<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ieri mi son spaventato... gli imprevisti alla guida. | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Ieri mi son spaventato... gli imprevisti alla guida.

A mano a mano che passano gli anni capitano praticamente a tutti svariate esperienze che non si trasformano in tragedie per pura coincidenza o fortuna. Proprio per quello si dice che con l'età aumenta (o dovrebbe aumentare) la saggezza. Purtroppo (o per fortuna) il nostro cervello tende a cancellare dalla memoria molti di tali eventi, forse per permetterci appunto di continuare a campare.

Ricordo ancora benissimo, tra i tanti, l'episodio in cui in autostrada, mentre procedevo in moto, un'auto davanti a me perse la tavola da wind-surf malamente fissata sul tetto. La tavola si impennò verticalmente e cadde in mezzo alla strada qualche istante prima che io le passassi a un metro senza avere grosse possibilità di manovra (c'era un discreto traffico e chiunque abbia veramente provato a guidare una moto di grossa cilindrata in autostrada sa bene come sia estremamente difficile fare un repentino cambio di traiettoria).
Per non correre alcun rischio avrei dovuto essere non a un centinaio di metri di distanza ma a mezzo km, cosa ovviamente inverosimile.

La realtà è che, nonostante le illusioni corredate da più o meno isteriche normative, siamo tutti appesi a un filo sottilissimo che si può spezzare in qualunque momento e nelle maniere più svariate e che prima o poi sicuramente si spezzerà. Questo ovviamente non significa che dovremmo vivere in base a uno spericolato fatalismo, ma nemmeno consiglia uno stile di vita diametralmente opposto come quello verso il quale un po' tutti sembriamo esserci illusoriamente orientati negli ultimi anni, gradualmente allontanandoci da un certo sano senso della misura. Altrimenti dovremmo stare sempre chiusi in casa indossando una tuta ermetica sul tipo di quella di una vecchia pubblicità di pneumatici, in attesa di morire in qualche altro modo.
 
nonnomaio ha scritto:
La rivolta dei matusa :D

scuse accettate! :D

Perchè, vedi, noi siamo una categoria assolutamente non considerata, eppure pochi sanno, ad esempio, che l'età media degli acquirenti Golf (auto per giovani per antonomasia) supera i 50 anni!
Questo lo dico ai giovani, a 60 ed oltre bisogna arrivarci, e se non succedono accidenti di qualsiasi genere, ci si arriva tutti, mica è una malattia, dunque chi oggi ha la metà o meno di sessant'anni sappia che ci arriverà i un battibaleno, ed allora troverà qualcuno che lo chiama vecchio panzone, o rinco, o schiappa.
E' una giostra, presto o tardi ci si passa tutti.
 
marimasse ha scritto:
A mano a mano che passano gli anni capitano praticamente a tutti svariate esperienze che non si trasformano in tragedie per pura coincidenza o fortuna. Proprio per quello si dice che con l'età aumenta (o dovrebbe aumentare) la saggezza. Purtroppo (o per fortuna) il nostro cervello tende a cancellare dalla memoria molti di tali eventi, forse per permetterci appunto di continuare a campare.

Ricordo ancora benissimo, tra i tanti, l'episodio in cui in autostrada, mentre procedevo in moto, un'auto davanti a me perse la tavola da wind-surf malamente fissata sul tetto. La tavola si impennò verticalmente e cadde in mezzo alla strada qualche istante prima che io le passassi a un metro senza avere grosse possibilità di manovra (c'era un discreto traffico e chiunque abbia veramente provato a guidare una moto di grossa cilindrata in autostrada sa bene come sia estremamente difficile fare un repentino cambio di traiettoria).
Per non correre alcun rischio avrei dovuto essere non a un centinaio di metri di distanza ma a mezzo km, cosa ovviamente inverosimile.

La realtà è che, nonostante le illusioni corredate da più o meno isteriche normative, siamo tutti appesi a un filo sottilissimo che si può spezzare in qualunque momento e nelle maniere più svariate e che prima o poi sicuramente si spezzerà. Questo ovviamente non significa che dovremmo vivere in base a uno spericolato fatalismo, ma nemmeno consiglia uno stile di vita diametralmente opposto come quello verso il quale un po' tutti sembriamo esserci illusoriamente orientati negli ultimi anni, gradualmente allontanandoci da un certo sano senso della misura. Altrimenti dovremmo stare sempre chiusi in casa indossando una tuta ermetica sul tipo di quella di una vecchia pubblicità di pneumatici, in attesa di morire in qualche altro modo.
certo che in moto è ancora più dura affrontare un imprevisto ad alta velocità!
 
pietrogambadilegno ha scritto:
certo che in moto è ancora più dura affrontare un imprevisto ad alta velocità!
Sono ormai 14 anni che ho venduto la moto (e non ne sono affatto pentito, visto il modo in cui sarei costretto a circolare oggi), ma ricordo ancora benissimo che quando provavo, ovviamente in opportuno contesto esente da rischi, a fare un cambio di traiettoria repentino, ad esempio immaginando di dover schivare un sasso, se la velocità della moto era superiore a 70-80 non ci riuscivo affatto o quasi. Ricordo che io mi piegavo da un lato e la moto non batteva ciglio; mi sembrava di essere seduto su un muretto di cemento. Cosa che presumo giocasse a favore della stabilità del mezzo, ma che indubbiamente aveva i suoi effetti collaterali.
 
