<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Londra, studente americano pestato da una ?ronda islamica? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Londra, studente americano pestato da una ?ronda islamica?

norbig ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Sono gli "effetti collaterali" della democrazia. Nei regimi dittatoriali quei personaggi vengono..... neutralizzati prima che gli vengano le mattane, il che non rende la dittatura una soluzione. Si tratta appunto di trovare una "soluzione democratica" al problema. Che non è così facile, purtroppo
Va anche ricordato che una certa dittatura usava "ronde" con manganelli, quindi mi pare che si sostituisse una violenza ad un'altra.

Resta il fatto che teppisti per strada non ce n'erano, o ce n'erano molto meno. E se leggi bene quello che ho scritto, ciò non costituisce alcun endorsement da parte mia verso alcun regime dittatoriale. Era unicamente una constatazione: la democrazia presenta millemila vantaggi, ma anche qualche neo. E resta comunque il peggior sistema di governo, esclusi tutti gli altri
 
A me preoccupa
l'intolleranza e la paura a priori dello straniero, l'eccessivo giustizialismo, che tende a far di un erba un fascio, colpevolizzando "gli altri", "i diversi", "gli extra" in toto, adottando un comportamento che porta alla creazione di barriere, di muri fisici o virtuali e di case, strade e quartieri ghetto, che a loro volta portano ad un circolo vizioso di inarrestabile progressivo aumento del fenomeno,

ma allo stesso modo mi preoccupa
l'eccessiva tolleranza, il non volere mai alzare la voce, il buonismo a tutti i costi, quel voler mantenere una forma politically correct sempre e comunque, quel desiderio di utopica uguaglianza costituzionale, così come la costante negazione di evidenti problemi che si ritiene debbano magicamente scomparire se ignorati o minimizzati, se non, addirittura, giustificati.

A me piacerebbe
una coerente integrazione, che presupponga una giusta dose di apertura mentale e un po' più di pazienza e buona volontà da parte di chi accoglie, comportamento cui dovrebbe corrispondere, contemporaneamente, una presa di coscienza, da chi viene accolto, di dover accettare leggi, usi, costumi e consuetudini, con la consapevolezza che il suo doversi adattare ad una realtà differente dalla propria è il pegno che, obbligatoriamente, deve pagare per poter restare e non essere discriminato.
 
sandro63s ha scritto:
A me preoccupa
l'intolleranza e la paura a priori dello straniero, l'eccessivo giustizialismo, che tende a far di un erba un fascio, colpevolizzando "gli altri", "i diversi", "gli extra" in toto, adottando un comportamento che porta alla creazione di barriere, di muri fisici o virtuali e di case, strade e quartieri ghetto, che a loro volta portano ad un circolo vizioso di inarrestabile progressivo aumento del fenomeno,

ma allo stesso modo mi preoccupa
l'eccessiva tolleranza, il non volere mai alzare la voce, il buonismo a tutti i costi, quel voler mantenere una forma politically correct sempre e comunque, quel desiderio di utopica uguaglianza costituzionale, così come la costante negazione di evidenti problemi che si ritiene debbano magicamente scomparire se ignorati o minimizzati, se non, addirittura, giustificati.

A me piacerebbe
una coerente integrazione, che presupponga una giusta dose di apertura mentale e un po' più di pazienza e buona volontà da parte di chi accoglie, comportamento cui dovrebbe corrispondere, contemporaneamente, una presa di coscienza, da chi viene accolto, di dover accettare leggi, usi, costumi e consuetudini, con la consapevolezza che il suo doversi adattare ad una realtà differente dalla propria è il pegno che, obbligatoriamente, deve pagare per poter restare e non essere discriminato.

ragionando cosi' pacatamente.....
Mi permetto di essere contrario all' intgrazione,
nel senso stretto del termine.
Sara' a causa della eta', della mia educazione all' antica,
ma, sintetizzando:
con l' integrazione di manica larga, nel giro di pochi decenni gli Italiani
non popolerebbero piu' l' Italia visto gli indici di Natalita' loro,
almeno quadrupli dei nostri.
 
sandro63s ha scritto:
A me preoccupa
l'intolleranza e la paura a priori dello straniero, l'eccessivo giustizialismo, che tende a far di un erba un fascio, colpevolizzando "gli altri", "i diversi", "gli extra" in toto, adottando un comportamento che porta alla creazione di barriere, di muri fisici o virtuali e di case, strade e quartieri ghetto, che a loro volta portano ad un circolo vizioso di inarrestabile progressivo aumento del fenomeno,

ma allo stesso modo mi preoccupa
l'eccessiva tolleranza, il non volere mai alzare la voce, il buonismo a tutti i costi, quel voler mantenere una forma politically correct sempre e comunque, quel desiderio di utopica uguaglianza costituzionale, così come la costante negazione di evidenti problemi che si ritiene debbano magicamente scomparire se ignorati o minimizzati, se non, addirittura, giustificati.

