<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Fra non molto non ci saranno piu' immigrati in Italia | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

Fra non molto non ci saranno piu' immigrati in Italia

Inoltre sempre per il paragone con Josefa Idem anche la neo ministra Kyenge è italiana, posto la sua biografia tratta da Wikipedia:
"Sposata con un italiano e madre di due figlie, nata a Kambove in Katanga nella Repubblica Democratica del Congo, è in Italia dal 1983[1], ora cittadina italiana. Vive a Castelfranco Emilia[2]. Ha una laurea in Medicina e Chirurgia conseguita all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma [1]. Specializzata in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, esercita la professione di medico oculista."
Visto i paralleli tra le due vite delle neoministre sono così lontano dal vero ad ipotizzare che vi sia un fondo di razzismo negli attacchi alla ministra di pelle scura?
 
ch4 ha scritto:
Vorrei citare una battuta nello stile di Groucho Marx "scusi lei è razzista? ...... purtroppo non ci servono razzi"
o anche quella bolognese del signore che non affittava ad un nero:
"Razzista io? Mo ti tè chti neigher (ma sei tu che sei nero)"

l'ultima è di Beppe Viola
scusi lei è razzista
no, è lei che è negro
:D
 
ch4 ha scritto:
Inoltre sempre per il paragone con Josefa Idem anche la neo ministra Kyenge è italiana, posto la sua biografia tratta da Wikipedia:
"Sposata con un italiano e madre di due figlie, nata a Kambove in Katanga nella Repubblica Democratica del Congo, è in Italia dal 1983[1], ora cittadina italiana. Vive a Castelfranco Emilia[2]. Ha una laurea in Medicina e Chirurgia conseguita all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma [1]. Specializzata in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, esercita la professione di medico oculista."
Visto i paralleli tra le due vite delle neoministre sono così lontano dal vero ad ipotizzare che vi sia un fondo di razzismo negli attacchi alla ministra di pelle scura?
non c'entra il colore della pelle, c'entra se si vuole essere italiani o no.
Essere italiani vuol dire accettare le nostre regole ecc ecc
 
bumper morgan ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
Bravissima, non capisco cosa c'entri però Anche per lei, medaglie, vittorie, sacrifici, burocrazia, non la fanno italiana. È e rimane tedesca.
io invece credo che si possa diventare italiani...ma bisogna accettare le nostre regole; secondo me la Idem lo ha fatto
Quoto integralmente giuàn
Refo, mi permetto di ricordarti che la civiltà romana, di cui siamo entrambi figli, era "inclusiva". Quando si espandeva, certamente anche con atti di forza militare (non sempre, molte popolazioni si sono "sottomesse" volontariamente, per naturale assimilazione o per conveniente alleanza contro un nemico comune), portava le proprie leggi e costumi, ma assumeva anche usi e costumi di "barbari" se utili o vantaggiosi e, passata l'eventuale fase cruenta, offriva il proprio modello di civiltà ai nuovi sottomessi che, spesso, al netto dei sentimenti di sconfitta, percepivano una certa differenza positiva tra la situazione antecedente e quella susseguente alla colonizzazione (contestualizziamo il tutto a quei tempi ed alle abitudini non propriamente miti e pacifiche della maggior parte delle popolazioni europee). I "barbari" scoprivano la comodità delle condutture di acqua potabile, la velocità di spostamento offerta dalle strade lastricate, la sicurezza garantita da un esercito ordinato ed efficente contro le scorrerie delle bande rivali, la potenza di una legge scritta assistita dalla forza della spada. E via via i "barbari" (o i loro figli) scoprivano che, accettando la civiltà romana, ne potevano far parte integrante seguendo una scala di valori condivisi crescente, che poteva arrivare fino all'ambitissima cittadinanza romana (considera che solo nel 1° secolo A.C. la cittadinanza piena fu concessa all'intero territorio della Penisola e non senza situazioni traumatiche). Non era facile insomma, e non tutti gli "stranieri" erano uguali (esempio chi si era arreso dopo na guerra aveva un tratamento peggiori di chi non aveva alzato le armi contro Roma), ma era possibile.

