<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Mò sono ca... | Il Forum di Quattroruote

Mò sono ca...

MILANO - La Grecia «non può più» rifinanziare sul mercato il suo debito pubblico. L'allarme è stato lanciato dal ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, che ha sottolineato che il deficit di bilancio del 2009, già corretto da Eurostat al 13,6%, potrebbe esser ancora rivisto in peggio, «al 14 per cento del Pil». Il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, non ha voluto commentare l'andamento dei negoziati tra il governo di Atene e Bruxelles, ma ha spiegato che a suo parere un default della Grecia o dell'eurozona «è fuori questione». I segnali che inducono al pessimismo, tuttavia, non mancano, a partire al declassamento al livello «junk», ossia spazzatura, del rating greco da parte di Standard and Poors. Per il prossimo 10 maggio è intanto stato inoltre convocato un vertice straordinario dei governi dell'Eurozona che avrà all'ordine del giorno la definizione di politiche di aiuto per la Grecia.

DATA LIMITE IL 19 MAGGIO - Un'altra data fatidica è quella che desta le maggiori preoccupazioni ad Atene ed è quella del 19 maggio, quando andranno a scadenza 9 miliardi di euro di titoli di Stato. Per quella data sarà necessario reperire fondi che il governo greco «non può più» prendere a prestito sul mercato. In questa situazione la Grecia «non è aiutata dall?Europa», ha sottolineato il ministro Papaconstantinou secondo cui «manca chiarezza» sugli aiuti che sono stati richiesti. Martedì i rendimenti sui titoli di stato greci segnano nuovi massimi, oltre il 9,5 per cento, mentre la Borsa di Atene è arrivata a perdere oltre il 6 per cento.

LA RECESSIONE PEGGIORA - Intanto, la Banca centrale di Atene paventa che per l'anno in corso la recessione potrà essere maggiore della contrazione del 2% prevista finora: una «riduzione» del prodotto interno lordo «maggiore» di quella calcolata «è molto probabile alle condizioni attuali, caratterizzate da un alto livello di incertezza», ha affermato il governatore della Banca di Grecia, Georges Provopoulos, spiegando che il calo del Pil è avvenuto principalmente «a causa del forte crollo degli investimenti, ma anche dei consumi privati e delle esportazioni».

LA BORSA CROLLA - I listini europei hanno subito sofferto le parole pronunciate dal ministro delle Finanze: la Borsa di Atene perde oltre il 6 per cento dopo l?allarme del governo greco lanciato dal ministro delle Finanze: l'indice generale perde il 6,15% e quello dei titoli più importanti il 6,8%. Peggiora peraltro il quadro generale delle borse europee: i ribassi più forti si registrano a Madrid (-2,7%), Parigi (-1,8%) e Milano (-1,77%). l'indice generale perde il 6,15% e quello dei titoli più importanti il 6,8%. Le preoccupazioni sulla Grecia spingono al rialzo i credit default swap sul debito ellenico, del Portogallo e della Spagna mentre i rendimenti sul debito a due anni di Atene sono saliti sopra il 15%, il livello più alto dal 1998. L'indice Dj Stoxx 600, che sintetizza l'andamento dei più importanti titoli del Vecchio Continente, cede l'1,7%.

ANCHE IL PORTOGALLO DECLASSATO - Nel frattempo, la crisi greca minaccia seriamente di estendersi all'Europa meridionale: Standard and Poor's, una delle principali agenzie di rating, ha declassato il rating del Portogallo per il modo in cui sta gestendo l'elevato debito pubblico e la situazione debole dell'economia. Il rating è stato ora abbassato di due note ed è passato a «A-» da «A+», in pratica quattro note sopra il cosiddetto livello «spazzatura» («junk»). L'outlook sulle prospettive del debito portoghese è negativo. Il rating sovrano della Grecia, cine detti, è invece finito già a livello «junk». Il rating è stato tagliato di tre note a 'BB+'. L'outlook resta negativo, il che significa che il rating potrebbe essere ulteriormente declassato

LA PALLA ALLA GERMANIA - Mercoledì, nel frattempo, si preannuncia come una giornata fondamentale per la cancelliera tedesca Angela Merkel, che sarà impegnata in una serie di vertici sulla Grecia fino al tardo pomeriggio. Secondo quanto scrive l'agenzia stampa Dpa, che cita fonti del governo, la Merkel terrà un primo incontro con alcuni ministri dell'esecutivo, tra i quali i ministri del Cancellierato, Ronald Pofalla (Cdu), degli Esteri, Guido Westerwelle (Fdp) e delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (Cdu). Lo stesso ministro delle Finanze, intanto, sta lavorando «in modo febbrile» - secondo la Dpa - a un disegno di legge per sbloccare il piano di aiuti alla Grecia, possibilità avversata. Sempre domani, secondo il calendario degli appuntamenti del governo, Schaeuble incontrerà nel pomeriggio il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, e il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Khan. Dopo questo incontro, è previsto un altro vertice, questa volta tra la Merkel, Strauss-Khan, il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio, Pascal Lamy, e il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick.
 