A me piacerebbe
una coerente integrazione, che presupponga una giusta dose di apertura mentale e un po' più di pazienza e buona volontà da parte di chi accoglie, comportamento cui dovrebbe corrispondere, contemporaneamente, una presa di coscienza, da chi viene accolto, di dover accettare leggi, usi, costumi e consuetudini, con la consapevolezza che il suo doversi adattare ad una realtà differente dalla propria è il pegno che, obbligatoriamente, deve pagare per poter restare e non essere discriminato.

Concordo.... Anche se ogni giorno che passa la vedo più come un'utopia... :hunf: :hunf:
 
a_gricolo ha scritto:
sandro63s ha scritto:
A me piacerebbe
una coerente integrazione,

anche a me.....

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/10/25/news/aggredito-dal-branco-alla-fermata-del-tram-1.7990177

Se ti dico che qui questi fatti sono diventati una banalità mi credi?

Ps: autori di queste goliardie quasi sempre nord africani...coincidenze?
 
trinacrio ha scritto:
Ps: autori di queste goliardie quasi sempre nord africani...coincidenze?

Ognuno fa quello che gli riesce meglio. Secondo te i nordafricani brillano più per voglia di lavorare o di fare a botte?
 
trinacrio ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
sandro63s ha scritto:
A me piacerebbe
una coerente integrazione,

anche a me.....

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/10/25/news/aggredito-dal-branco-alla-fermata-del-tram-1.7990177

Se ti dico che qui questi fatti sono diventati una banalità mi credi?

Ps: autori di queste goliardie quasi sempre nord africani...coincidenze?

Più che nazionalità, parlerei di condizione sociale ed economica. Se uno nasce sentendosi dire "magrebo", "negro", "immigrato tornatene da dove sei venuto", se uno viene etichettato come delinquente a prescindere, cresce e vive con la cattiveria dentro, con il costante bisogno di sentirsi più forte. E, se trova altra gente nelle stesse condizioni, si formano branchi pericolosi. Non è un caso se è molto molto più improbabile trovare un teppistello proveniente da una famiglia bene che non in un quartiere popolare.
 
EdoMC ha scritto:
trinacrio ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
sandro63s ha scritto:
A me piacerebbe
una coerente integrazione,

anche a me.....

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/10/25/news/aggredito-dal-branco-alla-fermata-del-tram-1.7990177

Se ti dico che qui questi fatti sono diventati una banalità mi credi?

Ps: autori di queste goliardie quasi sempre nord africani...coincidenze?

Più che nazionalità, parlerei di condizione sociale ed economica. Se uno nasce sentendosi dire "magrebo", "negro", "immigrato tornatene da dove sei venuto", se uno viene etichettato come delinquente a prescindere, cresce e vive con la cattiveria dentro, con il costante bisogno di sentirsi più forte. E, se trova altra gente nelle stesse condizioni, si formano branchi pericolosi. Non è un caso se è molto molto più improbabile trovare un teppistello proveniente da una famiglia bene che non in un quartiere popolare.

Niente di tutto questo in Belgio, paese accogliente e molto premuroso nei confronti degli stranieri facendone me stesso parte dunque so di cosa parlo, il problema è che questi pretendono molto in fatto di diritti , ma dimenticando i doveri, e guai a criticarli che subito diventi razzista xenofobo e quant'altro
 
a_gricolo ha scritto:
trinacrio ha scritto:
Ps: autori di queste goliardie quasi sempre nord africani...coincidenze?

Ognuno fa quello che gli riesce meglio. Secondo te i nordafricani brillano più per voglia di lavorare o di fare a botte?

Molto piu' propensi alla seconda, l'ultima mia esperienza data di domenica scorsa
 
EdoMC ha scritto:
Più che nazionalità, parlerei di condizione sociale ed economica. Se uno nasce sentendosi dire "magrebo", "negro", "immigrato tornatene da dove sei venuto", se uno viene etichettato come delinquente a prescindere, cresce e vive con la cattiveria dentro, con il costante bisogno di sentirsi più forte. E, se trova altra gente nelle stesse condizioni, si formano branchi pericolosi. Non è un caso se è molto molto più improbabile trovare un teppistello proveniente da una famiglia bene che non in un quartiere popolare.

Può darsi. Ma questi sono di seconda generazione, e di solito (sottolineo, di solito) l'ambiente delle scuole elementari e medie (ossia quando si formano i caratteri e le prime dinamiche sociali) tende ad essere abbastanza accogliente, almeno per quello che ho visto io. Se mai sono le famiglie a metterci del loro, ma anche lì non è detto, e comunque la tendenza all'isolamento non è mai unilaterale (nel senso che i maghrebini tendono a stare molto sulle loro). Strana anche la presenza attiva di due ragazze nel pestaggio.....
 
trinacrio ha scritto:
EdoMC ha scritto:
trinacrio ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
sandro63s ha scritto:
A me piacerebbe
una coerente integrazione,

anche a me.....

