<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Due uccisi per un parcheggio | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Due uccisi per un parcheggio

Io magari sono prevenuto ma secondo me se una persona gira con un'arma,che sia da taglio o da fuoco,non lo fa per difendersi ma perchè sotto sotto vuole usarla se gli capita l'occasione.
Ovviamente non mi riferisco a chi porta un'arma per ragione legate al proprio lavoro.

francamente anche per la mia esperienza una persona che di base non è dedita alla violenza non gira armata, sempre escludendo esigenze professionali.
Purtroppo ancora c'è una cultura di base che propugna la violenza come la via migliore per risolvere i problemi, senza ricordarsi che le nostre società sono evolute proprio quando la violenza è stata relegata da parte e tramite la collaborazione pacifica tra gli individui siamo progrediti. Sarà che sto invecchiando ma comincio a pensare che il troppo benessere che abbiamo avuto, e ormai mediamente chi vive da noi è nato in anni di benessere, ci ha fatto dimenticare le cose importanti della vita e l'amore verso il prossimo, ci siamo chiusi sempre di più e siamo di natura pessimisti, forse più che il militare servirebbe far vivere ognuno di noi per qualche mese in realtà differenti dove anche solo avere l'acqua da bere non è cosi scontato
 
uscire inteso come cambiare zona geografica o paese, ovviamente non necessariamente si andrà in meglio e probabilmente si avranno problemi differenti, ma se uno nono ci si ritrova più nel posto dove vive che deve fare?

Però significa rivoluzionare la propria vita a livello lavorativo e familiare,con l'incognita di non essere sicuri di andare a stare meglio.
Non sempre è possibile e richiede comunque una buona dose di coraggio.
 
Concordo. Io anche se volessi accoltellare qualcuno dovrei prima andare in ferramenta....

Io penso che ci sono dei momenti in cui la rabbia o la paura possono spingerci a fare delle stupidaggini,gesti di cui quasi sicuramente ci pentiremmo.
In certe situazioni il fatto di non avere un'arma a portata di mano è la cosa migliore che potrebbe capitare a una persona perchè anche se dovesse venirle in mente la malsana idea di procurarsene una occorre tempo durante il quale si tende a sbollire la rabbia e a riflettere su quello che si sta facendo.
Invece avere un'arma a disposizione potrebbe portare ad agire d'impulso senza pensare,coi risultati che si possono facilmente immaginare.
 
Però significa rivoluzionare la propria vita a livello lavorativo e familiare,con l'incognita di non essere sicuri di andare a stare meglio.
Non sempre è possibile e richiede comunque una buona dose di coraggio.

però questa è una paura tutta nostrana, giustamente si devono avere le possibilità per cambiare, però a mio modesto avviso il dover necessariamente trascorrere la vita dove si è nati, anche se non ci si trova più bene, è un abitudine tutta nostrana.
Ovviamente prima ci si impegna a rendere migliore la nostra società, ma quando poi ti rendi conto che la maggior parte delle persone hanno idee diverse dalla tua e concepiscono uno stile di vita differente per me si dovrebbe cominciare a pensare ad un cambiamento più che ad avvelenarsi l'esistenza, che poi è quello che molti fanno andando a vivere all'estero, non ci si chiede mai perchè la gente va via, si pensa solo che è perchè da noi non c'è lavoro, non è solo per questo, tanta gente va via perchè non condivide il modo in cui qui si vive, a torto o ragione
 
Io penso che ci sono dei momenti in cui la rabbia o la paura possono spingerci a fare delle stupidaggini,gesti di cui quasi sicuramente ci pentiremmo.
In certe situazioni il fatto di non avere un'arma a portata di mano è la cosa migliore che potrebbe capitare a una persona perchè anche se dovesse venirle in mente la malsana idea di procurarsene una occorre tempo durante il quale si tende a sbollire la rabbia e a riflettere su quello che si sta facendo.
Invece avere un'arma a disposizione potrebbe portare ad agire d'impulso senza pensare,coi risultati che si possono facilmente immaginare.
Comunque questo qua di Andria è un pregiudicato.... Tanto per confermare che quando l'albero cresce storto non lo raddrizzi più
 