....e i problemi più grossi li stà creando la Germania....
tra l'altro proprio le banche tedesche sono tra le più esposte con il "debito" greco.
oggi la speculazione sta iniziando a prendere di mira il Portogallo.
..e diversi analisti iniziano a paragonare la crisi del debito (grecia, spagna, irlanda e portogallo) europea, con la crisi dei subprime.
potrebbe forse essere l'inizio della fine dell' Euro? :shock:
 
metallo666 ha scritto:
....e i problemi più grossi li stà creando la Germania....
tra l'altro proprio le banche tedesche sono tra le più esposte con il "debito" greco. oggi la speculazione sta iniziando a prendere di mira il Portogallo.
..e diversi analisti iniziano a paragonare la crisi del debito (grecia, spagna, irlanda e portogallo) europea, con la crisi dei subprime. potrebbe forse essere l'inizio della fine dell' Euro? :shock:
L'Euro sarebbe potuto stare in piedi se limitato a poco più all'Europa dei Fondatori (i 6)
Ora dobbiamo scegliere se pagare il conto dei Pigs o se pagare quello dell'abbandono dell'Euro
 
commento di Boeri:

La crisi d'insolvenza della Grecia è diventata nelle ultime due
settimane una crisi di liquidità. È un'accelerazione e insieme un salto
di qualità della crisi, di cui l'Europa porta una responsabilità non
irrilevante. Intervenendo subito si sarebbe potuto evitare questa nuova
escalation, pagando un costo molto più contenuto per uscirne. Non è più
solo una crisi di insolvenza. Nelle ultime due settimane il mercato dei
Cds, Credit Default Swaps, le assicurazioni contro il rischio di ripudio
del debito è rimasto relativamente tranquillo. Ma sono schizzati verso
l'alto i rendimenti dei titoli di stato. Il governo greco fatica sempre
più a trovare qualcuno disposto a comprarli. Oggi è costretto ad offrire
tassi vicini al 10 per cento. Si tratta di più di 10 euro all'anno in
termini di potere d'acquisto per ogni cento investiti, dato che i prezzi
in Grecia stanno calando.

Quando si pagano interessi così alti su un debito pari al 125 per cento
del prodotto interno lordo, è impossibile stabilizzare il rapporto fra
debito pubblico e pil. Per farlo bisognerebbe varare una manovra
correttiva (più tasse e meno spese) pari a un quinto del reddito
nazionale e sperare che in questo contesto l'economia non crolli più
dell'1 per cento. Mission impossible. Per questo la Grecia ha deciso di
chiedere l'aiuto promesso dall'Europa. Non può più farcela da sola.

I margini per evitare un ripudio del debito pubblico greco sono stati
fin dall'inizio molto ristretti, Ma adesso è diventata una vera e
propria corsa contro il tempo. Questione di giorni non più di mesi.
Quando si attraversa una crisi di liquidità non basta più assicurare i
mercati sul fatto che ci sarà un intervento esterno. Bisogna che questo
intervento si manifesti subito, fornisca prestiti a condizioni meno
onerose per evitare che la Grecia si metta su di una spirale esplosiva.
Accanto alla fuga dai titoli nelle ultime settimane si è tra l'altro
generata anche una fuga dai depositi bancari, con capitali
frettolosamente trasferiti all'estero nel timore di un'uscita della
Grecia dall'euro.
L'aggravarsi della crisi ha fatto lievitare i costi del salvataggio. Fin
quando la Grecia pagava il 6 per cento sul debito pubblico, fino a un
mese fa, l'Europa poteva limitarsi a fornire prestiti con agevolazioni
del 3 per cento sui tassi di interesse del mercato. Avrebbe comportato
al massimo un sussidio pari all'uno per mille del prodotto interno lordo
dell'unione monetaria. Coi tassi di mercato attuali, il costo
dell'operazione di salvataggio è quasi raddoppiato.

Di fronte alla richiesta esplicita del Governo greco, l'Europa sta però
dimostrando in queste ore che l'aiuto europeo era poco più di una
promessa. Come riferito in altre pagine di questo giornale, la Germania
vuole aspettare il dopo elezioni e poi ci vorranno comunque altri 10
giorni prima di rendere il prestito operativo. Da qui al 19 maggio sono
previste emissioni per 9 miliardi di titoli greci, circa tre punti e
mezzo di pil. Certo, è difficile per la Merkel convincere i propri
concittadini ad aiutare un paese che ha sistematicamente truccato i
conti pubblici. Ma gli stessi cittadini non saranno oggi contenti di
sapere che dovranno alla fine pagare un conto ancora più salato di
quello che avrebbero trovato sul piatto nel caso di un intervento più
tempestivo. Erano stati adeguatamente informati di questo rischio?
Legittimo nutrire qualche dubbio.

