In generale, in vigenza dell'ICI era possibile (ai fini fiscali si intende) per marito e moglie avere due distinte residenze nello stesso comune (trattandole entrambe come abitazioni principali), mentre con l'IMU ciò è possibile solo se le due residenze sono in comuni distinti.
La Josefa non aveva certo scoperto l'acqua calda, era prassi alquanto diffusa. Inoltre non è stato infrequente il caso di chi, nel passaggio all'IMU, o non si è accorto della cosa, o magari ha temporeggiato sulla basa del noto principio che in Italia la P.A. è sempre prontissima a chiederti i soldi ma fa orecchie da mercante quanto deve renderli (traducendo: nel dubbio di solito conviene non pagare subito ma eventualmene ravvedersi all'ultima scadenza possibile, che nel caso in questione scadeva ieri l'altro)
Fin qui non ci vedo nulla di che.
Sulla questione "palestra", prima di gridare allo scandalo sarebbe da vedere l'accatastamento dell'immobile, se la palestra non è stata accatastata autonomamente significa che il tecnico che ha svolto la pratica ha ritenuto, sotto propria responsabilità, che fosse ad esempio un "vano accessorio" e non un'autonoma realità immobiliare suscettibile di specifico accatastamento. Per capirci, se nel soggiorno di casa sbaracco divano tavolo e mobilia varia e ci butto dentro poniamo 50.000 euro di spalliere e attrezzature ginniche, quel vano rimane un vano dell'alloggio e non una "palestra", idem ( scusate il gioco di parole

) se faccio la stessa cosa nello scantinato.
Segnalo infine che il gruppo cui appartiene l'interrogante si è già distinto, tra le altre topiche, per aver qualificato, con indegna gazzarra mediatica, come pianista un senatore che stava semplicemente esprimendo il proprio voto.