francamente anche per la mia esperienza una persona che di base non è dedita alla violenza non gira armata, sempre escludendo esigenze professionali.
Purtroppo ancora c'è una cultura di base che propugna la violenza come la via migliore per risolvere i problemi, senza ricordarsi che le nostre società sono evolute proprio quando la violenza è stata relegata da parte e tramite la collaborazione pacifica tra gli individui siamo progrediti. Sarà che sto invecchiando ma comincio a pensare che il troppo benessere che abbiamo avuto, e ormai mediamente chi vive da noi è nato in anni di benessere, ci ha fatto dimenticare le cose importanti della vita e l'amore verso il prossimo, ci siamo chiusi sempre di più e siamo di natura pessimisti, forse più che il militare servirebbe far vivere ognuno di noi per qualche mese in realtà differenti dove anche solo avere l'acqua da bere non è cosi scontato

Io ho conosciuto un soggetto a cui piaceva girare armato,anche in situazioni apparentemente tranquille in cui non credo che ci fosse alcuna necessità o timore per la propria sicurezza tale da giustificare l'esigenza di tenere un'arma sotto la giacca.
Situazioni tipo il pranzo della domenica con la famiglia al ristorante.
Mi spiace dire che si trattava di una persona propensa all'uso della violenza,soprattutto in casa.
E tra l'altro almeno vedendolo da fuori sembrava una persona apparentemente soddisfatta della propria vita,era un professionista affermato (anche docente universitario tra l'altro),aveva dei figli che non gli davano particolari preoccupazioni,i soldi non gli mancavano,praticava sport.
Eppure sembra che fosse una persona che istintivamente risolveva i problemi e i contrasti con le maniere forti.
Non oso immaginare se la stessa persona si fosse trovata a vivere una situazione economica,lavorativa,familiare e sociale molto più difficile.

Purtroppo la realtà è che spesso viviamo una situazione caratterizzata da relativa serenità e benessere,in cui spesso non ci sono problemi irrisolvibili e tutto sommato non ci manca nulla di necessario.
Eppure facciamo diventare anche i piccoli problemi delle questioni d'onore per cui saremmo disposti a tutto.
Capita di vedere delle persone che si scannano per una precedenza non data o per un parcheggio occupato abusivamente.
Sono gesti di inciviltà è vero,ma forse dovremmo imparare a guardare quello che ci succede durante una qualsiasi giornata con un po' di prospettiva.
Paragonando i problemi che ci spingono a inveire o addirittura litigare con qualcuno ai veri problemi che potrebbero capitarci e con cui altre persone convivono ogni giorno.

Poco tempo fa' in tv intervistavano una signora che raccontava di aver fatto volontariato negli ospedali per anni e questa esperienza le aveva insegnato a guardare con occhi diversi i piccoli problemi.
Diceva che un giorno era arrivata in ospedale incavolata nera perchè il ciabattino le aveva rovinato un paio di scarpe,e li aveva visto un paio di famiglie che avevano ricevuto una di quelle diagnosi che suonano come delle sentenze.
In confronto la ragione per cui lei si era fatta venire il sangue amaro sembrava un'emerita cavolata e diceva che si era sentita stupida e da quel momento aveva deciso di vivere le sue giornate senza attribuire eccessiva importanza alle questioni da poco essendo consapevole che i veri problemi erano altri.
 
Dissento nel modo più assoluto, dipende dalla testa che uno ha.

Può essere.
Però,sempre secondo me,se la testa di una persona la spinge a portarsi dietro un'arma significa che o questa persona (a torto o a ragione) ha paura a girare per strada perchè teme per la propria incolumità.
Oppure che il fatto di avere con se un'arma la fa sentire bene.
E nel secondo caso temo che potrebbe sussistere anche il desiderio inconscio di usare l'arma in questione.
Nel dubbio io mi sento più tranquillo sapendo che le persone che incontro per strada non sentono l'esigenza di girare armate.
 
Concordo con chi accenna di una certa colpa a seguito della "realtà virtuale" la quale tende verosimilmente ad inibire/distorcere il grado/capacità di empatia che si ha verso il prossimo...
 
però a mio modesto avviso il dover necessariamente trascorrere la vita dove si è nati, anche se non ci si trova più bene, è un abitudine tutta nostrana.

