belpietro ha scritto:la classifica (che pare essere un "poll" e non uno studio) è oggettivamente una boiata.jaccos ha scritto:Non esistono lingue facili o difficili, esistono lingue più o meno diverse dalla propria.
però esistono lingue più o meno facili; o meglio esistono lingue che, per essere padroneggiate, richiedono un maggiore o minore apprendimento.
il mandarino, per esempio, è veramente difficile anche per loro e la scrittura viene padroneggiata solo dalla parte più "acculturata" della popolazione; mentre l'inglese viene letto e scritto dalla generalità degli inglesi
Anche questo è relativo.
Il mandarino è diffcile per l'analfabeta della campagna rurale che parla il dialetto da quando è nato. La varietà linguistica in cina è molto alta pertanto è ovvio che il mandarino sia difficile per la maggioranza della popolazione semplicemente perchè non è la lingua madre della maggior parte dei cinesi. Questo vale per qualsiasi lingua.
La stessa padronanza della lingua non è mai assoluta ma certo il livello di istruzione medio aiuta certamente e nei paesi dove questa è diffusa è normale che la popolazione conosca bene la variante ufficiale della lingua. Nel regno unito dell'800, un aristocratico londinese non era in grado di intendere nemmeno mezza parola di uno scaricatore di porto della cornovaglia, tanto per fare un esempio...
Quanto alla scrittura, gli ideogrammi (quantomeno quelli puri) sono una cosa completamente diversa dal nostro alfabeto. Sono oggettivamente più difficili da imparare ma sono molto più versatili. Innanzi tutto con gli ideogrammi non rappresentiamo una catena fonetica come con il nostro alfabeto: i simboli non rappresentano suoni ma idee, concetti, oggetti ecc. E' ovvio che se ad ogni idea/cosa appartiene un simbolo o un abbinamento di simboli, i simboli stessi sono una enormità (per riuscire a leggere ad un livello elementare servono almeno 1500 ideogrammi). Dato che vanno imparati a memoria, è ovvio che sia più difficile. Oltre a ciò è di fondamentale importanza l'ordine con cui vengono scritti che può far variare il significato, così come tante altre discriminanti L'altra faccia della medaglia (e l'enorme vantaggio che questa scrittura ha in un paese vasto e linguisticamente vario come la cina) è il fatto che si può scrivere con gli ideogrammi indipendentemente dalla lingua. Il cinese di pechino che parla il mandarino penserà in mandarino e trasmetterà le "idee" sotto forma di simboli che saranno letti dal cinese dello xinjiang (o come cavolo si scrive), tradotti in idee ed infine nella sua lingua madre, a prescindere da quale essa sia.
Questo significa che un editto dell'imperatotre veniva scritto una sola volta e trasmesso in tutto l'impero dove chiunque, indipendentemente dalla lingua, lo capiva (se sapeva leggere).
Gli alfabeti occidentali sono invece fonetici, cioè non rappresentano l'idea bensì i suoni che vengono pronunciati. Solo che la rappresentazione grafica non è 1 a 1, cioè per ogni suono corrisponde una letttera. Avremo quindi che la "gn" di gnomo è composta dalla G e dalla N che insieme vengono letti con quel suono. Questo non perfetto allineamento (che esiste invece nell'IPA, l'alfabeto fonetico internazionale) fa si che si creino tutte quelle difficoltà di scrittura tra una lingua e l'altra.
In ogni caso, l'alfabeto è un mezzo mentre la scrittura è una manifestazione della lingua, è sbagliato confondere le due cose...