<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Eutanasia - suicidio assistito | Il Forum di Quattroruote

Eutanasia - suicidio assistito

So che di religione non si può parlare (scontri possibili), ma se si parla di un concetto, è concesso?

Mi spiego: ieri ho assistito al funerale di una persona che ha deciso (73enne) di porre fine alla propria vita mediante i farmaci, con l'organizzazione del caso (iter legale e burocratico) a casa sua in presenza dei famigliari.

Funerale cattolico, cerimonia e crematorio.

Durante la messa il prete ha fatto riferimento a Giobbe, e alla sua sofferenza. Non tutti sapevano della scelta fatta dal defunto.

Ma per il cristiano (cattolico) il suicidio non è punito con purgatorio o inferno?

Non so cosa dicano le sacre scritture in merito. Non sono praticante anche se confido della misericordia concessa alle brave persone (ed era bravo davvero). È più che altro una curiosità la mia.

È solo una questione di interpretazione dei testi, non di opinioni personali circa la punizione divina per determinati atti compiuti in vita.

Grazie a chi vorrà intervenire.
 
il_chicco_show ha scritto:
Ma per il cristiano (cattolico) il suicidio non è punito con purgatorio o inferno?

Ti parlo da credente quasi praticante: anche al mio paese ho memoria di un anziano suicida che ha ricevuto "regolare" funerale dal parroco, all'epoca già non giovanissimo e comunque abbastanza conservatore. A me risulta che il sacramento venga concesso perchè noi non possiamo sapere se, un femtosecondo prima del decesso, non sia sopravvenuto il pentimento, che come da dottrina cristiana cancella ogni peccato agli occhi di Dio. Almeno, questo è quello che risulta a me, ma non sono un teologo e se qualcuno ne sa di più dica pure.
 
Ho paura che i teologi non frequentino granché questo forum, sicché dovremo arrangiarci con le semplici opinioni degli iscritti.

Io dico la mia opinione, poi valutate voi.

Innanzitutto, mi associo alla considerazione dell'agricolo, Cristiano, concordando con lui.
Anche nella mia esperienza personale, un mio caro amico affetto da una gravissima malattia inesorabilmente tendente al peggioramento, compì il terribile passo di suicidarsi gettandosi dalla finestra di casa.
Le esequie vennero celebrate in chiesa, dal prete che ci conosceva tutti (lui e noialtri suoi amici) da anni.

Penso che il Signore saprà valutare la sofferenza, la disperazione, il grado di lucidità e l'intenzione ultima con la quale una persona affronta l'immenso baratro del suicidio, in una delle sue tante forme possibili. E di conseguenza, accetterà l'espiazione del suicida in una o nell'altra condizione: inferno o purgatorio.

Poi dovremmo definire (é una cosa difficilissima) cosa sia o quanto meno a cosa somiglino le tre possibili condizioni dell'altra vita: inferno, purgatorio, paradiso.
Ma il discorso diventerebbe immenso, direi di fermarci qui.

Vorrei suggerire a tutti i curiosi, che siano disposti ad affrontare l'argomento con mente aperta, di leggere una celebre testimonianza di una dottoressa sudamericana, Gloria Polo.
Si trova abbastanza facilmente in rete, anche se in diverse versioni più o meno complete, e può essere un'interessante base di confronto. Badate bene, lei riferisce la SUA testimonianza, senza la pretesa di giudicare gli altri, ma con l'intento (in effetti con l'incarico...) di scuotere le coscienze...
 
maddeche! ha scritto:
Ho paura che i teologi non frequentino granché questo forum, sicché dovremo arrangiarci con le semplici opinioni degli iscritti.

Io dico la mia opinione, poi valutate voi.

Innanzitutto, mi associo alla considerazione dell'agricolo, Cristiano, concordando con lui.
Anche nella mia esperienza personale, un mio caro amico affetto da una gravissima malattia inesorabilmente tendente al peggioramento, compì il terribile passo di suicidarsi gettandosi dalla finestra di casa.
Le esequie vennero celebrate in chiesa, dal prete che ci conosceva tutti (lui e noialtri suoi amici) da anni.

