<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Eolico prima fonte energetica in spagna | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Eolico prima fonte energetica in spagna

http://www.cnp-online.it/eolico/questioneeolica.html

COME FUNZIONA L?ENERGIA EOLICA

I moderni mulini a vento sono costituiti da torri d'acciaio alla cui sommità è posto un rotore, collegato meccanicamente ad un sistema di ingranaggi moltiplicatori di giri, sistemato entro una navicella ed azionato dalle pale di un'elica che cattura l'energia cinetica del vento.

Dal rotore l'energia cinetica viene trasmessa ad un generatore di corrente alternata, la cui potenza può arrivare fino a 2 MW (ma si stanno sperimentando macchine fino a 3 MW) in dipendenza dalle dimensioni delle pale.

Le macchine eoliche più diffuse, di media grandezza, raggiungono l'altezza di 75 metri (50 metri la torre eolica, più 25 di pala) ed hanno una potenza di 0,6 MW. Sono però in arrivo macchine eoliche con potenza di 2MW, alte complessivamente 107 metri (67 la torre e 40 le pale), paragonabili ad un edificio di 25 piani.

La macchina produce energia in presenza di un vento che abbia una velocità compresa tra 3-4 metri al sec. e 20-24 metri al sec. Le velocità esterne a questo intervallo non danno luogo a produzione di potenza, da un lato perché il vento a bassa velocità non contiene sufficiente energia, dall'altro lato perché alle alte velocità il vento possiede un eccesso di potenza che potrebbe danneggiare la macchina. Essa pertanto viene frenata e posta in protezione in situazione di attesa. Durante il funzionamento, la quantità di energia prodotta in ogni istante dipende dal valore della velocità del vento in quell'istante. Poiché l'intensità del vento varia statisticamente nel tempo, anche l'energia erogata varierà casualmente. Pertanto è importante far riferimento al valore medio della distribuzione statistica della velocità del vento per definire le caratteristiche di produzione delle macchine eoliche collocate nei cosiddetti parchi. Al fine dello sfruttamento economico, risultano interessanti soltanto quei siti eolici in cui la velocità media del vento sia superiore a circa 5 metri al sec.

I paesi più avanzati sulla strada dell'eolico sono la Danimarca, l'Olanda, gli Stati Uniti, la Germania, la Spagna e grazie a questa esperienza proveniente in particolare da paesi ventosi e pianeggianti, la tecnologia si è rapidamente sviluppata ed i costi si sono già abbassati fino a poter competere con il petrolio. ((Il costo di produzione riconosciuto all'ENEL dall'Authority "Energia elettrica e gas" è di 130 lire a chilovattora e l'eolico già riesce a rientrarci).

Diversa però appare la situazione del valore tecnico dell'energia eolica, che, risentendo del grave difetto della sua intermittenza casuale, non riesce a garantire le stesse condizioni di affidabilità dell'erogazione come quella dell'elettricità convenzionale. In altri termini, se per gli impianti eolici non esistesse la possibilità di immettere l'energia prodotta nella rete elettrica nazionale, che con le sue enormi dimensioni fa da stabilizzatore dell'intermittenza, pochi utenti sarebbero disposti a richiedere e pagare la fornitura di elettricità eolica. Questo aspetto ha importanti ripercussioni sulla capacità di penetrazione della fonte nell'uso, cosa che purtroppo finisce per limitare anche i benefici ambientali attesi. In definitiva, anche se esiste oggi la competitività del costo industriale di produzione del kWh, si è ancora lontani dalla competitività con il petrolio per quanto riguarda il valore economico, che è basato sulle altre qualità tecniche, principalmente sulla vettoriabilità, sulla concentrazione di energia e sulla continuità temporale degli approvvigionamenti, qualità tutte che confluiscono nel dato tecnico più importante per l'utente, quello della grande affidabilità dell'elettricità convenzionale (garanzia della fornitura di potenza per il 98% del tempo annuale). LA REGOLA DEL 2% E I CERTIFICATI VERDI

L'ENEL e le nuove società che stanno entrando nel mercato della produzione elettrica devono dimostrare, in base al decreto Bersani (n. 79/1999), di essere collegate (attraverso un espediente giuridico chiamato "Certificato verde") ad una quota di produzione elettrica da fonte rinnovabile (di nuova installazione) pari ad almeno il 2% della propria produzione elettrica totale.

