Il fatto è che mentre un po' ovunque sento e leggo dichiarazioni (più o meno veementi e compiaciute) totalmente contrarie alla produzione di energia elettrica a mezzo centrali nucleari, praticamente da nessuna parte sento o leggo dichiarazioni dalle quali traspaia l'intenzione a ridurre i consumi e gli enormi sprechi di energia, così da poter appunto fare a meno delle suddette centrali.
Leggo e sento invece dappertutto dichiarazioni sulla necessità di ulteriori "crescite" e "sviluppi" economici, sulla necessità di dare nuovi impulsi ai cosiddetti consumi delle famiglie (che sarebbe più onesto chiamare con il loro nome, ossia sprechi), sulla necessità che le attività industriali non vengano ridimensionate e ottimizzate ma addirittura incrementate, così da creare nuovi sacri posti di lavoro ecc. ecc. In altre parole, dichiarazioni sulla necessità di continuare a consumare e quindi produrre sempre maggiori quantità di energia elettrica, cui spesso si abbinano dichiarazioni solenni come "il fabbisogno di energia è destinato ad aumentare", evidentemente basate sul presupposto che il fabbisogno energetico delle umane società sia una entità sovrannaturale, governata dal fato e totalmente indipendente dalle nostre scelte e azioni.
Leggo e sento spesso inoltre, curiosamente, dichiarazioni contrarie alla nascita di nuove centrali non nucleari (a carbone o a petrolio ma anche eoliche e di altro genere) per via dei danni che esse indubbiamente introdurrebbero in termini di inquinamento, impatto ambientale ecc.
Alla faccia della più elementare logica. Ben vengano le opinioni di diverso genere, anche vistosamente contrapposte tra loro, a patto però che siano coerenti almeno con sé stesse. Altrimenti si parla solo per far prendere aria alle gengive.