Il rettilineo di partenza non e' molto lungo, tanto che pur con i rapporti accorciati si fatica a spremere tutta la sesta. Si inizia quindi con una curva da quarta a 90 gradi sulla destra seguita immediatamente da un'altra curva a destra leggermente piu' veloce che porta alla brusca staccata prima della sequenza del Carro: si passa infatti dalla quarta alla seconda in un punto dove si appostano gli spettatori.
Il rampino da seconda sulla sinistra e' in realta' la prima di una sequenza di quattro curve raccordate l'una a l'altra senza soluzione di continuita', che si affrontano in piena accelerazione e con velocita' crescente tanto da entrare nell'ultima in sesta piena.
E' questa la parte piu' bella del circuito, impegnativa per chi gira con il cambio stradale per la difficolta' di salire di marcia a moto fortemente inclinata, dove i piu' bravi !!

disegnano delle lunghe strisciate nere in accelerazione per poter entrare piu' veloci possibili nel rettilineo che segue e che porta alla staccata del Tramonto.
La staccata porta ad un lungo tornante sulla sinistra, e date le molte traiettorie possibile si presta a sorpassi sia in staccata che in fase di impostazione della curva.
Subito all'uscita una semicurva sulla destra ci porta all'ingresso della Quercia, da affrontare in terza, e subito dopo aver inserito la quarta ecco la brusca staccata per la variante Arena, una variante molto stretta che obbliga ad uscire sul cordolo esterno per non rimanere proprio "piantati" in mezzo alla pista... peccato che subito dopo l'uscita l'accelerazione sia resa ancora più complicata dalla semicurva sulla destra che porta al lungo tornantone a sinistra: con la moto ancora scomposta dalla variante non è semplice accelerare in modo pulito, anche perchè in quel punto l'asfalto non è un capolavoro di aderenza, ed in pratica si arriva alla staccata con la moto ancora molto inclinata, quindi occhio alla pinza del freno!
Il tornatone è uno di quelli da piegona infinita, con gli orecchi in terra, e ricorda molto la curva del Tramonto, anche se in questo caso l'uscita è un po' più facile.
Non c'è comunque modo di prendere fiato, perchè appena la moto si raddrizza ci si trova davanti alla variante finale del circuito, formata da due curve un po' più aperte di 90 gradi e che permettono sorpassi spettacolari. Importante soprattutto la traiettoria della seconda parte: un briciolo di velocità in uscita in più ti facilita le cose sul rettilineo... ????????? domande 8) 8) 8) 8)