Ora proprio tu che ti fai vanto (non è mica un difetto, eh? :) ) della tua italianità, ovvero della tua discendenza culturale dalla civiltà romana, neghi a prescindere che Ia Josefa Idem possa voler essere ed essere Italiana? Non prendertela, ma mi sembri vagamente contradditorio 8)

Che poi la cittadinanza non sia una cosa da svendere o regalare al primo venuto, mi trovi pienamente d'accordo, che lo ius soli non sia forse la scelta migliore per la nostra realtà, anche (perfino gli Usa ne stanno discutendo), che la "concessione" ( sottolineo concessione) della cittadinanza italiana vada vincolata ad una preventiva e discriminante accettazione dei nostri principi fondamentali, più che d'accordo (e qui si apre una enorme voragine circa gli islamici per il loro concetto sulla "Legge", c'è un'incompatibilità di fondo molto seria)

in una inchiesta fatta il GB, é stato chiesto a inglesi musulmani ( intendo conpassaporto) originari di altri stati come si sentono, ebbene prima si sentono musulmani, poi pakistani/arabi ecc ecc e poi inglesi.
Altro che societá multirazziale....
E mi pare che in Francia, Belgio e dintorni la situazione non sia molto diversa. Mi piaceerbbe invece conoscere la situazione in Germania
 
Mauro 65 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
Bravissima, non capisco cosa c'entri però Anche per lei, medaglie, vittorie, sacrifici, burocrazia, non la fanno italiana. È e rimane tedesca.
io invece credo che si possa diventare italiani...ma bisogna accettare le nostre regole; secondo me la Idem lo ha fatto
Quoto integralmente giuàn
Refo, mi permetto di ricordarti che la civiltà romana, di cui siamo entrambi figli, era "inclusiva". Quando si espandeva, certamente anche con atti di forza militare (non sempre, molte popolazioni si sono "sottomesse" volontariamente, per naturale assimilazione o per conveniente alleanza contro un nemico comune), portava le proprie leggi e costumi, ma assumeva anche usi e costumi di "barbari" se utili o vantaggiosi e, passata l'eventuale fase cruenta, offriva il proprio modello di civiltà ai nuovi sottomessi che, spesso, al netto dei sentimenti di sconfitta, percepivano una certa differenza positiva tra la situazione antecedente e quella susseguente alla colonizzazione (contestualizziamo il tutto a quei tempi ed alle abitudini non propriamente miti e pacifiche della maggior parte delle popolazioni europee). I "barbari" scoprivano la comodità delle condutture di acqua potabile, la velocità di spostamento offerta dalle strade lastricate, la sicurezza garantita da un esercito ordinato ed efficente contro le scorrerie delle bande rivali, la potenza di una legge scritta assistita dalla forza della spada. E via via i "barbari" (o i loro figli) scoprivano che, accettando la civiltà romana, ne potevano far parte integrante seguendo una scala di valori condivisi crescente, che poteva arrivare fino all'ambitissima cittadinanza romana (considera che solo nel 1° secolo A.C. la cittadinanza piena fu concessa all'intero territorio della Penisola e non senza situazioni traumatiche). Non era facile insomma, e non tutti gli "stranieri" erano uguali (esempio chi si era arreso dopo na guerra aveva un tratamento peggiori di chi non aveva alzato le armi contro Roma), ma era possibile.

