<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Grandi gruppi omogenei | Il Forum di Quattroruote

Grandi gruppi omogenei

Da tempo e' ben noto il rischio rappresentato dai grandi gruppi omogenei. La monocoltura e' un esempio lampante, si pensi alla societa' irlandese del XIX secolo, basata sulla coltivazione della patata: un semplice parassita produsse una delle peggiori carestie della Storia, che decimo' (letteralmente: mori' un irlandese su dieci) la popolazione del paese e ne distrusse il tessuto sociale.
Anche nell'allevamento si ricerca la diversita' genetica: un singolo difetto condiviso da un largo numero di esemplari puo' produrre catastrofiche morie di massa.
La nostra societa' multietnica e multiculturale, con agricoltura moderna e commercio che raggiunge ogni parte del globo sembra al sicuro da questi rischi. Ma e' davvero cosi'?
Il rischio esiste, ed e' considerevole: pensate che il 90% circa dell'informatica funziona su sistema operativo Microsoft e processori Intel.
Fin'ora i virus sono stati prodotti con intenti di piccola portata per piccoli interessi: spammers, studenti, gruppuscoli di hackers. Virus che trasformano il PC in un server mail per spamming, o che spiano la vostra carta di credito. Seccante, certo, ma complessivamente poco nocivo.
Ma immaginiamo che qualcuno con fondi sufficienti metta gente ben capace a sviluppare un virus che sfrutti una delle numerose debolezze di windows per cancellare l'hard disk o, molto peggio, corrompere piccoli pezzi di file (sufficienti a renderli inutilizzabili) su tutti i supporti collegati a un dato computer.
Un virus simile colpirebbe uniformemente centinaia di migliaia, forse milioni di computer, cancellando o rendendo inutilizzabili dati a tutti i livelli: dati personali, tecnici, progetti, dati medici e fiscali...
Naturalmente e' un'ipotesi abbastanza remota, ma comunque possibile
 
Non è poi così remota. A renderla (forse) poco probabile è il fatto che un atto del genere produrrebbe danni enormi senza dare visibilità a chi li ha provocati, mentre di solito i terroristi puntano a gesti eclatanti proprio per farsi vedere. Guarda anche le Torri: se avessero voluto massimizzare il numero di vittime sarebbe bastato che so, avvelenare l'acquedotto di New York con qualche grammo di plutonio..... ma l'effetto dell'esplosione è molto più "dirompente"
 
99octane ha scritto:
Da tempo e' ben noto il rischio rappresentato dai grandi gruppi omogenei. La monocoltura e' un esempio lampante, si pensi alla societa' irlandese del XIX secolo, basata sulla coltivazione della patata: un semplice parassita produsse una delle peggiori carestie della Storia, che decimo' (letteralmente: mori' un irlandese su dieci) la popolazione del paese e ne distrusse il tessuto sociale.
Anche nell'allevamento si ricerca la diversita' genetica: un singolo difetto condiviso da un largo numero di esemplari puo' produrre catastrofiche morie di massa.
La nostra societa' multietnica e multiculturale, con agricoltura moderna e commercio che raggiunge ogni parte del globo sembra al sicuro da questi rischi. Ma e' davvero cosi'?
Il rischio esiste, ed e' considerevole: pensate che il 90% circa dell'informatica funziona su sistema operativo Microsoft e processori Intel.
Fin'ora i virus sono stati prodotti con intenti di piccola portata per piccoli interessi: spammers, studenti, gruppuscoli di hackers. Virus che trasformano il PC in un server mail per spamming, o che spiano la vostra carta di credito. Seccante, certo, ma complessivamente poco nocivo.
Ma immaginiamo che qualcuno con fondi sufficienti metta gente ben capace a sviluppare un virus che sfrutti una delle numerose debolezze di windows per cancellare l'hard disk o, molto peggio, corrompere piccoli pezzi di file (sufficienti a renderli inutilizzabili) su tutti i supporti collegati a un dato computer.
Un virus simile colpirebbe uniformemente centinaia di migliaia, forse milioni di computer, cancellando o rendendo inutilizzabili dati a tutti i livelli: dati personali, tecnici, progetti, dati medici e fiscali...
Naturalmente e' un'ipotesi abbastanza remota, ma comunque possibile
visto Cobra 11 ieri notte su raidue???
:D :D :D :D
 
99octane ha scritto:
...un virus che sfrutti una delle numerose debolezze di windows ... colpirebbe uniformemente centinaia di migliaia, forse milioni di computer...
Va detto anche, però, che danni non minori farebbe un virus studiato per intaccare i sistemi Linux, attualmente operanti su una enorme quantità di server sulla rete.
Anzi, forse si tratterebbe di un danno di gran lunga maggiore, specie se si pensa alla graduale diffusione delle offerte di cloud computing, delle quali si può senz'altro prevedere un notevole successo.
 
marimasse ha scritto:
99octane ha scritto:
...un virus che sfrutti una delle numerose debolezze di windows ... colpirebbe uniformemente centinaia di migliaia, forse milioni di computer...
Va detto anche, però, che danni non minori farebbe un virus studiato per intaccare i sistemi Linux, attualmente operanti su una enorme quantità di server sulla rete.
Anzi, forse si tratterebbe di un danno di gran lunga maggiore, specie se si pensa alla graduale diffusione delle offerte di cloud computing, delle quali si può senz'altro prevedere un notevole successo.

Ma davvero uno sarebbe così "volpe" da affidare dei dati sensibili a un server "etereo" ???
Il cloud avrà successo per i sistemi operativi e i programmi (azzerando la pirateria) e i file "di consumo" (musica, video) che uno non scarica più ma usa (sempre a beneficio degli autori)
Ma se uno ci scarica dai personali (documenti, foto, fogli elettronici) e poi spariscono o li usa qualcunaltro .... ci si può poi lamentare ?
 
Epme ha scritto:
...davvero uno sarebbe così "volpe" da affidare dei dati sensibili a un server "etereo" ???
Nonostante da molti anni l'informatica non si possa più definire una novità, la consapevolezza della preziosità dei propri dati (così come la salvaguardia degli stessi) è molto meno diffusa di quanto dovrebbe, specie tra le innumerevoli persone che usano computer e affini per scopi non professionali.
Basta osservare la facilità con cui tante persone elargiscono informazioni personali (generalità, indirizzi, numeri di telefono...); oppure basta provare, anche negli ambienti di lavoro, a fare domande del tipo "se in questo momento il tuo hard disk si dovesse rompere perderesti qualcosa di importante?".

Inoltre va osservato che di fatto noi già, per certi versi, "affidiamo" dati sensibili a server eterei, per il solo fatto di connetterci alla rete, specie se vi rimaniamo connessi (e quindi potenzialmente accessibili) mentre lavoriamo con i programmi localmente installati.

...Il cloud avrà successo per i sistemi operativi e i programmi...
L'attuale diffidenza nei confronti della "nuvola" è paragonabile ad altre diffidenze già viste in passato, come ad esempio quella relativa agli acquisti online o all'uso di Internet per accedere ai conti bancari e via dicendo. Già viste e puntualmente superate da innumerevoli persone.
A differenza di quanto a suo tempo da molti proclamato, la rete non ha fatto sparire i negozi e gli sportelli bancari ma vi si è affiancata, così come accadrà per la nuvola, la quale oltre tutto ha al momento ben altri ostacoli di cui preoccuparsi, primo tra tutti la ancora troppo vistosa inferiorità, rispetto all'uso dei programmi tradizionali, in termini di potenzialità, prestazioni, continuità ecc.
 
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