A questo scopo con il decreto del Ministro dell'Industria dell'11 novembre 1999 sono stati introdotti i "Certificati Verdi".

Il produttore di energia elettrica, o l'importatore che chiede di connettersi alla rete nazionale, deve detenere (perché produce in proprio o perché acquista da chi la produce) la quota, corrispondente al 2%, di "Certificati Verdi", il cui prezzo oscilla tra le 70-80 lire e le 130 a kWh.

Poiché il valore dei "Certificati Verdi" prescinde dalla fonte di energia rinnovabile utilizzata, la scelta degli operatori non poteva cadere altro che sulla produzione eolica, che al momento risulta la più economica.

Il risultato finale è che in Italia, tra tutte le energie rinnovabili, si sta diffondendo nell'uso esclusivamente l'eolico.

Questa circostanza è motivo di forte preoccupazione, sia sotto il profilo ambientale e paesistico (soprattutto in connessione con la configurazione geomorfologica del territorio italiano in cui vengono realizzati i siti eolici), sia sotto il profilo tecnico in relazione al raggiungimento del limite di saturazione della capacità di allacciamento dei nuovi impianti alla rete elettrica nazionale. A questo proposito occorre ricordare che il collegamento alla rete di una quota di potenza intermittente (qual è, in particolare, l'energia eolica) superiore al 10-15% della potenza totale dei generatori convenzionali che sostengono il carico nazionale, farebbe peggiorare la stabilità del livello di potenza e l'affidabilità della fornitura fino a contemplare la possibilità di "black out" totali. Se questo concetto venisse tradotto in termini tecnici appropriati alla situazione della rete elettrica italiana, si troverebbe che il limite di accettazione di potenza intermittente si va a situare intorno ai 5.000 MW. E' chiaro quindi che, persistendo la situazione presente, questo sarà il limite cumulativo di penetrazione di tutte le fonti rinnovabili, produttrici di elettricità intermittente. Quindi, oltre l'eolico, saranno soggette a questo limite anche il solare termodinamico e il fotovoltaico, il cui sviluppo offre le più grandi prospettive di risanamento ambientale, essendo collegabili ad un potenziale energetico immenso. La saturazione da parte dell'eolico di questo importante segmento di mercato potrebbe rallentare la crescita economica e lo sviluppo tecnologico delle altre rinnovabili. Di fatto avverrebbe (e sta già avvenendo) che esse non potrebbero essere poste in grado di profittare delle presenti opportunità d'incentivazione (Certificati Verdi) per compiere le economie di scala necessarie per raggiungere la competitività.

LA CONCENTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI SULL?ENERGIA EOLICA

Ben il 97% della potenza dei nuovi impianti di energia rinnovabile per i quali è stata chiesta la connessione al Gestore della Rete Nazionale, è ascrivibile a "Wind Farm", letteralmente "fattorie o aziende del vento", o più appropriatamente "centrali eoliche".

Non solo, ma dal momento che per alcune regioni che ne hanno la disponibilità si sommano sia incentivi in conto capitale (fondi regionali strutturali UE), sia il guadagno derivante dalla vendita dell'energia, sia il valore finanziario dei certificati verdi vendibili ai grandi produttori e commerciabili in borsa, l'investimento in eolico è diventato un vero e proprio "businness".

E lo dimostra il fatto che le domande di connessione per impianti da realizzare ha raggiunto il numero di 518, per una potenza complessiva di 13.300 MW (vedi tabella dati ufficiali GRTN - Gestore Rete di Trasmissione Nazionale - 31 marzo 2002) quasi trenta volte la potenza eolica oggi installata in Italia, che è di circa 700 MW con più di 1.000 torri eoliche. Una potenza di 13.300 MW è pari al 25% della massima domanda nazionale di energia elettrica (raggiungibile in pieno inverno) e supera di gran lunga l'apporto massimo che le energie rinnovabili (idroelettrico a parte), per loro natura instabili e intermittenti, possono riversare nell'insieme della rete elettrica nazionale. Questa, infatti, deve garantire almeno l'85-90% di energia da fonti stabili (non aleatorie e intermittenti) quali sono le energie da combustibili fossili.

