<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Due morti in poche ore per morsi di cani | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Due morti in poche ore per morsi di cani

belpietro ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
Gli assassini sono quegli uomini che hanno preso il dolce batuffolo che poi è diventato un pastore tedesco, persone irresponsabili e idiote. Gli imbecilli che lo hanno maltrattato, abbandonato, relegato ai margini. Il signor Rossi di turno è l'assassino del 74enne della provincia milanese. E gode dell'anonimato, il merdoso. Un cane pericolso va abbattuto, il signor Rossi pure.

nello specifcio, ancora non si sa cosa sia accaduto.
se sia una muta di randagi abbandonati (cosa che avviene), oppure se siano dei cani rinselvatichiti (figli dei figli di cani fuggiti o abbandonati), cosa che però mi sembra accada di più in campagne spopolate, in zone diverse da quella del milanese dove hanno aggredito un anziano.
si ipotizza anche che siano cani di qualcuno, tenuti volutamente in modo semi-brado.

l'unica cosa che si può dire, è che a differenza di altri casi in cui dei cani hanno istintivamente difenso il proprio territorio, questa volta pare che l'uomo aggredito non abbia commesso particolari errori e non si sia messo in pericolo da sé.

di certo, quale che sia il motivo dei cani così aggressivi devono essere tolti dalla circolazione.
non per colpa, che non si può parlare di colpa, ma per sicurezza.

se poi c'è un responsabile a monte (oltre gli enti competenti, se salta fuori che hanno permesso / tollerato la formazione di branchi semi selvatici) anche quello andrebbe fatto rispondere del fatto

Esatto.
 
belpietro ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
belpietro ha scritto:
zero c. ha scritto:
Allora cominciamo dalle aste: il cane non esiste
prova a mollare un maltese nei boschi del klondyke
Nella natura selvaggia non erano i maltesi ad essere selezionati... nemmeno un volpino ha le capacità di adattamento della volpe. Nemmeno noi mollaccioni (chi più, chi meno) sapremmo vivere come l'uomo di neanderthal per 40 lunghi anni, in mezzo a creature per le quali siamo buon cibo.

allora vuoi dire che noi non esistiamo?

Voglio dire che se dici di prendere un maltese, praticamente del cotone che cammina, e lo piazzi in un bosco senza uomo, sarà predato nell'arco di qualche ora. Lo stesso vale per l'uomo moderno. Bear Grylls vorrei vederlo senza troupe e Mars nella tasca...

Il cane esiste perché esiste l'uomo. E l'uomo senza armi (che sia un bastone o un uzi) non ha zanne, artigli, velocità e forza (oltre che presenza) fisica per competere con i predatori per natura.

L'evoluzione umana (si ringrazi e si maledica il cervello) ha portato noi a creare, e spesso mal gestire determinate situazioni (vedasi i cani).
 
posso dedurre che mi confermi che il cane adesso esiste?
in quanto tale, con fisiologia e comportamento proprio, diversi da quelli del lupo da cui discende?
 
belpietro ha scritto:
posso dedurre che mi confermi che il cane adesso esiste?
in quanto tale, con fisiologia e comportamento proprio, diversi da quelli del lupo da cui discende?

Il cane è un concetto un pelino generale...

Determinate razze di cane non sono un evidente pericolo per l'uomo. Non il cane maltese.

I pastori, per esempio, sono ben più pericolosi se lasciati alla fame e precedentemente maltrattati.
 
belpietro ha scritto:
allora vuoi dire che noi non esistiamo?

Esistiamo eccome... basta vedere i casini che combiniamo in qualsiasi campo, cani compresi. :?
E comunque abbiamo il 90 e passa per cento di DNA in comune con le scimmie, non è che possiamo tirarci fuori da certi discorsi. Il cane non è più il lupo ma ne discende direttamente, le caratteristiche fisiche sono quasi intatte. Deteriorato il rapporto con l'uomo che l'ha selezionato, credo nulla osti a che il carattere originario riappaia, e sia pericoloso per l'uomo pur essendo "diluito" dalla selezione e dalla convivenza. Chiaramente essere sbranati da 6 pinscher sarà abbastanza difficile, invece lasciar inselvatichire esemplari da 30 e passa chili... :rolleyes:
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Il problema credo sia piuttosto semplice: il randagismo normativamente non è tollerato, e va contrastato mediante accalappiacani e canili.

Se però non funziona nulla, come in questo paese non funziona nulla, non funzionerà nemmeno il meccanismo di cui sopra.

Dopodichè i cani andranno soppressi, non perchè abbiano "colpa", ma in quanto pericolosi. Ma non è una soluzione, in un paese dove il randagismo è in vaste zone tollerato e facente parte del paesaggio, insieme a tante.altre forme di degrado.

E' una terra di nessuno, e nella terra di nessuno, nel 2012, si muore anche sbranati dai cani randagi, come in un qualsiasi quartiere di Caracas o Città del Messico.

Sono abbastanza d'accordo con te, Belli, sulla semplicità (teorica) del problema. Il randagismo non andrebbe tollerato , ma affrontato con mezzi idoenei e pietà verso gli animali. Vero anche che in Italia tutto diventa difficile e niente funziona a dovere e quindi neppure il trattamento di questo problema. Verissimo che è inutile -e demenziale- in casi come questi parlare di colpa del cane , ma semmai di strumenti per limitare la pericolosità di un certo tipo di randagismo. Vera pure la percezione di "terra di nessuno" che si ha sempre più spesso attraversando la nostra nazione da nord a sud.
Resta però in fondo la sensazione che la cosa dipenda anche in parte da un vizio teoretico , secondo il quale lungi dal creare un equilibrio fra l'animale e l'uomo, oggi si punta ad un propagandismo modaiolo e superficiale di estremizzazione dei termini della questione . Di qui la mia esternazione teorica.
Anche perchè non ho sentito molti motti di indignazione e nemmeno di pietà e compassione per le povere vittime , in questo caso umane.
 
zero c. ha scritto:
key-one ha scritto:
gasato70 ha scritto:
Fatto salvo il rispetto per gli animali, queste sono situazioni che esulano dal normale pensare e discutere su di loro...

Qui siamo di fronte ad un vero e prorio pericolo pubblico, e mi spiace tanto per gli amici animalisti ma l'uomo non può essere paragonato ad un animale e quindi doverne subire tali conseguenze...

Il fatto di sterilizzarli potrà avere effetto sulla diffusione numerica, ma non certo sulla loro pericolosità... E questi ultimi avvenimenti lo confermano tragicamente...

Davanti a tale pericolo credo non ci debbano essere dubbi...
Vanno assolutamente fermati, con gli strumenti adatti finchè si può, ma in casi di particolare ferocia non rimane che l'abbattimento...

Sono abbastanza d'accordo con te .
Il contemporaneo pensiero superficialmente animalista ,invece, dimentico del concetto che non vi può essere amore per l'animale , se non vi è rispetto per l'uomo , ovvero amore di sè , per se stessi -che poi significa anche che non vi può essere affetto per l'altro (da sè) se non si coltiva l'affetto e il rispetto di sè , per sè - , la pensa diversamente e univocamente antepone una cosa all'altra.

Allora cominciamo dalle aste: il cane non esiste, esiste in natura una bestia tassonomicamente denominata canis lupus, ovvero il lupo.
L'uomo, animale anomalo, crea un animale domestico domesticando il lupo e lo chiama cane per suo uso e interesse.
Questa neobestia di rara intelligenza e affettuosità vive di luce riflessa, ha bisogno dell'uomo.
Se non ha il suo creatore accanto, l'uomo, il cànide torna bestia e ritorna lupus. E come tutti il lupi mangia i cristiani.
Quindi la colpa di chi è? della bestia che fa il suo sporco lavoro o dell'uomo ignobile? Immagino direte dell'uomo ignobile.
Ebbene allora l'uomo ignobile si tassi, si svegli, si mobiliti, faccia il suo lavoro, impedisca abbandoni, randagismi etc e il problema non si pone più.
PS quelli che vogliono magari il cane giapponese da 1000? passino prima al canile municipale, non saranno àkita ma hanno bisogno di voi...