Penso che il Signore saprà valutare la sofferenza, la disperazione, il grado di lucidità e l'intenzione ultima con la quale una persona affronta l'immenso baratro del suicidio, in una delle sue tante forme possibili. E di conseguenza, accetterà l'espiazione del suicida in una o nell'altra condizione: inferno o purgatorio.

Poi dovremmo definire (é una cosa difficilissima) cosa sia o quanto meno a cosa somiglino le tre possibili condizioni dell'altra vita: inferno, purgatorio, paradiso.
Ma il discorso diventerebbe immenso, direi di fermarci qui.

Vorrei suggerire a tutti i curiosi, che siano disposti ad affrontare l'argomento con mente aperta, di leggere una celebre testimonianza di una dottoressa sudamericana, Gloria Polo.
Si trova abbastanza facilmente in rete, anche se in diverse versioni più o meno complete, e può essere un'interessante base di confronto. Badate bene, lei riferisce la SUA testimonianza, senza la pretesa di giudicare gli altri, ma con l'intento (in effetti con l'incarico...) di scuotere le coscienze...

Una semplice domanda: per la famiglia, per gli amici, per la comunità, è meglio una eutanasia praticata in una struttura con tutti i crismi di igiene, privacy eccetera o un cadavere spiaccicato sulla strada?
 
norbig ha scritto:
Una semplice domanda: per la famiglia, per gli amici, per la comunità, è meglio una eutanasia praticata in una struttura con tutti i crismi di igiene, privacy eccetera o un cadavere spiaccicato sulla strada?
Mi poni una domanda a cui risponderò solo dopo un chiarimento: secondo te... nel mio intervento ho criticato o disprezzato in qualche modo la scelta del suicidio ?
Mi pareva di essere stato abbastanza chiaro, ma evidentemente no, per cui sarò più esplicito:

secondo me il suicidio non é automaticamente condannabile.

Adesso rispondo alla tua domanda: é meglio un'eutanasia praticata in una struttura.

Per la cronaca, conosco la famiglia Galeazzi -Welby, e non mi sono mai sognato di criticare o peggio disprezzare la scelta che egli compì.
 
il_chicco_show ha scritto:
So che di religione non si può parlare (scontri possibili), ma se si parla di un concetto, è concesso?

Mi spiego: ieri ho assistito al funerale di una persona che ha deciso (73enne) di porre fine alla propria vita mediante i farmaci, con l'organizzazione del caso (iter legale e burocratico) a casa sua in presenza dei famigliari.

Funerale cattolico, cerimonia e crematorio.

Durante la messa il prete ha fatto riferimento a Giobbe, e alla sua sofferenza. Non tutti sapevano della scelta fatta dal defunto.

Ma per il cristiano (cattolico) il suicidio non è punito con purgatorio o inferno?

Non so cosa dicano le sacre scritture in merito. Non sono praticante anche se confido della misericordia concessa alle brave persone (ed era bravo davvero). È più che altro una curiosità la mia.

È solo una questione di interpretazione dei testi, non di opinioni personali circa la punizione divina per determinati atti compiuti in vita.

Grazie a chi vorrà intervenire.
Io non ho una risposta e non vuoi la mia opinione, dovrei controllare meglio, a casa, magari stasera riprendo la Bibbia, però non credo ci sia scritto nulla di specifico. Ma sono sicuro che c'è scritto che creò l' Uomo a Sua immagine e somiglianza e sopratutto libero, quindi libero di fare il bene quanto il male, che non esisterebbero se non ci fosse libertà d'agire. Essere liberi comporta essere responsabili delle proprie azioni, delle proprie e non di quella altrui, e sono sicuro che sia scritto:

Non giudicate, per non essere giudicati (Mt 7,1)

Mi spiace per il povero defunto e per la sofferenza che lo ha spinto a privarsi della più bella malattia del mondo, la vita.
 
pi_greco ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
So che di religione non si può parlare (scontri possibili), ma se si parla di un concetto, è concesso?

Mi spiego: ieri ho assistito al funerale di una persona che ha deciso (73enne) di porre fine alla propria vita mediante i farmaci, con l'organizzazione del caso (iter legale e burocratico) a casa sua in presenza dei famigliari.

Funerale cattolico, cerimonia e crematorio.

Durante la messa il prete ha fatto riferimento a Giobbe, e alla sua sofferenza. Non tutti sapevano della scelta fatta dal defunto.

