<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Friuli: l'unica ricostruzione | Il Forum di Quattroruote

Friuli: l'unica ricostruzione

riuscita in italia

http://www.lastampa.it/2016/05/06/italia/cronache/niente-scandali-e-ruberie-perch-anni-dopo-il-friuli-ancora-un-modello-D0xnC3LVV1kYrXJvUHPQxM/pagina.html
 
bumper morgan ha scritto:
riuscita in italia

http://www.lastampa.it/2016/05/06/italia/cronache/niente-scandali-e-ruberie-perch-anni-dopo-il-friuli-ancora-un-modello-D0xnC3LVV1kYrXJvUHPQxM/pagina.html
Io ero nato da 20 giorni ed ho passato (da quello che mi raccontano) i primi 3 mesi della mia vita tra auto, tenda ed un garage prefabbricato (sarà per questo motivo che odio i campeggi).
Orgogliosamente friulano e profondamente grato ai miei corregionali ed ai tanti italiani e stranieri che hanno contribuito alla ricostruzione!
Nonostante il "Fasin di bessoi" (che significa "facciamo da soli" e non "facciamo dal basso") senza il grande aiuto di tutti non saremmo riusciti a rialzarci.
Comunque per chi ha voglia e la possibilità io consiglio di visitare Venzone, un paese raso al suolo che è stato ricostruito esattamente com'era.
Il Friuli ringrazia e non dimentica!
 
Kren2 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
riuscita in italia

http://www.lastampa.it/2016/05/06/italia/cronache/niente-scandali-e-ruberie-perch-anni-dopo-il-friuli-ancora-un-modello-D0xnC3LVV1kYrXJvUHPQxM/pagina.html
Io ero nato da 20 giorni ed ho passato (da quello che mi raccontano) i primi 3 mesi della mia vita tra auto, tenda ed un garage prefabbricato (sarà per questo motivo che odio i campeggi).
Orgogliosamente friulano e profondamente grato ai miei corregionali ed ai tanti italiani e stranieri che hanno contribuito alla ricostruzione!
Nonostante il "Fasin di bessoi" (che significa "facciamo da soli" e non "facciamo dal basso") senza il grande aiuto di tutti non saremmo riusciti a rialzarci.
Comunque per chi ha voglia e la possibilità io consiglio di visitare Venzone, un paese raso al suolo che è stato ricostruito esattamente com'era.
Il Friuli ringrazia e non dimentica!
certamente, viste le grandissime dimensioni della tragedia, non potevano fare tutto da soli.

Resta il fatto che sono gli unici ad aver ricostruito tutto.E questo fà loro onore.
 
Ecco... in verità qualche ruberia e/o scandaletto ci son stati ma a nostro onore va il fatto che non abbiano intaccato la sostanza dell'intervento: ricostruire.
Se qualcuno visita Venzone non si perda questa: http://www.tieremotus.it/