Apprezzo la tua sintetica ricapitolazione dell'antico rapporto fra uomo e cane.
Così tanto che pur -da ragazzo- avendo ordinato un Dalmata , ho accettato il fatto che la femmina dalla quale aspettavo il cucciolo fosse scappata con un can da pagliaio e mi fosse consegnato un bel Dalmata nero...che ho tenuto e accudito con tutto l'affetto possibile per 18 anni.
Non condivido invece che si parli di colpa : non è colpa del cane , perchè la cosa è risibile in sè e sicuramente è responsabilità di chi lo abbandona o di chi non controlla e non provvede , però , lungi dal ragionare sulla colpa o anche sul relativo complesso di...,occorre intervenire pragmaticamente per evitare che con il randagismo si inselvatichiscano e divengano pericolosi branchi di cani soprattutto se di taglia media o grossa.
Il lassismo però a volte sottende anche , oltre all'incuria e alla volontà di non spendere denaro ,una sorta di alibi falsamente ideologico che fa da copertura e cortina fumogena. Accanto alla pietas per l'animale , occorrerebbe conservare quella per l'uomo che sola dà senso a qualsiasi sentimento verso la natura che per noi non può essere se non antropocentrico e per l'appunto umanistico , nel senso storico di umanesimo.
A meno che un camionista , un matto e un vecchio non valgano troppo poco.
 
Grattaballe ha scritto:
belpietro ha scritto:
allora vuoi dire che noi non esistiamo?

Esistiamo eccome... basta vedere i casini che combiniamo in qualsiasi campo, cani compresi. :?
E comunque abbiamo il 90 e passa per cento di DNA in comune con le scimmie, non è che possiamo tirarci fuori da certi discorsi. Il cane non è più il lupo ma ne discende direttamente, le caratteristiche fisiche sono quasi intatte. Deteriorato il rapporto con l'uomo che l'ha selezionato, credo nulla osti a che il carattere originario riappaia, e sia pericoloso per l'uomo pur essendo "diluito" dalla selezione e dalla convivenza. Chiaramente essere sbranati da 6 pinscher sarà abbastanza difficile, invece lasciar inselvatichire esemplari da 30 e passa chili... :rolleyes:

A parte che aver selezionato razze come il maltese denota tare genetiche (piu che altro nel selezionatore della citata razza), quello che volevo dire è che il cane è un portato dell'uomo e quindi se il cane inselvatichito dà problemi e si mangia tre cristiani, il problema è della dabbenaggine, della strafottenza e dell'incapacita dei singoli bipedi non nel cane randagio.
Prova ne è che il citato randagio in poche settimane di affetto e di cura torna verosimilmente animale simbiotico dell'uomo.
 
da quello che ho potuto leggere e vedere nei tiggi e che le bande di "randagi" operano-sono nelle vicinanze sempre da fabbriche semi-dismesse, campi nomadi ect.....
non vorrei che questi cani fossero in realtà destinati anche a lotte x scommesse a pensar male qualche volta ci si azzecca... :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
 
key-one ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Il problema credo sia piuttosto semplice: il randagismo normativamente non è tollerato, e va contrastato mediante accalappiacani e canili.

Se però non funziona nulla, come in questo paese non funziona nulla, non funzionerà nemmeno il meccanismo di cui sopra.

Dopodichè i cani andranno soppressi, non perchè abbiano "colpa", ma in quanto pericolosi. Ma non è una soluzione, in un paese dove il randagismo è in vaste zone tollerato e facente parte del paesaggio, insieme a tante.altre forme di degrado.

E' una terra di nessuno, e nella terra di nessuno, nel 2012, si muore anche sbranati dai cani randagi, come in un qualsiasi quartiere di Caracas o Città del Messico.

