Sono in pensione da qualche mese, ho lavorato per tanti anni in una ex municipalizzata (gas acqua, depurazione ecc) poi confluita in una grossa multiutility e, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, dagli anni 80 in cui venni assunto ai giorni nostri la situazione è cambiata radicalmente. Sono a conoscenza di casi di furti (ripetuti) da parte dello stesso soggetto che non originarono licenziamento e credo nemmeno provvedimenti disciplinari (anni 80) mentre invece in tempi recenti ogni pretesto viene utilizzato per la risoluzione del rapporto di lavoro. Addirittura so di casi di trattative condotte da un capo impianto (settore rifiuti) condotte per ottenere un vantaggio economico per l'azienda (e non beneficio personale) che, in seguito ad intercettazioni telefoniche, hanno determinato l'apertura di un'inchiesta e la persona in oggetto che conoscevo personalmente come persona capace ed integerrima è stata invitata (quasi costretta) a rassegnare le dimissioni. Questo è un caso limite, ma posso garantire che ora anche ripetute inadempienze ad es. nell'uso dei dpi od assenze ingiustificate portano ai licenziamenti, applicando semplicemente quanto previsto dai CCNL. D'altronde da quando la società si quotò in borsa mi è sembrato che l'obbiettivo che hanno perseguito con più tenacia è stata la riduzione del personale ed ogni dipendente (fatta eccezione di qualcuno ben appoggiato) è conscio che basta offrire il pretesto per salutare la compagnia, magari con la pillola addolcita da una buonuscita per agevolare la risoluzione.
D'altro canto penso che se un'azienda vuole risollevarsi il licenziamento in casi come questo non solo è giusto, è doveroso e se Alitalia non ne fosse in grado occorrerebbe licenziare tutto il CdA. Dal momento però che ho visto che hanno collaborato in pieno con le f.d.o. ritengo che le misure o sono già state adottate o lo saranno al più presto.