In questi giorni siamo bombardati da dati preoccupanti, a dir poco, sull'inquinamento da polveri sottili e siamo colpiti da parole come emergenza e provvedimenti di dubbia efficacia e tutti focalizzati sul traffico.
Siamo tutti concordi nel pensare che l'aria nelle nostre città debba essere sempre più pulita, ma la falsa rappresentazione che ne viene data e che fa percepire al semplice cittadino questo periodo come il più inquinato proprio non la concepisco.
Da quando sono stati fissati i limiti sulle polveri i dati mostrano che i valori medi sono in calo di qualche punto percentuale ogni anno e se poi ci riferissimo agli anni 80 e 90 probabilmente (non sono riuscito a trovare dei dati al riguardo) avremmo valori medi pari ad un decimo rispetto a trenta o quaranta anni fa.
Ciò che mi lascia perplesso di questa informazione da quattro soldi è che si limiti a fare da megafono, da cassa di risonanza di un problema contingente legato a particolari e transitorie condizioni meteo per dipingere scenari a tinte fosche come fossimo a Pechino o a Londra del 1952 o a Los Angeles dei primi anni 60.
E' chiedere troppo di non diffondere inutile allarmismo ed inquadrare correttamente il problema.
Se non vi erano sforamenti venti anni or sono volete scrivere che era dovuto solo al fatto che non esistevano i limiti ma le polveri in sospensione vi erano lo stesso!
Mi sembra che la stragrande maggioranza di tali giornalisti non provi nemmeno ad approfondire una notizia e si limiti ai pezzi "di colore" sulle città col blocco del traffico.
Mi domando cosa succederebbe se, per le statistiche si innalzasse la soglia di povertà da poniamo (non la conosco) 7500 euro annui a testa a 15000, continuerebbero a dire che i poveri in un solo giorno sono decuplicati o si porrebbero quelle domande che per l'aria non si sono poste?
Anche sui blocchi estemporanei delle auto e delle loro modalità vi sarebbe poi molto da dire.
A me viene in mente quella storiella del tale che vede un amico cercare qualcosa sotto un lampione, si avvicina e gli chiede cosa stesse cercando. "Mi sono cadute le chiavi" risponde lui ed il tale gli da una mano a cercarle, passato un quarto d'ora senza risultato prova a chiedergli se fosse proprio sicuro di averle perse lì, " No, le ho perse venti metri più in la" "ma allora perchè le cerchi sotto il lampione?" "Perchè laggiù non vedevo nulla!"
Sappiamo che il problema si presenta solo in inverno ed è da attribuirsi in massima parte agli impianti di riscaldamento eppure anziché andare a controllare questi si blocca il traffico come a dire, facciamo qualcosa, anche se non serve quasi a nulla.
Tornando al titolo, l'inquinamento di cui nessuno parla è quello dell'nformazione che ci fa vivere un periodo di, lento, miglioramento della qualità dell'aria come se invece questa fosse in costante peggioramento.
E questo, a mio avviso, è l'inquinamento della qualità della vita.
Siamo tutti concordi nel pensare che l'aria nelle nostre città debba essere sempre più pulita, ma la falsa rappresentazione che ne viene data e che fa percepire al semplice cittadino questo periodo come il più inquinato proprio non la concepisco.
Da quando sono stati fissati i limiti sulle polveri i dati mostrano che i valori medi sono in calo di qualche punto percentuale ogni anno e se poi ci riferissimo agli anni 80 e 90 probabilmente (non sono riuscito a trovare dei dati al riguardo) avremmo valori medi pari ad un decimo rispetto a trenta o quaranta anni fa.
Ciò che mi lascia perplesso di questa informazione da quattro soldi è che si limiti a fare da megafono, da cassa di risonanza di un problema contingente legato a particolari e transitorie condizioni meteo per dipingere scenari a tinte fosche come fossimo a Pechino o a Londra del 1952 o a Los Angeles dei primi anni 60.
E' chiedere troppo di non diffondere inutile allarmismo ed inquadrare correttamente il problema.
Se non vi erano sforamenti venti anni or sono volete scrivere che era dovuto solo al fatto che non esistevano i limiti ma le polveri in sospensione vi erano lo stesso!
Mi sembra che la stragrande maggioranza di tali giornalisti non provi nemmeno ad approfondire una notizia e si limiti ai pezzi "di colore" sulle città col blocco del traffico.
Mi domando cosa succederebbe se, per le statistiche si innalzasse la soglia di povertà da poniamo (non la conosco) 7500 euro annui a testa a 15000, continuerebbero a dire che i poveri in un solo giorno sono decuplicati o si porrebbero quelle domande che per l'aria non si sono poste?
Anche sui blocchi estemporanei delle auto e delle loro modalità vi sarebbe poi molto da dire.
A me viene in mente quella storiella del tale che vede un amico cercare qualcosa sotto un lampione, si avvicina e gli chiede cosa stesse cercando. "Mi sono cadute le chiavi" risponde lui ed il tale gli da una mano a cercarle, passato un quarto d'ora senza risultato prova a chiedergli se fosse proprio sicuro di averle perse lì, " No, le ho perse venti metri più in la" "ma allora perchè le cerchi sotto il lampione?" "Perchè laggiù non vedevo nulla!"
Sappiamo che il problema si presenta solo in inverno ed è da attribuirsi in massima parte agli impianti di riscaldamento eppure anziché andare a controllare questi si blocca il traffico come a dire, facciamo qualcosa, anche se non serve quasi a nulla.
Tornando al titolo, l'inquinamento di cui nessuno parla è quello dell'nformazione che ci fa vivere un periodo di, lento, miglioramento della qualità dell'aria come se invece questa fosse in costante peggioramento.
E questo, a mio avviso, è l'inquinamento della qualità della vita.