<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ebola fuori controllo | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Ebola fuori controllo

Il commento di Belpietro mi stimola una replica, da non medico, quindi da semplice cittadino: le notizie di epidemie suscitano ancora allarme sociale, anche se si verificano in lontani Paesi, e anche se è più probabile, in Italia, morire per un vaso di fiori che casca in testa (purtroppo è successo pochi giorni fa). Forse c'è una paura atavica, risalente all'epoca in cui si moriva davvero per le pestilenze.
Sulla questione della distanza: se la notizia fosse stata di 30 morti in incidenti stradali in varie province del Congo, l'avremmo commentata lo stesso?
 
belpietro ha scritto:
norbig ha scritto:
Sarebbe interessante anche sapere quante persone arrivano in Italia dal Congo ogni anno, non mi pare sia uno dei paesi da cui provengano tanti immigrati e/o turisti, fra l'altro mi sembra non vi siano voli diretti verso l'Italia.

piglio questo commento al volo, giusto perché esprime in modo palese una considerazione che è comunque implicita in tutti gli altri commenti.
e lo faccio senza nessun retro-pensiero polemico nei confronti di nessuno, ma solo come stimolo a tutti per una minima riflessione: l'elemento che discrimina se la notizia è "grave" e non lo è, è chiaramente la distanza a cui il fatto avviene.

la circostanza che probabilmente, proprio perché l'epidemia è in un Paese povero di infrastrutture (e di reddito), le vite umane perdute saranno molto più numerose che se si fosse verificato da noi, diventa una attenuante invece che una aggravante della notizia.

pare ovvio che se mio figlio ha la febbre alta io non dormo, e se lui sta bene dormo benissimo
pur mentre sono perfettamente a conoscenza che questa stessa notte un numero enorme di bambini africani, anche più piccoli e indifesi del mio, moriranno per febbri malariche o di morbillo o di altre febbri.

comincia a essere meno ovvio che se c'è la meningite a Cuneo o a Acireale io debba essere più partecipe che se accade nel Mali.

sono cose ovvie, ma credo non siano "indifferenti", e che un pensiero sia sempre opportuno farlo.
ognuno per parte propria.

Concordo. Il mio intento non era quello di fare del terrorismo e men che meno di trasmettere una mia paura che vedevo di prossima realizzazione.
Mi pare però che il ciclico affacciarsi di questi virus non debba essere sottovalutato e vada anzi compreso ... specie ora che torna in auge l'importazione clandestina di animali da paesi lontani.

Ps. come dicevo, ricordavo bene, Ebola si trasmette tramite animali (http://it.wikipedia.org/wiki/Ebola)
 
norbig ha scritto:
Il commento di Belpietro mi stimola una replica, da non medico, quindi da semplice cittadino: le notizie di epidemie suscitano ancora allarme sociale, anche se si verificano in lontani Paesi, e anche se è più probabile, in Italia, morire per un vaso di fiori che casca in testa (purtroppo è successo pochi giorni fa). Forse c'è una paura atavica, risalente all'epoca in cui si moriva davvero per le pestilenze.
Sulla questione della distanza: se la notizia fosse stata di 30 morti in incidenti stradali in varie province del Congo, l'avremmo commentata lo stesso?

nella civilissima Europa ci sono state stragi da peste e colera finoa un centinaio
di anni ( o poco piu' ) fa....
La Spagnola negli anni 20 uccise milioni ( si stima una ventina ) di persone nel mondo intero
Nel 1973, ci furono 24 morti per colera a Napoli.
 
Le malattie infettive in occidente sono romai un problema minore, inveve:
http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=11034
 
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