Ora proprio tu che ti fai vanto (non è mica un difetto, eh? :) ) della tua italianità, ovvero della tua discendenza culturale dalla civiltà romana, neghi a prescindere che Ia Josefa Idem possa voler essere ed essere Italiana? Non prendertela, ma mi sembri vagamente contradditorio 8)

Che poi la cittadinanza non sia una cosa da svendere o regalare al primo venuto, mi trovi pienamente d'accordo, che lo ius soli non sia forse la scelta migliore per la nostra realtà, anche (perfino gli Usa ne stanno discutendo), che la "concessione" ( sottolineo concessione) della cittadinanza italiana vada vincolata ad una preventiva e discriminante accettazione dei nostri principi fondamentali, più che d'accordo (e qui si apre una enorme voragine circa gli islamici per il loro concetto sulla "Legge", c'è un'incompatibilità di fondo molto seria)

in una inchiesta fatta il GB, é stato chiesto a inglesi musulmani ( intendo conpassaporto) originari di altri stati come si sentono, ebbene prima si sentono musulmani, poi pakistani/arabi ecc ecc e poi inglesi.
Altro che societá multirazziale....
E mi pare che in Francia, Belgio e dintorni la situazione non sia molto diversa. Mi piaceerbbe invece conoscere la situazione in Germania

http://www.ilpost.it/2010/10/17/angela-merkel-la-societa-multiculturale-ha-fallito/
 
bumper morgan ha scritto:
ch4 ha scritto:
Inoltre sempre per il paragone con Josefa Idem anche la neo ministra Kyenge è italiana, posto la sua biografia tratta da Wikipedia:
"Sposata con un italiano e madre di due figlie, nata a Kambove in Katanga nella Repubblica Democratica del Congo, è in Italia dal 1983[1], ora cittadina italiana. Vive a Castelfranco Emilia[2]. Ha una laurea in Medicina e Chirurgia conseguita all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma [1]. Specializzata in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, esercita la professione di medico oculista."
Visto i paralleli tra le due vite delle neoministre sono così lontano dal vero ad ipotizzare che vi sia un fondo di razzismo negli attacchi alla ministra di pelle scura?
non c'entra il colore della pelle, c'entra se si vuole essere italiani o no.
Essere italiani vuol dire accettare le nostre regole ecc ecc
E chi ha detto che la ministra Kyenge non le accetta? Si è laureata in Italia, ha sposato un italiano, gli ha dato due figlie (italiane anch'esse), esercita(va) la professione in un ospedale italiano, ha giurato la fedeltà alla costituzione italiana perchè allora le accuse di non italianità a lei e non a Josefa Idem (bellissima persona sia ben chiaro) se non motivate da un colore di pelle?
 
Mauro 65 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
Bravissima, non capisco cosa c'entri però Anche per lei, medaglie, vittorie, sacrifici, burocrazia, non la fanno italiana. È e rimane tedesca.
io invece credo che si possa diventare italiani...ma bisogna accettare le nostre regole; secondo me la Idem lo ha fatto
Quoto integralmente giuàn
Refo, mi permetto di ricordarti che la civiltà romana, di cui siamo entrambi figli, era "inclusiva". Quando si espandeva, certamente anche con atti di forza militare (non sempre, molte popolazioni si sono "sottomesse" volontariamente, per naturale assimilazione o per conveniente alleanza contro un nemico comune), portava le proprie leggi e costumi, ma assumeva anche usi e costumi di "barbari" se utili o vantaggiosi e, passata l'eventuale fase cruenta, offriva il proprio modello di civiltà ai nuovi sottomessi che, spesso, al netto dei sentimenti di sconfitta, percepivano una certa differenza positiva tra la situazione antecedente e quella susseguente alla colonizzazione (contestualizziamo il tutto a quei tempi ed alle abitudini non propriamente miti e pacifiche della maggior parte delle popolazioni europee). I "barbari" scoprivano la comodità delle condutture di acqua potabile, la velocità di spostamento offerta dalle strade lastricate, la sicurezza garantita da un esercito ordinato ed efficente contro le scorrerie delle bande rivali, la potenza di una legge scritta assistita dalla forza della spada. E via via i "barbari" (o i loro figli) scoprivano che, accettando la civiltà romana, ne potevano far parte integrante seguendo una scala di valori condivisi crescente, che poteva arrivare fino all'ambitissima cittadinanza romana (considera che solo nel 1° secolo A.C. la cittadinanza piena fu concessa all'intero territorio della Penisola e non senza situazioni traumatiche). Non era facile insomma, e non tutti gli "stranieri" erano uguali (esempio chi si era arreso dopo na guerra aveva un tratamento peggiori di chi non aveva alzato le armi contro Roma), ma era possibile.

