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LA TARTARUGA

La Tartaruga. (Bruno Lauzi)
[Più o meno 1975/1976]

(Bruno Lauzi - Pippo Caruso)
Sigla della trasmissione televisiva "Anteprima di un colpo di fortuna"

la bella tartaruga
che cosa mangera'
chi lo sa
chi lo sa
due foglie di lattuga
poi si riposera'
ah ah ah
ah ah ah
la tartaruga
un tempo fu
un animale
che correva
a testa in giu'
come un siluro
filava via
che ti sembrava
un treno
sulla ferrovia
ma avvenne
un incidente
un muro la fermo'
si ruppe
qualche dente
e allora rallento'
la tartaruga
da allora in poi
lascia che a correre
pensiamo solo noi
perche' quel giorno
poco piu' in la'
andando piano
lei trovo'
la felicita'
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo
non aveva mai guardato
e un biondo
tartarugo corazzato
che ha sposato
un mese fa
la bella tartaruga
nel mare va perche'
ma perche'
ma perche'
fa il bagno
e poi si asciuga
dai tempi di noe'
eh eh eh
eh eh eh
la tartaruga
lenta com'e'
afferra al volo
la fortuna quando c'e'
dietro una foglia
lungo la via
lei ha trovato
la' per la'
la felicita'
un prato d'insalata
un lago di frittata
spaghetti alla chitarra
per passare la serata
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo
non aveva mai notato
e un biondo
tartarugo corazzato
che ha sposato
un mese fa
un mese fa
 
ISOTTA
Pippo Franco

Dorme la vecchia regina
senza benzina guarda com'è giù.
Sogna i suoi cento cavalli
che non ci son più.

Un leprotto sul cruscotto,
cinque trote nelle ruote,
sui sedili davanti due polli ruspanti
e sul tetto una coppia di gru
Uh! Che bella compagnia!
Due ranocchi - batteria
hanno appena imparato a rimetterla in moto
e le gru la ritirano su.

Isotta, Isotta dai che ce la fai!
Strombetta, metti la marcia e vai...
C'è un'autostrada a trentatre corsie
e sono tutte tue,
torna a fare vedere chi sei!
Puoi superarli tutti, se lo vuoi
i prototipi, le automatiche e le formula tre!

Isotta, Isotta dai che ce la fai!
Strombetta, metti la marcia e vai...
E a bordo quanta gente prenderai:
prima il vescovo, gli onorevoli,
ed il sindaco, coi fotografi,
tutti i vigili, con il popolo
che fa festa per te!

Per la bellissima Isotta
prese una cotta il figlio del re
poi ci fu un divo del muto che con lei fuggì.
Il banchiere Dare-Avere
la vendette al ragioniere,
un cocchiere che stava a Lambrate
pagò mille rate per farne un taxi.
Il burino ci provò
nella stalla posteggiò
così lei mise in pace il motore
ad un vecchio trattore poi disse di sì.

Isotta, Isotta dai che ce la fai!
Strombetta metti la marcia e vai.
Il tuo pilota azzurro tornerà
e poi ti guiderà
là nel suo favoloso garage!
Rally di miele a Montecarlo e via:
i chilometri più romantici
della tua fantasia.

Isotta, Isotta dai che ce la fai!
Strombetta metti la marcia e vai.
In California fino ad Hollywood,
poi sul Messico fino ai tropici,
sul Pacifico, poi in Africa,
dalle Amazzoni all'Antartide,
fino ai mari del Sud...

e sempre più lontano voli tu,
col tuo principe tra le nuvole chi ti
fermerà più.
 
La Gilera
Parole e musica di Claudio Chieffo

Mi mangio sempre il latte con il pane per risparmiare i soldi della Gilera
e lavoro, lavoro come un cane e vado a letto subito la sera.
Sono il meglio apprendista tappezziere,sono il meglio apprendista del paese,
anche perché ci sono solo io, e poi risparmio molto nelle spese...
A Natale io mi compro la Gilera, tutta bianca col manubrio americano,
che si sta così, guarda, si sta così...
e la sua bella marmitta che pare d?argento!
Risparmio quasi settemila al mese, li metto nella giacca, quella nera,
però non ce l?ho detto nel paese che mi voglio comperare la Gilera...
A Natale io mi compro la Gilera, tutta bianca col manubrio americano,
che si sta così, guarda, si sta così...
e la sua bella marmitta che pare d?argento!
L?ho trovata, è usata me la compro, l?ho trovata mi compro la Gilera
quarantamila all?atto e dieci dopo...mi danno anche il pieno di miscela!
A Natale io mi compro la Gilera, tutta bianca col manubrio americano,
che si sta così, guarda, si sta così...
e la sua bella marmitta che pare d?argento!
Erano nove mesi e dieci giorni che mi avevo comperato la Gilera,
giravo su e giù per il paese, ma c?era molta nebbia quella sera...
mi salta fuori un vecchio col bastone, oddio lo metto sotto il poveretto
allora dò uno strappo alla Gilera e mi infilo laggiù nel canaletto...
A Natale uscirò dall?ospedale, tutto bianco con una bella ingessatura
che si sta così, guarda, si sta così...ma il più che mi dispiace è la Gilera...

"Putost che tò la dona a tovi la Gilera vù a spass matina e sera vù a spass matina e sera, putost che tò la dona mi tovi la Gilera vù a spass matina e sera ma mì la dona la tovi no"
 
https://www.youtube.com/watch?v=Z1oWBw01acA

TIE' (E AMMAZZA CHE GNOCCHETTE, CHISSà CHE FINE HANNO FATTO)
 
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