<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse | Il Forum di Quattroruote

Dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse

Argomento trito e ritrito ma da come lo si evicne anche dall'articolo, l'uomo non è fatto per governare, troppo molle è un soggetto troppo corruttibile, tanto devo morire che mi frega a me?
Attendo con ansia la macchina geniale ed incorruttibile che ci governerà tutti. Forse IBM ci sta già lavorando da tempo.

http://www.viviconsapevole.it/articoli/dove-vanno-a-finire-i-soldi-delle-nostre-tasse.php

Per capire dove vanno a finire le nostre tasse bisogna vedere lo stato come un condominio e
le tasse come le rate che i condomini pagano per far fronte alle spese dei servizi comuni (luce delle scale, pulizie, portiere, giardiniere ecc.).
Le tasse quindi dovrebbero servire allo stato per far funzionare i servizi comuni a tutti i cittadini, sanità, pensioni, viabilità, scuola, polizia, difesa (purtroppo) e tutte le altre cose che la macchina dello stato necessita per camminare. Questa la teoria naturalmente?

Il lavoro statale
Come in ogni condominio ognuno spera di avere un amministratore onesto, la stessa cosa, a maggior ragione, dovrebbero sperare i cittadini di uno stato: avere dei governanti onesti.
Ma noi sappiamo che così non è, a cominciare da 60 anni di clientelismi politici che hanno portato ad un numero di dipendenti pubblici (che per loro natura non sono destinati a produrre qualcosa, ma solo al funzionamento della macchina statale) eccessivo, per usare un eufemismo, rispetto alle effettive necessità: scuola e università 1.100.000 dipendenti, sanità 690.000, regioni ed enti locali circa 600.000, ministeri 290.000 e così via fino a raggiungere la stratosferica quota di 3.470.000 (fonte Ministero dell'economia dati al 31.12.2002). L'incidenza dei dipendenti pubblici su un
totale di 21.913.000 lavoratori di cui 2.062.000 disoccupati è del 15,8% (sempre tenedo presenti i dati del 2002). E, se non ricordo male, questo governo ha già aumentato di 500.000 unità la folta schiera dei dipendenti pubblici.

Sovvenzionare aziende fallite
Il secondo punto cruciale riguarda i numerosi sperperi, abusi, svendite del patrimonio pubblico, privatizzazioni di servizi essenziali (enel, telecom, autostrade).
Tra gli sperperi bisogna annoverare anche le sovvenzioni ad aziende già fallite, come Alitalia, o la cassa integrazione per una moltitudine di grandi aziende private (una per tutte la Fiat), che, per non licenziare fanno pagare allo stato, cioè a noi.
Ovviamente a tutto questo dobbiamo aggiungere che sui cittadini gravano anche gli interessi sul debito pubblico, che come sappiamo è una truffa, contratto dallo stato nei confronti prima della BC ora della BCE. Ogni anno circa il 10% delle entrate fiscali, circa 65 mld di euro, vanno per gli interessi passivi che lo stato deve pagare ai possessori del debito pubblico (Bot, Btp, Cct, Ctz ecc.).
In un sistema equilibrato, lo stato avrebbe bisogno della sola decima (10%) per far fronte alle spese comuni, tutti dovrebbero disporre di un reddito di cittadinanza e lo stato avrebbe il compito di incoraggiare e sviluppare tutte le potenzialità delle persone e non rincorrere un assurdo pil, creare masse di ignoranti e sperare che la gente non campi tanto, per non scoppiare tra pensioni e spesa sanitaria.