Ma per il cristiano (cattolico) il suicidio non è punito con purgatorio o inferno?

Non so cosa dicano le sacre scritture in merito. Non sono praticante anche se confido della misericordia concessa alle brave persone (ed era bravo davvero). È più che altro una curiosità la mia.

È solo una questione di interpretazione dei testi, non di opinioni personali circa la punizione divina per determinati atti compiuti in vita.

Grazie a chi vorrà intervenire.
Io non ho una risposta e non vuoi la mia opinione, dovrei controllare meglio, a casa, magari stasera riprendo la Bibbia, però non credo ci sia scritto nulla di specifico. Ma sono sicuro che c'è scritto che creò l' Uomo a Sua immagine e somiglianza e sopratutto libero, quindi libero di fare il bene quanto il male, che non esisterebbero se non ci fosse libertà d'agire. Essere liberi comporta essere responsabili delle proprie azioni, delle proprie e non di quella altrui, e sono sicuro che sia scritto:

Non giudicate, per non essere giudicati (Mt 7,1)

Mi spiace per il povero defunto e per la sofferenza che lo ha spinto a privarsi della più bella malattia del mondo, la vita.

Max ho chiesto di non esprimere l'opinione personale nel timore che il discorso vertesse su temi non adatti se non vietati al forum off topic. Tutto qui, se concesse dal regolamento ben vengano le opinioni personali.
 
a_gricolo ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
Ma per il cristiano (cattolico) il suicidio non è punito con purgatorio o inferno?

Ti parlo da credente quasi praticante: anche al mio paese ho memoria di un anziano suicida che ha ricevuto "regolare" funerale dal parroco, all'epoca già non giovanissimo e comunque abbastanza conservatore. A me risulta che il sacramento venga concesso perchè noi non possiamo sapere se, un femtosecondo prima del decesso, non sia sopravvenuto il pentimento, che come da dottrina cristiana cancella ogni peccato agli occhi di Dio. Almeno, questo è quello che risulta a me, ma non sono un teologo e se qualcuno ne sa di più dica pure.

Capisco, in effetti il sacramento viene concesso, è stato concesso anche al mio cognato bernese, che si è buttato da un ponte a Berna il giorno prima del suo internamento (per via di una malattia neurodegenerativa).
 
maddeche! ha scritto:
Ho paura che i teologi non frequentino granché questo forum, sicché dovremo arrangiarci con le semplici opinioni degli iscritti.

Io dico la mia opinione, poi valutate voi.

Innanzitutto, mi associo alla considerazione dell'agricolo, Cristiano, concordando con lui.
Anche nella mia esperienza personale, un mio caro amico affetto da una gravissima malattia inesorabilmente tendente al peggioramento, compì il terribile passo di suicidarsi gettandosi dalla finestra di casa.
Le esequie vennero celebrate in chiesa, dal prete che ci conosceva tutti (lui e noialtri suoi amici) da anni.

Penso che il Signore saprà valutare la sofferenza, la disperazione, il grado di lucidità e l'intenzione ultima con la quale una persona affronta l'immenso baratro del suicidio, in una delle sue tante forme possibili. E di conseguenza, accetterà l'espiazione del suicida in una o nell'altra condizione: inferno o purgatorio.

Poi dovremmo definire (é una cosa difficilissima) cosa sia o quanto meno a cosa somiglino le tre possibili condizioni dell'altra vita: inferno, purgatorio, paradiso.
Ma il discorso diventerebbe immenso, direi di fermarci qui.

Vorrei suggerire a tutti i curiosi, che siano disposti ad affrontare l'argomento con mente aperta, di leggere una celebre testimonianza di una dottoressa sudamericana, Gloria Polo.
Si trova abbastanza facilmente in rete, anche se in diverse versioni più o meno complete, e può essere un'interessante base di confronto. Badate bene, lei riferisce la SUA testimonianza, senza la pretesa di giudicare gli altri, ma con l'intento (in effetti con l'incarico...) di scuotere le coscienze...