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Avevo quasi 11 anni e, nonostante fossi a circa 70 km in linea d'aria dall'epicentro, ricordo quei momenti, scolpiti nella memoria come fosse ieri. Stavamo finendo di cenare, e rammento perfino ciò che stavo mangiando e bevendo, addirittura la tazza con gli elefantini, che mi piaceva tanto, con l'aranciata dentro. Nonostante i 70 km di distanza, al quinto piano (e telaio in ca) abbiamo ballato tanto. Io non avevo mai sentito un terremoto, mia madre nememno, forse mio padre da piccolo. All'inizio non capimmo, mio padre per primo realizzò, ci portò tutti sotto una trave di cemento armato verso l'ingresso, ci fece mettere le scarpe, e ci disse di rmanere fermi lì, mentre tutto ballava. "non si scende ora, le scale sono pericolose, l'ascensore peggio ancora, questo è un punto sicuro" La scossa sembrò diminuire, poi come riprese e, solo dopo un tempo che non so indicare, ma che mi sembrò interminabile, la scossa si ridusse ad un lieve tremolio. A quel punto scendemmo di corsa le scale (la luce non era saltata, per fortuna), e mentre scendevamo ripresero le oscillazioni. Arrivati nell'atrio del condominio altra scossa, più lieve. Ci trovammo in strada con tutte le altre famiglie, qualcuno si era portato una radiolina. In casa c'era un radioamatore, che aveva un "baracchino" in auto. Fu lui a darci le prime notizie, di un disastro in Friuli. Tornò su a casa, nel mentre c'erano altre scosse, più leggere, prese una serie di attrezzature, salutò la moglie e partì. Nel mentre, era passata forse una mezz'ora, forse tre quarti d'ora, nella caserma vicina a casa nostra (una caserma "operativa" o "ready to combact", come si direbbe oggi - eravamo ancora in regime di guerra fredda) si aprirono i cancelli principali. Uscì per prima una Campagnola dei Carabinieri a lampeggiante blu acceso; quindi seguirono in fila pressoché tutti i mezzi di cui disponeva quella caserma. Una lunga serie di autocarri attrezzati a trasporto truppe, piene di giovani soldati con un'espressione molto seria e preoccupata in volto (li vedevamo dal retro, andavano piano perché era pieno di gente), le Campagnole incluse quelle con le unità radio, poi camion attrezzati con gruppi elettrogeni, fotoelettriche, carri gru, carri comando, cucine da campo, ed altri ancora. A chiudere, un Fiat 850T dei Carabinieri con lampeggiante. Passarono nel silenzio totale della piccola folla, rotto solo dal rumore dei motori. Tutti ebbero chiaro in quel preciso momento la gravità del disastro. Si iniziò a parlare su cosa fare, c'era lo speleologo che pensava di poter essere d'aiuto con la sua attrezzatura, la casalinga che faceva mente locale alle coperte disponibili, ma tutti pensavano una sola cosa, "bisogna aiutarli!". Al che, si decise che uno dei capicasa andasse al laboratorio dell'Osservatorio Geofisico, dove c'erano i sismografi (per altro con tutt'altra funzione, servivano a rilevare i test nucleari sovietici) e dove si pensava, non a torto, che si sarebbe potuto ricevere indicazioni utili. Quando tornò, dopo un paio d'ore, spiegò che le strade erano di difficile percorribilità (in realtà molte erano interrotte) e che all'indomani ci sarebbe stata una struttura di raccolta fondi, attrezzature e volontari tra Comune, Commissariato del Governo e la sede del quotidiano locale - e così fu.
Nell'ignoranza assoluta dei rischi (l'intensità delle scosse arrivate da me faceva certamente paura, ma non era assolutamente pericolosa per gli edifici, ma lo comprendemmo dopo) per un paio di settimane dormimmo in auto. Diversi in casa nostra, compatibilmente con l'età e gli impegni lavorativi, partirono l'indomani, altri si organizzarono con le ferie e ci fu una specie di turnazione. Tutti diedero il loro contributo alla raccolta fondi

Onestamente, non so se ad oggi, con l'egoismo sociale montante, ci sarebbe altrettanto afflato umano e di solidarietà: mi piace pensare di sì.
 
Il corteo presidenziale è passato alle 11.30 per andare verso Venzone. :thumbup: Io ricordo la tv accesa che iniziò a saltare sul mobile, un rombo talmente cupo e presente che faceva torcere le budella più che il pericolo di crolli. Siamo usciti tutti, di corsa, passando sotto a una pioggia di tegole che cadevano dal tetto. Ma era buio, in pratica non ho visto nulla di quanto stava succedendo. Molto peggio fu la replica di settembre, era giorno ed ero nell'orto. Vidi (e mi ricorderò finché campo...) la terra muoversi come se a 10 metri di profondità si agitasse un immenso drago, alberi fino a prima verticali giunsero a toccare terra con la punta :shock: facendo un sinistro rumore di aria tra le fronde anche in assenza di vento, grosse crepe si aprivano rapidamente (e altrettanto rapidamente si richiudevano...) nella terra scura e soffice... ma soprattutto, collegai visivamente il boato al succedere fisico degli eventi. Naturalmente non riuscii a rimanere in piedi e son finito steso a faccia giù, con le mani larghe come il Cristo in croce.
Spaventoso, non scrivo altro. Risulterebbe lampante anche a un bimbo di 4 anni quanto siamo piccoli di fronte alla natura.
 
