<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Londra, sotto attacco? | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Londra, sotto attacco?

Non è che sia un fallimento, semplicemente non esiste. L'uomo è un animale - in verità più una bestia - territoriale e predatore, quindi il più forte tende a dominare. Tutte le belle storie sul melting pot, l'intercultura, l'integrazione.... tutte balle, finchè ci sono risorse a sufficienza (meglio, in abbondanza) per tutti (intese come cibo, spazio e femmine) si può verificare una convivenza pacifica tra comunità diverse basata sulla reciproca sopportazione, ma quando uno dei tre fattori inizia a diventare limitante si passa al conflitto. Strano che alla menata del "siamo tutti fratelli" ci sia ancora qualcuno che ci crede.

infatti penso sempre che succederebbe alla Svizzera se diventasse povera...
 
Io vorrei solo che si prendesse atto, da parte delle nazioni occidentali, che si è in uno stato di guerra e che diverse centinaia o migliaia di coloro che ce l'hanno dichiarata risiedono nei nostri paesi.
A costoro non dovrebbero venire applicate le norme del codice penale bensì quelle del codice militare del tempo di guerra e pertanto una volta acquisite prove certe di una radicalizzazione si preleva, lo si porta in una prigione di massima sicurezza e basta, impedendogli anche di venire in contatto con delinquenti comuni per evitare il rischio di indottrinamento.
Al momento invece vengono pedinati e messi sotto osservazione per um poco e poi classificati come poco pericolosi finchè non sgozzano un prete o un soldato o falciano decine di persone con un'auto.
Non mi piace una soluzione di questo genere, potrebbe ricordare vicende dolorose di Cile ed Argentina, ma mi sembra ancor più pericoloso assistere ad una crescente insofferenza all'islam che potrebbe sfociare, con conseguenze ancora più nefaste, ad una sorta di guerra di religioni che potrebbe regalare ancora più adepti alla causa delirante dell'Isis.
Sottoscrivo anche le virgole, è esattamente quanto penso anch'io.
 
Però osserverai anche tu che il cosiddetto "Islam moderato", ammesso che sia un termine corretto, sembra troppo poco presente quando si tratta di isolare questi impestati.... Ora, io capisco che ogni confessione religiosa ha le sue modalità di scegliersi la "classe dirigente", e se l'Islam non prevede un capo supremo non glielo si può imporre, ma alla luce di quello che stanno combinando un numero non trascurabile di invasati "nel nome di Allah", non sarebbe tempo che la maggioranza islamica moderna decidesse da che parte stare, senza se, ma, però? Ad esempio, scegliendosi dei "super-imam" che si prendessero la briga di rileggere e ricontestualizzare il Corano? E soprattutto, condannando i fondamentalismi e le discriminazioni contro le donne a livello dell'intero mondo islamico?
Assolutamente d'accordo. L'islam non ha un'autorità centrale, universalmente riconosciuta, come la religione cristiana cattolica, ma questo non può essere un alibi per quegli imam o sedicenti/presunti tali che nel 2017 interpretano alla lettera un testo di secoli fa.
Trovo inoltre risibile parlare di islam moderato, poiché anche i cosiddetti islamici moderati considerano la donna un oggetto o un essere inferiore, con tutte le deprecabili - e criminali - conseguenze che questo comporta.
 
Se il "multiculturalismo" fosse qualcosa di concreto, gli arruffapopoli non attecchirebbero.


Mi spiace:
ma la gente non e' cattiva di suo.
Ogni tanto nasce qualche " arruffapopolo " e proprio per quello
( non e' cattiva ),
la gente non si oppone.
E ancor peggio, in larga parte, si lascia manipolare....
Leggi nascita del Nazismo.
Ma se non " stimolata ", passata la tempesta, la gente puo' ritornare a convivere pacificamente come prima: vedi appunto Bosnia & H.

http://www.trippando.it/viaggio-a-sarajevo-dove-convivono-popoli-e-religioni/


Nota
Gli " arruffapopoli ", ci son sempre stati.
Dipende da " fin dove si spingono ".
 
