negli ultmi anni vi e' una campagna "pubblicitaria" da parte di regione, associazioni di categoria, giornali ect ect ect per NON mandare i figli all'università preferendo il percorso "professionale" e fermandosi la, magari trovando anche il lavoro a fine percorso in una azienda che non va bene per lo studente.
non dico che i "professionali" siano una seconda scelta ci mancherebbe ma tutto quanto serve a mandare in prima linea prima possibile "carne da macello" per le produzioni od i servizi, alle volte tagliando i programmi e gli anni senza formazione con alternanza scuola lavoro che vuol dire lavoro non retribuito.
La cosa e' stata talmente recepita dalle famiglie e vi e' un boom di iscrizioni in scuole che non hanno le capacità di "stanze" e di professori .....
Significa anche che le famiglie hanno bisogno nell'immediato ( entro 4-5 anni ) che i pargoli portino a casa denaro (non per emanciparsi ma per restare in famiglia a supportarla)... con la prospettiva di avere un lavoro "sicuro" , quando difatto NESSUN lavoro e' sicuro nel nostro paese nel 2026 , tranne quelli che non si possono dire per giuste ragioni in questo forum.....
unico settore in controtendenza "pubblicitaria" il settore sanitario - sociale in quanto servono medici - infermieri e tecnici-operatori vari, ma anche qua si fa riferimento al lavoro "sicuro" quando anche in questo campo c'e' si domanda ma non "sicurezza". tralascio poi il fatto su come vengono fatti "passare" certi candidati a quelle lauree che abbisognano prima di tutto di "motivazione" senno' nel campo non reggi.