pi_greco ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
Ma secondo te un finanziere, se un giorno dovesse davvero comprendere perchè la gente che lavora lo giudichi alla stregua di un parassita o tutt'al più di una cavalletta, continuerebbe a trarre orgoglio e soddisfazione da quello che fa? Ed è solo uno degli esempi.
Poco da aggiungere alla prima parte, non capisco bene la seconda, credo che il finanziere (inteso come magnate della finanza e non come agente della GdF) non si curi di altro che del proprio reddito
Mi spiego meglio: secondo te, se il politico riuscisse a toccare in prima persona il fatto che con una propria decisione sia possibile che un padre vada in mezzo alla strada, che quel padre debba subire la peggiore umiliazione al mondo, e cioè vedere gli occhi del proprio bimbo nel momento in cui gli debba dire di non avere i soldi per comprargli nemmeno una cosa infima come un gelato. Se potesse provare quella sensazione, credi continuerebbe a fare il politico? Io penso di no.
Se tu stesso uomo qualunque occidentale potessi provare, nel momento in cui butti avanzi del pranzo nel cestino, quello che prova una madre africana nel vedere il proprio figlio morire di stenti, compreresti più cibo oltre le tue esigenze?
Nessuno di noi ha davvero cognizione delle conseguenze delle proprie azioni, ne di ciò che accade intorno a noi. Lo stesso avvento della società dei servizi ha fatto si che ognuno sia completamente scollegato dal sistema che produce ciò che serve a sopravvivere. Non abbiamo più cognizione del mondo che ci circonda: una volta se un contadino non si fosse alzato la mattina per zappare, la prima conseguenza, diretta e immediatamente ponderabile, sarebbe stata quella di morire di fame. Insomma si viveva sul serio e si aveva completa coscienza di cosa fosse la propria vita.
Oggi non è più così, e la pubblicità fa leva proprio su quello.
Con l'esempio del finanziere (intendevo esattamente quello che hai capito tu), mi riferivo al fatto che, se chi ha provocato lo sfacelo su scala globale in cui ci barcameniamo avesse provato sulla propria pelle i milioni di persone senza lavoro, il degrado e il malessere provocato dal suo unico scopo di produrre denaro di fatto inutile, oggi non solo non saremmo nello stato in cui siamo, ma probabilmente nemmeno esisterebbe "la finanza creativa".
Invece giù a dire che loro hanno fatto solo il loro lavoro e che chi ha passato guai se l'è andato a cercare credendo al guadagno facile.
Ma che lavoro è produrre soldi?
Hai mai pensato quanto sia folle lo stesso fatto che oggi si ci debba scervellare per trovare il modo di non far perdere valore al frutto della propria fatica?
Una pagnotta è una pagnotta sempre e comunque, un biglietto da cento nel medio-lungo periodo è carta straccia. Come un volantino pubblicitario.
Tutto ciò solo per sottolineare (e a questo punto forse mi rendo conto del fatto di essere stato molto prolisso) il fatto che ormai noi si viva per un'idea di noi stessi, non per noi stessi. E il marketing ci va a nozze.
Ritornando in topic, così non si perde il filo, Barilla parlava a gente che crede o vorrebbe la propria famiglia come quella della pubblicità. Per queste persone (che a differenza di quelle che vivono realmente in quel modo sono la stragrande maggioranza della popolazione) il messaggio inviato dalle loro pubblicità è potentissimo e del tutto subliminale.