Ultima modifica:
guardiamo in faccia la realtà, quindi mi dite che un cittadino che denota comportamenti integralistici sul web merita la reclusione in una struttura come Guantanamo, ci siamo? Io giro nella rete e trovo migliaia di esempi di istigazione alla violenza in cui ad esempio si richiede con l'uso della forza di rivoluzionare l'attuale situazione del nostro paese. In entrambe gli esempio parliamo di cittadini di uno stesso paese, come ci si comporta in quel caso? La discriminate quindi diventa la religione professata? Lo chiedo perchè anche nel caso dell'altro giorno il cittadino era giuridicamente a tutti gli effetti Inglese.
Ti rispondo in ritardo causa mia assenza per dirti che no, la discriminante non dovrebbe essere la religione professata anche se, al momento la agitano tutti come bandiera e gridano il nome di Allah.
La frase che ho scritto circa la necessità di applicare un codice militare come se fossero sabotatori mascherati in tempi di guerra nasce da alcune semplici considerazioni fatte ascoltando o leggendo le cronache dei protagonisti di questi attentati.
La costante che più salta agli occhi è che quasi sempre dopo un periodo di delinquenza comune si sono radicalizzati in carcere, ritornati in libertà sono stati posti sotto osservazione e giudicati non particolarmente pericolosi ed invece sgozzano preti in chiesa o militari per strada o falciano ignari passanti su un boulevard o un mercatino.
Per soprammercato poi le autorità ci informano che hanno sventato 7 o 10 attentati nell'ultimo anno senza dare nessuna delucidazione in merito.
Io, sempre leggendo i giornali, per quel poco che ho letto ho visto che i sospetti di predicare il terrorismo sono stati espulsi o messi in carcere a fare nuovi proseliti.
A me queste soluzioni non piacciono minimamente, quando vi è una ragionevole certezza io questi individui li voglio mettere in condizione di non nuocere più e per questo ritengo che occorra un codice di guerra, non perché voglia esacerbare un conflitto latente, bensì proprio per impedire la creazione di un clima ostile nei confronti di tutti gli islamici e degli stranieri in generale.
Non piace neanche a me l'idea di una Guantanamo europea e solo pochi anni or sono avrei giurato che mai avrei scritto ciò che ho appena ribadito, ma ritengo una saggia filosofia quella di scegliere il male minore cioè eliminare chirurgicamente i focolai di infezione anziché lasciarli liberi di propagarsi fino ad arrivare a vere crociate sul nostro suolo in risposta all'avanzata degli islamici ed al diffondersi dei loro esaltati.
Se qualcuno mi dimostra che vi sono altri modi più democratici ed altrettanto efficaci sarò felicissimo di riconsiderare quanto scritto, altrimenti resto della mia idea.
Per inciso, anche ammettendo che anche qualche innocente potrebbe venir segregato ingiustamente, sull'altro piatto della bilancia io metto quei tanti poveri innocenti falciati da sventagliate di mitra o da un camion lanciato sulla folla e penso che nel caso dell'incarcerato innocente il suo caso sarà stato valutato da un procuratore, da un giudice mentre per le centinaia di morti casuali non vi è stata colpa alcuna da parte loro nè un processo, ma solo un'esaltazione di un folle e una falla nell'apparato che dovrebbe arginare il terrorismo.
 
Mi spiace:
ma la gente non e' cattiva di suo.
Ogni tanto nasce qualche " arruffapopolo " e proprio per quello
( non e' cattiva ),
la gente non si oppone.
E ancor peggio, in larga parte, si lascia manipolare....
Leggi nascita del Nazismo.
Ma se non " stimolata ", passata la tempesta, la gente puo' ritornare a convivere pacificamente come prima: vedi appunto Bosnia & H.

http://www.trippando.it/viaggio-a-sarajevo-dove-convivono-popoli-e-religioni/


Nota
Gli " arruffapopoli ", ci son sempre stati.
Dipende da " fin dove si spingono ".



Infatti, la gente non è "cattiva", semplicemente e naturalmente preferisce i suoi simili. Esempio dal link da te riportato:

È molto delicato viaggiare in un paese islamico durante il Ramdan, percui abbiamo rinunciato a visitare le moschee per rispetto altrui. Ma questa è un’altra storia, un altro viaggio a Sarajevo

Questo non è il mio modello di "convivenza pacifica". In un paese cristiano non ci sono periodi in cui viaggiare è "molto delicato"....
 
Anche andare nei Paesi "Cristiani" in certi giorni è pericoloso (manifestazioni politiche, scioperi, partite di calcio). Non credo che andrasene in giro in certi quartieri del cattolicissimo Messico o del Venezuela, della Colombia, o passeggiare a Scampia ingioiellati...o a Belfast il 12 luglio con una maglietta di Papa Francesco...o
 
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