Voglio raccontarvi cosa mi sta succedendo con Volkswagen Group Italia, perché ha dell'incredibile e spero che questa condivisione possa servire a far valere i miei diritti.
Il 2 settembre, ho portato personalmente la mia vettura ID.3 in un'officina della rete ufficiale Volkswagen per un grave difetto di fabbrica: un guasto a una cella della batteria ad alto voltaggio, un componente strutturale coperto al 100% dalla garanzia ufficiale della casa madre.
Diagnosi e preventivo dell'officina: oltre 15 giorni di fermo macchina. Più di due settimane a piedi per colpa di un loro pezzo difettoso.
Fino a qui, pur se con disagi, uno cerca di essere comprensivo. Il problema (grave) sorge quando ho richiesto l'auto sostitutiva.
Sono un soggetto tutelato dalla Legge 104/1992 e ho una necessità medica e fisica tassativa: ho bisogno di un veicolo dotato di cambio automatico per potermi muovere, essere autonomo e accedere alle mie cure quotidiane.
La risposta del Servizio Clienti Volkswagen di Verona? NEGATA.
La motivazione? Un cavillo burocratico assurdo: siccome ho avuto la premura di portare l'auto in officina guidando io stesso, senza "pesare" sul loro servizio chiamando un carro attrezzi per fare poche decine di metri, secondo le loro linee guida contrattuali non avrei diritto alla mobilità sostitutiva.
Mi hanno chiamato da Verona dicendo che "non è prevista nessuna macchina" e che l'unica cosa che possono fare è "monitorare la velocità dell'assistenza". In pratica: sappiamo che hai la 104 e hai bisogno del cambio automatico, ma ti lasciamo a piedi lo stesso e guardiamo l'officina che lavora.
Ma stiamo scherzando? Il Codice del Consumo parla chiaro: le riparazioni in garanzia devono essere fatte in tempi congrui e senza notevoli inconvenienti per il consumatore. Lasciare a piedi per più di due settimane una persona con disabilità, a causa di un loro difetto di fabbrica, non è un "inconveniente", è una violazione dei diritti e della dignità.
Non ho intenzione di stare al loro gioco. Ho già provveduto a mandare una diffida formale tramite il form ufficiale Volkswagen e ho aperto una pratica di reclamo tramite il portale di Altroconsumo, che ora vigilerà sulla situazione.
Spero che ai piani alti di Verona qualcuno si svegli e capisca che un cliente (e la sua salute) vale più di un algoritmo di un call center. Io non mollo di un millimetro.
Il 2 settembre, ho portato personalmente la mia vettura ID.3 in un'officina della rete ufficiale Volkswagen per un grave difetto di fabbrica: un guasto a una cella della batteria ad alto voltaggio, un componente strutturale coperto al 100% dalla garanzia ufficiale della casa madre.
Diagnosi e preventivo dell'officina: oltre 15 giorni di fermo macchina. Più di due settimane a piedi per colpa di un loro pezzo difettoso.
Fino a qui, pur se con disagi, uno cerca di essere comprensivo. Il problema (grave) sorge quando ho richiesto l'auto sostitutiva.
Sono un soggetto tutelato dalla Legge 104/1992 e ho una necessità medica e fisica tassativa: ho bisogno di un veicolo dotato di cambio automatico per potermi muovere, essere autonomo e accedere alle mie cure quotidiane.
La risposta del Servizio Clienti Volkswagen di Verona? NEGATA.
La motivazione? Un cavillo burocratico assurdo: siccome ho avuto la premura di portare l'auto in officina guidando io stesso, senza "pesare" sul loro servizio chiamando un carro attrezzi per fare poche decine di metri, secondo le loro linee guida contrattuali non avrei diritto alla mobilità sostitutiva.
Mi hanno chiamato da Verona dicendo che "non è prevista nessuna macchina" e che l'unica cosa che possono fare è "monitorare la velocità dell'assistenza". In pratica: sappiamo che hai la 104 e hai bisogno del cambio automatico, ma ti lasciamo a piedi lo stesso e guardiamo l'officina che lavora.
Ma stiamo scherzando? Il Codice del Consumo parla chiaro: le riparazioni in garanzia devono essere fatte in tempi congrui e senza notevoli inconvenienti per il consumatore. Lasciare a piedi per più di due settimane una persona con disabilità, a causa di un loro difetto di fabbrica, non è un "inconveniente", è una violazione dei diritti e della dignità.
Non ho intenzione di stare al loro gioco. Ho già provveduto a mandare una diffida formale tramite il form ufficiale Volkswagen e ho aperto una pratica di reclamo tramite il portale di Altroconsumo, che ora vigilerà sulla situazione.
Spero che ai piani alti di Verona qualcuno si svegli e capisca che un cliente (e la sua salute) vale più di un algoritmo di un call center. Io non mollo di un millimetro.