l?Osservatorio sulla pena di morte (Dpic): è il 152esimo caso negli Stati Uniti
Usa: per 30 anni nel braccio della morte, innocente torna libero
La storia di Anthony Ray Hinton, 58 anni, dell?Alabama, arrestato nel 1985 con l?accusa di duplice omicidio e per questo condannato alla pena capitale
Per 30 anni con l?angoscia di dover morire ogni giorno, adesso torna libero. È la storia di Anthony Ray Hinton, 58 anni, dell?Alabama, arrestato nel 1985 con l?accusa di duplice omicidio e per questo condannato a morte. Una condanna emessa tenendo presente quasi esclusivamente una congettura: quella che una pistola trovata in casa della madre di Hinton fosse l?arma dei delitti. Nonostante le battaglie degli avvocati che più volte con l?aiuto di esperti hanno provato la sua innocenza, il tribunale si era sempre rifiutato di aprire un nuovo processo almeno fino all?anno scorso, quando appunto è stato provato che i proiettili ritrovati sulla scena del crimine non potevano essere messi in relazione con la pistola di Hinton.
«Discriminazione razziale»
Hinton è tra i detenuti in Alabama che ha passato più tempo nel braccio della morte. Secondo l?organizzazione non profit che gli ha fornito assistenza legale, l?uomo è stato vittima di discriminazione razziale con un?accusa fortemente condizionata da pregiudizi che si era rifiutata di far ammettere al processo prove che altrimenti lo avrebbero scagionato.
Numerosi casi
Secondo i dati dell?Osservatorio sulla pena di morte (Dpic), si tratta del 152esimo caso negli Stati Uniti di un detenuto liberato dopo avere trascorso parte della sua vita nel braccio della morte. Quest?anno anche un?altra condannata a morte, Debra Milke, è stata liberata in Arizona, dopo 23 anni passati in carcere sotto l?ombra del patibolo. Nel 2014 ci furono altri sette casi analoghi. «Questi casi ci devono far riflettere sulla pena di morte - afferma il direttore del Dpic, Robert Dunham - gli esseri umani non saranno mai perfetti e potranno sempre commettere errori».
Usa: per 30 anni nel braccio della morte, innocente torna libero
La storia di Anthony Ray Hinton, 58 anni, dell?Alabama, arrestato nel 1985 con l?accusa di duplice omicidio e per questo condannato alla pena capitale
Per 30 anni con l?angoscia di dover morire ogni giorno, adesso torna libero. È la storia di Anthony Ray Hinton, 58 anni, dell?Alabama, arrestato nel 1985 con l?accusa di duplice omicidio e per questo condannato a morte. Una condanna emessa tenendo presente quasi esclusivamente una congettura: quella che una pistola trovata in casa della madre di Hinton fosse l?arma dei delitti. Nonostante le battaglie degli avvocati che più volte con l?aiuto di esperti hanno provato la sua innocenza, il tribunale si era sempre rifiutato di aprire un nuovo processo almeno fino all?anno scorso, quando appunto è stato provato che i proiettili ritrovati sulla scena del crimine non potevano essere messi in relazione con la pistola di Hinton.
«Discriminazione razziale»
Hinton è tra i detenuti in Alabama che ha passato più tempo nel braccio della morte. Secondo l?organizzazione non profit che gli ha fornito assistenza legale, l?uomo è stato vittima di discriminazione razziale con un?accusa fortemente condizionata da pregiudizi che si era rifiutata di far ammettere al processo prove che altrimenti lo avrebbero scagionato.
Numerosi casi
Secondo i dati dell?Osservatorio sulla pena di morte (Dpic), si tratta del 152esimo caso negli Stati Uniti di un detenuto liberato dopo avere trascorso parte della sua vita nel braccio della morte. Quest?anno anche un?altra condannata a morte, Debra Milke, è stata liberata in Arizona, dopo 23 anni passati in carcere sotto l?ombra del patibolo. Nel 2014 ci furono altri sette casi analoghi. «Questi casi ci devono far riflettere sulla pena di morte - afferma il direttore del Dpic, Robert Dunham - gli esseri umani non saranno mai perfetti e potranno sempre commettere errori».