<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> giustiziato Troy Anthony Davis | Il Forum di Quattroruote

giustiziato Troy Anthony Davis

Amnesty International, il premio Nobel Arcivescovo Desmond Tutu, Suor Helen Prejean, la National Coalition to abolish the death penalty, il quotidiano Le Monde ed altri hanno lanciato un appello internazionale perchè la sentenza non sia eseguita ed il processo venga riaperto.
I fatti hanno origine il 19 agosto 1989 in un "fast food" di Savannah, Georgia.Scoppia una rissa, un poliziotto di 27 anni Mark Allen Mc Phail interviene a sedarla e viene ucciso con due colpi di pistola.Troy Anthony Davis viene arrestato alcune ore dopo ed accusato dell'omicidio del poliziotto.L'inchiesta penale che porterà alla sua condanna a morte nel 1991 non riesce a basarsi su alcuna prova materiale, ad esempio l'arma del delitto non è stata mai ritrovata.L'inchiesta si basa solo su testimonianze contraddittorie tra loro. Molte di queste testimonianze sono state ritirate nel corso degli anni ed i testimoni hanno dichiarato di essere stati sottoposti a forti pressioni da parte della polizia di Savannah perchè dichiarassero di aver visto Davis commettere l'omicidio. Anne-Marie Duranton, coordinatrice per gli USA per Amnesty France ha dichiarato: "Se interveniamo a favore di Troy Anthony Davis è perchè il suo è un caso particolarmente significativo di come vengono emesse certe condanne a morte negli USA. L'istruttoria è stata un disastro. Invece di cercare il colpevole i poliziotti si sono messi a fare pressioni sui presenti perchè riconoscessero un colpevole preconfezionato. Risultato: testimoni incoerenti, testimoni che ritrattano, possibili colpevoli che diventano i testimoni più solidi per l'accusa ... Aggiungiamo che Davis è nero e che il poliziotto ucciso è bianco, le possibilità di avere un processo equo si riducono al minimo".La condanna è stata confermata nel 1993 dalla Corte Suprema.Dieci anni più tardi il Georgia Resource Center, l'associazione locale che si occupa di assistenza legale per gli imputati più poveri tra cui Davis, ha visto le proprie sovvenzioni pubbliche soppresse e si è ridotta a due avvocati per ottanta condannati a morte.Erano in ogni modo intervenuti troppo tardi a denunciare le pressioni sui testimoni da parte della polizia. Il loro ricorso per il mancato rispetto dei diritti della difesa è stato respinto nel 1997 dalla Corte di Stato.

naturalmente gli yankees continueranno a fare la morale su giustizia e libertà al resto del mondo.
 
bumper morgan ha scritto:
invece i cinesi, zitti zitti, ne fanno fuori 6000 all'anno ma non si levano voci in capitolo. Mah....

più che altro: i cinesi ne fanno fuori 6000, di cui alcuni per avere mancato di rispetto al partito
gli arabi qualche centinaio, di cui alcuni per avere fornicato, alcuni per aver fatto l'oroscopo, qualche donne per essere stata violentata.

questo l'hanno ucciso perché si divertiva a pestare un senza-tetto, e ha ammazzato il poliziotto che è intervenuto.

si può restare contrari alla pena di morte per principio, naturalmente.
ma bisognerebbe anche inquadrare gli eventi nella loro realtà.
 
belpietro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
invece i cinesi, zitti zitti, ne fanno fuori 6000 all'anno ma non si levano voci in capitolo. Mah....

più che altro: i cinesi ne fanno fuori 6000, di cui alcuni per avere mancato di rispetto al partito
gli arabi qualche centinaio, di cui alcuni per avere fornicato, alcuni per aver fatto l'oroscopo, qualche donne per essere stata violentata.

questo l'hanno ucciso perché si divertiva a pestare un senza-tetto, e ha ammazzato il poliziotto che è intervenuto.