Grattaballe ha scritto:
Il corteo presidenziale è passato alle 11.30 per andare verso Venzone. :thumbup: Io ricordo la tv accesa che iniziò a saltare sul mobile, un rombo talmente cupo e presente che faceva torcere le budella più che il pericolo di crolli. Siamo usciti tutti, di corsa, passando sotto a una pioggia di tegole che cadevano dal tetto. Ma era buio, in pratica non ho visto nulla di quanto stava succedendo. Molto peggio fu la replica di settembre, era giorno ed ero nell'orto. Vidi (e mi ricorderò finché campo...) la terra muoversi come se a 10 metri di profondità si agitasse un immenso drago, alberi fino a prima verticali giunsero a toccare terra con la punta :shock: facendo un sinistro rumore di aria tra le fronde anche in assenza di vento, grosse crepe si aprivano rapidamente (e altrettanto rapidamente si richiudevano...) nella terra scura e soffice... ma soprattutto, collegai visivamente il boato al succedere fisico degli eventi. Naturalmente non riuscii a rimanere in piedi e son finito steso a faccia giù, con le mani larghe come il Cristo in croce.
Spaventoso, non scrivo altro. Risulterebbe lampante anche a un bimbo di 4 anni quanto siamo piccoli di fronte alla natura.
Oggi i miei a pranzo ricordavano quei terribili momenti. Anche in loro la scossa di maggio ha lasciato meno segni rispetto a quelle di settembre (quando anch'io ho rischiato di lasciarci le penne a causa della caduta del comignolo a pochi metri dalla carrozzina nella quale stavo riposando...l'ho scoperto oggi, a 40 anni di distanza).
Sono sensazioni che rimangono indelebili in chi le ha vissute.
Nota di colore: sentire Mattarella parlare friulano mi ha realmente emozionato (sebbene si sia limitato a poco più di un "mandi").
 
Non è l'unica andata a buon fine. mi permetto di citare quello più recente di Marche e Umbria, dove, ugualmente la ricostruzione è andata a buon fine.
Nel 76 avevo 8 anni, quindi ricordo solo i TG in bianco e nero.
A quello delle Marche ho partecipato con il mio gruppo Scout di cui ero Capo Clan. Il giorno dopo su chiamata della Protezione Civile eravamo già in zona, a Cesi, Frazione di Serravalle del Chienti (MC).
Il giorno in cui crollò la torre ad Assisi eravamo sotto una tenda a giocare a carte con i vecchietti, un rumore sordo, come di tuono e fortuna che la tenda non era in muratura.

Tre ricordi sopra tutti: il rapporto creatosi da subito co Vecchi, Adulti e Bambini,i tanti gesti eroici dei Vigili del Fuoco che rischiavano la vita per recuperare dalle case un paio di mutande o un gatto e un colonnello dell'Esercito che esasperato dal fatto che nessuno dei suoi uomini riuscisse a montare una tenda in tempi decenti ha mandato un camion militare, ha caricato tutto il gruppo, assegnato ad ognuno di noi una decina di militari intimandoli di ubbidirci e seguire alla lettera quello che dicevamo loro di fare per montare le tende.

Con molti degli abitanti siamo ancora in contatto.
 
bumper morgan ha scritto:
riuscita in italia

http://www.lastampa.it/2016/05/06/italia/cronache/niente-scandali-e-ruberie-perch-anni-dopo-il-friuli-ancora-un-modello-D0xnC3LVV1kYrXJvUHPQxM/pagina.html

vorrei mettere in rilievo una frase dell'articolo:

«Tutti, anche il nostro arcivescovo di Udine, Alfredo Battisti, avevano condiviso di ricostruire prima le fabbriche, poi le case e, infine, le chiese».

credo che questo sia stato un aspetto cruciale per il buon esito della ricostruzione.
Anche nel terremoto dell'Emilia di qualche hanno fa, che ho vissuto molto da vicino, la capacità imprenditoriale di ricostruire tempestivamente fabbriche e fattori produttivi ha consentito di creare le condizioni economiche affinchè poi i singoli, con le sole proprie risorse, potessero risistemare le proprie abitazioni.
 
moogpsycho ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
riuscita in italia

http://www.lastampa.it/2016/05/06/italia/cronache/niente-scandali-e-ruberie-perch-anni-dopo-il-friuli-ancora-un-modello-D0xnC3LVV1kYrXJvUHPQxM/pagina.html

vorrei mettere in rilievo una frase dell'articolo:

«Tutti, anche il nostro arcivescovo di Udine, Alfredo Battisti, avevano condiviso di ricostruire prima le fabbriche, poi le case e, infine, le chiese».

credo che questo sia stato un aspetto cruciale per il buon esito della ricostruzione.
Anche nel terremoto dell'Emilia di qualche hanno fa, che ho vissuto molto da vicino, la capacità imprenditoriale di ricostruire tempestivamente fabbriche e fattori produttivi ha consentito di creare le condizioni economiche affinchè poi i singoli, con le sole proprie risorse, potessero risistemare le proprie abitazioni.

pardon, doppio
 
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