manomissione di un contakm o di una centralina lo diventa solo in quanto causa una difformità fraudolenta del bene acquistato rispetto a quanto promesso in vendita.
Le centraline di bordo non sono certificate in alcun modo tanto è vero che si possono modificare e taroccare a piacere (ovviamente fuori dal CdS).
Anche volendo immaginare di certificarle, la situazione si complicherebbe enormemente, la lettura di un contakm non è diretta ma rilevata attraverso sistemi vari che dipendono non da una ma da molte variabili, ad esempio la circonferenza di rotolamento degli pneumatici sostituendo i quali (con altri di misura diversa) la lettura del contakm cambia pur senza taroccare la centralina. In altre parole la lettura dell'ipotetica centralina certificata sarebbe comunque falsificabile agendo su variabili esterne ed anche questo renderebbe l'intero sistema di raccolta del dato non affidabile al 100%.

Insomma, non se ne esce se non immaginando di costruire un'auto completamente sigillata, con sigilli apposti al momento dell'acquisto e non asportabili, nella quale nessuno può raggiungere parti meccaniche o strumenti di misura. Ma ve la immaginate un'auto così e, soprattutto, vi immaginate come si potrebbe farci la manutenzione?

A livello concettuale concordo con Contestatore48, il contakm dà un numero ma questo numero da solo non vuol dire molto. Affidarsi solo a quel numero sarà sempre molto incauto.

Saluti
 
contestatore48 ha scritto:
Una proposta scherzosa ma non troppo: si potrebbe anche fare un corso agli acquirenti di auto usate, per fargli capire che i km non sono tutto in un'automobile. Per fare un esempio, vediamo un caso limite: 1) auto che ha viaggiato per 1000 ore in città, km percorsi 20mila (con migliaia di accelerazioni, frenate, avviamenti a freddo ecc.). 2) auto che ha viaggiato per 1000 ore in autostrada, sempre col motore in temperatura, poche accelerazioni e frenate, km percorsi non meno di 100mila. Quale automobilista italiano sceglierebbe l'auto 2? Verrebbe acquistata di corsa l'auto 1, mentre l'auto 2 verrebbe rifiutata con disprezzo, e invece tecnicamente è messa meglio quella.
Da valutare bene, non è cosi scontata la risposta:
Sulla prima auto metto in preventivo frizione e freni. Sulla seconda auto c'è invecchiamento di tutti i componenti per usura tipo: alternatore, cinghie, cuscinetti, gomme...
 
fabiologgia ha scritto:
Esattamente quel che succede ad esempio per i cronotachigrafi, per le bilance usate in rapporti commerciali, gli orologi che hanno un valore ufficiale, e così via. La manomissione di uno strumento certificato è reato di per sé stessa mentre la manomissione di un contakm o di una centralina lo diventa solo in quanto causa una difformità fraudolenta del bene acquistato rispetto a quanto promesso in vendita.
Le centraline di bordo non sono certificate in alcun modo tanto è vero che si possono modificare e taroccare a piacere (ovviamente fuori dal CdS).
Anche volendo immaginare di certificarle, la situazione si complicherebbe enormemente, la lettura di un contakm non è diretta ma rilevata attraverso sistemi vari che dipendono non da una ma da molte variabili, ad esempio la circonferenza di rotolamento degli pneumatici. In altre parole la lettura dell'ipotetica centralina certificata sarebbe comunque falsabile agendo su variabili esterne ed anche questo renderebbe l'intero sistema di raccolta del dato non affidabile al 100%.

Saluti

In realtà non ci sarebbe bisogno di certificazioni, nel caso specifico. La mnomissione della ECU costituisce comunque illecito, se circoli, anche se essa non ha alcuna certificazione. Ed i meccanismi di protezione esistono (criptazione e checksum) e sono proprio quelli che consentono di stabilire se una manomissione è avvenuta, anche senza leggere i file di mappa bit per bit. D'altra parte, le Case possono fornire degli aggiornamenti software che sono comunque legali; il file di mappa sarà diverso dall'originale, ma comunque legale.

Alla fin fine, sia i programmi sia i dati sono assimilabili a software, e la loro violazione potrebbe essere perseguibile come lo è per il software. Quest'ultimo non è certificato (semmai lo sono gli algoritmi se servono a delle funzioni di misura precise), ma la violazione delle protezioni configura reato contro la proprietà intellettuale, ed un danno che viene quantificato dalla mancata vendita delle licenze.

E riguardo alla precisione del contachilometri, questa dipende da quella del tachimetro, il quale non è uno strumento certificato; ma nonostante questo potresti rivalerti sulla Casa se dimostrassi che indica velocità inferiori a quelle reali, e questo ti avesse causato, ad esempio una sanzione.

