Dall'ultima sentenza della cassazione sembra sia lecito licenziare gli scansafatiche. Sentenza su un tizio che impiegava 3.5 ore per fare un lavoro che i suoi colleghi facevano in mezz'ora. La cassazione ha dato ragione all'azienda.
E mi sembra pure giusto.
Non subito, magari dopo 2 o 3 avvisi. Se uno è recidivo, dopo i cartellini gialli arriva quello rosso.
È anche una questione di rispetto nei confronti di chi lavora veramente. E magari lavora il doppio proprio perché ci sono gli scansafatiche.
Il problema sta nel dimostrare che una persona impiega troppo tempo per effettuare un lavoro non perchè magari ha dei limiti ma perchè si è gingillato perdendo tempo.
Io questo lunedì,dopo un weekend in cui non mi sono riposato per niente,mi sono trovato a stretto contatto di gomito con il solito collega che prima delle 9,dopo una mezz'oretta di lavoro,già sbuffava e si lamentava.
E devo dire che questo esempio pare confermare l'esperienza di g.fabbri perchè non ha hobbies,mi sarebbe piaciuto dire che si tratta di una persona piena di interessi...
Non voglio essere presuntuoso,centra anche il fatto che io sono più giovane,ma per svolgere lo stesso lavoro io impiego molto meno tempo di lui.
Eppure la paga è la stessa,anche se io non mi risparmio e magari mi trovo a finire in anticipo quello che avevo da fare,mentre lui finisce quasi sempre al limite se non oltre il tempo massimo.
E la cosa peggiore è che sono io quello mal visto (mal visto solo da quel collega guardacaso),come se cercassi di mettermi in mostra o di prendere per me tutta la gloria.
Ma di gloria non ce n'è per nessuno,si lavora e si ottiene in cambio uno stipendio,non si tratta di premi ma di uno scambio tra prestazioni lavorative e denaro.
Se io allungo di proposito la minestra,impiegando più tempo del necessario per fare qualcosa,se vengo pagato ad ore e non a cottimo di fatto sto fregando chi mi paga perchè la retribuzione corretta sarebbe 5 ma io faccio in modo di guadagnare 10 per lo stesso lavoro.
Un caro amico che lavora come dipendente in un settore che ha attraversato una profonda crisi mi raccontava che da dipendente prendeva la situazioni più sul serio del suo datore di lavoro (forse perchè il datore di lavoro aveva le spalle molto più coperte).
E' il classico esempio di dipendente che lavora come se l'azienda fosse la sua,tenendoci e dimostrando che ci tiene a fare in modo che le cose vadano bene.
Mentre purtroppo devo dire che specialmente in alcuni settori vedo dei dipendenti a cui non solo non frega niente di come va l'azienda,ma anzi sembra che facciano tutto il possibile per far andare male le cose,impegnandosi poco e creando anche un clima di malcontento per gli altri.