Suby01 ha scritto:
alexmed ha scritto:
Percorrevo la A4 sulla prima corsia e ho dovuto inchiodare quando un'altra auto ha bucato e ha tagliato l'autostrada dalla 3a corsia a quella di emergenza sfiorando un'auto in seconda corsia e me in prima. E' stato così rapida la cosa!! Bastavano pochi metri e l'impatto sarebbe stato inevitabile.... mi è andato il cuore a mille. :O

Anche io ieri mi sono spaventato, a vedere come guidiamo in autostrada. E se posso capire che in questo periodo si metta in viaggio anche il sessantenne che fa 5000 km l'anno, alcune cappelle da guidatori professionali non riesco proprio a concepirle.
Sulla A4 verso Verona c'è un tratto a 3 corsie a larghezza ridotta e va utilizzata, come indica chiaramente il cartello, anche quella di emergenza.
Beh un pullman straniero ieri, era in prima corsia e avrebbe dovuto seguire le linee continue che lo portavano nella corsia di emergenza invece ha tirato diritto finendo in quella che era la seconda corsia a larghezza ridotta. Io gli ero affiancato e ho dovuto passarlo e poi spostarmi davanti a lui per dare spazio a chi eventualmente era alla mia sinsitra che sarebbe stato chiuso da me visto che io non potevo volatilizzarmi. E il co.glionazzo del pullman ha avuto anche il coraggio di sfanalarmi come se io avessi fatto una manovra azzardata.

eehhhhhh addirittura te la prendi con i sessantenni, dubito che a sessant'anni si possa essere già rinco da costituire un pericolo.andiamoci piano e ricordiamoci che non avremo sempre trent'anni ;)
 
Mi spiace per l'evento capitato al nostro amico, purtroppo queste cose capitano: a me è capitato di vedere esplodere la ruota gemellata posteriore destra di un TIR. Non è stato bello vederlo sbandare all'improvviso anche se in modo molto limitato e verso la corsia d'emergenza.
Per quanto rigurada l'età, almeno fino a 80, non è significativa quanto lo stato di salute. Sia a un 30enne che a un 60enne, se malati senza saperlo, può accadere di avere un malore e non gestire più l'auto costituendo pericolo per tutti. Da 80 in poi secondo me le probabilità di non avere i riflessi di una volta iniziano a diventare rilevanti.
In ogni caso avere un'adeguata distanza di sicurezza, usare le cinture correttamente e mantenere in efficienza l'auto limita la probabilità di brutti imprevisti.
 
peppe94 ha scritto:
...andiamoci piano e ricordiamoci che non avremo sempre trent'anni...
Appunto.
Io ricordo chiaramente che quando, da adolescente, sentivo di qualcuno che era morto a 32 o 36 o 40 anni e sentivo gli adulti definire quella morte tragica per via della giovane età del defunto, pensavo sinceramente che fossero discorsi insulsi e che uno di 30 e più anni (per non parlare dei 40!) non solo non si potesse definire giovane ma fosse proprio vecchio e che la sua morte fosse del tutto normale...
 
pietrogambadilegno ha scritto:
Stiamo attenti a trinciare giudizi azzardati, io sono un sessantenne che percorre da 10 e 15mila km all'anno; ho 40 anni di guida e non ho mai causato incidenti. Sono appena tornato da un viaggio di 3500 km in cui ho fatto due tappe di 1000 km in un fiato. Ho 28 punti sulla patente. Qualcosa da ridire?
Bella vecchio :D
 
pietrogambadilegno ha scritto:
...Ho 28 punti sulla patente...
Beh, senza mettere in discussione la tua personale carriera di guidatore, faccio notare che questo a dire il vero non è un parametro molto significativo.
Come ben sappiamo, avere la patente immacolata non implica affatto una guida esente da manovre davvero pericolose o maleducate, dal momento che tali manovre non sono affatto nel mirino della grande macchina sanzionatoria che negli ultimi anni è entrata in funzione sulle strade.
Non a caso chi continua a prodursi in tali manovre corre assai meno rischi di essere effettivamente multato rispetto a chi, pur guidando in maniera ragionevole e prudente, infrange qualche regola puramente formale (e totalmente assurda all'atto pratico) cadendo sotto le implacabili grinfie dell'irremovibile automatismo di turno, elettronico oppure umano che sia.

In altre parole, molti guidatori... disinvolti hanno la patente immacolata e molti guidatori per nulla pericolosi o maleducati si trovano manchevoli di qualche manciata di punti magari per aver superato una linea continua totalmente insensata o per aver camminato a 63 in un tratto di strada, magari in mezzo al nulla, in cui qualche grande saggio ha ben pensato di apporre un cartello 50 e qualche altro, ancora più saggio, si è piazzato con un rilevatore di velocità in orario "opportuno".
Potresti giurare di mai aver fatto "piraterie" del genere? Neanche una?
 
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