Controcorrente
Tolstoj e lo Stato
Boicottare le tasse e il lavoro statale
di Valerio Pignatta
Il celebre romanziere russo Lev N. Tolstoj sottolineò tutta la vita l?importanza della coerenza e della necessità «di non tradire le proprie idee con la propria vita, di non tradire la propria dignità umana sottomettendosi a un?istituzione»(1). Per Tolstoj «nessuna forma di governo, né elettiva, né ereditaria, né per diretta unzione divina, è stata fin oggi in grado di salvarsi dalla corruzione e dall?abuso del potere per fini privati. Al contrario, è risaputo che proprio le cariche rovinano gli uomini, e il miglior privato cittadino diventa inevitabilmente tanto più corrotto quanto più alta è la carica che viene a ricoprire»(2).
Anzi, la partecipazione a qualsiasi titolo alle istituzioni statali da parte di uomini intelligenti ed onesti ottiene come risultato solo quello di attribuire autorità morale ad un organismo che di per sé non potrebbe mai averne. Senza quelle persone l?essenza brutale dello Stato sarebbe sotto gli occhi di tutti(3). E in merito a quest?ultima Tolstoj fu esplicito: «Ogni governo, per poter essere un governo, deve essere composto dagli individui più insolenti, più brutali, più corrotti»(4). E calcando la mano: «A queste associazioni a delinquere chiamate governi viene interamente rimessa la violenza contro la proprietà, contro la vita, contro il naturale sviluppo spirituale e morale di ogni individuo»(5). Dalla scomparsa di queste istituzioni ?criminali? ne sarebbe derivata, secondo lo scrittore russo, la scomparsa stessa o la diminuzione della violenza, che era la base organizzativa su cui esse si fondavano(6). La fine di tutti i governi non avrebbe comunque significato anche l?estinguersi degli aspetti positivi della legge, dell?istruzione pubblica e della giustizia che avrebbero continuato ad esistere in una forma purificata dai mali del potere centralizzato(7). In ciò Tolstoj si avvicinava molto alle idee professate da un altro grande libertario inglese suo contemporaneo, William Morris, il quale sostenne nelle sue opere che la scomparsa dello stato, e quindi della proprietà privata, avrebbe semplicemente purificato la società, che si sarebbe elevata ad un forma superiore che non avrebbe più avuto la necessità dell?esistenza di un diritto civile o penale(8).
Ovviamente, per il nonviolento Tolstoj, il metodo da adottarsi per eliminare i governi dovrebbe consistere in quel che oggi si potrebbe definire un boicottaggio totale dell?amministrazione pubblica (concetto del resto già espresso da vari gruppi cristiano-libertari nei secoli). Questo porterebbe, lentamente, ma inesorabilmente, alla sua estinzione indolore: «Per cambiare veramente qualcosa, ognuno dovrebbe cominciare col cambiare se stesso, invece di voler ammaestrare o forzare gli altri. Come? Rifiutandosi di prender parte a tutto ciò che tiene in piedi i governi e quindi le leggi e il dominio d?un uomo sull?altro. [?] Rifiutandosi di pagare tasse dirette o indirette e rifiutandosi di riscuoterle sotto forma di stipendi o pensioni varie. Rifiutando la protezione offerta dallo stato. Possedendo soltanto ciò che nessun altro rivendica per sé»(9).
Insomma, per Tolstoj la realizzazione di una società veramente ?umana? non passa attraverso una rivoluzione politica ma, così come per Godwin e per Proudhon, solo attraverso un rinnovamento morale che mina la società esistente dall?interno e alle sue stesse basi. Chi vuole intraprendere questo rivolgimento interiore deve cominciare da se stesso, operando scelte che lo portino a cessare di cooperare con il sistema di cose esistente, rifiutandosi appunto di servire nell?esercito o nella polizia, di adire i tribunali, di pagare le tasse.
 
Bello il paragone con il condominio, io invece uso spesso quello della famiglia,
la nazione dovrebbe essere come una famiglia, bisognerebbe spendere non di più di quello che entra,
TUTTI i componenti della famiglia dovrebbero fare la loro parte, altrimenti la porta è la.....
ogni componente della famiglia versa il giusto al capofamiglia che provvede ai fabbisogni,

Invece ora la situazione è questa, il capofamiglia (lo stato) ha i suoi cocchi intoccabili e ha degli schiavetti che devono sopperire agli sprechi e alla malagestione del budget famigliare,
quanti starebbero ancora in una famiglia dove chi ti guida è un incapace e ti spreme come un limone per sopperire alle sue "gestioni allegre"?
Bisognerebbe andare tutti all'esetero e lasciar lorsignori andare a raccogliere i pomodori al posto degli immigrati!
 
leggevo oggi che nonostante le lamentele i vari barbieri e stenografi del governo prendono i loro 200000 euro annui e più e non c'è verso di far cambiare loro idea. Pensano ai fattacci loro e dell'Italia chi se ne frega, e napolitano va in vacanza.
 
mark_nm ha scritto:
...Insomma, per Tolstoj la realizzazione di una società veramente ?umana? non passa attraverso una rivoluzione politica ma, così come per Godwin e per Proudhon, solo attraverso un rinnovamento morale che mina la società esistente dall?interno e alle sue stesse basi. Chi vuole intraprendere questo rivolgimento interiore deve cominciare da se stesso, operando scelte che lo portino a cessare di cooperare con il sistema di cose esistente, rifiutandosi appunto di servire nell?esercito o nella polizia, di adire i tribunali, di pagare le tasse.

