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Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani.

Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani
di Giacomo Leopardi

Or la vita degl'Italiani è appunto tale,
senza prospettiva di miglior sorte futura,
senza occupazione, senza scopo,
e ristretta al solo presente.

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Sembra scritto oggi ... non nel 1800.
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Tutti sanno con Orazio che le Leggi senza i costumi non bastano,
e da altra parte che i costumi dipendono e sono determinati
e fondati principalmente e garantiti dalle Opinioni.

Giacomo Leopardi
 
Del 1824

Un'analisi impietosa, crudele e inquietante del Popolo Italiano.
L'immobilismo di una società che non sa maturare.
Una storia presente e drammaticamente attuale.
 
8)
In questo secolo presente, sia per l'incremento dello scambievole commercio e dell'uso de' viaggi, sia per quello della letteratura, e per l'enciclopedico che ora è d'uso, sicchè ciascuna nazione vuol conoscere più a fondo che può le lingue, letterature e costumi degli altri popoli, sia per la scambievole comunione di sventure che è stata fra' popoli civili, sia perchè la Francia abbassata dallr sue perdite, e l'altre nazioni parte per le vittorie, parte per l'aumento della cultura e letteratura di ciascheduna sollevandosi, si è introdotta fra le nazioni d'Europa, una specie d'egualianzadi reputazione sì letteraria e civile che militare, laddove per lo passato da' tempi di Luigi XIV, cioè dall'epoca della diffusa e stabilita civiltà europea, tutte le nazioni avevano spontaneamente ceduto l'onore alla Francia che tutte le dispregiava; per qualcuna o per tutte queste cagioni le nazioni civili d'Europa, cioè principalmente la Germania, l'Inghilterra e la Francia stessa hanno deposto (forse anche pel progresso dei lumi e dello spirito filosofico e ragionatore che accresce i lumi e calma le passioni ed introduce uno abito di moderazione; e altresì per l'affievolimento stesso dell'amore e fervor nazionale, e generalmente di tutte le passioni degli uomini), hanno, dico, deposto gran parte degli antichi pregiudizi nazionali sfavorevoli ai forestieri, dell'animosità, dell'avversione verso loro, e soprattutto del disprezzo verso i medesimi e verso le loro letterature, civiltà e costumi, quantunque si voglia differenti dai propri.
E' cresciuto il gusto di conoscerli insieme colla stima de' medesimi e colla equità del giudicarli, infiniti sono i volumi pubblicati in ciascuna nazione, per informarla delle cose dell'altre.
Fra' quali sono anche infiniti quelli pubblicati dagli stranieri e che si pubblicano tutto giorno sopra le cose d'Italia fatta oggetto di curiosità universale e di viaggi, molto più che ella non fu in altro tempo, e molto più generalmente, e più ancora che alcun altro paese particolare.
 
birillo21 ha scritto:
Un'analisi impietosa, crudele e inquietante del Popolo Italiano...
Più che del popolo italiano, io direi di un certo tipo di persone e di mentalità, che a quanto pare non si trovano solo in italia, anzi.
Mi pare che l'economia fittizia, il "consumismo" fondato non sugli acquisti ma sul sempre più allegro indebitamento a tutti i livelli, lo spreco di ogni tipo di risorsa, il totalmente irrazionale concetto della "crescita continua" ecc. siano ingredienti molto presenti nell'odierno menù di parecchie nazioni.

Non a caso proprio in questi giorni abbiamo avuto modo di constatare, per chi non ci avesse ancora fatto caso, che anche il paese tradizionalmente più ricco e benestante del mondo non è affatto in realtà benestante, esattamente come non è realmente benestante colui che arriva in piazza la domenica col macchinone, si veste elegantemente e alloggia in una bellissima casa ma non è in effetti proprietario di alcuna di quelle cose, che in ogni momento rischiano di essergli portate via dai creditori, per cui egli in realtà è veramente padrone di una sola cosa: i debiti che ha contratto.
 
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