Ora proprio tu che ti fai vanto (non è mica un difetto, eh? :) ) della tua italianità, ovvero della tua discendenza culturale dalla civiltà romana, neghi a prescindere che Ia Josefa Idem possa voler essere ed essere Italiana? Non prendertela, ma mi sembri vagamente contradditorio 8)

Che poi la cittadinanza non sia una cosa da svendere o regalare al primo venuto, mi trovi pienamente d'accordo, che lo ius soli non sia forse la scelta migliore per la nostra realtà, anche (perfino gli Usa ne stanno discutendo), che la "concessione" ( sottolineo concessione) della cittadinanza italiana vada vincolata ad una preventiva e discriminante accettazione dei nostri principi fondamentali, più che d'accordo (e qui si apre una enorme voragine circa gli islamici per il loro concetto sulla "Legge", c'è un'incompatibilità di fondo molto seria)

in una inchiesta fatta il GB, é stato chiesto a inglesi musulmani ( intendo conpassaporto) originari di altri stati come si sentono, ebbene prima si sentono musulmani, poi pakistani/arabi ecc ecc e poi inglesi.
Altro che societá multirazziale....
E mi pare che in Francia, Belgio e dintorni la situazione non sia molto diversa. Mi piaceerbbe invece conoscere la situazione in Germania

Cives Romanus sum....
 
Riporto parte di un'intervista della Kyenge:
"Fa capire la sua cautela anche in un?intervista rilasciata al portale Corriere Immigrazione con cui ha condiviso molte delle iniziative degli ultimi mesi: ?È possibile - afferma ad esempio rispetto all?obiettivo della chiusura dei Cie - ma è necessario che la cosa venga affrontata contestualmente a livello europeo: le politiche sull?immigrazione devono essere uniformate e rese coerenti a livello europeo?. Si vedrà già nelle prossime settimane quale sarà il margine di manovra. Intanto la ministra attribuisce una grande importanza alla comunicazione: ?E? da qui ? dice ? che dobbiamo partire per combattere ogni forma di razzismo?. E a proposito di parole Kyenge dichiara che tra quelle che la disturbano maggiormente c?è ?negro?, che è oggi ?un termine peggiorativo, dispregiativo: in origine aveva un significato molto diverso, ora dà fastidio?. Bocciato senza appello anche ?vu? cumprà?, ma è inappropriato anche ?extracomunitario, oggi usato invariabilmente come sinonimo di persona straniera. E? attraverso le parole giuste ? conclude ? che si possono contrastare le discriminazioni?. La nomina di Kyenge è stata salutata con una salva di critiche dal numero due della Lega Nord Salvini, cosa ha da rispondere? ?Non ho nulla da rispondere ? ribatte calma ? Vorrei che ci concentrasse su temi condivisi e sono sicura che ce ne sono moltissimi che possono mettere insieme anche persone che apparentemente la pensano in modo diverso?.

Non mi pare che l'idea di armonizzarsi col resto d'Europa sia poi così scandalosa. Non è il caso di attendere i suoi passi prima di esprimere giudizi preconcetti?
 
