Mi associo.jaccos ha scritto:La granpasso mi piaceva...
Centrato il problema!pi_greco ha scritto:una riflessione
i paesi i cui costruttori dominano il mercato hanno meno produttori del nostro paese anche se li sommi tra loro
l'italia è il paese dei campanili, ognuno ha il suo costruttore preferito, ma il mercato non è in grado di mantenere 20 costruttori, anche perchè tanti estimatori di un marchio non comprano una moto da almeno vent'anni
se poi si aggiunge che ognuno ha una sua filosofia assolutamente personale e in contrapposizione con le altre... guardate i jap, sui modelli più diffusi hanno raggiunto un'ottimizzazione tale che ha portato ad una certà omogeneità nelle soluzioni
per distinguersi occorre dare un prodotto di qualità che giustifichi il prezzo non allineato, il che è dovuto all'unicità
Pik39 ha scritto:Oggi a Bologna andrà all'asta la famosa casa motociclistica. Un'altra gloriosa Casa che chiude!![]()
EVOLVO ha scritto:Purtroppo le cose buone riguardano un passato ,molto mal gestito nelle evoluzioni ecco come è andata a finire l'asta :
Moto Morini, l'asta va deserta
Le offerte avrebbero dovuto partire da 5,5 milioni
Ora sarà convocata una nuova gara entro l'estate
Va deserta l?asta per Moto Morini, la storica azienda di motociclette di Casalecchio dichiarata fallita nel maggio 2010. Nessun compratore si è fatto avanti con un?offerta per comprare l?azienda, nelle mani da quasi un anno del curatore fallimentare Piero Aicardi.
Le offerte per l'asta, che sarebbero dovute arrivare entro mezzogiorno di ieri, sarebbero dovute partire da un prezzo base di 5,5 milioni (con lo stabilimento compreso), oppure 2,2 milioni per la sola azienda a cui però andavano aggiunti 400.000 euro di affitto della sede per i primi due anni. «È un peccato - commenta a udienza finita il curatore Aicardi -. Prendiamo atto che non ci sono state offerte. Ora la procedura prevede un?altra asta e cercheremo di farla prima dell?estate. La legge dà la possibilità di abbassare il prezzo, valuteremo se farlo».
Aicardi spera ancora per il futuro. «Ci sono tre cordate di imprenditori, due straniere e una italiana, che hanno mostrato interesse e volontà di comprare l?azienda, dicendosi intenzionate a riassumere i lavoratori e proseguire la produzione», spiega il curatore. «È gente concreta e del settore, non parliamo di sogni- prosegue Aicardi- mi hanno assicurato che il problema non era il prezzo, quanto la liquidità. Siamo in contatto da un mese e mezzo, sinceramente speravo si presentassero». A questo punto, Aicardi aspetterà l?arrivo di un?offerta, sulla base della quale poi potrà convocare la nuova asta.
13 aprile 2011
Non c'è niente da fare. Devo farti conoscere mio padre, ammesso che non vi conosciate già......pi_greco ha scritto:una riflessione
i paesi i cui costruttori dominano il mercato hanno meno produttori del nostro paese anche se li sommi tra loro
l'italia è il paese dei campanili, ognuno ha il suo costruttore preferito, ma il mercato non è in grado di mantenere 20 costruttori, anche perchè tanti estimatori di un marchio non comprano una moto da almeno vent'anni
se poi si aggiunge che ognuno ha una sua filosofia assolutamente personale e in contrapposizione con le altre... guardate i jap, sui modelli più diffusi hanno raggiunto un'ottimizzazione tale che ha portato ad una certà omogeneità nelle soluzioni
per distinguersi occorre dare un prodotto di qualità che giustifichi il prezzo non allineato, il che è dovuto all'unicità
cuorern - 2 minuti fa
Carloantonio70 - 1 giorno fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa