Stanno diffondendosi i ?carcamrecorders?, videocamere che, montate all?interno del parabrezza, registrano quanto avviene davanti ad un veicolo durante il viaggio. L?impiego principale è quello assicurativo, al fine di fornire prove video di come effettivamente si sono svolti i fatti in caso di incidente, e i più convinti assertori dell?utilità di questi marchingegni sono ovviamente coloro che sono stati vittime, oltre che di un incidente, anche delle false affermazioni della controparte, a volte magari sostenute da testimoni di dubbia capacità visiva, se non di dubbia onestà. Queste videocamere però registrano anche le infrazioni del Codice della Strada ad opera di conducenti che, per fortuna, non causano incidenti. E qui sorge un problema. A rigor di logica, se ricevesse (e soprattutto si disponesse a ricevere) registrazioni di quelle infrazioni, la Polizia Stradale potrebbe intervenire sanzionando il conducente disonesto immortalato nel video. Oltre a tutto la consapevolezza che qualsiasi veicolo anche privato, e non solo le auto della Polizia, può nascondere un?insidia di questo genere indurrebbe la maggior parte dei conducenti ad un comportamento molto più rispettoso del Codice della Strada e conseguentemente ad una caduta vertiginosa degli incidenti e delle loro conseguenze anche mortali. In sostanza, verrebbe in buona parte risolto, e a costo zero, il problema dell?insufficiena dei mezzi e del personale delle Forze dell?Ordine. Ma la logica, si sa, entra con molte difficoltà nella legislazione italiana, e se un automobilista che ha registrato un?infrazione volesse inviare il video alla Polizia Stradale non saprebbe come fare. E c?è di più: in mancanza di una precisa normazione della materia, è molto facile che il video verrebbe comunque accantonato e, se venisse utilizzato, porterebbe a un nulla di fatto nei confronti di chi ha commesso l?infrazione, e addirittura a conseguenze penali (violazione della privacy) per chi ha realizzato il video. Domanda: non è il caso di adeguarsi agli sviluppi della tecnologia e abbandonare una buona volta quella mentalità garantista che è responsabile ogni anno di quasi duecentomila incidenti, oltre tremila morti e quasi trentamila feriti?