agricolo
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Si fa presto a dire dagli al riccastro con la barca......
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_dicembre_6/porti-lazio-nautica-fulloni-marangon-1902431101125.shtml
riporto un pezzo:
Solo per ribadire la miope stupidità di questi "tecnici" dei miei ammenicoli. I posti di lavoro persi grazie a queste vaccate li pagano loro?
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_dicembre_6/porti-lazio-nautica-fulloni-marangon-1902431101125.shtml
riporto un pezzo:
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IL BROKER DI OSTIA: «CLIENTELA ALLARMATISSIMA» - Scuote la testa Emilio Loz, broker al porto di Ostia sin dal 2001, anno in cui l?approdo venne inaugurato. In 10 anni il fatturato dell?attività è crollato del 50 per cento. Una picchiata verso il basso iniziata soprattutto a partire dal 2008. «E adesso la mazzata di questa nuova tassazione. Mi stanno chiamando i clienti, tutti allarmati. Purtroppo non posso far altro che allargare le braccia e rispondere di confidare nel buonsenso. L?applicazione del balzello ? prosegue il titolare della Nautica Service ? ha un solo significato, quello di dire alla clientela straniera di scappare via dal nostro Paese e di indurre i proprietari italiani a tirare le imbarcazioni a secco».
PREOCCUPAZIONE PER L?INDOTTO - La preoccupazione di Loz riguarda anche l?indotto, condannato a sparire: «Una barca in meno in questo porto vuol dire non far lavorare l?assistenza, il catering, persino i distributori di carburante. Il provvedimento avrebbe forse avuto un senso se fosse stato proposto come una tantum. Invece qui siamo davanti a una tassazione fissa che porterà al fuggi fuggi, allo smantellamento di un settore, quello della che per l?Italia è sempre stato sinonimo di eccellenza e lavoro. Siamo tutti con il fiato sospeso».
INDIGNADOS DELLA NAUTICA -La stangata sulle barche da diporto che si profila nel pacchetto economico del governo Monti ha prodotto l'immediata reazione di protesta di semplici diportisti e associazioni di settore come Ucina, Assomarinas e Assonat. Il timore, oltre al fatto che diventa costosissimo possedere una barca di oltre 10 metri di lunghezza, è per la temuta ricaduta negativa sul turismo nautico: perché qualcuno dovrebbe navigare in acque italiane e approdare nei porti nostrani se può farlo in maggiore economia altrove? Grecia, Croazia o Spagna, per esempio. E? nato a tempo di record un gruppo Facebook, «Gli indignados della nautica» con lo scopo di sensibilizzare il governo a una modulazione più realistica e razionale delle imposizioni. A questo proposito, un partecipante ha scritto: «Voglio ricordare che un 7,5 metri con due motori da 250 hp l'uno non paga niente. Che una vela di 12 metri recente da 250.000 euro paga come una vela di 10,10 di 30 anni dal valore di circa 20-30.000 (come una punto), totale 2.500 euro. L'equità dove sta?».
Solo per ribadire la miope stupidità di questi "tecnici" dei miei ammenicoli. I posti di lavoro persi grazie a queste vaccate li pagano loro?