Questi siti, che rivelano tutto ciò che noi poveri ignoranti non sappiamo, sono davvero, diciamo così, curiosi.
Come curioso è il rimedio di tutti i mali: per rinnovarci moralmente non dobbiamo cooperare con lo Stataccio e, quindi, non fare il soldato o il poliziotto, niente tribunali e tantomeno tasse...
Come commentare? :rolleyes:
 
sandro63s ha scritto:
mark_nm ha scritto:
...Insomma, per Tolstoj la realizzazione di una società veramente ?umana? non passa attraverso una rivoluzione politica ma, così come per Godwin e per Proudhon, solo attraverso un rinnovamento morale che mina la società esistente dall?interno e alle sue stesse basi. Chi vuole intraprendere questo rivolgimento interiore deve cominciare da se stesso, operando scelte che lo portino a cessare di cooperare con il sistema di cose esistente, rifiutandosi appunto di servire nell?esercito o nella polizia, di adire i tribunali, di pagare le tasse.

Questi siti, che rivelano tutto ciò che noi poveri ignoranti non sappiamo, sono davvero, diciamo così, curiosi.
Come curioso è il rimedio di tutti i mali: per rinnovarci moralmente non dobbiamo cooperare con lo Stataccio e, quindi, non fare il soldato o il poliziotto, niente tribunali e tantomeno tasse...
Come commentare? :rolleyes:

l'ultima parte, quella delle tasse, mi pare che per alcuni sia in voga da tempo. Nella mia modesta opinione oramai allo stato o qualsiasi altra forma atta a governare una nazione non ci crede più nessuno; tutti i valori sono stati gettati nello sciaquone. Siamo in balia della tempesta e nessuno è più in grado di governare la nave in quanto no esiste nessuno talmente onesto in grado di farlo.
Forse andrebbe clonato qualche politico del passato, forse, ma lo dico da falso ottimista.
 
manuel46 ha scritto:
Bello il paragone con il condominio, io invece uso spesso quello della famiglia,
la nazione dovrebbe essere come una famiglia, bisognerebbe spendere non di più di quello che entra,
TUTTI i componenti della famiglia dovrebbero fare la loro parte, altrimenti la porta è la.....
ogni componente della famiglia versa il giusto al capofamiglia che provvede ai fabbisogni,

Invece ora la situazione è questa, il capofamiglia (lo stato) ha i suoi cocchi intoccabili e ha degli schiavetti che devono sopperire agli sprechi e alla malagestione del budget famigliare,
quanti starebbero ancora in una famiglia dove chi ti guida è un incapace e ti spreme come un limone per sopperire alle sue "gestioni allegre"?
Bisognerebbe andare tutti all'esetero e lasciar lorsignori andare a raccogliere i pomodori al posto degli immigrati!
funziona di più il paragone del condominio.
A mio figlio, sangue del mio sangue, posso anche cosnsentire di cicciare e regalargli quello che mi pare.
All'amministratre di condominio invece no. Deve rigare dritto e servirmi.
 
sandro63s ha scritto:
mark_nm ha scritto:
...Insomma, per Tolstoj la realizzazione di una società veramente ?umana? non passa attraverso una rivoluzione politica ma, così come per Godwin e per Proudhon, solo attraverso un rinnovamento morale che mina la società esistente dall?interno e alle sue stesse basi. Chi vuole intraprendere questo rivolgimento interiore deve cominciare da se stesso, operando scelte che lo portino a cessare di cooperare con il sistema di cose esistente, rifiutandosi appunto di servire nell?esercito o nella polizia, di adire i tribunali, di pagare le tasse.