E' un discorso interessante.
Secondo me ci sono vari motivi che spingono le persone a non voler cambiare,anche quando sono costretti ad ammettere che la situazione in cui vivono non è quella ideale.
Innanzitutto motivi economici e una certa pigrizia,potrei citare il caso di una mia parente che appena sposata ha ricevuto in regalo dai genitori un appartamento.
Si trova in un quartiere periferico di Torino che negli anni è diventato tristemente noto per le problematiche relative allo spaccio soprattutto.
Col passare degli anni la zona è caduta sempre di più nel degrado eppure quella persona non ha mai cercato seriamente di andarsene.
Nonostante si lamenti del quartiere e della casa ha raggiunto una situazione di stasi dalla quale non si vuole distaccare,forse per paura o forse per non mettersi sulle spalle dei debiti per comprare un'altra casa.

Però a volte ci sono anche motivi legati a una sorta di attaccamento che sconfina quasi nell'orgoglio.
La mia fidanzata ad esempio è nata qui e pur non riuscendo a citare 5 motivi per cui a Novara si vive bene non riuscirebbe a immaginare la sua vita altrove.
Perchè la città in cui si è nati è bella,non si sa bene per quale motivo,e anche se ci si vive male la si difende comunque.
Penso che presto o tardi questa cosa sarà fonte di inevitabili scontri.
Io non sono nato qui e onestamente non immagino qui tutta la mia vita,l'idea di trasferirmi ovviamente mi fa un po' paura perchè comunque andare a vivere in una città in cui non si conosce nessuno può voler dire finire per isolarsi.
Però sono stato onesto dall'inizio su questo punto,ma ho come il sospetto che lei stia sperando in una mia rinuncia all'idea di trasferirmi altrove.
Per quanto mi riguarda è vero che qui ho una situazione piuttosto stabile,sia dal punto di vista delle abitudini che dal punto di vista economico,però non posso dire di essere contento di vivere qui.
Credo che se capitasse l'opportunità di andare a vivere altrove ci penserei seriamente.
 
però questa è una paura tutta nostrana, giustamente si devono avere le possibilità per cambiare, però a mio modesto avviso il dover necessariamente trascorrere la vita dove si è nati, anche se non ci si trova più bene, è un abitudine tutta nostrana.
Ovviamente prima ci si impegna a rendere migliore la nostra società, ma quando poi ti rendi conto che la maggior parte delle persone hanno idee diverse dalla tua e concepiscono uno stile di vita differente per me si dovrebbe cominciare a pensare ad un cambiamento più che ad avvelenarsi l'esistenza, che poi è quello che molti fanno andando a vivere all'estero, non ci si chiede mai perchè la gente va via, si pensa solo che è perchè da noi non c'è lavoro, non è solo per questo, tanta gente va via perchè non condivide il modo in cui qui si vive, a torto o ragione
Una delle cosa che impedirebbe di andartene in un alto Paese potrebbero essere che ci vogliono delle basi per stare in un determinato luogo.
 
Nel dubbio io mi sento più tranquillo sapendo che le persone che incontro per strada non sentono l'esigenza di girare armate.
Sei sicuro di sapere che siamo davvero disarmate? Probabilmente chi gira in qualche modo armato ha la consapevolezza di non sapere se le persone che incontra lo siano anche loro o meno.
 
Sei sicuro di sapere che siamo davvero disarmate? Probabilmente chi gira in qualche modo armato ha la consapevolezza di non sapere se le persone che incontra lo siano anche loro o meno.

Beh ipotizzo.
Penso che almeno in estate sia difficile girare armati senza darlo a vedere,almeno se si parla di armi da fuoco.
Mentre le armi da taglio effettivamente si possono tenere in tasca senza che nessuno se ne accorga.
Sarebbe interessante sapere che percentuale della popolazione è solita portare con se un'arma.
In ogni caso,almeno da quello che leggo nella sezione dedicata alla cronaca del giornale locale,penso che nella città in cui vivo l'abitudine di girare armati non sia molto diffusa.
 
Back
Alto