Sono abbastanza d'accordo con te, Belli, sulla semplicità (teorica) del problema. Il randagismo non andrebbe tollerato , ma affrontato con mezzi idoenei e pietà verso gli animali. Vero anche che in Italia tutto diventa difficile e niente funziona a dovere e quindi neppure il trattamento di questo problema. Verissimo che è inutile -e demenziale- in casi come questi parlare di colpa del cane , ma semmai di strumenti per limitare la pericolosità di un certo tipo di randagismo. Vera pure la percezione di "terra di nessuno" che si ha sempre più spesso attraversando la nostra nazione da nord a sud.
Resta però in fondo la sensazione che la cosa dipenda anche in parte da un vizio teoretico , secondo il quale lungi dal creare un equilibrio fra l'animale e l'uomo, oggi si punta ad un propagandismo modaiolo e superficiale di estremizzazione dei termini della questione . Di qui la mia esternazione teorica.
Anche perchè non ho sentito molti motti di indignazione e nemmeno di pietà e compassione per le povere vittime , in questo caso umane.

Scusa... non sono sicuro di aver capito su cosa siamo in disaccordo. Cosa eccepisci rispetto alla mia rappresentazione?
 
zero c. ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
belpietro ha scritto:
allora vuoi dire che noi non esistiamo?

Esistiamo eccome... basta vedere i casini che combiniamo in qualsiasi campo, cani compresi. :?
E comunque abbiamo il 90 e passa per cento di DNA in comune con le scimmie, non è che possiamo tirarci fuori da certi discorsi. Il cane non è più il lupo ma ne discende direttamente, le caratteristiche fisiche sono quasi intatte. Deteriorato il rapporto con l'uomo che l'ha selezionato, credo nulla osti a che il carattere originario riappaia, e sia pericoloso per l'uomo pur essendo "diluito" dalla selezione e dalla convivenza. Chiaramente essere sbranati da 6 pinscher sarà abbastanza difficile, invece lasciar inselvatichire esemplari da 30 e passa chili... :rolleyes:

A parte che aver selezionato razze come il maltese denota tare genetiche (piu che altro nel selezionatore della citata razza), quello che volevo dire è che il cane è un portato dell'uomo e quindi se il cane inselvatichito dà problemi e si mangia tre cristiani, il problema è della dabbenaggine, della strafottenza e dell'incapacita dei singoli bipedi non nel cane randagio.
Prova ne è che il citato randagio in poche settimane di affetto e di cura torna verosimilmente animale simbiotico dell'uomo.

Ammetto di essere " di mondi gnurant "
sull' argomento, per cui chiedo gentilmente chiedo:
Possibile che un animale che vive addomesticato presso l' uomo da migliaia di anni, si possa in pochi mesi rinselvatichire?
Non e' piuttosto la fame e/o i maltrattamenti ad avere la parte preponderante
nel fenomeno a ritroso?
Grazie per una cortese risposta.
 
arizona77 ha scritto:
zero c. ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
belpietro ha scritto:
allora vuoi dire che noi non esistiamo?

Esistiamo eccome... basta vedere i casini che combiniamo in qualsiasi campo, cani compresi. :?
E comunque abbiamo il 90 e passa per cento di DNA in comune con le scimmie, non è che possiamo tirarci fuori da certi discorsi. Il cane non è più il lupo ma ne discende direttamente, le caratteristiche fisiche sono quasi intatte. Deteriorato il rapporto con l'uomo che l'ha selezionato, credo nulla osti a che il carattere originario riappaia, e sia pericoloso per l'uomo pur essendo "diluito" dalla selezione e dalla convivenza. Chiaramente essere sbranati da 6 pinscher sarà abbastanza difficile, invece lasciar inselvatichire esemplari da 30 e passa chili... :rolleyes:

A parte che aver selezionato razze come il maltese denota tare genetiche (piu che altro nel selezionatore della citata razza), quello che volevo dire è che il cane è un portato dell'uomo e quindi se il cane inselvatichito dà problemi e si mangia tre cristiani, il problema è della dabbenaggine, della strafottenza e dell'incapacita dei singoli bipedi non nel cane randagio.
Prova ne è che il citato randagio in poche settimane di affetto e di cura torna verosimilmente animale simbiotico dell'uomo.

Ammetto di essere " di mondi gnurant "
sull' argomento, per cui chiedo gentilmente chiedo:
Possibile che un animale che vive addomesticato presso l' uomo da migliaia di anni, si possa in pochi mesi rinselvatichire?
Non e' piuttosto la fame e/o i maltrattamenti ad avere la parte preponderante
nel fenomeno a ritroso?
Grazie per una cortese risposta.

