<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> la speleologa..... | Il Forum di Quattroruote

la speleologa.....

...Per trasportare Anna Bonini e' stato necessario allargare alcuni tratti molto stretti della grotta, per questa operazione si sono dedicati 8 volontari della Commissione Disostruzione del CNSAS che, tramite l'uso di micro cariche, hanno demolito piccole porzioni di roccia consentendo il passaggio della barella. Durante l'intervento, durato complessivamente 35 ore (di cui 25 di trasporto barella), si sono alternate 3 squadre di medici ed infermieri (7 componenti la Commissione Medica CNSAS) e 3 di tecnici per il recupero (69 tecnici CNSAS).

CHI PAGA?
 
bumper morgan ha scritto:
...Per trasportare Anna Bonini e' stato necessario allargare alcuni tratti molto stretti della grotta, per questa operazione si sono dedicati 8 volontari della Commissione Disostruzione del CNSAS che, tramite l'uso di micro cariche, hanno demolito piccole porzioni di roccia consentendo il passaggio della barella. Durante l'intervento, durato complessivamente 35 ore (di cui 25 di trasporto barella), si sono alternate 3 squadre di medici ed infermieri (7 componenti la Commissione Medica CNSAS) e 3 di tecnici per il recupero (69 tecnici CNSAS).

CHI PAGA?
lo stesso che mi soccorre se sciando mi spacco una gamba, oppure quello che se te ne vai bighellonando in moto e fai un incidente poi ti ricovera in ospedale. certi servizi credo siano sacrosanti.
sono altre le spese da limare...
 
bumper morgan ha scritto:
...Per trasportare Anna Bonini e' stato necessario allargare alcuni tratti molto stretti della grotta, per questa operazione si sono dedicati 8 volontari della Commissione Disostruzione del CNSAS che, tramite l'uso di micro cariche, hanno demolito piccole porzioni di roccia consentendo il passaggio della barella. Durante l'intervento, durato complessivamente 35 ore (di cui 25 di trasporto barella), si sono alternate 3 squadre di medici ed infermieri (7 componenti la Commissione Medica CNSAS) e 3 di tecnici per il recupero (69 tecnici CNSAS).

CHI PAGA?
ci pensavo anche io ieri.. quando si recupera uno sciatore in fuori pista si critica giustamente l'incoscienza e l'irresponsabilità del soggetto, in questo caso al contrario nessuno ha obiettato nulla :evil: anzi, il fratello ha detto che sicuramente tornerà presto nelle grotte.
personalmente non mi sembra un atteggiamento coerente
 
Come principio generale la sanità pubblica non dovrebbe intervenire in maniera del tutto gratuita sulle attività svolte per hobby o per passione.
Però la distinzione problematica.
Se io faccio un'escursione in moto la domenica o una gita in auto, cado e mi ferisco, devo pagare o no l'assistenza medica?
 
bumper morgan ha scritto:
...Per trasportare Anna Bonini e' stato necessario ....CHI PAGA?
http://247.libero.it/mfocus/179736699/onlinereg13469635/il-presidente-nazionale-del-b-cnsas-b-scrive/