si può restare contrari alla pena di morte per principio, naturalmente.
ma bisognerebbe anche inquadrare gli eventi nella loro realtà.
La questione credo sia diversa.
Cina e paesi arabi sono regimi e tali si proclamano. Vengono anche osteggiati dai paesi liberali per questo... ad esempio non è vero che non se ne parla dei cinesi... basta un nome, Ai Weiwei, è stato poi liberato ma ha sollevato il problema a livello internazionale.
Gli USA dovrebbero essere uno stato di diritto che garantisce i diritti fondamentali. Ora, qui la questione non è la pena di morte ma il giusto processo e la giusta pena. Pare che sia tutto molto nebuloso, con prove approssimative... niente che lo inchiodi senza ombra di dubbio... :rolleyes:
 
jaccos ha scritto:
Ora, qui la questione non è la pena di morte ma il giusto processo e la giusta pena.
Pare che sia tutto molto nebuloso, con prove approssimative... niente che lo inchiodi senza ombra di dubbio... :rolleyes:

quello del processo "giusto" per un fatto che sia "condivisibile" ritenere reato è secondo me il punto focale.

fuori dallo specifico caso, quello che distingue alcuni Paesi da altri, tra quelli che ancora mantengono la pena capitale, sono proprio quelle due cose.
personalmente sono sfavorevole, di massima, alla pena di morte; sono contrarissimo all'ipotesi di introdurla nel nostro Paese (ipotesi che peraltro sollevano solo i commentatori del bar, ma che nessuna forza politica rappresentata ha mai ipotizzato nemmeno lontanamente.

gli USA (ma anche il Giappone) mettono a morte persone solo per omicidi gravi, e solo dopo un processo che è strutturato per la ricerca della verità.
che poi esista anche l''errore giudiziario, è una tragica realtà.
ma è una realtà che si inserisce in un sistema che io non vorrei per il mio Paese, ma che riesco a comprendere.
altri Paesi mettono a morte persone per fatti che è oggettivamente inaccettabile siano puniti (semplice dissidenza; conversioni religiose; l'esser vittima, come certe donne lapidate perché violentate); e quegli stessi Paesi generalmente lo fanno in seguito ad un processo che non è strutturato per l ricerca della verità ma per la soddisfazione della comunità (o della famiglia) offesa. vedi il caso della disponibilità della pena, per cui decide la vittima.

se questo signore, che per divertirsi andava a pestare i senza tetto, non è stato quello che ha impugnato l'arma che ha ucciso il poliziotto, la sua uccisione è un grave fatto di errore giudiziario irreparabile.
ma non è certo quello che cambierà la mia considerazione sul complessivo sistema giudiziario americano, che è poi quello stesso sistema che ha creato la responsabilità delle aziende, il risarcimento ai danneggiati dal fumo, la tutela del consumatore (i famosi casi di ralph nader) eccetera
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Ora, qui la questione non è la pena di morte ma il giusto processo e la giusta pena.
Pare che sia tutto molto nebuloso, con prove approssimative... niente che lo inchiodi senza ombra di dubbio... :rolleyes:

quello del processo "giusto" per un fatto che sia "condivisibile" ritenere reato è secondo me il punto focale.

fuori dallo specifico caso, quello che distingue alcuni Paesi da altri, tra quelli che ancora mantengono la pena capitale, sono proprio quelle due cose.
personalmente sono sfavorevole, di massima, alla pena di morte; sono contrarissimo all'ipotesi di introdurla nel nostro Paese (ipotesi che peraltro sollevano solo i commentatori del bar, ma che nessuna forza politica rappresentata ha mai ipotizzato nemmeno lontanamente.

gli USA (ma anche il Giappone) mettono a morte persone solo per omicidi gravi, e solo dopo un processo che è strutturato per la ricerca della verità.
che poi esista anche l''errore giudiziario, è una tragica realtà.
ma è una realtà che si inserisce in un sistema che io non vorrei per il mio Paese, ma che riesco a comprendere.
altri Paesi mettono a morte persone per fatti che è oggettivamente inaccettabile siano puniti (semplice dissidenza; conversioni religiose; l'esser vittima, come certe donne lapidate perché violentate); e quegli stessi Paesi generalmente lo fanno in seguito ad un processo che non è strutturato per l ricerca della verità ma per la soddisfazione della comunità (o della famiglia) offesa. vedi il caso della disponibilità della pena, per cui decide la vittima.