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/10/25/news/aggredito-dal-branco-alla-fermata-del-tram-1.7990177

Se ti dico che qui questi fatti sono diventati una banalità mi credi?

Ps: autori di queste goliardie quasi sempre nord africani...coincidenze?

Più che nazionalità, parlerei di condizione sociale ed economica. Se uno nasce sentendosi dire "magrebo", "negro", "immigrato tornatene da dove sei venuto", se uno viene etichettato come delinquente a prescindere, cresce e vive con la cattiveria dentro, con il costante bisogno di sentirsi più forte. E, se trova altra gente nelle stesse condizioni, si formano branchi pericolosi. Non è un caso se è molto molto più improbabile trovare un teppistello proveniente da una famiglia bene che non in un quartiere popolare.

Niente di tutto questo in Belgio, paese accogliente e molto premuroso nei confronti degli stranieri facendone me stesso parte dunque so di cosa parlo, il problema è che questi pretendono molto in fatto di diritti , ma dimenticando i doveri, e guai a criticarli che subito diventi razzista xenofobo e quant'altro

Questa che indichi è una verità sacrosanta: uno dei problemi dell'Italia, è che, a prescindere dalla nazionalità lo Stato si fa poco sentire. Mettendo da parte gli extracomunitari per un secondo, quanti falsi invalidi ci sono? Quanti evasori totali? E soprattutto, quando e come vengono scoperti? In genere, per delle casualità, senza condurre delle indagini vere e proprie. Esempio ancora più calzante, parlando di sanità, ci sono una marea di persone che hanno l'esenzione ticket per reddito pur avendo introiti elevati, tanto basta un'autocertificazione e gli enti non comunicano. Lo stato Italiano è come una mamma che da il lecca lecca al bambino che fa i capricci pur di farlo stare zitto. Idem con gli extracomunitari. Ti diamo una casa ad affitto politico quando non completamente a carico dei Servizi Sociali, ti diamo l'autobus gratis per la scuola, basta che non rompete l'anima. Il bambino nel frattempo cresce, dal lecca lecca inizia a volere il giocattolo, la bicicletta, il motorino, la macchina, la Ferrari. L'errore sta proprio qua: io sono d'accordo ad accoglierli tutti, purchè abbiano un comportamento irreprensibile e gli aiuti dovrebbero essere limitati nel tempo, non eterni. E, al primo sgarro, fuori! Come si fa, del resto, in tutti gli altri paesi civili.
 
Sarà l'aria di Milano, eppure io conosco personalmente nordafricani, albanesi e rumeni che si spaccano la schiena, non bevono, crescono con amore i figli, pagano le tasse, studiano, guidano e fanno la raccolta differenziata meglio degli italiani...
Poi va da sè che lo vedo anche io che nei più eclatanti fatti di cronaca, molti altri loro connazionali sono perennemente coinvolti azzerando, in tal modo, l'immagine di coloro che, senza che se ne scriva, si comportano in maniera corretta e civile.
Tornando al mio precedente post, torno a sottolineare che chiudersi allo straniero è sbagliato, come è altrettanto sbagliato fidarsene ciecamente.
Bisogna avere la volontà - e per chi è come me non più giovane, è più difficile - di valutare non una razza, una nazionalità o una religione.
Bisogna, invece, riuscire ad accettare, oppure no, le persone, quelle persone che, singolarmente, troviamo quotidianamente innanzi a noi e, se si avrà la forza di riuscirci senza preconcetto alcuno, qualche sorpresa salterà fuori.
 
EdoMC ha scritto:
io sono d'accordo ad accoglierli tutti, purchè abbiano un comportamento irreprensibile e gli aiuti dovrebbero essere limitati nel tempo, non eterni. E, al primo sgarro, fuori! Come si fa, del resto, in tutti gli altri paesi civili.

Guarda che il 99,999999999% degli italiani la pensa così.....
 
a_gricolo ha scritto:
Sono gli "effetti collaterali" della democrazia. Nei regimi dittatoriali quei personaggi vengono..... neutralizzati prima che gli vengano le mattane, il che non rende la dittatura una soluzione. Si tratta appunto di trovare una "soluzione democratica" al problema. Che non è così facile, purtroppo

O se no , molti di questi appartenenti a branchi di sadico-violenti vengono integrati con la qualifica di picchiatori , torturatori e inquisitori di stato . Che poi è anche peggio...

Vedi dittature sud-americane , greche ecc.
 
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