A mano a mano che passano gli anni capitano praticamente a tutti svariate esperienze che non si trasformano in tragedie per pura coincidenza o fortuna. Proprio per quello si dice che con l'età aumenta (o dovrebbe aumentare) la saggezza. Purtroppo (o per fortuna) il nostro cervello tende a cancellare dalla memoria molti di tali eventi, forse per permetterci appunto di continuare a campare.
Ricordo ancora benissimo, tra i tanti, l'episodio in cui in autostrada, mentre procedevo in moto, un'auto davanti a me perse la tavola da wind-surf malamente fissata sul tetto. La tavola si impennò verticalmente e cadde in mezzo alla strada qualche istante prima che io le passassi a un metro senza avere grosse possibilità di manovra (c'era un discreto traffico e chiunque abbia veramente provato a guidare una moto di grossa cilindrata in autostrada sa bene come sia estremamente difficile fare un repentino cambio di traiettoria).
Per non correre alcun rischio avrei dovuto essere non a un centinaio di metri di distanza ma a mezzo km, cosa ovviamente inverosimile.
La realtà è che, nonostante le illusioni corredate da più o meno isteriche normative, siamo tutti appesi a un filo sottilissimo che si può spezzare in qualunque momento e nelle maniere più svariate e che prima o poi sicuramente si spezzerà. Questo ovviamente non significa che dovremmo vivere in base a uno spericolato fatalismo, ma nemmeno consiglia uno stile di vita diametralmente opposto come quello verso il quale un po' tutti sembriamo esserci illusoriamente orientati negli ultimi anni, gradualmente allontanandoci da un certo sano senso della misura. Altrimenti dovremmo stare sempre chiusi in casa indossando una tuta ermetica sul tipo di quella di una vecchia pubblicità di pneumatici, in attesa di morire in qualche altro modo.
Ricordo ancora benissimo, tra i tanti, l'episodio in cui in autostrada, mentre procedevo in moto, un'auto davanti a me perse la tavola da wind-surf malamente fissata sul tetto. La tavola si impennò verticalmente e cadde in mezzo alla strada qualche istante prima che io le passassi a un metro senza avere grosse possibilità di manovra (c'era un discreto traffico e chiunque abbia veramente provato a guidare una moto di grossa cilindrata in autostrada sa bene come sia estremamente difficile fare un repentino cambio di traiettoria).
Per non correre alcun rischio avrei dovuto essere non a un centinaio di metri di distanza ma a mezzo km, cosa ovviamente inverosimile.
La realtà è che, nonostante le illusioni corredate da più o meno isteriche normative, siamo tutti appesi a un filo sottilissimo che si può spezzare in qualunque momento e nelle maniere più svariate e che prima o poi sicuramente si spezzerà. Questo ovviamente non significa che dovremmo vivere in base a uno spericolato fatalismo, ma nemmeno consiglia uno stile di vita diametralmente opposto come quello verso il quale un po' tutti sembriamo esserci illusoriamente orientati negli ultimi anni, gradualmente allontanandoci da un certo sano senso della misura. Altrimenti dovremmo stare sempre chiusi in casa indossando una tuta ermetica sul tipo di quella di una vecchia pubblicità di pneumatici, in attesa di morire in qualche altro modo.