Oggi, non essendo ancora matura e conveniente la tecnologia per immagazzinare in "batterie" o in altri mezzi di accumulo l'energia prodotta con le rinnovabili, in modo da rendere tale energia "utilizzabile" a piacimento, non avrebbe senso economico produrre più del 10-15% del fabbisogno totale di potenza elettrica attraverso fonti rinnovabili intermittenti, quali sono l'eolico e il solare. Ciò soprattutto a causa del peggioramento dell'affidabilità, che al di sopra di tale limite viene introdotto nella rete e della conseguente svalorizzazione del kWh venduto all'utente.

Si è dunque determinata una situazione distorta che condanna il paese a non avere una distribuzione equilibrata di produzione da fonte rinnovabile. Avviene dunque che il nostro Paese decide di attivare una quota di energia rinnovabile, per contribuire alla riduzione dell'inquinamento planetario, ma sceglie alcune modalità di incentivazione che di fatto privilegiano quel tipo di energia che mette in crisi altri, altrettanto significativi, valori collettivi propri del nostro territorio. In ciò si evidenzia la mancanza di una strategia di lungo periodo, attenta da un lato alle grandi dimensioni delle esigenze di energia pulita per il Paese (e di conseguenza alla necessità di disporre di energia rinnovabile nei diversi potenziali), dall'altro lato a calcolare nel conto economico le esternalità connesse all'utilizzazione delle varie fonti rinnovabili, mediante un'attenta analisi comparata. Infatti, non considerando le produzioni sotto il profilo dei costi esterni, che devono comprendere anche le stime economiche dei danni paesistici ed ecologici territoriali, si mettono in difficoltà quelle produzioni rinnovabili che più si adatterebbero ad essere inserite nel delicato territorio italiano.

In conclusione, mancando ogni pianificazione
 
Sempre il solito discorso... nessuno dice di installare SOLO eolico, che rimane comunque una valida fonte energetica.
Ci sono decine di altre fonti rinnovabili, alcune adatte alla produzione di base, altre a quella di picco, alcune adatte ad un certo posto, altre adattabili a qualsiasi contesto. Il fatto non è di avere UNA fonte ma diversificare il più possibile in modo da avere sempre l'energia che serve da un lato, spingere al massimo sul risparmio energetico dall'altro.
L'importante è solo una cosa: riuscire a raggiungere la più alta percentuale possibile di energia prodotta in casa nostra senza dover continuamente dipendere dalle importazioni.
 
Epme ha scritto:
Leggi tutto l'articolo.
E' la prima fonte, ma copre il 21% del fabbisogno ...
19% nucleare , 17% idroelettrica, 12,9 di carbone e 2,6 di solare ...
Dato sicuramente significativo ma concettualmente ridimensionato.
Io non sono un esperto in Spagnolo, ma ...

...Según los datos oficiales, los parques eólicos han cubierto un 21% de la demanda ....
... Volviendo a los datos de marzo, la segunda tecnología en generación fue la nuclear con un 19% del total, la hidráulica representó el 17,3% mientras los ciclos combinados alcanzaron el 17,2%. A continuación, la cogeneración y otros fueron las responsables del 15% mientras el carbón y la solar cierran la clasificación con un 12,9% y un 2,6%....


