<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Distruzione. | Il Forum di Quattroruote

Distruzione.

IMHO, a mia modestissima opinione. La precarietà portera alla distruzione, non soltanto del sistema sociale, ma anche del sistema economico-finanziario che conosciamo oggi, che si reggeva sulla certezza di redditi certi su proiezioni decennali. Voglio dire che la spinta alla precarizzazione, che di fatto favorisce solo la finanza e la sua crescita sul medio lungo periodo, porterà al crollo, non solo del sistema sociale, ma anche economico Finanziario. Perchè se chi produce reddito non ha più certezza della continuità del rapporto di lavoro, dipendente e continuativo, difficilemente andrà ad incrementare la massa di capitali su cui opera il sistema Finanziario ed Economico. Quindi a quel punto assisteremo, se non interverranno inversioni di tendenza, alla consunzione dei Capitali Finanziari. Quindi cessera il periodo di crescita Finanziaria senza crescita economica di cui parla Thomas Piketty.
IMHO, Il Capitalista accumula Capitale solo se c'è chi lo Produce in modo continuativo, venendo a mancare l'accumulo di risorse finanziarie viene anche a cessare la crescita del capitale, o per lo meno si riduce in modo esponenziale.
 
Viviamo in un sistema rapace, in cui il Capitale esiste fino a quando c'è un Debitore in grado di ripagarlo e restituirlo, in caso contrario il capitale scompare.
Il Debitore è in grado di ripagare e restituire il Capitale solo se produce Reddito.

P.S.: Cioè se el gha un Lavur dipendent e continuativ fin ala Pensiun.

Molto spesso, troppo spesso, c'è una gestione politica nella generazione di posti di lavoro.
E' chiaro che la massa precaria non sarà mai un entità pienamente affidabile per ripagare e restituire debiti eventualmente contratti.
Mentre una forte entità di lavoratori con contratto di lavoro non precario, saranno in grado non solo di ripagare e restituire debiti contratti, ma saranno in grado di programmare anche la loro vita, da un punto di vista finanziario, generando ulteriore capitale non destinato alla esclusiva sopravvivenza. Quindi il lavoratore con contratto non precario saranno sempre più affidabili dei lavoratori precari, che avranno anche costi superiori in caso di contrazione di debito.
Ho usato il termine non precario per identificare quei lavoratori che hanno certezza di lavoro continuativo a differenza di coloro che non la hanno.

Teoricamente anche un Medico Specializzato, Libero Professionista, è anch'esso un Precario.
 
Mazziniano ha scritto:
Ho usato il termine non precario per identificare quei lavoratori che hanno certezza di lavoro continuativo a differenza di coloro che non la hanno.

Teoricamente anche un Medico Specializzato, Libero Professionista, è anch'esso un Precario.
Che palle con sta storia del precariato :!:

Il precariato non è una questione giuridica e formale, ma economica e sostanziale. Partendo dal "tuo" esempio, un libero professionista è precario per definizione, ma, di fatto, non ha braccia per lavorare. I suoi dipendenti (se ne ha), sono giuridicamente tutelati e formalmente non-precari, ma in realtà hanno una vita lavorativa in bilico.

Non è che SM mi stia simpatico, anzi, tutt'altro. Però queste sue parole le condivido appieno:
«Nessuno sta dicendo che gli italiani devono abbracciare la cultura americana. Questa riflette trecento anni di storia. Quella italiana riflette duemila anni di storia. Noi saremmo una forma diversa da quello che è qui, però la sfida non è che sia diversa. Quello che è assolutamente sicuro è che il sistema del passato non regge più»

http://www.lastampa.it/2015/08/09/economia/a-detroit-con-marchionne-chi-vuole-bene-allitalia-deve-accettare-il-nuovo-aQEf1O6c57xMDlTd7vX4kK/pagina.html