È interessante la tua risposta. Questa persona ha scelto di ricorrere al sistema (qui legale) dei suicidio assistito per porre fine alle sue sofferenze (malattia terminale). È stato cosciente fino all'ultimo, decidendo la data e organizzando ogni cosa (funerale e rinfresco compresi). La sua situazione ereditaria l'aveva regolata diversi mesi prima.
 
maddeche! ha scritto:
norbig ha scritto:
Una semplice domanda: per la famiglia, per gli amici, per la comunità, è meglio una eutanasia praticata in una struttura con tutti i crismi di igiene, privacy eccetera o un cadavere spiaccicato sulla strada?
Mi poni una domanda a cui risponderò solo dopo un chiarimento: secondo te... nel mio intervento ho criticato o disprezzato in qualche modo la scelta del suicidio ?
Mi pareva di essere stato abbastanza chiaro, ma evidentemente no, per cui sarò più esplicito:

secondo me il suicidio non é automaticamente condannabile.

Adesso rispondo alla tua domanda: é meglio un'eutanasia praticata in una struttura.

Per la cronaca, conosco la famiglia Galeazzi -Welby, e non mi sono mai sognato di criticare o peggio disprezzare la scelta che egli compì.

Aborro il suicidio spettacolare, anche se mi è stato detto anche troppe volte che in mancanza di lucidità mentale si procede al di là della coscienza.
 
il_chicco_show ha scritto:
pi_greco ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
So che di religione non si può parlare (scontri possibili), ma se si parla di un concetto, è concesso?

Mi spiego: ieri ho assistito al funerale di una persona che ha deciso (73enne) di porre fine alla propria vita mediante i farmaci, con l'organizzazione del caso (iter legale e burocratico) a casa sua in presenza dei famigliari.

Funerale cattolico, cerimonia e crematorio.

Durante la messa il prete ha fatto riferimento a Giobbe, e alla sua sofferenza. Non tutti sapevano della scelta fatta dal defunto.

Ma per il cristiano (cattolico) il suicidio non è punito con purgatorio o inferno?

Non so cosa dicano le sacre scritture in merito. Non sono praticante anche se confido della misericordia concessa alle brave persone (ed era bravo davvero). È più che altro una curiosità la mia.

È solo una questione di interpretazione dei testi, non di opinioni personali circa la punizione divina per determinati atti compiuti in vita.

Grazie a chi vorrà intervenire.
Io non ho una risposta e non vuoi la mia opinione, dovrei controllare meglio, a casa, magari stasera riprendo la Bibbia, però non credo ci sia scritto nulla di specifico. Ma sono sicuro che c'è scritto che creò l' Uomo a Sua immagine e somiglianza e sopratutto libero, quindi libero di fare il bene quanto il male, che non esisterebbero se non ci fosse libertà d'agire. Essere liberi comporta essere responsabili delle proprie azioni, delle proprie e non di quella altrui, e sono sicuro che sia scritto:

Non giudicate, per non essere giudicati (Mt 7,1)

Mi spiace per il povero defunto e per la sofferenza che lo ha spinto a privarsi della più bella malattia del mondo, la vita.

Max ho chiesto di non esprimere l'opinione personale nel timore che il discorso vertesse su temi non adatti se non vietati al forum off topic. Tutto qui, se concesse dal regolamento ben vengano le opinioni personali.
No problem, la mia opinione è ben delimitata dalle mie citazioni, l'uomo nasce libero e responsabile ma non giudice altrui, in estrema sintesi
 
Tornano un momento sull'argomento, vorrei approfondire una parte del concetto stesso di condanna del suicidio.

Il suicidio (cioé l'uccisione di sè stessi) probabilmente é condannabile quando si prefiguri come una specie di rimedio di comodo, e vi prego di non scandalizzarvi se uso un'espressione così grossolana.

Il suicidio di un giovinetto che ha "perso interesse per la vita" senza averla veramente cominciata, é molto diverso (secondo me molto più grave, per intenderci) dal suicidio di una persona che ha lungamente vissuto e lungamente sofferto.

Molto probabilmente il Signore valuterà se e quanto sia stato disprezzato il preziosissimo dono della vita. Una persona che ha solo prospettive di sofferenza e di dolore, per esempio a causa di una malattia progressivamente invalidante, potrebbe in qualche modo essere giustificata nell'atto di sottrarsi all'agonia che lo stravolgerà sia fisicamente che moralmente.

Quant'é difficile dare un parere su un argomento così complesso ! :shock:
 
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