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renatom ha scritto:
Non sono d'accordo, o meglio, sono d'accordo se parliamo del 12-15% di rendimento "vero" che non è certo un granché..

Altrimenti, con lo stesso principio, dovremmo dichiarare inefficienti tutte le centrali idroelettriche dimensionate per portate di acqua superiori a quelle disponibili per 8760 ore annue e destinate a funzionare solo un certo tot di ore all'anno.

A me sembra il contrario. Nel caso dell'idroelettrico addirittura c'è una sovrapproduzione di energia, che infatti viene usata per pompare l'acqua nell'invaso. Nel caso del FV è l'opposto: le ore utili sono circa l'11% del totale, che concettualmente non è un rendimento, ma praticamente ci si avvicina abbastanza
 
a_gricolo ha scritto:
renatom ha scritto:
Non sono d'accordo, o meglio, sono d'accordo se parliamo del 12-15% di rendimento "vero" che non è certo un granché..

Altrimenti, con lo stesso principio, dovremmo dichiarare inefficienti tutte le centrali idroelettriche dimensionate per portate di acqua superiori a quelle disponibili per 8760 ore annue e destinate a funzionare solo un certo tot di ore all'anno.

A me sembra il contrario. Nel caso dell'idroelettrico addirittura c'è una sovrapproduzione di energia, che infatti viene usata per pompare l'acqua nell'invaso. Nel caso del FV è l'opposto: le ore utili sono circa l'11% del totale, che concettualmente non è un rendimento, ma praticamente ci si avvicina abbastanza

Boh, nelle ultime visite in centrali che ho fatto, hanno detto che le turbine le fanno andare per circa 2000 ore all'anno nelle ore di massimo consumo (e prezzo dell'energia) e, per diversi mesi all'anno, sono proprio ferme.

Ribadisco che, secondo me, quello non può essere cosiderato un indice di inefficienza. Se la risorsa non è disponibile, è inutile parlare di rendimento.
E' solo un fattore che obbliga ad un sovradimensionamento della potenza dell'impianto.

Per quanto, poi, parlare di rendimento su una risorsa che hai disponibile gratuitamente, potrebbe anche lasciare il tempo che trova, se solo l'energia fosse più concentrata, ma non è certo il caso dell'FV.
 
renatom ha scritto:
Boh, nelle ultime visite in centrali che ho fatto, hanno detto che le turbine le fanno andare per circa 2000 ore all'anno nelle ore di massimo consumo (e prezzo dell'energia) e, per diversi mesi all'anno, sono proprio ferme.

La differenza è a monte. Nel caso dell'idroelettrico la risorsa è disponibile (salvo svuotamento dell'invaso....) 24 ore su 24, e la decisione di far funzionare le turbine per una frazione del tempo può essere influenzata da altri fattori, che non conosco. Nulla comunque vieta di farle andare tutto l'anno. Nel caso del FV se l'irraggiamento solare non ce l'hai, non ce l'hai e basta.

renatom ha scritto:
Ribadisco che, secondo me, quello non può essere cosiderato un indice di inefficienza. Se la risorsa non è disponibile, è inutile parlare di rendimento.
E' solo un fattore che obbliga ad un sovradimensionamento della potenza dell'impianto.

L'ingegnere sei tu, io sono un agricolo ;) .... ma al di là della terminologia, il risultato è quello: un impianto sovradimensionato.

renatom ha scritto:
Per quanto, poi, parlare di rendimento su una risorsa che hai disponibile gratuitamente, potrebbe anche lasciare il tempo che trova, se solo l'energia fosse più concentrata, ma non è certo il caso dell'FV.

La risorsa in effetti è gratuita, ma per sfruttarla occorre un impianto che gratuito non è per niente, anzi......
 
a_gricolo ha scritto:
La risorsa in effetti è gratuita, ma per sfruttarla occorre un impianto che gratuito non è per niente, anzi......

appunto. una volta fatta la spesa iniziale non hai (quasi) altro. E veramente zero emissioni. E veramente produzione di energia "nobile" (elettricità) direttamente (o quasi).
Certo non è la panacea ma in un ambito di produzione integrata (come per la lotta integrata nell'agricoltura) non è trascurabile.
Inoltre se andiamo indietro di un centinaio d'anni e vediamo il rapporto tra un cavallo reale e una delle prime autovetture, beh speriamo che malgrado il cavallo all'epoca fosse decisamente superiore, anche per il FV si può ipotizzare un futuro radioso. 8)

così pur parlé, come direbbe totò a milano, un impianto medio di 3kw costa oggi sui 10000, mentre due anni fa 14000, tre anni fa 18000.
La strada sembra giusta. Vedremo se porterà a una soluzione autosostenibile.
 
silverrain ha scritto:
La strada sembra giusta. Vedremo se porterà a una soluzione autosostenibile.

Mi piacerebbe tanto, ma la vedo dura. C'è sempre il problema della disponibilità discontinua unito al problema tuttora irrisolto dell'accumulo dell'energia prodotta. Se non salta fuori alla svelta qualcosa di innovativo in quest'ambito non vedo grandi possibilità....
 
secondo me tu agri confondi il rendimento con la disponibilità.

in manutenzione dei sistemi di produzione la disponibilità è intesa come percentuale di tempo di buon funzionamento rispetto al tempo totale in cui è richiesto il funzionamento dell'elemento stesso. Per un fattore produttivo così come per un impianto FV, se l' up time, ovvero il tempo disponibile è inferiore a quanto richiesto è necessario replicare il fattore produttivo stesso, o procedere ad un sovradimesionamento.
Il concetto è in ogni caso separato dal rendimento
 
a_gricolo ha scritto:
Se non salta fuori alla svelta qualcosa di innovativo in quest'ambito non vedo grandi possibilità....

beh se già sfruttassimo il FV e le altre alternative "variabili" quando ci sono e le altre forme di produzione tradizionale come compensazione "sicura", sarebbe già un buon inizio.
Poi quando si riuscirà anche a immagazzinare l'energia elettrica in modo "banale" come la benzina direi che il mondo potrà essere decisamente un posto migliore.. :D
 
a_gricolo ha scritto:
silverrain ha scritto:
La strada sembra giusta. Vedremo se porterà a una soluzione autosostenibile.