Io sono un vituperato libero professionista che, ad un certo punto, si trovò ad avere tre dipendenti sotto di lui. Cambiarono i tempi, mutò il contesto e mi resi conto che se non cambiavo pure io ero morto. Studiai la situazione e proposi e chiesi un cambiamento: certo, erano sacrifici (per tutti, io per primo!), ma le prospettive erano ragionevolmente positive. Due su tre non mi ascoltarono, non mi seguirono, il modello del lavoro subordinato tutelato tradizionale era inscalfibile. Preferivano l'indennità di disoccupazione al rischio di un nuovo modello organizzativo - o forse era una forma di ricatto "senza di noi sei morto comunque perché il terzo non ha la nostra esperienza" (vero) "e noi con la nostra esperienza un lavoro lo troviamo comunque" (seee ... campa cavallo che l'erba cresce). Il terzo, invece, era (ed è) desidoroso di migliorare e di costruirsi un futuro migliore di quello di un impiegato d'ordine di basso livello. Dopo varie riflessioni, dato che io ero e sono perfettamente in grado di eseguire le mansioni delegate ai subordinati, ma non vale ovviamente il contrario, e dato che la maggiore esperienza che vantavano era frutto anche del mio impegno, decisi di accontentare le due posizioni che ambivano alla ricca indennità di disoccupazione. Il terzo entrò dunque nel mondo buio e periglioso del c.d. "precariato".
A distanza rispettivamente di un anno e 6 mesi, le due persone che non avevano inteso abbandonare la forma classica del lavoro tutelato, sono ancora a casa (con indennità già finita per una e in riduzione per l'altra), chi invece accettò la sfida ora si trova non solo un maggior reddito rispetto a prima, ma anche in una posizione di fatto solidissima ed in predicato di costituire nel medio termine una struttura societaria con il sottoscritto.

Il lavoro cambia, le sue forme pure: ovvio che il contesto industriale è profondamente diverso da quello delle micro imprese, dei lavoratori autonomi e dei professionisti, ma alcuni concetti sono simili.
 
Gi USA sono diversi da Stato a Stato. Ciò che è vero a New York è falso nel Midwest.

Se voglio comprare un Cavallo la prima cosa che devo fare è guardargli in bocca, pure se me lo regalano.
 
Passare da un sistema centralizzato e statalista ad uno "decentrato" e privatista è molto difficile, costoso e fallimentare.

L'Italia è un Paese ad alta concentrazione Demografica, questo significa che le grandi Metropoli oasi "centralizzate" avranno indubbi vantaggi, mentre le aree a più scarsa concentrazione umana avranno dei costi maggiorati cui dovranno far fronte da soli senza l'aiuto dello stato e attraverso contratti con il privato, accordi che saranno più onerosi per chi vive in zone decentrate e scarsamente servite.
A parte il "Cornuti e Mazziati" di chi vive in zone Demograficamente Marginali, c'è da dire che il Privato favorisce la Concentrazione, in poche parole una Urbanizzazione Forzata, spinta attraverso i superiori costi che si hanno nelle aree decentrate e non urbanizzate.

Il Privato fa il suo Interesse, ed il suo Interesse non è la Beneficenza, ma produrre utili sempre maggiori.

Nel caso sopradescritto delle aree Marginali si invocherebbe l'assistenza dello stato attraverso sgravi fiscali od assistenza diretta in loco. Tutto questo significa avere una macchina assistenziale ad alto costo a carico dello stato nelle aree Demograficamente Marginali.
 
U2511 ha scritto:
Mazziniano ha scritto:
Ho usato il termine non precario per identificare quei lavoratori che hanno certezza di lavoro continuativo a differenza di coloro che non la hanno.

Teoricamente anche un Medico Specializzato, Libero Professionista, è anch'esso un Precario.
Che palle con sta storia del precariato :!:

Il precariato non è una questione giuridica e formale, ma economica e sostanziale. Partendo dal "tuo" esempio, un libero professionista è precario per definizione, ma, di fatto, non ha braccia per lavorare. I suoi dipendenti (se ne ha), sono giuridicamente tutelati e formalmente non-precari, ma in realtà hanno una vita lavorativa in bilico.

Non è che SM mi stia simpatico, anzi, tutt'altro. Però queste sue parole le condivido appieno:
«Nessuno sta dicendo che gli italiani devono abbracciare la cultura americana. Questa riflette trecento anni di storia. Quella italiana riflette duemila anni di storia. Noi saremmo una forma diversa da quello che è qui, però la sfida non è che sia diversa. Quello che è assolutamente sicuro è che il sistema del passato non regge più»

http://www.lastampa.it/2015/08/09/economia/a-detroit-con-marchionne-chi-vuole-bene-allitalia-deve-accettare-il-nuovo-aQEf1O6c57xMDlTd7vX4kK/pagina.html