Questi siti, che rivelano tutto ciò che noi poveri ignoranti non sappiamo, sono davvero, diciamo così, curiosi.
Come curioso è il rimedio di tutti i mali: per rinnovarci moralmente non dobbiamo cooperare con lo Stataccio e, quindi, non fare il soldato o il poliziotto, niente tribunali e tantomeno tasse...
Come commentare? :rolleyes:

Queste sono cose che già alle elementari dovrebbero inculcare ... ma ti pare che un insegnante, ovvero dièpendente pubblico .....
 
Amico mio il problema di fondo è che l'essere umano ha mille insicurezze e tanta voglia di dominare, o almeno di non farsi dominare, insomma vasi di coccio in tutti i sensi.
E' per questo che in molti vogliono il potere, basta semplicenebte anche quello di amministrare un cesso pubblico, ecco che comincerà a cercare il modo come farsi grande facendo utilizzare i servizi solo agli orari e a chi piace a lui, cioè che gli torna utile.
Non si capisce che il potere deriva da una responsabilità e senza quella sei un fallito che porta al fallimento anche quel cesso pubblico. :D
 
economyrunner ha scritto:
Amico mio il problema di fondo è che l'essere umano ha mille insicurezze e tanta voglia di dominare, o almeno di non farsi dominare, insomma vasi di coccio in tutti i sensi.
E' per questo che in molti vogliono il potere, basta semplicenebte anche quello di amministrare un cesso pubblico, ecco che comincerà a cercare il modo come farsi grande facendo utilizzare i servizi solo agli orari e a chi piace a lui, cioè che gli torna utile.
Non si capisce che il potere deriva da una responsabilità e senza quella sei un fallito che porta al fallimento anche quel cesso pubblico. :D

È il limite naturale degli umani a renderli così deboli che è la morte, che mi frega di fare star bene gli altri, ci sbaffo sopra, per dirla in un italiano poco pulito. Forza IBM.
 
mark_nm ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Amico mio il problema di fondo è che l'essere umano ha mille insicurezze e tanta voglia di dominare, o almeno di non farsi dominare, insomma vasi di coccio in tutti i sensi.
E' per questo che in molti vogliono il potere, basta semplicenebte anche quello di amministrare un cesso pubblico, ecco che comincerà a cercare il modo come farsi grande facendo utilizzare i servizi solo agli orari e a chi piace a lui, cioè che gli torna utile.
Non si capisce che il potere deriva da una responsabilità e senza quella sei un fallito che porta al fallimento anche quel cesso pubblico. :D

È il limite naturale degli umani a renderli così deboli che è la morte, che mi frega di fare star bene gli altri, ci sbaffo sopra, per dirla in un italiano poco pulito. Forza IBM.

Solo per gli ominicchi direi. Un Uomo non ragiona così.

Ghandi, Platone, Cicerone, Otto von Bismarck, Camillo Benso conte di Cavour
, Quintino Sella, Giovanni Giolitti, Adriano Olivetti questi sono Uomini, solo per fare qualche esempio, di quelli possibili, che la morte ha glorificato e reso immortali.
Questi quaquaraqua invece sono suini fine a loro stessi. Cosa rimane di loro se non rimanenxe indecenti?
 
a_gricolo ha scritto:
dipendenti pubblici (che per loro natura non sono destinati a produrre qualcosa,

sul contenuto dell'articolo siamo d'accordo, ma la frase qui sopra è un'immane puttanata.
Credo che la frase si presta ad un malinteso.

Credo che un insegante capace produca grande utilità, come qualsiasi altro dipendente pubblico che assolve il suo compito coscienziosamente e bene.
Nell'articolo però si fà riferimento a produzione di qualcosa in termini di PIL, in termini di entrate attive.
Cioè l'articolista si pone il problema di quanti sono impiegati nel pubblico per far funzionare i servizi e quanti invece sono impiegati per acquisire ricchezza da immettere nelle casse dello stato.
 
economyrunner ha scritto:
.

