<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Coronavirus e inquinamento | Page 9 | Il Forum di Quattroruote

Coronavirus e inquinamento

Fermare i giochetti di *alcuni* camionisti credo sarà quasi impossibile, visto che immagino che i taroccamenti software che eludono l'adblue o simili siano disattivabili con un pulsante, e si sa che loro sono costantemente interconnessi con i cb e si avvisano a vicenda per tempo di ogni presenza delle forze dell'ordine.... i cb nel 2020 non dovrebbero avere senso.
in quel caso i camion andrebbero fermati ed esaminati uno ad uno da tecnici specializzati che sanno dove cercare i trucchetti....e ci vorrebbero pene esemplari.
Da noi per vedere un truffatore in galera ci vogliono 15 anni e devi aver truffato milioni di euro, altrimenti c'è una sorta di impunità generale da decenni. Questo il vero problema di questo paese in tutti i settori (a cominciare dell'uso improprio del telefonino... cosa che continuo a veder fare da tantissimi, ma mai un controllo...)

Un altro esempio di quello che dico sta nei fari... riconosco a prima vista le auto con i fari alogeni fuorilegge, oppure montati storti, ma ce ne sono tantissimi e nessuno li ferma.... recentemente ho visto nel pavese una mini con i led blu come luci di posizione (non azzurrati, ma blu scuro), ma come può circolare....
oppure le auto vecchiotte che fumano costantemente tanto da avere il posteriore annerito, indice di centralina taroccata, spesso sono Focus, Alfa o Audi di 2 generazioni fa.
L'italiano medio (e mi ci metto anch'io) è fuori controllo, ma la colpa non è solo dello scarso senso civico, ma anche per la quasi certezza di impunità.
Il fatto che in tutta Italia percentuali mostruose di multe non vengono pagate (30/40% al nord, 60/70% al sud), la dice lunga sul rispetto di cui gode la legge.... bisognerebbe fare come in Svizzera, si esige il pagamento immediato o si sequestra il mezzo. E se non si paga la multa, per me il mezzo non dovrebbe poter circolare finché non in regola.
Ma quello di fumare troppo è solamente una prerogativa delle auto a gasolio? Le mie auto fumano quando accelero perché non hanno trappole. Eppure, per una lampadina bruciata, le porto subito dal meccanico.
 
...a proposito....

https://www.ilmessaggero.it/pay/edi...fffico_ma_l_inquinamento_aumenta-5125129.html

Il coronavirus ci ha fatto cambiare prospettiva, rimodulare la scala dei valori. Anche i più profondi. Ci mancherebbe che non fosse stato così, di fronte a un nemico invisibile che l’umanità non conosceva più da diversi secoli. Appaiono sciocchezze anche le notizie che in “tempo di pace” potevano sembrarci bomba. Avrebbero catalizzato l’attenzione per lo spessore del loro contenuto, scatenando un mare di polemiche per gli inutili sacrifici che ci avevano chiamato a sopportare. Adesso è diverso.

Davanti all’isolamento che è l’unica arma di sopravvivenza, le montagne assumono la forma di colline e non c’è chiaramente più voglia di infiammare il dibattito su nulla. Eppure il tema di cui stiamo parlando non è proprio banale. In modo meno impetuoso e dirompente, l’argomento riguarda anch’esso la salute della gente perché coinvolge l’aria che respiriamo. Un elemento indispensabile alla vita che, in alcune nostre città e in alcuni periodi dell’anno, è qualcosa di simile al veleno, gas tossici i cui limiti sono decisamente superiori alla sopportabilità dell’uomo, soprattutto nonni e bambini.

L’Arpa, l’agenzia per l’ambiente, monitorizza la qualità dell’atmosfera di tutti i comuni della Penisola in tempo reale e diffonde i dati disponibili per tutti con puntualità quotidiana. Numeri che eravamo soliti guardare attentamente e che la portata della pandemia ci ha fatto sostituire con altri senza dubbio più drammatici: contagi, ricoveri in terapia intensiva, vite soffocate dal male. Chiusi in casa per giorni assediati dal virus, è quasi spontaneo buttare l’occhio al comportamento delle centraline che continuano a fare il loro silenzioso lavoro in metropoli dove rimbombano solo le urla dal silenzio.

Ebbene, emerge un quadro quantomeno sorprendente, quasi incredibile. Nella stragrande maggioranza delle città italiane le qualità dell’aria è peggiorata dopo dieci giorni di “traffico zero”, prima per i richiami poi per gli obblighi imposti dal governo tanto che sono state aperte le Ztl per l’assoluta mancanza di auto cui limitare le circolazione. Le immagini carpite dai servizi dei telegiornali mostrano realtà deserte, scene delle nostre città come avremmo immaginato in un’era post bombardamento nucleare.

