<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> dopo tante batoste, un barlume di speranza | Il Forum di Quattroruote

dopo tante batoste, un barlume di speranza

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-09-23/nassim-taleb-resta-positivo-154647.shtml?uuid=AaKeXu6D

Nassim Taleb dà speranza all'Italia: oggi è molto più ricca di 30-40 anni fa, basta stringere la cinghia

L'economista Nassim Nicholas Taleb si dice ottimista sulla situazione economica italiana. Sottolinea che il rischio di un paese come ad esempio l'Irlanda è dieci volte superiore, a causa del maggior debito, e mette in evidenza come l'attuale crisi abbia un effetto positivo, visto che sta spingendo i governi a una maggior disciplina di bilancio e a ridurre il debito. Ne ha parlato a margine del consiglio generale delle Assicurazioni Generali, dove è intervenuto come relatore. È un'opinione fuori dal coro quella di uno degli studiosi più ascoltati dalla comunità economico-finanziaria internazionale e uno dei 50 personaggi più influenti del mondo secondo un recente sondaggio

«Io sono positivo sull'Italia - afferma -. Molti problemi sono stati esagerati e anzi io vorrei che ci fosse la stessa ansia che c'è qui rispetto ad esempio ai livelli della spesa pubblica degli Stati Uniti». «L'Italia è oggi molto più ricca di com'era - all'inizio del secolo scorso, sostiene -. Gli attuali problemi richiedono solo alcune limitazioni che non comporteranno un'inversione dello stato generale di benessere».
blog

In Europa «avete rischi identificabili e quando questo avviene, lì è la soluzione», spiega, rilevando che la fragilità europea deriva in gran parte dal debito sovrano, «perché la gente ha vissuto sopra i propri mezzi. Ma è un problema da ricchi, non da poveri». L'Italia «oggi è molto più ricca di quanto fosse negli anni '70-'80 e la soluzione richiede di stringere un po' la cintura», il che non è troppo difficile». Quindi «l'Italia non è un gran problema, perché è un Paese che ha un grande dinamismo dovuto anche al fatto che durante tutta la sua storia ha avuto governi deboli. Quindi il business dell'Italia è gestire governi deboli».

La teoria del cigno nero
Libanese naturalizzato americano, esperto di matematica finanziaria, saggista, docente universitario, amministratore di un hedge fund, Taleb è noto a livello mondiale per la teoria del cigno nero in cui sostiene come siano in realtà gli eventi improbabili e non quelli prevedibili a dominare le nostre vite, e ha elaborato successivamente la propria teoria soffermandosi su quanto è antifragile, ovvero maggiormente attrezzato per resistere ai rischi comunque incombenti. «Io sono un esperto dalla fragilità - racconta di sè - e dell'attuale crisi penso che già il fatto che abbia un'identificabilità sia una soluzione. Quando un rischio è identificato, non è più un rischio: se ci sono degli squali al largo, non faccio il bagno e a quel punto è maggiore il rischio che io abbia un incidente andando in spiaggia, che non quello di venir mangiato da uno squalo». «In Italia la crisi è molto esagerata - conclude - ma in fondo la paranoia è il modo migliore per sopravvivere». Nel caso della crisi attuale, si è ottenuta da parte dei governi «una maggior disciplina di bilancio e l'impegno a cercare un surplus di bilancio».
 
capnord ha scritto:
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-09-23/nassim-taleb-resta-positivo-154647.shtml?uuid=AaKeXu6D

Nassim Taleb dà speranza all'Italia: oggi è molto più ricca di 30-40 anni fa, basta stringere la cinghia

L'economista Nassim Nicholas Taleb si dice ottimista sulla situazione economica italiana. Sottolinea che il rischio di un paese come ad esempio l'Irlanda è dieci volte superiore, a causa del maggior debito, e mette in evidenza come l'attuale crisi abbia un effetto positivo, visto che sta spingendo i governi a una maggior disciplina di bilancio e a ridurre il debito. Ne ha parlato a margine del consiglio generale delle Assicurazioni Generali, dove è intervenuto come relatore. È un'opinione fuori dal coro quella di uno degli studiosi più ascoltati dalla comunità economico-finanziaria internazionale e uno dei 50 personaggi più influenti del mondo secondo un recente sondaggio

«Io sono positivo sull'Italia - afferma -. Molti problemi sono stati esagerati e anzi io vorrei che ci fosse la stessa ansia che c'è qui rispetto ad esempio ai livelli della spesa pubblica degli Stati Uniti». «L'Italia è oggi molto più ricca di com'era - all'inizio del secolo scorso, sostiene -. Gli attuali problemi richiedono solo alcune limitazioni che non comporteranno un'inversione dello stato generale di benessere».
blog

In Europa «avete rischi identificabili e quando questo avviene, lì è la soluzione», spiega, rilevando che la fragilità europea deriva in gran parte dal debito sovrano, «perché la gente ha vissuto sopra i propri mezzi. Ma è un problema da ricchi, non da poveri». L'Italia «oggi è molto più ricca di quanto fosse negli anni '70-'80 e la soluzione richiede di stringere un po' la cintura», il che non è troppo difficile». Quindi «l'Italia non è un gran problema, perché è un Paese che ha un grande dinamismo dovuto anche al fatto che durante tutta la sua storia ha avuto governi deboli. Quindi il business dell'Italia è gestire governi deboli».

La teoria del cigno nero
Libanese naturalizzato americano, esperto di matematica finanziaria, saggista, docente universitario, amministratore di un hedge fund, Taleb è noto a livello mondiale per la teoria del cigno nero in cui sostiene come siano in realtà gli eventi improbabili e non quelli prevedibili a dominare le nostre vite, e ha elaborato successivamente la propria teoria soffermandosi su quanto è antifragile, ovvero maggiormente attrezzato per resistere ai rischi comunque incombenti. «Io sono un esperto dalla fragilità - racconta di sè - e dell'attuale crisi penso che già il fatto che abbia un'identificabilità sia una soluzione. Quando un rischio è identificato, non è più un rischio: se ci sono degli squali al largo, non faccio il bagno e a quel punto è maggiore il rischio che io abbia un incidente andando in spiaggia, che non quello di venir mangiato da uno squalo». «In Italia la crisi è molto esagerata - conclude - ma in fondo la paranoia è il modo migliore per sopravvivere». Nel caso della crisi attuale, si è ottenuta da parte dei governi «una maggior disciplina di bilancio e l'impegno a cercare un surplus di bilancio».

Sicuro che non era Tremonti travestito?..... :lol:
 
marimasse ha scritto:
capnord ha scritto:
...basta stringere la cinghia...
Già, peccato che NESSUNO sembri disposto non solo a farlo ma NEANCHE ad ammettere che si debba fare.

Sempre per i soliti discorsi che abbiamo fatto in altre discussioni: SE LO STATO SPRECA, E NON DA' IL BUON ESEMPIO i cittadini chiamati a fare i sacrifici non saranno disposti a farli.
 
capnord ha scritto:
...SE LO STATO SPRECA, E NON DA' IL BUON ESEMPIO i cittadini chiamati a fare i sacrifici non saranno disposti a farli.
É anche vero, però, che i cittadini continueranno a cadere in un grossolano e sempre più pericoloso equivoco finché continueranno a pensare che "lo stato" sia un'entità estranea, esterna, indipendente e diversa da loro, i cui debiti nulla hanno a che fare con le loro finanze personali e familiari.
 
Back
Alto