Il nostro paese deve ora prepararsi ad uno scenario in cui lo scudo
dell'Euro sarà sempre più tenue. Uno scudo di vetro ora che il Re è
Nudo. Per rassicurare i mercati il nostro Paese dovrà ora convincerli
che può tornare a crescere, condizione fondamentale per stabilizzare il
debito pubblico. Non basta tenere stretti i cordoni della borsa. Bisogna
far sì che le previsioni del Fondo Monetario sulla crescita italiana non
si avverino. Implicano che il nostro debito salirà a livelli greci (125
per cento del prodotto interno lordo) nel 2015. All'obiettivo di tornare
a crescere bisognerebbe consacrare oggi ogni attenzione. Invece si
litiga su come redistribuire le sempre minori risorse disponibili fra
Nord e Sud.
 
|Mauro65| ha scritto:
L'Euro sarebbe potuto stare in piedi se limitato a poco più all'Europa dei Fondatori (i 6)

c'è stata molta (troppa) fretta, probabilmente non ci sarebbe dovuta stare neppure l'italia, per fortuna non è stato così, ringraziamo il prodino...
 
E comunque il popolo greco sta proprio dando una mano......il tempo e il denaro si sprecano sempre quando non ce n'é. Si mettessero un pò sotto, invece di manifestare/protestare/occupare/incendiare o qualsiasi altra azione che sia contro.......
In fin dei conti i loro governanti non li ha scelti la Germania...:rolleyes:....e non è da tre mesi che si portano dietro questa situazione.
 
matteomatte1 ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
L'Euro sarebbe potuto stare in piedi se limitato a poco più all'Europa dei Fondatori (i 6)
c'è stata molta (troppa) fretta, probabilmente non ci sarebbe dovuta stare neppure l'italia, per fortuna non è stato così, ringraziamo il prodino...
Troppa fretta sicuro. Quanto all'Italia, troppe volte sottovalutiamo quello che, nel bene e nel male, è il nostro Paese. C'è un motivo per cui l'Italia è tra i 6 Fondatori e non tra gli altri 21
 
Grattaballe ha scritto:
E comunque il popolo greco sta proprio dando una mano......il tempo e il denaro si sprecano sempre quando non ce n'é. Si mettessero un pò sotto, invece di manifestare/protestare/occupare/incendiare o qualsiasi altra azione che sia contro In fin dei conti i loro governanti non li ha scelti la Germania...:rolleyes:....e non è da tre mesi che si portano dietro questa situazione.
Appunto ... riallacciandomi a quanto sopra, c'è un motivo per cui l'Italia è tra i 6 Fondatori, e c'è un motivo per cui l'Italia riemtre da subito nell'Eurozona

Tra l'altro, il contributo dell'Italia al aslavataggio greco sarebbe il terzo in ordine dei grandezza (Germania 8 miliardi di euro abbondanti, Francia un po' più di 6 MLD, Italia un po' meno di 6 MLD). Anche per questo appare improbabile (o meglio, molto strumentale) l'aggiunta dell'italia ai PIGS.
L'UE può tranquillamente fare a meno della Grecia; ma se salta l'italia, salta l'intera UE, e non perché ne sia una dei 6, ma per il peso economico ed gli enormmi flussi commerciali e finanziari incrociati con F e D
 
Kren ha scritto:
Ho paura che i tedeschi non spenderanno 1 eurocent per la Grecia....almeno fino alle elezioni.
non è che hanno tutti i torti; chi toccherà dopo la Grecia? checchè se ne possa pensare, non certo l'Italia. Come si evince oggi da una intervista sul corsera ad un certo Roubini, un guru turco-americano laureato alla Bocconi.
 
Grattaballe ha scritto:
E comunque il popolo greco sta proprio dando una mano......il tempo e il denaro si sprecano sempre quando non ce n'é. Si mettessero un pò sotto, invece di manifestare/protestare/occupare/incendiare o qualsiasi altra azione che sia contro.......
In fin dei conti i loro governanti non li ha scelti la Germania...:rolleyes:....e non è da tre mesi che si portano dietro questa situazione.

hanno truccato i dati per entrare e li hanno nascosti ora.....chi si fida più?
 
...declassato ora anche il Portogallo. :evil: O Dio, la notizia è del TG1 per cui non so sia vera..... colpa del Minzo naturalmente:twisted: purtroppo lì non hanno cime come Beha.. :twisted: :twisted:
 
dexxter ha scritto:
...declassato ora anche il Portogallo. :evil: O Dio, la notizia è del TG1 per cui non so sia vera..... colpa del Minzo naturalmente:twisted: purtroppo lì non hanno cime come Beha.. :twisted: :twisted:

Si è vera, ma i ragionamenti vanno fatti su questi dati:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/04/banche-tedesche-francesi-temono-contagio-PIIGS.shtml?uuid=48954f10-51f4-11df-92be-7a8b1f1c5244&DocRulesView=Libero
 
|Mauro65| ha scritto:
dexxter ha scritto:
...declassato ora anche il Portogallo. :evil: O Dio, la notizia è del TG1 per cui non so sia vera..... colpa del Minzo naturalmente:twisted: purtroppo lì non hanno cime come Beha.. :twisted: :twisted:

Si è vera, ma i ragionamenti vanno fatti su questi dati:

Finanza%20e%

quali?
 
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