bumper morgan ha scritto:
ch4 ha scritto:
Inoltre sempre per il paragone con Josefa Idem anche la neo ministra Kyenge è italiana, posto la sua biografia tratta da Wikipedia:
"Sposata con un italiano e madre di due figlie, nata a Kambove in Katanga nella Repubblica Democratica del Congo, è in Italia dal 1983[1], ora cittadina italiana. Vive a Castelfranco Emilia[2]. Ha una laurea in Medicina e Chirurgia conseguita all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma [1]. Specializzata in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, esercita la professione di medico oculista."
Visto i paralleli tra le due vite delle neoministre sono così lontano dal vero ad ipotizzare che vi sia un fondo di razzismo negli attacchi alla ministra di pelle scura?
non c'entra il colore della pelle, c'entra se si vuole essere italiani o no.
Essere italiani vuol dire accettare le nostre regole ecc ecc
Abbiamo prove che la sig.ra Kyenge non intenda accettare le nostre regole?
 
norbig ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
ch4 ha scritto:
Inoltre sempre per il paragone con Josefa Idem anche la neo ministra Kyenge è italiana, posto la sua biografia tratta da Wikipedia:
"Sposata con un italiano e madre di due figlie, nata a Kambove in Katanga nella Repubblica Democratica del Congo, è in Italia dal 1983[1], ora cittadina italiana. Vive a Castelfranco Emilia[2]. Ha una laurea in Medicina e Chirurgia conseguita all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma [1]. Specializzata in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, esercita la professione di medico oculista."
Visto i paralleli tra le due vite delle neoministre sono così lontano dal vero ad ipotizzare che vi sia un fondo di razzismo negli attacchi alla ministra di pelle scura?
non c'entra il colore della pelle, c'entra se si vuole essere italiani o no.
Essere italiani vuol dire accettare le nostre regole ecc ecc
Abbiamo prove che la sig.ra Kyenge non intenda accettare le nostre regole?
a parte che io ho solo parlato della inutilitá di questo ministero ( poi come sempre si svia), direi che nonconoscendola non posso sapere sesi sa integrata o meno e aggiungo che - e questo vale per tutti indipendentemente dal colore della pelle - NON È L' ABITO CHE FA IL MONACO .
 
Che Borghezio sia un fallocefalo lo sappiamo da un pezzo, e il bello è che a volte dice cose sensatissime riuscendo a farle sembrare sbagliate.... Ma non è questo il punto.
Secondo me chi lavora per l'INTEGRAZIONE degli immigrati non si rende conto che è una parola grossa, MOLTO grossa. Integrarsi in una comunità straniera non significa solo osservarne le regole, significa FARLE PROPRIE. E proprio per questo è praticamente impossibile, se non in un processo che coinvolge diverse generazioni e richiede un grande sforzo di collaborazione, sia da parte di chi ospita, ma soprattutto da chi viene ospitato. In questo senso hanno grande significato le istanze di emancipazione delle ragazze islamiche, e vediamo tutti quanto spesso esse vengano ostacolate dalle famiglie. Io sarei contento di consolidare la prima fase, quella dell'osservanza delle regole, e sarebbe già un bel passo avanti. Il resto viene dopo.
 
a_gricolo ha scritto:
Che Borghezio sia un fallocefalo lo sappiamo da un pezzo, e il bello è che a volte dice cose sensatissime riuscendo a farle sembrare sbagliate.... Ma non è questo il punto.
Secondo me chi lavora per l'INTEGRAZIONE degli immigrati non si rende conto che è una parola grossa, MOLTO grossa. Integrarsi in una comunità straniera non significa solo osservarne le regole, significa FARLE PROPRIE. E proprio per questo è praticamente impossibile, se non in un processo che coinvolge diverse generazioni e richiede un grande sforzo di collaborazione, sia da parte di chi ospita, ma soprattutto da chi viene ospitato. In questo senso hanno grande significato le istanze di emancipazione delle ragazze islamiche, e vediamo tutti quanto spesso esse vengano ostacolate dalle famiglie. Io sarei contento di consolidare la prima fase, quella dell'osservanza delle regole, e sarebbe già un bel passo avanti. Il resto viene dopo.
Come sarebbe bello se tutti in Italia osservassero le regole (e parlo degli italiani da più generazioni) e per regole intendo proprio tutte, dalla principale, la costituzione, ai codici civile e penale, a quello della strada fino ad arrivare a quelle non scritte del vivere civile: Ed invece ecco che, pur in presenza di interi territori in mano alla criminalità, di corruzione elevatissima, di evasione fiscale di dimensioni prossime al PIL, il problema diventa non se rispettano le nostre leggi bensì se le hanno fatte proprie? Cerchiamo di farle rispettare a tutti compreso a chi in privato sfrutta il lavoro sottopagato degli immigrati ed in pubblico inveisce contro gli stessi appoggiato proprio dai lavoratori italiani che A CAUSA DEL SUO COMPORTAMENTO hanno perso il lavoro o buona parte della sua retribuzione.
 