IL PRESIDENTE NAZIONALE DEL CNSAS SCRIVE

In merito a quanto apparso sugli organi d&#700; informazione relativamente ai costi degli interventi di soccorso in montagna il Presidente Nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), Pier Giorgio Baldracco precisa che:
Il CNSAS, struttura del Club Alpino Italiano, è un&#700;oganizzazione di volontariato operativa in tutto il territorio nazionale ed è struttura nazionale di protezione civile. Il soccorso prestato è totalmente gratuito, pertanto il CNSAS non riceve alcun compenso per gli oltre 5000 interventi di soccorso in montagna e in grotta effettuati mediamente ogni anno.&#700;organico è di circa 7500 volontari tra tecnici, medici (sia del settore alpino che del settore speleologico) e unità cinofile gli stessi, lo ribadiamo con forza, non ricevono alcun compenso per i soccorsi in montagna.finanziamenti erogati dallo Stato e dalle Regioni e/o Province Autonome sono utilizzati unicamente per le spese di formazione di tecnici, medici e unità cinofile, di organizzazione del servizio e per mezzi e materiali tecnici.I costi sostenuti dalla collettività per il servizio di elisoccorso del 118, in cui il CNSAS partecipa con i propri uomini qualificati come tecnici di elisoccorso (come previsto dalla Legge 21 marzo 2001, n°74) devono essere correttamente riferiti alla totalità del servizio svolto dal sistema 118 alla cittadinanza e ai frequentatori della montagna (compresi a titolo di esempio quelli sulle) e non ai soli interventi di soccorso in montagna e Tali oneri sono da attribuirsi nella quasi totalità alla spesa corrente per la gestione degli elicotteri e del personale del servizio sanitario nazionale e sono di competenza dei singoli dipartimenti di emergenza-urgenza del 118.
La percentuale d&#700;interventi di soccorso in montagna, a seconda delle diverse aree geografiche, oscilla tra il 2% e il 12% di tutti quelli effettuati dal sistema di emergenza-urgenza sanitaria (118). Il presidente sottolinea inoltre come il rapporto di e in particolare con il dott. Guido Bertolaso , sia oggi più che mai ai massimi livelli di collaborazione ed efficienza.
Il CNSAS, in accordo con il Club Alpino Italiano, si sta facendo promotore di una campagna nazionale d&#700;informazione e formazione rivolta alla popolazione e in particolare ai giovani e nelle scuole al fine di accrescere la conoscenza e la competenza per frequentare in sicurezza della Ricerca, il Dipartimento del Turismo e il Dipartimento della Protezione Civile. auspicano che tale campagna veda fortemente coinvolti anche il Ministero dell&#700;Istruzione, dell&#700;Università, e Il Presidente Generale del CAI, Annibale Salsa e il Presidente nazionale del CNSAS Pier Giorgio Baldracco invitano tutti gli appassionati e i turisti a continuare ad andare in montagna, farlo fa bene sia a chi le frequenta e sia a chi vi abita.
?Ricordo - conclude Baldracco - che le tragedie in montagna sono episodi eccezionali e il numero degli interventi, come ho avuto più volte modo di ribadire, da un po&#700; di anni è in leggera ma continua diminuzione? continua Pier Giorgio Baldracco, il CNSAS non si oppone all&#700;eventuale introduzione di un ticket per tutti quei soccorsi in montagna che non siano classificati come vere e proprie emergenze-urgenze sanitarie anche per evitare l&#700;abuso delle richieste disinergia operativa con il Dipartimento della Protezione Civile
piste da sci affollate da cittadini non alpinisti in grotta.
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
...Per trasportare Anna Bonini e' stato necessario allargare alcuni tratti molto stretti della grotta, per questa operazione si sono dedicati 8 volontari della Commissione Disostruzione del CNSAS che, tramite l'uso di micro cariche, hanno demolito piccole porzioni di roccia consentendo il passaggio della barella. Durante l'intervento, durato complessivamente 35 ore (di cui 25 di trasporto barella), si sono alternate 3 squadre di medici ed infermieri (7 componenti la Commissione Medica CNSAS) e 3 di tecnici per il recupero (69 tecnici CNSAS).

CHI PAGA?
lo stesso che mi soccorre se sciando mi spacco una gamba, oppure quello che se te ne vai bighellonando in moto e fai un incidente poi ti ricovera in ospedale. certi servizi credo siano sacrosanti.
sono altre le spese da limare...
con la moto paghi un'assicurazione ( detraibile); negli altri casi dovrebero obbligare a farsi una assicurazione no? fai un qualsasi sport rischioso? o paga l'assicurazione o ti presnto il conto. Come in Svizzera.
 
Molto probabilmente è iscritta al CAI o a organizzazioni simili che hanno una convenzione con il SSN.
Quindi prima di fare i conti in tasca agli altri sarebbe meglio informarsi.

PS chi si fa male sulle piste da sci, invece, paga di suo se non è assicurato in quanto il comprensorio sciistico è "privato".
 
stefano_68 ha scritto:
Imho come principio generale la sanità pubblica non dovrebbe intervenire in maniera del tutto gratuita sulle attività svolte per hobby o per passione.
E' anche vero che spesso è difficile distinguere.
Se io faccio un'escursione in moto la domenica, cado e mi ferisco, devo pagare o no l'assistenza medica?
Anche qlla è un'attività non necessaria.

non sono d'accordo, secondo me è giusto che la sanità intervenga gratuitamente ad eccezzione di episodi di particolare irresponsabilità...anche perchè in questi si rischia di mettere a repentaglio la vita di altre persone
 
G5 ha scritto:
Credo che la domanda "CHI PAGA?" sia davvero di cattivo gusto.
per te! e poi nessuno a detto che va lasciata lì; ci si chiede chi paga, ci si chiede se non non sarebbe giusto che ci sia un'assicurazione. Se poi c'è, è fiito il discorso?
 
moogpsycho ha scritto:
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
lo stesso che mi soccorre se sciando mi spacco una gamba
i rischi sciando in pista sono gli stessi che corre uno speleologo?
In realtà sono superiori, dato che gli speleologi sono mediamente responsabili, ben preparati e meglio equipaggiati(tant'è che la signora in questione ha ben resistito in avverse condizioni)
Troppo spesso sulle piste si avventurano troppi incoscienti e fuori forma fisica.
 
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