Jennifer Lawrence e Rihanna ignude non le vedrete in questa discussione, ma basta andare a ravanare su Google e ne avrete pure troppe.
Ma a loro la cosa dà fastidio, e fanno causa a Google.
http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_03/celebrita-fanno-causa-google-le-foto-private-ancora-rete-999b14d4-4ac0-11e4-9829-df2f785edc20.shtml
Una specie di pudicizia a tassametro.
E va bene.
Mi stavo chiedendo se l'intervento manuale citato nell'articolo si riferisce alla sola attività di rimozione delle foto o eventualmente ad indesiderati effetti collaterali provocati dall'osservazione e dalla ricerca di immagini private.
Ma a loro la cosa dà fastidio, e fanno causa a Google.
http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_03/celebrita-fanno-causa-google-le-foto-private-ancora-rete-999b14d4-4ac0-11e4-9829-df2f785edc20.shtml
Lo scandalo e l'umiliazione scattano non appena la faccenda non fa arrivare soldi in cassa.LE IMMAGINI RUBATE DA ICLOUD
Le celebrità fanno causa a Google
per le foto private ancora in Rete
L?avvocato di Rihanna e Jennifer Lawrence chiede cento milioni di danni. L?accusa: «Così Google incassa milioni sfruttando e umiliando le donne»
Poverine, hanno ragione. Dannatamente ragione.
FInché le foto delle loro nudità vengono sontuosamente retribuite, ad esse stesse illustri nudità o ai loro qualificati agenti ( che meriterebbero a mio avviso ben altri appellativi, ma questo é un problema mio) non c'é scandalo né umiliazione.
Prima l?indignazione per le foto intime rubate dai loro archivi digitali e la richiesta di un intervento dell?Fbi. Adesso la pretesa di un indennizzo. Le celebrity - attrici e cantanti finite nel tritacarne quando, un mese fa, le immagini dei loro nudi rubati dagli hacker in iCloud, lo «scaffale» digitale di Apple, finirono in rete - vogliono chiedere un indennizzo di 100 milioni di dollari per il danno subito. Ma Marty Singer, l?avvocato di Hollywood che rappresenta, tra le altre, Jennifer Lawrence, Kate Upton, Rihanna e Selena Gomez, la lettera nella quale minaccia la causa milionaria non l?ha spedita al successore di Steve Jobs, Tim Cook, ma ai capi di Google: Larry Page, Sergey Brin ed Eric Schmidt.
Perché? L?aspetto più rilevante di una vicenda che si trascinerà a lungo (tra l?altro la pubblicazione di foto sexy rubate continua, ed è finita nel mirino anche Hope Solo, la calciatrice che gioca in porta nella nazionale Usa) riguarda la scelta di mettere sotto accusa i giganti di Internet non per essersi fatti rubare le foto dagli hacker, ma per la mancata cancellazione del materiale illecito dai siti.
Nella sua lettera l?avvocato californiano è durissimo: accusa l?azienda di Mountain View di fare profitti su un traffico di immagini che umiliano e danneggiano le donne. «L?immoralità del vostro comportamento è lampante» scrive Singer che, forse contagiato dalla tendenza di Hollywood a trasformare tutto in spettacolo, arriva a paragonare i dirigenti di Google a quelli della Nfl, la lega del football americano, che hanno chiuso gli occhi davanti al caso di un giocatore celebre, Ray Rice, che aveva abbattuto a pugni la moglie lasciandola al suolo svenuta. Tanta animosità viene spiegata dall?avvocato col fatto che il suo studio legale, Lavely & Singer, ha chiesto per ben 12 volte nelle ultime quattro settimane la rimozione delle immagini. Ma, mentre Twitter e altri siti hanno risposto positivamente alla richiesta, Google, dice Singer, l?ha ignorata: molte delle immagini e dei filmati incriminati sono ancora visibili sui suoi siti BlogSpot e YouTube
oogle fino a ieri sera non aveva ancora replicato a Singer. Comprensibile, in linea teorica: la lettera è un atto privato, non c?è nessuna denuncia all?autorità giudiziaria, solo una minaccia. Ma, visto che la stampa è stata informata e data la rilevanza del caso, la società californiana, già attaccata in passato sulla questione della mancata rimozione di materiale illegale, è intervenuta sulla questione venerdì: «Abbiamo rimosso decine di migliaia di foto - nell?arco di ore dalla richiesta - e abbiamo chiuso centinaia di account», spiega un portavoce di Mountain View. «Internet viene usato in moltissimi modi positivi: rubare le foto private della gente certo non è uno di questi». Immagini di attrici svestite probabilmente non rientrano nei criteri dati, via algoritmo, ai «poliziotti digitali» che sorvegliano il traffico di Google. Che è intervenuta ?manualmente?.
È, però, anche vero che gli attori, come i cantanti che vedono violato il loro copyright musicale dai pirati, raramente se la prendono con le piattaforme digitali che li danneggiano tollerando questa situazione: grandi società ormai diventate, per loro, uno strumento indispensabile di diffusione della loro arte. Stavolta, però, il caso è grosso, l?indignazione è reale: potrebbe essere tutta Hollywood a mobilitarsi. Con un?accusa pesante: aver approfittato di immagini morbose di attrici celebri per fare profitti gonfiando il traffico e, quindi, gli introiti pubblicitari.
Una specie di pudicizia a tassametro.
E va bene.
Mi stavo chiedendo se l'intervento manuale citato nell'articolo si riferisce alla sola attività di rimozione delle foto o eventualmente ad indesiderati effetti collaterali provocati dall'osservazione e dalla ricerca di immagini private.