ch4 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Che Borghezio sia un fallocefalo lo sappiamo da un pezzo, e il bello è che a volte dice cose sensatissime riuscendo a farle sembrare sbagliate.... Ma non è questo il punto.
Secondo me chi lavora per l'INTEGRAZIONE degli immigrati non si rende conto che è una parola grossa, MOLTO grossa. Integrarsi in una comunità straniera non significa solo osservarne le regole, significa FARLE PROPRIE. E proprio per questo è praticamente impossibile, se non in un processo che coinvolge diverse generazioni e richiede un grande sforzo di collaborazione, sia da parte di chi ospita, ma soprattutto da chi viene ospitato. In questo senso hanno grande significato le istanze di emancipazione delle ragazze islamiche, e vediamo tutti quanto spesso esse vengano ostacolate dalle famiglie. Io sarei contento di consolidare la prima fase, quella dell'osservanza delle regole, e sarebbe già un bel passo avanti. Il resto viene dopo.
Come sarebbe bello se tutti in Italia osservassero le regole (e parlo degli italiani da più generazioni) e per regole intendo proprio tutte, dalla principale, la costituzione, ai codici civile e penale, a quello della strada fino ad arrivare a quelle non scritte del vivere civile: Ed invece ecco che, pur in presenza di interi territori in mano alla criminalità, di corruzione elevatissima, di evasione fiscale di dimensioni prossime al PIL, il problema diventa non se rispettano le nostre leggi bensì se le hanno fatte proprie? Cerchiamo di farle rispettare a tutti compreso a chi in privato sfrutta il lavoro sottopagato degli immigrati ed in pubblico inveisce contro gli stessi appoggiato proprio dai lavoratori italiani che A CAUSA DEL SUO COMPORTAMENTO hanno perso il lavoro o buona parte della sua retribuzione.

" chi e' senza peccato scagli...."

Questa e' vecchia:
-da sempre immigrati a raccogliere pomodori con versione moderna del caporalato
-immigrati che devono lavorare e sparire la sera ( chi non ricorda le panchine a TV )
-immigrati spennati per dargli una branda in 6 metri quadri

Qui non ci dovevano venire....una volta fatta la cosa....
e' sfuggita di mano, e diventera', se gia' non lo e', irreversibile.
Tanto vale attrezzarsi per una convivenza il meno " frizionante " possibile
 
ch4 ha scritto:
Come sarebbe bello se tutti in Italia osservassero le regole (e parlo degli italiani da più generazioni) e per regole intendo proprio tutte, dalla principale, la costituzione, ai codici civile e penale, a quello della strada fino ad arrivare a quelle non scritte del vivere civile: Ed invece ecco che, pur in presenza di interi territori in mano alla criminalità, di corruzione elevatissima, di evasione fiscale di dimensioni prossime al PIL, il problema diventa non se rispettano le nostre leggi bensì se le hanno fatte proprie? Cerchiamo di farle rispettare a tutti compreso a chi in privato sfrutta il lavoro sottopagato degli immigrati ed in pubblico inveisce contro gli stessi appoggiato proprio dai lavoratori italiani che A CAUSA DEL SUO COMPORTAMENTO hanno perso il lavoro o buona parte della sua retribuzione.

Tutto sacrosanto. La mia era una considerazione più generale.
 
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