Dunque:
Eolico: 21 %
Nucleare: 19%
Idro: 17.3 %
Gas (ciclo combinato): 17.2 %
Cogenerazione (?) e altri: 15 %
Carbone: 12.9 %
Solare: 2.6 %

Al di la' del fantastico risultato del solare (!), 21 + 19 + 17.3 + 17.2 + 15 + 12.9 + 2.6 = 105 %
:hunf:
 
Botto88 ha scritto:
Comuqnue anche in Spagna mi sembra che col fotovoltaico non sia filato tutto lisco, io ero rimasto a questo, non so se come vadano le cose. http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-06-02/nuova-bolla-spagnola-fotovoltaico-080900.shtml?uuid=AYgxCGvB
Ricordi bene, e la situazione non e' migliorata molto al riguardo.
Sono partiti a mille con finanziamenti e "sovvenzioni", da qualche mese hanno tirato i remi in barca e molti progetti sono in discussione, e parecchi investitori si sono ritirati ... non e' tutto specchio generatore di corrente quello che luccica! :D
 
silverrain ha scritto:
Epme ha scritto:
[
Infatti. Come abbiamo costruito la TAV in Piemonte...
Certo che sono una minoranza ma sono chiassosi e fanno quadrato con tutti i "locali" con la sindrome NiMBY.
E poi Sgarbi dove lo mettiamo ?

quindi secondo te in italia c'è una tale massa di ambientalisti che blocca ogni cosa?
ma se fosse vero, com'è che in parlamento non ce ne è manco uno?

forse conviene dipingere così in questo modo per evitare di affrontare l'argomento da un punto di vista reale e non politico....

Non sono gli ambientalisti in quanto tali.
Sono la signora Cesira che "il treno fa rumore quando passa"
Sono il signor Vittorio "che le pale deturpano il paesaggio"
Sono il sigor Mario che "il carbone fa polvere"
Sono la signora Luigina "che poi non vengono più i turisti"
e altri innumerevoli scuse a seguire ...
Quando poi una piccola minoranza organizzata e chiassosa scende in piazza "appoggiata" dai "signori di cui sopra e fa degenerare lo scontro i lavori si fermano.
Vogliamo parlare di un banale parcheggio interrato ?
Prova a volerne costruire uno e immediatamente si formerà un comitato di "probi cittadini contro .."
 
ci sono infinite possibilità nelle più oscure profondità marine...

certo ci vogliono le condizioni favorevoli ma è anche facile trovarle poichè lo spazio a disposizione è 5 volte quello della superficie terrestre

vero anche che non tutto è sfruttabile, ma comunque una parte seppure minima se rapportata a quella sfruttabile a terra è enormemente più ampia

sto parlando ovviamente dei generatori con moto ondoso, un bel progetto sta x esser avviato in scozia mi pare...

l'italia è circondata dal mare... why not?
 
suiller ha scritto:
ci sono infinite possibilità nelle più oscure profondità marine...

certo ci vogliono le condizioni favorevoli ma è anche facile trovarle poichè lo spazio a disposizione è 5 volte quello della superficie terrestre

vero anche che non tutto è sfruttabile, ma comunque una parte seppure minima se rapportata a quella sfruttabile a terra è enormemente più ampia

sto parlando ovviamente dei generatori con moto ondoso, un bel progetto sta x esser avviato in scozia mi pare...

l'italia è circondata dal mare... why not?

Mancano maree adeguate ??
 
jaccos ha scritto:
Sempre il solito discorso... nessuno dice di installare SOLO eolico, che rimane comunque una valida fonte energetica.
Ci sono decine di altre fonti rinnovabili, alcune adatte alla produzione di base, altre a quella di picco, alcune adatte ad un certo posto, altre adattabili a qualsiasi contesto. Il fatto non è di avere UNA fonte ma diversificare il più possibile in modo da avere sempre l'energia che serve da un lato, spingere al massimo sul risparmio energetico dall'altro.
L'importante è solo una cosa: riuscire a raggiungere la più alta percentuale possibile di energia prodotta in casa nostra senza dover continuamente dipendere dalle importazioni.