Ghandi, Platone, Cicerone, Otto von Bismarck, Camillo Benso conte di Cavour
, Quintino Sella, Giovanni Giolitti, Adriano Olivetti questi sono Uomini, solo per fare qualche esempio, di quelli possibili, che la morte ha glorificato e reso immortali.

ma inzomma tra alti e bassi.....anche quelli citati
 
economyrunner ha scritto:
manuel46 ha scritto:
Bello il paragone con il condominio, io invece uso spesso quello della famiglia,
la nazione dovrebbe essere come una famiglia, bisognerebbe spendere non di più di quello che entra,
TUTTI i componenti della famiglia dovrebbero fare la loro parte, altrimenti la porta è la.....
ogni componente della famiglia versa il giusto al capofamiglia che provvede ai fabbisogni,

Invece ora la situazione è questa, il capofamiglia (lo stato) ha i suoi cocchi intoccabili e ha degli schiavetti che devono sopperire agli sprechi e alla malagestione del budget famigliare,
quanti starebbero ancora in una famiglia dove chi ti guida è un incapace e ti spreme come un limone per sopperire alle sue "gestioni allegre"?
Bisognerebbe andare tutti all'esetero e lasciar lorsignori andare a raccogliere i pomodori al posto degli immigrati!
funziona di più il paragone del condominio.
A mio figlio, sangue del mio sangue, posso anche cosnsentire di cicciare e regalargli quello che mi pare.
All'amministratre di condominio invece no. Deve rigare dritto e servirmi.

Ok, ma tu ci staresti da figlio, in una famiglia dove vedi che c'è il cocco che dei soldi che prende versa poco e nulla e te che ti fai il culo tuo padre ti chiede quasi tutto perchè devi sopperire pure a tuo fratello che quei pochi soldi che guadagna se li tiene per se, ma poi alla fine si siede a tavola a mangiare pure lui, gli si lava e stira pure a lui, lo si riscalda in inverno e lo si raffresca d'estate, si fa le sue vacanze ecc ecc
non te ne andresti di casa se avessi tu un padre cosi?
ecco invece ci hanno inculcato che è giusto cosi e non ci dobbiamo fare domande,
invece che spremere come un limone il figlio che fa già il suo dovere, non sarebbe meglio far capire agli altri figli che si devono dare una mossa? che hanno pure loro 2 braccia e 2 gambe? :rolleyes:
 
manuel46 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
manuel46 ha scritto:
Bello il paragone con il condominio, io invece uso spesso quello della famiglia,
la nazione dovrebbe essere come una famiglia, bisognerebbe spendere non di più di quello che entra,
TUTTI i componenti della famiglia dovrebbero fare la loro parte, altrimenti la porta è la.....
ogni componente della famiglia versa il giusto al capofamiglia che provvede ai fabbisogni,

Invece ora la situazione è questa, il capofamiglia (lo stato) ha i suoi cocchi intoccabili e ha degli schiavetti che devono sopperire agli sprechi e alla malagestione del budget famigliare,
quanti starebbero ancora in una famiglia dove chi ti guida è un incapace e ti spreme come un limone per sopperire alle sue "gestioni allegre"?
Bisognerebbe andare tutti all'esetero e lasciar lorsignori andare a raccogliere i pomodori al posto degli immigrati!
funziona di più il paragone del condominio.
A mio figlio, sangue del mio sangue, posso anche cosnsentire di cicciare e regalargli quello che mi pare.
All'amministratre di condominio invece no. Deve rigare dritto e servirmi.

Ok, ma tu ci staresti da figlio, in una famiglia dove vedi che c'è il cocco che dei soldi che prende versa poco e nulla e te che ti fai il culo tuo padre ti chiede quasi tutto perchè devi sopperire pure a tuo fratello che quei pochi soldi che guadagna se li tiene per se, ma poi alla fine si siede a tavola a mangiare pure lui, gli si lava e stira pure a lui, lo si riscalda in inverno e lo si raffresca d'estate, si fa le sue vacanze ecc ecc
non te ne andresti di casa se avessi tu un padre cosi?
ecco invece ci hanno inculcato che è giusto cosi e non ci dobbiamo fare domande,
invece che spremere come un limone il figlio che fa già il suo dovere, non sarebbe meglio far capire agli altri figli che si devono dare una mossa? che hanno pure loro 2 braccia e 2 gambe? :rolleyes:
questa visione non l'avevo considerata, fà un certo effetto devo dire
 

Statistiche del Forum

Discussioni
186.275
Messaggi
4.104.650
Membri
194.752
Ultimo Iscritto
Utente_4185113299
Back
Alto