Un mondo senza auto, un test che non si sarebbe mai potuto effettuare senza un evento eccezionale come il subdolo attacco del Covis19. Dappertutto si presenta più o meno lo stesso quadro, da Torino a Napoli, passando per Milano e Roma. Tutte le sostanze inquinanti tenute sotto controllo dall’Arpa non sono affatto diminuite negli ultimi dieci giorni nonostante il blocco progressivo del traffico. Eppure i benefici si sarebbero dovuti cumulare sommando giorni senza traffico a giorni senza traffico. Invece non è accaduto, con i dati con che negli ultimi giorni si sono addirittura impennati. Non è il caso qui di riportare i dati di tutte le città, ma credete cambia poco.

Prendiamo ad esempio Roma che, oltre ad essere la nostra città, è anche la Capitale e di gran lunga la più grande. Sia il particolato (PM10 e PM2,5), sia il biossido di azoto che l’ozono negli ultimi giorni hanno valori decisamente superiori a quelli della settimana precedente. Il PM10, il più noto, era a 31 il giorno 12 è a 41 il giorno 20, con un picco di ben 49 il 18. Stessa sorte per il PM2,5: 24 il 12, 35 il 20. L’NO2 89 il 12, 106 il 20; l’O3 106 il 12, 118 il 20. Un disastro. Con le auto completamente ferme. Ma allora, l’inquinamento non è colpa del traffico. O quanto meno, se si fermano i veicoli la situazione non migliora.

Si può ipotizzare che ci sono i riscaldamenti delle abitazioni e il particolato rimane in terra se non piove e non vengono lavate le strade. Ma non avevamo visto le immagini dal satellite che mostravano una situazione migliore dal punto di vista delle sostanze inquinanti? Può darsi. Ma sono immagini di una macroarea come la pianura Padana che ha risentito positivamente dello stop forzato delle grandi fabbriche del Nord. Dove ci sono le centraline (e quindi le persone che respirano), invece, lo scenario è spaventosamente in negativo.

Se questi numeri hanno un senso, certamente quando l’esistenza riprenderà un corso più normale, bisognerà affrontare il problema in modo diverso e non far pagare a gente che già respira un’aria da schifo l’incubo degli spostamenti quotidiani. Siamo sicuri che anche politici e amministratori locali, dopo questa triste e dura esperienza, affronteranno l’argomento in modo più oggettivo senza farsi influenzare da motivazioni ideologiche. Dicono tutti che dopo il coronavirus saremo migliori di prima.

Infatti, sembra assodato che il contributo delle automobili all'inquinamento è da ritenersi irrisorio. Altro che 12-14%, De Vita dice 2-3%.
Molto più significativo quello industriale e da riscaldamento abitazioni, nonchè quello degli aerei.

Sono cose che dovranno far riflettere sulla "corsa frenetica" verso l'elettrico.
 
Infatti, sembra assodato che il contributo delle automobili all'inquinamento è da ritenersi irrisorio. Altro che 12-14%, De Vita dice 2-3%.
Molto più significativo quello industriale e da riscaldamento abitazioni, nonchè quello degli aerei.

Sono cose che dovranno far riflettere sulla "corsa frenetica" verso l'elettrico.


Si andava dicendo da tempo che il riscaldamento domestico è la causa probabilmente primaria. Infatti de vita aveva anche difeso il diesel, a suo tempo.


http://autologia.net/gli-argomenti-enrico-de-vita-difesa-del-diesel/
 
Guardando i dati anche ora (windy) si vede benissimo come l’aumento evidente nelle solite zone è dato dai riscaldamenti ed eventualmente dal fumo di sigaretta, visto che le auto sono ferme e anche poche fabbriche di sabato lavorano
 
Guardando i dati anche ora (windy) si vede benissimo come l’aumento evidente nelle solite zone è dato dai riscaldamenti ed eventualmente dal fumo di sigaretta, visto che le auto sono ferme e anche poche fabbriche di sabato lavorano

Perfettamente d'accordo e già in passato in tempi non sospetti, l'ho sempre detto. Inoltre una sigaretta produce più inquinamento di particolato di un 2000 diesel in funzione per 8 ore
 
Guardando i dati anche ora (windy) si vede benissimo come l’aumento evidente nelle solite zone è dato dai riscaldamenti ed eventualmente dal fumo di sigaretta, visto che le auto sono ferme e anche poche fabbriche di sabato lavorano
Comunque la tendenza del PM10 secondo i dati Arpa Piemonte è in forte ribasso in tutto il mese di marzo, ha fatto freddo non ha piovuto tranne questo venerdì, e la gente è barricata in casa con i riscaldamenti accesi. Sarà che in casa di fuma di meno...
 