NO , caro Jacos non sempre il solito discorso , ma sempre la solita propaganda e il solito trionfalismo da parte di chi sposa soluzioni a senso unico e per sentito dire , senza considerare il problema nel suo complesso.
Basta leggere il tono del titolo :Eolico prima fonte energetica in spagna
Si tratta di parole le quali ignorano di fatto il risaputo concetto che il solo eolico non basta -neppure in Spagna ,come sottolineato da altri forumisti più obiettivi e con mentalità più scientifica- principalmente perchè non garantisce la continuità e stabilità di erogazione necessaria al funzionamento del sistema industriale e commerciale. Saluti
 
Cartolina ai "manichei" :D :
Anche se una quota di energia prodotta con il vento occorre ed è altamente significativa , accanto però ad altri tipi di centrali che dovrebbero essere attentamente studiate e sperimentate nei vantaggi e svantaggi , senza partiti presi ,non son tutte rose e fiori neppure con Eolo :

http://www.viadalvento.org/wp-content/uploads/2011/01/EolicobioEcoGeo.pdf
 
http://it.wikipedia.org/wiki/Fattore_di_capacit%C3%A0

Il fattore di capacità è il tasso di utilizzo delle centrali elettriche in un determinato periodo di tempo : se nelle 24 ore di una giornata i generatori di elettricità funzionano per 12 ore , si parlerà di fattore di capacità del 50 per cento e così via , se funzinano per 6 ore del 25 ecc. ecc.
Il fattore di capacità di eolico e solare è ovviamente di molto inferiore non solo al nucleare , ma anche al carbone , al gas naturale e all'idroelettrico.
Eolico e solare , pur preziosi e ormai indispensabili non possono quindi servire ad alimentare il sistema industriale e commerciale e non possono coprire più del 10/15 % del fabbisogno totale .
 
silverrain ha scritto:
99octane ha scritto:
Infatti. Era ben li' che volevo arrivare. E mentre da noi si finanzia il fotovoltaico con soldi pubblici per rendere "conveniente" cio' che non lo e', in Spagna lavorano all'eliotermoelettrico con tecnologia italiana... :rolleyes:

octane continui sparare ad alzo zero contro il fotovoltaico e i suoi contributi.
ma 'na volta che avessi fatto la stessa cosa nei confronti dei contributi cip6 che da vent'anni stiamo pagando?

figuriamoci, vanno solo nelle tasche dei maggiori industriali italiani quindi ben vengano!!!!!

.... :D
o e' uno di quelli ....?
o e' una dellle poche cose che non sa.
:D
 
key-one ha scritto:
jaccos ha scritto:
Sempre il solito discorso... nessuno dice di installare SOLO eolico, che rimane comunque una valida fonte energetica.
Ci sono decine di altre fonti rinnovabili, alcune adatte alla produzione di base, altre a quella di picco, alcune adatte ad un certo posto, altre adattabili a qualsiasi contesto. Il fatto non è di avere UNA fonte ma diversificare il più possibile in modo da avere sempre l'energia che serve da un lato, spingere al massimo sul risparmio energetico dall'altro.
L'importante è solo una cosa: riuscire a raggiungere la più alta percentuale possibile di energia prodotta in casa nostra senza dover continuamente dipendere dalle importazioni.

NO , caro Jacos non sempre il solito discorso , ma sempre la solita propaganda e il solito trionfalismo da parte di chi sposa soluzioni a senso unico e per sentito dire , senza considerare il problema nel suo complesso.
Basta leggere il tono del titolo :Eolico prima fonte energetica in spagna
Si tratta di parole le quali ignorano di fatto il risaputo concetto che il solo eolico non basta -neppure in Spagna ,come sottolineato da altri forumisti più obiettivi e con mentalità più scientifica- principalmente perchè non garantisce la continuità e stabilità di erogazione necessaria al funzionamento del sistema industriale e commerciale. Saluti
E... quindi? :?
No cosa?
Eolico prima fonte di energia in spagna è forse una storpiatura dell'articolo?
Il titolo implica che la spagna usa SOLO l'eolico o che si debba usare unicamente quello?
Cosa sarebbe la propaganda di cui parli?

C'è chi investe in ricerca ed innovazione guardando al futuro.
C'è chi la ricerca la taglia brutalmente cercando sperando di risolvere i problemi con tecnologia vecchia rimanendo sempre indietro.
Ecco noi siamo nel secondo gruppo, senza trionfalismi di alcun tipo, anzi...
 
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