marimasse ha scritto:
Nonostante io sia astemio e nonostante io sia pienamente d'accordo con chi sostiene che chi si mette al volante ubriaco vada tolto dalla strada e anche castigato, rimango sempre contrario al clima da caccia alle streghe con cui si criminalizza chi si mette al volante con un tasso di alcool che, come i fatti puntualmente dimostrano, assolutamente nulla ha a che fare con l'ubriachezza che provoca quei tragici incidenti di fronte ai quali giustamente ci si indigna.
Anzi, sono sempre più convinto che anche qui, come sempre e ovunque, l'esasperazione e il "fondamentalismo" siano utili a placare (certi) animi e soddisfare (certi) istinti, senza però contribuire affatto alla concreta, razionale ed equa soluzione dei problemi.
è un manovra, sia "burocratica" che culturale, che caratterizza la pochezza delle nostre istituzioni (e nostra): una volta evidenziato un problema, anziché adottare l'iniziativa opportuna ed idonea a risolverne almeno le peggiori conseguenze se ne fa una questione moralistica.
mi pare chiaro che la causa vera dei disastri non sono i 0,5 mg/l e nemmeno gli 0,8, ma la combinazione tra eccesso di alcool e imprudenza (perché un guidatore che sapendo di avere magnato e bevuto si tenesse un margine elevatissimo e andasse pianissimo sarebbe molto meno pericoloso)
siccome fare i controlli a tappeto (intendo, decine e decine di milioni di controlli l'anno, e non solo qualche centomila di venerdì e sabato notte) costa, si preferisce a una sanzione CERTA ma limitata ai casi gravi sostituire una sanzione ALEATORIA ma pesante e diretta anche ai casi intermedi.
un po' il trasferimento dal lato "oscuro" del criterio sociale del superenalotto, che sostituisce "a sorte" la scarsa aspettativa di ricchezza.