Piuttosto infastidito dai consumi consistenti della Golf che guido (per chi non mi avesse letto altrove, è una 1.8 da 90 CV, Variant, del 1994), ho cominciato a pensare a come risparmiare sul carburante (non lo pago io, io mi pago quello della moto, ma il discorso non cambia).
In particolare, ci sono due punti che vorrei portare alla vostra attenzione. Non si tratta di chissà cosa, anzi, molti di voi ci avranno probabilmente già pensato, ma volevo qualche parere in merito.
Il motore, per girare ad un regime di giri più elevato del minimo, necessita ovviamente di più carburante, perché gli scoppi della miscela son sempre più frequenti. Perciò, più il motore gira in alto, più consuma.
Tuttavia, se per impedire che il motore giri alto, utilizzo marce lunghe, sarò per forza di cose costretto a pigiare di più sull'acceleratore, ergo la valvola a farfalla si aprirà maggiormente, consentendo l'afflusso di più carburante... ora, la mia domanda è: consumo maggiormente lasciando salire il motore ma utilizzando solo, poniamo, un quarto della corsa dell'acceleratore, o passando alla marcia superiore e andando oltre i tre quarti dell'acceleratore?
Il motore 1.8 del quale parlo risale alla seconda metà degli anni '80. Non ha perciò la coppia massima costante, ripartita su un ampio range di giri. Per portarlo in coppia è necessario superare almeno i tremila giri, ma comincia a spingere intorno ai 4000, per andare in fuori giri poco dopo i 6000. Siccome è fuori discussione tirarlo in questo modo sempre, per forza di cose passo alla marcia superiore... ma mi trovo con l'acceleratore affondato nel tappetino: giri bassi, ma farfalla completamente aperta.
Immagino che debba trovare un giusto compromesso, per farlo rendere meglio in termini di consumi, perché non è detto che passando prima alla marcia più lunga il consumo effettivo sia minore.
Cosa ne pensate?
Vi lancio poi un'altra considerazione, nata dal continuo passaggio moto-auto che faccio alla guida.
La moto monta un monocilindrico (500) da una sessantina di cavalli... potete immaginare il freno motore: guidando accorti e tranquilli quasi non si devono toccare i freni tradizionali!
La mia auto (non so se si possa generalizzare), invece, oltre a disporre di molto meno freno motore, ha un'inerzia notevole (1600 kg a vuoto), per cui, spesso, mi trovo a domandarmi: era davvero necessario dare gas? Era davvero necessario accelerare in questo punto, bruciando combustibile, oppure avrei potuto procedere per inerzia? Provate a farvi spesso questa domanda, per esempio nelle manovre di avvicinamento, sui tratti in discesa, tra le curve... specialmente con il cut-off dei moderni motori a iniezione, si può arrivare ad un certo risparmio, o mi sbaglio?
In particolare, ci sono due punti che vorrei portare alla vostra attenzione. Non si tratta di chissà cosa, anzi, molti di voi ci avranno probabilmente già pensato, ma volevo qualche parere in merito.
Il motore, per girare ad un regime di giri più elevato del minimo, necessita ovviamente di più carburante, perché gli scoppi della miscela son sempre più frequenti. Perciò, più il motore gira in alto, più consuma.
Tuttavia, se per impedire che il motore giri alto, utilizzo marce lunghe, sarò per forza di cose costretto a pigiare di più sull'acceleratore, ergo la valvola a farfalla si aprirà maggiormente, consentendo l'afflusso di più carburante... ora, la mia domanda è: consumo maggiormente lasciando salire il motore ma utilizzando solo, poniamo, un quarto della corsa dell'acceleratore, o passando alla marcia superiore e andando oltre i tre quarti dell'acceleratore?
Il motore 1.8 del quale parlo risale alla seconda metà degli anni '80. Non ha perciò la coppia massima costante, ripartita su un ampio range di giri. Per portarlo in coppia è necessario superare almeno i tremila giri, ma comincia a spingere intorno ai 4000, per andare in fuori giri poco dopo i 6000. Siccome è fuori discussione tirarlo in questo modo sempre, per forza di cose passo alla marcia superiore... ma mi trovo con l'acceleratore affondato nel tappetino: giri bassi, ma farfalla completamente aperta.
Immagino che debba trovare un giusto compromesso, per farlo rendere meglio in termini di consumi, perché non è detto che passando prima alla marcia più lunga il consumo effettivo sia minore.
Cosa ne pensate?
Vi lancio poi un'altra considerazione, nata dal continuo passaggio moto-auto che faccio alla guida.
La moto monta un monocilindrico (500) da una sessantina di cavalli... potete immaginare il freno motore: guidando accorti e tranquilli quasi non si devono toccare i freni tradizionali!
La mia auto (non so se si possa generalizzare), invece, oltre a disporre di molto meno freno motore, ha un'inerzia notevole (1600 kg a vuoto), per cui, spesso, mi trovo a domandarmi: era davvero necessario dare gas? Era davvero necessario accelerare in questo punto, bruciando combustibile, oppure avrei potuto procedere per inerzia? Provate a farvi spesso questa domanda, per esempio nelle manovre di avvicinamento, sui tratti in discesa, tra le curve... specialmente con il cut-off dei moderni motori a iniezione, si può arrivare ad un certo risparmio, o mi sbaglio?