In realtà la proposta di Bombazza95 sarebbe, ripeto, basata su una sorta di "testimonianza" da parte dell'officina, non consisterebbe, alla fine, in una rilevazione ufficiale. E d'altra parte gran parte dei contenziosi relativi alle vendite di auto con chilometraggio falsificato si basano proprio su testimonianze, dirette o idirette, e su rilevamenti condotti sulle centraline. Una testimonianza in più (ripeto, con fotografia) potrebbe essere utile
 
involt ha scritto:
In realtà non ci sarebbe bisogno di certificazioni, nel caso specifico. La mnomissione della ECU costituisce comunque illecito, se circoli, anche se essa non ha alcuna certificazione. Ed i meccanismi di protezione esistono (criptazione e checksum) e sono proprio quelli che consentono di stabilire se una manomissione è avvenuta, anche senza leggere i file di mappa bit per bit. D'altra parte, le Case possono fornire degli aggiornamenti software che sono comunque legali; il file di mappa sarà diverso dall'originale, ma comunque legale.

Qualunque cosa debba o possa avere un valore legale ossia far fede nel rapporto con terzi deve essere garantita, e quindi certificata, dallo Stato o da un Ente delegato dallo Stato che agisce in suo nome e per suo conto.
Non esiste alcun meccanismo di protezione informatica o software, per quanto avanzato e sicuro, che possa far fede in un rapporto con terzi.

Una cosa è avere un dato "con un'alta probabilità di affidabilità", cosa ben diversa è avere un valore certamente vero (quindi certificato) sulla base del quale un giudice può emettere una condanna.
Le attuali sentenze contro chi schilometra infatti si basano su molteplici prove che devono essere tutte coerenti, non si basano mai su un solo dato o su una sola prova.

La manomissione della centralina di un'auto è un illecito nei confronti del Codice della Strada, la manomissione di uno strumento certificato (ad esempio le bilance dei commercianti o il cronotachigrafo dei camionisti) è illecito penale in quanto tale. Si tratta di reati completamente diversi, per il primo ci sono multe, per il secondo c'è la galera.
Ugualmente non ha molto senso pensare alle sanzioni contro chi viola la proprietà intellettuale e simili, si parla di noccioline in confronto.

saluti
 
Uhmmm... forse ci stiamo confondendo...

La proposta di Bombazza95 era:

Bombazza95 ha scritto:
Come da titolo...sarebbe così difficile far riportare, ad ogni revisione, il chilometraggio della vettura sul bollino con l'esito (oltre ovviamente a inserirlo negli archivi telematici ACI)?
Si eviterebbero buona parte degli schilometraggi.

Ci sono controindicazioni di qualche tipo? Non credo che non ci abbia mai pensato nessuno.

non far diventare reato la manomissione. Solo documentarla. Esattamente come come il fatto di documentare la manomissione della centralina consente all'assicurazione, in caso di incidente, di esercitare il diritto di rivalsa, o l'evidenza che stai usando software "crackato" al titolare dei diritti di chiedere il pagamento del software. Tutto qui
 
fabiologgia ha scritto:
Bombazza95 ha scritto:
Come da titolo...sarebbe così difficile far riportare, ad ogni revisione, il chilometraggio della vettura sul bollino con l'esito (oltre ovviamente a inserirlo negli archivi telematici ACI)?
Si eviterebbero buona parte degli schilometraggi.

Ci sono controindicazioni di qualche tipo? Non credo che non ci abbia mai pensato nessuno.
Il contakm non è uno strumento certificato ossia tarato, sigillato e periodicamente verificato da un ente certificatore (ad esempio come i cronotachigrafi dei mezzi pesanti), la sua lettura non potrà mai avere un valore sicuramente affidabile in quanto può essere falsificato in qualsiasi momento e da chiunque. Addirittura io posso scambiare i contakm tra due auto uguali invertendone la percorrenza senza che la cosa si noti visto che non c'è nessun legame univoco tra la singola auto ed il singolo strumento.
Una banca dati delle letture dei contakm non avrebbe quindi molto senso.

Saluti
Sono d'accordo sul discorso della manomissione/sostituzione, è cosa quotidiana per molti, ormai.
Talvolta, in caso di malfunzionamento e sostituzione, può anche essere involontaria.
(la supercinque segna circa 130mila km, in realtà quel contakm è stato comprato usato con su 109mila km, perchè si era rotto il tachimetro ed era tutto in un blocco unico. Ho conservato per affetto il vecchio con i suoi 239mila km...ma non l'ho mai riportato al valore corretto, anche per evitare altri guasti).

Riportare il dato letto sull'odometro anche nel tagliandino, non sarebbe così impraticabile, niente affatto una cattiva idea. Pur non essendo uno strumento tarato e sigillato come un cronotachigrafo, ha una sequenza di numeri e costringerebbe il proprietario truffaldino a ripetere l'operazione ogni 2 anni (immagino non gratis) cercando di inserire un valore non ridicolo.
Questo forse è il punto più importante.
Quando si verifica la sequenza delle revisioni, è difficile dimostrare che l'auto è stata ferma per due anni, o quasi, e i sospetti renderebbero difficile la vendita.
Ci sarebbero probabilmente meno auto di 13 anni e 70mila km in vendita.
 
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