Si. Potenza della fame, ma soprattutto del branco.
 
arizona77 ha scritto:
zero c. ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
belpietro ha scritto:
allora vuoi dire che noi non esistiamo?

Esistiamo eccome... basta vedere i casini che combiniamo in qualsiasi campo, cani compresi. :?
E comunque abbiamo il 90 e passa per cento di DNA in comune con le scimmie, non è che possiamo tirarci fuori da certi discorsi. Il cane non è più il lupo ma ne discende direttamente, le caratteristiche fisiche sono quasi intatte. Deteriorato il rapporto con l'uomo che l'ha selezionato, credo nulla osti a che il carattere originario riappaia, e sia pericoloso per l'uomo pur essendo "diluito" dalla selezione e dalla convivenza. Chiaramente essere sbranati da 6 pinscher sarà abbastanza difficile, invece lasciar inselvatichire esemplari da 30 e passa chili... :rolleyes:

A parte che aver selezionato razze come il maltese denota tare genetiche (piu che altro nel selezionatore della citata razza), quello che volevo dire è che il cane è un portato dell'uomo e quindi se il cane inselvatichito dà problemi e si mangia tre cristiani, il problema è della dabbenaggine, della strafottenza e dell'incapacita dei singoli bipedi non nel cane randagio.
Prova ne è che il citato randagio in poche settimane di affetto e di cura torna verosimilmente animale simbiotico dell'uomo.

Ammetto di essere " di mondi gnurant "
sull' argomento, per cui chiedo gentilmente chiedo:
Possibile che un animale che vive addomesticato presso l' uomo da migliaia di anni, si possa in pochi mesi rinselvatichire?
Non e' piuttosto la fame e/o i maltrattamenti ad avere la parte preponderante
nel fenomeno a ritroso?
Grazie per una cortese risposta.

Come dicevano sopra ci sono persone che li maltrattano, li usano x le lotte tra cani, per le scommesse, per le pellicce, per la vivisezione, al netto dei pirla e dei disadattati che li abbandonano on fabbrica in appartamento in agosto o in autostrada.
Come vedi bisognerebbe cominciare dagli umani a usare le maniere...ehm forti.

Quanto ai cani randagi tendono a rifare il branco e a tornare lupi...ma questo non significa che siano irrecuperabili come forse - temo - i loro ex padroni.
 
zero c. ha scritto:
Come dicevano sopra ci sono persone che li maltrattano, li usano x le lotte tra cani, per le scommesse, per le pellicce, per la vivisezione, al netto dei pirla e dei disadattati che li abbandonano on fabbrica in appartamento in agosto o in autostrada.
Come vedi bisognerebbe cominciare dagli umani a usare le maniere...ehm forti.

Quanto ai cani randagi tendono a rifare il branco e a tornare lupi...ma questo non significa che siano irrecuperabili come forse - temo - i loro ex padroni.

I bastardi che li abbandonano, o maltrattano, potranno pure difendersi con un mondo di ignoranza alle loro spalle, ma legalmente bisognerebbe rovinarli, chiusi in gabbia però. Sono colpevoli sotto ogni punto di vista. Persone normali, per altro, nel senso che indisturbate vivono il quotidiano comune.
 
il_chicco_show ha scritto:
zero c. ha scritto:
Come dicevano sopra ci sono persone che li maltrattano, li usano x le lotte tra cani, per le scommesse, per le pellicce, per la vivisezione, al netto dei pirla e dei disadattati che li abbandonano on fabbrica in appartamento in agosto o in autostrada.
Come vedi bisognerebbe cominciare dagli umani a usare le maniere...ehm forti.

Quanto ai cani randagi tendono a rifare il branco e a tornare lupi...ma questo non significa che siano irrecuperabili come forse - temo - i loro ex padroni.

I bastardi che li abbandonano, o maltrattano, potranno pure difendersi con un mondo di ignoranza alle loro spalle, ma legalmente bisognerebbe rovinarli, chiusi in gabbia però. Sono colpevoli sotto ogni punto di vista. Persone normali, per altro, nel senso che indisturbate vivono il quotidiano comune.

:thumbup:
 
Back
Alto