se questo signore, che per divertirsi andava a pestare i senza tetto, non è stato quello che ha impugnato l'arma che ha ucciso il poliziotto, la sua uccisione è un grave fatto di errore giudiziario irreparabile.
ma non è certo quello che cambierà la mia considerazione sul complessivo sistema giudiziario americano, che è poi quello stesso sistema che ha creato la responsabilità delle aziende, il risarcimento ai danneggiati dal fumo, la tutela del consumatore (i famosi casi di ralph nader) eccetera
Tutte considerazioni valide e che personalmente condivido.
Però se ci concentriamo un attimo su questo caso particolare, sinceramente fa rabbrividire. Non critico la pena di morte, cui sono contrario, ma la sua applicazione in questa fattispecie. Mandare a morte una persona unicamente sulla base di testimonianze (nessuna prova oggettiva) che sono poi state ritrattate, imho è inaccettabile per un paese civile.
Lo stesso ex direttore dell'fbi, noto sostenitore della pena di morte, è intervenuto in prima persona per fare si che la sentenza non venisse eseguita. Insieme a lui l'ex capo della cia e l'ex presidente Carter, insieme a 630.000 lettere recapitate pochi giorni fa...
Io posso capire che nell'ordinamento americano vi sia la pena di morte, quello che mi fa rabbrividire è la sua applicazione in casi come questo dove la colpevolezza è tutt'altro che certa.
 
Io penso che un innocente sia stato assassinato dall'America in nome di una giustizia cinica che non prevede ritrattazioni o ammissioni di colpevolezza.

Magari non era un tipo onestissimo, ma quando 7 su 10 ritrattano e ci sono SERI sospetti che si voglia trovare un colpevole, allora, per lo meno, nel dubbio, opterei per un ergastolo.

Da noi invece chi ammazza 4 ragazzi innocenti perchè drogato ed ubriaco, viene assodato come testimonial per una fantomatica linea ROM Jeans, gli viene pagato l'albero per gli arresti domiciliari ed è protetto da enti, come opera nomadi (che, a dir poco, abolirei) che ne fanno un martire.
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
invece i cinesi, zitti zitti, ne fanno fuori 6000 all'anno ma non si levano voci in capitolo. Mah....

più che altro: i cinesi ne fanno fuori 6000, di cui alcuni per avere mancato di rispetto al partito
gli arabi qualche centinaio, di cui alcuni per avere fornicato, alcuni per aver fatto l'oroscopo, qualche donne per essere stata violentata.

questo l'hanno ucciso perché si divertiva a pestare un senza-tetto, e ha ammazzato il poliziotto che è intervenuto.

si può restare contrari alla pena di morte per principio, naturalmente.
ma bisognerebbe anche inquadrare gli eventi nella loro realtà.
La questione credo sia diversa.
Cina e paesi arabi sono regimi e tali si proclamano. Vengono anche osteggiati dai paesi liberali per questo... ad esempio non è vero che non se ne parla dei cinesi... basta un nome, Ai Weiwei, è stato poi liberato ma ha sollevato il problema a livello internazionale.
Gli USA dovrebbero essere uno stato di diritto che garantisce i diritti fondamentali. Ora, qui la questione non è la pena di morte ma il giusto processo e la giusta pena. Pare che sia tutto molto nebuloso, con prove approssimative... niente che lo inchiodi senza ombra di dubbio... :rolleyes:

e magari non li tengono 22 anni in carcere prima del grande passo.
P.s.: il tutto, anche dando per buona la colpevolezza del personaggio,
nonostante le smentite di buona parte dei testimoni,
come sopra gia' riportato
 
ecco, quello che trovo ingiusto anch'io, è
che negli Usa passano 20 anni tra condanne ed esecuzione.
Dovrebbero fare come in Cina dove passano 7 giorni.
PS: parlo in generale, senza riferimento al caso Travis
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Ora, qui la questione non è la pena di morte ma il giusto processo e la giusta pena.
Pare che sia tutto molto nebuloso, con prove approssimative... niente che lo inchiodi senza ombra di dubbio... :rolleyes:

[b]se questo signore, che per divertirsi andava a pestare i senza tetto,[/b] non è stato quello che ha impugnato l'arma che ha ucciso il poliziotto, la sua uccisione è un grave fatto di errore giudiziario irreparabile.
ma non è certo quello che cambierà la mia considerazione sul complessivo sistema giudiziario americano, che è poi quello stesso sistema che ha creato la responsabilità delle aziende, il risarcimento ai danneggiati dal fumo, la tutela del consumatore (i famosi casi di ralph nader) eccetera
dopo tutto vediamo la questione allo stesso modo: Troy Anthony Adams è stato giustiziato in quanto si trattava di teppistello sacrificabile e senza mezzi adeguti per potersi difendere. l?amara verità è che se avesse potuto permettersi non dico un buon collegio difensivo ,ma solamente un avvocato appena discreto con tutta probabilità visto lo sgangherato impianto accusatorio montato dall'accusa, sarebbe stato scarcerato dopo pochi mesi. invece si è fatto un ventennio in carcere per poi essere giustiziato.
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
invece i cinesi, zitti zitti, ne fanno fuori 6000 all'anno ma non si levano voci in capitolo. Mah....

più che altro: i cinesi ne fanno fuori 6000, di cui alcuni per avere mancato di rispetto al partito
gli arabi qualche centinaio, di cui alcuni per avere fornicato, alcuni per aver fatto l'oroscopo, qualche donne per essere stata violentata.

questo l'hanno ucciso perché si divertiva a pestare un senza-tetto, e ha ammazzato il poliziotto che è intervenuto.

si può restare contrari alla pena di morte per principio, naturalmente.
ma bisognerebbe anche inquadrare gli eventi nella loro realtà.
La questione credo sia diversa.
Cina e paesi arabi sono regimi e tali si proclamano. Vengono anche osteggiati dai paesi liberali per questo... ad esempio non è vero che non se ne parla dei cinesi... basta un nome, Ai Weiwei, è stato poi liberato ma ha sollevato il problema a livello internazionale.
Gli USA dovrebbero essere uno stato di diritto che garantisce i diritti fondamentali. Ora, qui la questione non è la pena di morte ma il giusto processo e la giusta pena. Pare che sia tutto molto nebuloso, con prove approssimative... niente che lo inchiodi senza ombra di dubbio... :rolleyes:

un paio di giorni fa un uomo in arabia è stato DECAPITATO con pubblica esecuzione per il reato di......"stregoneria".
Quasi in contemporanea in iran un ragazzo di 17 anni è stato giustiziato per "omicidio" (ma tutti parlavano di legittima difesa) e all'obiezione che il condannato era minorenne e l'islam non permette la pena capitale per i minorenni l'autorità religiosa di turno ha replicato che secondo il "loro" calendario solare i 18 anni li aveva appena compiuti e zac.
Aspetto ancora adesso i post riguardanti i 2 casi e le manifestazioni di amnesty international, nessuno tocchi caino etc :rolleyes:
 
dukeiiktm ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
invece i cinesi, zitti zitti, ne fanno fuori 6000 all'anno ma non si levano voci in capitolo. Mah....

più che altro: i cinesi ne fanno fuori 6000, di cui alcuni per avere mancato di rispetto al partito
gli arabi qualche centinaio, di cui alcuni per avere fornicato, alcuni per aver fatto l'oroscopo, qualche donne per essere stata violentata.

questo l'hanno ucciso perché si divertiva a pestare un senza-tetto, e ha ammazzato il poliziotto che è intervenuto.

si può restare contrari alla pena di morte per principio, naturalmente.
ma bisognerebbe anche inquadrare gli eventi nella loro realtà.
La questione credo sia diversa.
Cina e paesi arabi sono regimi e tali si proclamano. Vengono anche osteggiati dai paesi liberali per questo... ad esempio non è vero che non se ne parla dei cinesi... basta un nome, Ai Weiwei, è stato poi liberato ma ha sollevato il problema a livello internazionale.
Gli USA dovrebbero essere uno stato di diritto che garantisce i diritti fondamentali. Ora, qui la questione non è la pena di morte ma il giusto processo e la giusta pena. Pare che sia tutto molto nebuloso, con prove approssimative... niente che lo inchiodi senza ombra di dubbio... :rolleyes:

un paio di giorni fa un uomo in arabia è stato DECAPITATO con pubblica esecuzione per il reato di......"stregoneria".
Quasi in contemporanea in iran un ragazzo di 17 anni è stato giustiziato per "omicidio" (ma tutti parlavano di legittima difesa) e all'obiezione che il condannato era minorenne e l'islam non permette la pena capitale per i minorenni l'autorità religiosa di turno ha replicato che secondo il "loro" calendario solare i 18 anni li aveva appena compiuti e zac.
Aspetto ancora adesso i post riguardanti i 2 casi e le manifestazioni di amnesty international, nessuno tocchi caino etc :rolleyes:
Posto che il 3d non l'ho aperto io, la notizia, lo ripeto, non è la pena di morte ma chi la commina.
Sono tutti e tre casi gravi (e i media ne hanno parlato): sono state uccise tre persone. Ai miei occhi, non cambia nulla tra i tre.
Il problema è un altro. In arabia e in iran vi sono dei REGIMI islamisti autoritari e brutali. Suona male da dire, ma SI SA che queste cose in quei stati accadono e ce le si aspetta, non fa notizia.
Se invece gli USA, cioè uno stato occidentale e libertario, giustizia una persona sulla base della fuffa, la gravità chiamiamola "relativa" è molto più grande: gli usa non sono un regime sanguinario e non ci si aspetta che accadano certe cose. Questo si che fa notizia.

Dispiace dirlo, ma i giornali vendono notizie (aka "novità"), non quello che già si sa... può suonarti poco etico ma è così che vendono copie...
 
Lo sapevate che c'è ancora la pena di morte nello stato del vaticano,certo non la mettono in pratica,ma nel medioevo non si sono fatti mancare niente....
 
gufo59 ha scritto:
Lo sapevate che c'è ancora la pena di morte nello stato del vaticano,certo non la mettono in pratica,ma nel medioevo non si sono fatti mancare niente....
non se ne parla mai
ma c'è pure in Giappone, e la mettono in pratica...
 
dukeiiktm ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
invece i cinesi, zitti zitti, ne fanno fuori 6000 all'anno ma non si levano voci in capitolo. Mah....

più che altro: i cinesi ne fanno fuori 6000, di cui alcuni per avere mancato di rispetto al partito
gli arabi qualche centinaio, di cui alcuni per avere fornicato, alcuni per aver fatto l'oroscopo, qualche donne per essere stata violentata.

questo l'hanno ucciso perché si divertiva a pestare un senza-tetto, e ha ammazzato il poliziotto che è intervenuto.

si può restare contrari alla pena di morte per principio, naturalmente.
ma bisognerebbe anche inquadrare gli eventi nella loro realtà.
La questione credo sia diversa.
Cina e paesi arabi sono regimi e tali si proclamano. Vengono anche osteggiati dai paesi liberali per questo... ad esempio non è vero che non se ne parla dei cinesi... basta un nome, Ai Weiwei, è stato poi liberato ma ha sollevato il problema a livello internazionale.
Gli USA dovrebbero essere uno stato di diritto che garantisce i diritti fondamentali. Ora, qui la questione non è la pena di morte ma il giusto processo e la giusta pena. Pare che sia tutto molto nebuloso, con prove approssimative... niente che lo inchiodi senza ombra di dubbio... :rolleyes:

un paio di giorni fa un uomo in arabia è stato DECAPITATO con pubblica esecuzione per il reato di......"stregoneria".
Quasi in contemporanea in iran un ragazzo di 17 anni è stato giustiziato per "omicidio" (ma tutti parlavano di legittima difesa) e all'obiezione che il condannato era minorenne e l'islam non permette la pena capitale per i minorenni l'autorità religiosa di turno ha replicato che secondo il "loro" calendario solare i 18 anni li aveva appena compiuti e zac.
Aspetto ancora adesso i post riguardanti i 2 casi e le manifestazioni di amnesty international, nessuno tocchi caino etc :rolleyes:
Basta andare sui siti nessuntocchicaino e amnesty, dove si parla delle varie esecuzioni. Io ad esempio sono più scandalizzato da ciò che avviene in USA perchè ho, rispetto agli altri Paesi, altre ben più alte aspettative.
 
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