Io sono un vituperato libero professionista che, ad un certo punto, si trovò ad avere tre dipendenti sotto di lui. Cambiarono i tempi, mutò il contesto e mi resi conto che se non cambiavo pure io ero morto. Studiai la situazione e proposi e chiesi un cambiamento: certo, erano sacrifici (per tutti, io per primo!), ma le prospettive erano ragionevolmente positive. Due su tre non mi ascoltarono, non mi seguirono, il modello del lavoro subordinato tutelato tradizionale era inscalfibile. Preferivano l'indennità di disoccupazione al rischio di un nuovo modello organizzativo - o forse era una forma di ricatto "senza di noi sei morto comunque perché il terzo non ha la nostra esperienza" (vero) "e noi con la nostra esperienza un lavoro lo troviamo comunque" (seee ... campa cavallo che l'erba cresce). Il terzo, invece, era (ed è) desidoroso di migliorare e di costruirsi un futuro migliore di quello di un impiegato d'ordine di basso livello. Dopo varie riflessioni, dato che io ero e sono perfettamente in grado di eseguire le mansioni delegate ai subordinati, ma non vale ovviamente il contrario, e dato che la maggiore esperienza che vantavano era frutto anche del mio impegno, decisi di accontentare le due posizioni che ambivano alla ricca indennità di disoccupazione. Il terzo entrò dunque nel mondo buio e periglioso del c.d. "precariato".
A distanza rispettivamente di un anno e 6 mesi, le due persone che non avevano inteso abbandonare la forma classica del lavoro tutelato, sono ancora a casa (con indennità già finita per una e in riduzione per l'altra), chi invece accettò la sfida ora si trova non solo un maggior reddito rispetto a prima, ma anche in una posizione di fatto solidissima ed in predicato di costituire nel medio termine una struttura societaria con il sottoscritto.

Il lavoro cambia, le sue forme pure: ovvio che il contesto industriale è profondamente diverso da quello delle micro imprese, dei lavoratori autonomi e dei professionisti, ma alcuni concetti sono simili.

Non regge più perché sbagliato a priori o per l' intrinseca umana avidità?
 
Tanto perchè si sappia: ci sono aree nell'est degli USA ove Bambini in età scolare non possono andare a scuola per ragioni simili a quelle di paesi del terzo mondo.

Cresceranno quindi senza saper leggere e scrivere. Zone del Tennesee e limitrofe. La patria di Davy Crockett.

Se non ci credete provate a chiedere all'Organizzazione SAVE THE CHILDREN che nacque anche per questo.

http://www.savethechildren.org/atf/cf/%7B9def2ebe-10ae-432c-9bd0-df91d2eba74a%7D/HELPING%20TENNESSEE%27S%20CHILDREN%20SUCCEED.PDF

http://www.biography.com/people/davy-crockett-9261693
 
Non è questione di colpi di sole, ma di saper guardare in bocca al cavallo che si va a comprare.

Saper guardare oltre la più becera propaganda, che richiama a modelli di cui non conosce i fallimenti.
 
Mazziniano ha scritto:
Probabilmente dipende dal Parrucchiere da cui Vi servite.

Io personalmente vado ancora dal Barbiere.
Io non vado dal barbiere, la barba me la taglio da me.
E non vado neanche dal parrucchiere, ancora non porto la parrucca.
E probabilmente non la porterò mai.

Io vado regolarmente dal tosacani. :lol:
 
Rural U.S. Schools Victims of Unfair Funding Formula

In USA le scuole Rurali sono Vittime di una Ingiusta Formula di ripartizione delle Risorse.

http://www.savethechildren.org/site/apps/nlnet/content2.aspx?c=8rKLIXMGIpI4E&b=6478615&ct=10902257

Per non parlare della Sanità completamente in mano ai Privati, via Assicurazioni Sanitarie. (Polizze).
 
Dire che gli USA sono New York e le grandi città similari, molto visitate da chi vi si reca, è non solo Ingiusto ma anche Ipocrita.

Gli USA non sono neanche la Monument Valley, il Lago Tahoe e dintorni, il Grand Canyon, Las Vegas, Yellowstone Park, ed altri ameni luoghi di villeggiatura.

Se escludiamo le grandi aree fortemente urbanizzate, scopriamo che la maggior parte degli USA sono Semi-Abitati, significa che il paese più vicino, se si è fortunati, si trova a 50 km di strada, a volte anche sterrata.

E' la realtà che si trova in gran parte del MidWest e delle Montagne Rocciose.
 
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