Mi piacerebbe tanto, ma la vedo dura. C'è sempre il problema della disponibilità discontinua unito al problema tuttora irrisolto dell'accumulo dell'energia prodotta. Se non salta fuori alla svelta qualcosa di innovativo in quest'ambito non vedo grandi possibilità....

non parlo solo di FV, ma sappi che il 1° maggio in tutta la Lombardia funzionava 1 e dico 1 solo impianto con combustibili fossili.
Il resto erano rinnovabili tra le quali sopratutto idro ma anche FV, biomasse e termovalorizzatori.
Il problema della discontinuità fa diventare matto il Gestore della rete, ma il caso del primo maggio dimostra che ci sono ottime possibilità
 
moogpsycho ha scritto:
secondo me tu agri confondi il rendimento con la disponibilità.

in manutenzione dei sistemi di produzione la disponibilità è intesa come percentuale di tempo di buon funzionamento rispetto al tempo totale in cui è richiesto il funzionamento dell'elemento stesso. Per un fattore produttivo così come per un impianto FV, se l' up time, ovvero il tempo disponibile è inferiore a quanto richiesto è necessario replicare il fattore produttivo stesso, o procedere ad un sovradimesionamento.
Il concetto è in ogni caso separato dal rendimento

L'ho messo tra virgolette apposta, lo so che il termine &quot;rendimento&quot; è un rapporto tra quello che entra e quello che esce e concettualmente in questo contesto non c'entra. Però mi sembra che dal punto di vista pratico il risultato sia più o meno lo stesso: un fattore n&lt1 per cui devo moltiplicare l'output rispetto a quello che potenzialmente potrei ottenere. Lo so, è un concetto diverso, ma non fate troppo gli ingegneri.... ;-)
 
moogpsycho ha scritto:
il 1° maggio in tutta la Lombardia funzionava 1 e dico 1 solo impianto con combustibili fossili.
Il resto erano rinnovabili tra le quali sopratutto idro ma anche FV, biomasse e termovalorizzatori.

Non mi stupisce, solo di impianti a biomasse in Lombardia ce n'è un putiferio. Peccato che sia una bestemmia ecologica.....
 
silverrain ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Se non salta fuori alla svelta qualcosa di innovativo in quest'ambito non vedo grandi possibilità....

beh se già sfruttassimo il FV e le altre alternative "variabili" quando ci sono e le altre forme di produzione tradizionale come compensazione "sicura", sarebbe già un buon inizio.
Poi quando si riuscirà anche a immagazzinare l'energia elettrica in modo "banale" come la benzina direi che il mondo potrà essere decisamente un posto migliore.. :D
l'errore che commettiamo è quello di voler trovare La soluzione unica all'approvvigionamento energetico.
La soluzione unica non esiste, è necessario adottare una moltitudine di provvedimenti che in maniera sinergica possano soddisfare il fabbisogno. Esistono modelli matematici che aiutano e le possibilità sono molteplici e concrete.
 
a_gricolo ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
il 1° maggio in tutta la Lombardia funzionava 1 e dico 1 solo impianto con combustibili fossili.
Il resto erano rinnovabili tra le quali sopratutto idro ma anche FV, biomasse e termovalorizzatori.

Non mi stupisce, solo di impianti a biomasse in Lombardia ce n'è un putiferio. Peccato che sia una bestemmia ecologica.....

non so sulle biomasse, ma di rinnovabile nei termovalorizzatori c'è solo il contributo cip6.... :x
 
moogpsycho ha scritto:
. Esistono modelli matematici che aiutano e le possibilità sono molteplici e concrete.

Assolutamente vero. Il problema nasce quando nei modelli matematici entrano delle variabili che non c'entrano con il processo, e nello specifico gli incentivi. Quei 130 digestori della Lombardia sono stati messi lì senza alcun criterio che non fosse quello di sfruttare l'incentivazione, come pure un fracco di impianti eolici e FV. Le risorse come hai detto ci sono e vanno sfruttate, ma non si deve influenzare il processo con elementi non tecnici.
 
silverrain ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
il 1° maggio in tutta la Lombardia funzionava 1 e dico 1 solo impianto con combustibili fossili.
Il resto erano rinnovabili tra le quali sopratutto idro ma anche FV, biomasse e termovalorizzatori.

Non mi stupisce, solo di impianti a biomasse in Lombardia ce n'è un putiferio. Peccato che sia una bestemmia ecologica.....

non so sulle biomasse, ma di rinnovabile nei termovalorizzatori c'è solo il contributo cip6.... :x
non entro nel merito della normativa e della contribuzione perchè sarebbe un discorso meramente locale in quanto varia da paese a paese e comunque poco scientifico.
La termovalorizzazione è una tecnologia che negli ultimi anni ha fatto enormi progressi dunque attenzione a non giudicarla senza conoscerne gli sviluppi più recenti. Secondariamente sono fermamente convinto che sia estremamente utile se affiancata sinergicamente con altre tecnologie.
Sostanzialmente è quanto sostenevo sopra, da sola non è la soluzione, ma un insieme di provvedimenti si
 
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