A rendere impellente un rinnovo della gamma è la grave crisi nel quale naviga il marchio tedesco. A trascinarla verso il tracollo finanziario è il bilancio in rosso profondo della NSU, casa da poco acquisita, e alcuni modelli poco apprezzati,come la VW 1500, (dal 1961 al 1973 sono 431.752 esemplarti prodotti) , VW 411 (350.000 esemplari venduti) e la VW K70. Una vettura, quest?ultima, sviluppato da NSU e che segna una svolta a Wolfsburg trasferendo motore e trazione nell?anteriore. Una rivoluzione rispetto al ?tutto dietro? del Maggiolino e derivati che, però, non suscita lo sperato riscontro di vendite sul mercato.( vende appena 211.000 esemplari)..
Un ?flop? che impone di rinnovare e diversificare la gamma, fino ad allora troppo dipendente dalla Tipo 1 di Porsche. Lo spunto per il cambiamento, narra la leggenda, arriva al Salone di Torino del 1968 quando il presidente Kurt Lotz accompagnato Gerhard Richard Gumpert, importatore italiano di Volkswagen con la società Autogerma da lui fondata nel 1951, rimangono colpiti da alcune vetture esposte. La maggior parte portano la firma di un giovane designer che da poco si è masso in proprio dopo le positive esperienze in Fiat, Bertone e Ghia: Giorgetto Giugiaro, fondatore con Aldo Mantovani della Italdesign..
L?accordo tra Lotz e Giugiaro è presto fatto, anche perché Kurt lascia carta bianca a Giorgetto. Il designer si mette subito al lavoro su quattro progetti che sfoceranno in altrettanti modelli di successo: la berlina media Passat (in commercio dal 1973), la coupé Scirocco (1974), l?utilitaria Polo (1975) e, appunto, la compatta Golf. In comune hanno l?impostazione con motore raffreddato ad acqua montato nell?avantreno, una svolta radicale rispetto allo schema del Maggiolino. L?italiano lavora alacremente e a marzo del 1970 presenta il primo modellino della Golf in gesso e, a luglio, quello a grandezza naturale. La maquette piace e la dirigenza di Wolfsburg dà il via libera a Giugiaro per definire le linee di esterni ed interni mentre in Germania si prosegue nello sviluppo della nuova meccanica. Ad aprile del 1971 è pronto il prototipo per le prove su strada che procedono senza intoppi fino alla primavera del 1974, quando la sostituta del Maggiolino è presentata a Monaco.
fonte omniauto.it
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Un ?flop? che impone di rinnovare e diversificare la gamma, fino ad allora troppo dipendente dalla Tipo 1 di Porsche. Lo spunto per il cambiamento, narra la leggenda, arriva al Salone di Torino del 1968 quando il presidente Kurt Lotz accompagnato Gerhard Richard Gumpert, importatore italiano di Volkswagen con la società Autogerma da lui fondata nel 1951, rimangono colpiti da alcune vetture esposte. La maggior parte portano la firma di un giovane designer che da poco si è masso in proprio dopo le positive esperienze in Fiat, Bertone e Ghia: Giorgetto Giugiaro, fondatore con Aldo Mantovani della Italdesign..
L?accordo tra Lotz e Giugiaro è presto fatto, anche perché Kurt lascia carta bianca a Giorgetto. Il designer si mette subito al lavoro su quattro progetti che sfoceranno in altrettanti modelli di successo: la berlina media Passat (in commercio dal 1973), la coupé Scirocco (1974), l?utilitaria Polo (1975) e, appunto, la compatta Golf. In comune hanno l?impostazione con motore raffreddato ad acqua montato nell?avantreno, una svolta radicale rispetto allo schema del Maggiolino. L?italiano lavora alacremente e a marzo del 1970 presenta il primo modellino della Golf in gesso e, a luglio, quello a grandezza naturale. La maquette piace e la dirigenza di Wolfsburg dà il via libera a Giugiaro per definire le linee di esterni ed interni mentre in Germania si prosegue nello sviluppo della nuova meccanica. Ad aprile del 1971 è pronto il prototipo per le prove su strada che procedono senza intoppi fino alla primavera del 1974, quando la sostituta del Maggiolino è presentata a Monaco.
fonte omniauto.it
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