Conferma della scarso peso del traffico automobilistico su LaStampa del 29 marzo:
È la domanda che si stanno facendo tanti torinesi, in queste settimane di traffico pressoché azzerato dalle misure di contenimento del coronavirus: è migliorata l’aria che respiriamo? La risposta è sì, ma meno di quanto ci si potrebbe aspettare. Nella prima metà di marzo i valori di Pm10 e biossido di azoto (No2) hanno subito una complessiva diminuzione, ma in linea con quelli registrati negli anni passati durante lo stesso periodo. Per dirla in altro modo: gli effetti benefici degli spostamenti veicolari ridotti vanno bilanciati con l’aumento delle emissioni da riscaldamento, poiché è maggiore il numero di ore che le persone passano in casa. Angelo Robotto, direttore generale di Arpa Piemonte: «I dati delle nostre centraline mostrano, dal 23 febbraio scorso, oscillazioni di Pm10 che toccano valori medi registrati anche fra il 2012 e il 2019, quindi non così bassi come potevamo immaginarci». Un esempio: nelle stazioni Rebaudengo e Lingotto, nella giornata del 20 marzo, si sono registrati addirittura dati rispettivamente di 41 e 43 microgrammi al metro cubo, in linea con i valori massimi degli anni precedenti. Una spiegazione dovuta anche all’inversione termica, che con l’abbassamento della temperatura ha determinato un aumento del riscaldamento domestico. «I dati ci dicono che respiriamo un’aria migliore rispetto a tre mesi fa, ma a parità di condizioni meteo è un miglioramento che registravamo anche gli anni scorsi, in questo periodo – dice Robotto –. In giornate come queste registriamo delle fluttuazioni legate alle condizioni meteo. In particolare al fenomeno dell’irraggiamento, che causa un aumento di No2 non riconducibile alle emissioni delle auto. È successo ad esempio in giornate calde come quelle fra il 18 e il 20 marzo, in cui siamo saliti fino ai valori limite di 50 microgrammi al metro cubo, per poi scendere di nuovo dal 22 marzo». Un fenomeno che Arpa ipotizzava già in passato, ma che i dati sperimentali di queste giornate «inedite» per la città stanno confermando. — ©
 
https://www.ansa.it/canale_ambiente...gna_6fe6a921-b63f-4641-a984-aab2f2b3bf12.html

Dopo alcuni giorni di calo, dovuti anche alla riduzione delle auto circolanti, ieri sono esplosi, in Emilia-Romagna i valori delle Pm10, le polveri sottili. Sono stati infatti registrati ben 140 microgrammi per metro cubo a Rimini, 133 a Savignano sul Rubicone, 117 a Ravenna, 112 a Imola, 110 a Faenza e Ferrara, 101 a Parma e 98 a Bologna. Ben oltre la soglia tollerata. Solo due giorni fa (giovedì 26 marzo), i valori erano compresi tra 3 e 25. Secondo l'Arpae, la causa più probabile dell'impennata dei valori - registrata anche nelle altre regione del Nord - sembra essere un trasporto a grande scala proveniente da Est. Da sabato infatti, grandi masse d'aria particolarmente ricche di polveri sono arrivate sull'Emilia-Romagna provenienti dall'area del Mar Caspio.
 
interessante grazie!!

Sappiamo che il traffico veicolare è solo un fattore che contribuisce alla concetrazione delle sostanze inquinanti. Inquinanti che sono crollati non solo per la diminuzione dei flussi veicolari, ma anche per il rallentamento in generale delle attività umane.

In effetti, questa notizia, dimostra che alla fine se inquino, e arriva poi il vento a "pulire" l'aria, non è che quell'inquinamneto sparisca, ma semplicemente si sposta
 
Questa emergenza sta aiutando suo malgardo ad interpretare con maggior cognizione di causa cause ed effetti dell'inquinamento.
Azzerare così massicciamente ed a lungo il trasporto pubblico e privato prima non era un'opzione nemmeno minimamente ipotizzabile.
 
https://www.ansa.it/canale_ambiente...gna_6fe6a921-b63f-4641-a984-aab2f2b3bf12.html

Dopo alcuni giorni di calo, dovuti anche alla riduzione delle auto circolanti, ieri sono esplosi, in Emilia-Romagna i valori delle Pm10, le polveri sottili. Sono stati infatti registrati ben 140 microgrammi per metro cubo a Rimini, 133 a Savignano sul Rubicone, 117 a Ravenna, 112 a Imola, 110 a Faenza e Ferrara, 101 a Parma e 98 a Bologna. Ben oltre la soglia tollerata. Solo due giorni fa (giovedì 26 marzo), i valori erano compresi tra 3 e 25. Secondo l'Arpae, la causa più probabile dell'impennata dei valori - registrata anche nelle altre regione del Nord - sembra essere un trasporto a grande scala proveniente da Est. Da sabato infatti, grandi masse d'aria particolarmente ricche di polveri sono arrivate sull'Emilia-Romagna provenienti dall'area del Mar Caspio.

Subito blocco delle Diesel :emoji_grinning:
 
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