<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Classifica Newsweek sulla qualita' di vita | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Classifica Newsweek sulla qualita' di vita

kanarino ha scritto:
arhat ha scritto:
vive bene chi tiene moneta, ovunque.
Sono dell'idea che i soldi ti fanno vivere bene nel senso che ti fanno mantenere la famiglia e ti fanno togliere gli sfizi, ma non ti danno la felicità.
A mio avviso il danaro in se non è in grado da solo di rendere felice una persona, o almeno non completamente.

Sono però anche convinto che difficilmente si può essere felici in condizioni di indigenza.
 
Swift1988 ha scritto:
L'italia se non fosse per la giustizia è il paese perfetto. Mare, montagna, vita mondana, moda, salute, benessere, sport... ecc ecc

Peccato che la giustizia e la criminalità (non nostrana) che c'è fa crollare tutto...

Dimentichi giusto mafia, camorra, andrangheta, sacra corona unita, e vari politici :D

Inoltre ciò che veramente manca agli italiani è il senso civico.
 
Se nei paesi ricchi, dove il benessere è garantito da ottimi servizi e da un eccellente sistema sanitario, oltre che da prestazioni altissime garantite da uno stato realmente sociale, il tasso dei suicidi è elevatissimo (vedi Finlandia e Svizzera...), è semplicemente perché le persone sono talmente ben abituate (viziate) da non saper affrontare dei problemi considerati minori laddove le cose non vadano così bene come da loro... se il tuo problema è tirare a fine mese, perché se perdi il lavoro non c'è uno straccio di assistenza legata alla disoccupazione, pensi a come venirne a capo, non ti togli la vita...
 
dexxter ha scritto:
key-one ha scritto:
dexxter ha scritto:
ferrets ha scritto:
i paesi scandinavi stanno avanti, altro che ItaGlia :rolleyes:
Vero, quello che loro manca é un pó di felicitá; non per nulla hanno il tasso più di suicidi. Tutto il resto é veramente perfetto.

I suicidi scandinavi non sono certo dovuti a scarsa qualità della vita ,intesa come l'insieme di benessere economico ,servizi ,cultura e tempo libero , organizzazione e sistema previdenziale i quali rimangono molto migliori dei nostri , bensì a depressione causata anche dalla scarsa insolazione e luminosità che inibisce il sistema endocrino degli abitanti del nord.
E' accertato che la Serotonina ,detta anche aminoacido della felicità, è il regolatore dell'umore del nostro sistema nervoso e la sua produzione viene particolarmente stimolata dalla luce e dai raggi del sole -infrarossi e ultravioletti- la mancanza di questi,propria dei paesi del nord Europa, in determinati soggetti può provocare perciò o aumentare la tendenza alla depressione e quindi anche ai suicidi.A questo proposito- credo in Svezia-
il sistema sanitario pubblico arriva alla raffinatezza ,impensabile qui da noi, di fornire gratuitamente ai soggetti a rischio speciali lampade da indossare sul viso nei momenti di relax che riproducono artificialemente gli effetti benefici del sole sul sistema nervoso.Saluti
come ho già risposto, non è che abitano tutti vicino al polo nord dove il giorno a le notte durano 6 mesi.Forse si suicidano perchè stanno troppo bene.

Gli esquimesi non si sono mai suicidati.....
quindi toglierei a priori il discorso del sole in rapporto ai suicidi.
;) anche perche' dalle mie parti rive del Po', destra e sinistra, gli ultimi 100 km......d' inverno il sole non si vede mai, quando va bene il cielo e' grigio di foschia per settimane di seguito, il sole' e' una rarita' ed e' un brutto segnale, perche di solito o gela o segue la nebbia ;) :cry:
Ciao
 
il_chicco_show ha scritto:
Se nei paesi ricchi, dove il benessere è garantito da ottimi servizi e da un eccellente sistema sanitario, oltre che da prestazioni altissime garantite da uno stato realmente sociale, il tasso dei suicidi è elevatissimo (vedi Finlandia e Svizzera...), è semplicemente perché le persone sono talmente ben abituate (viziate) da non saper affrontare dei problemi considerati minori laddove le cose non vadano così bene come da loro... se il tuo problema è tirare a fine mese, perché se perdi il lavoro non c'è uno straccio di assistenza legata alla disoccupazione, pensi a come venirne a capo, non ti togli la vita...

Il rapporto fra sicurezza sociale e depressione/suicidi è complesso e non tale da poter essere risolto in poche battute.
Se fosse vero che si sta meglio quando si sta peggio e cioè quando regnano insicurezza ,povertà e paura fra le masse e solo pochi scoppiano di ricchezza ,l'uomo in tali condizioni sarebbe felice e così -la storia insegna- non è stato e non è.
Sicuramente dove finiscono i problemi materiali ,lì spesso iniziano quelli mentali ,i quali a volte possono anche essere peggiori : ed è il caso dei suicidi nei paesi ricchi o negli ambienti benestanti. Comunque anche la depressione -e tanto più il suicidio sono problemi di salute e quindi chi ne è affetto non si può certo dire -è ovvio- che sta"troppo" bene.Semmai sta troppo male per vivere. In definitiva in un certo senso sono malattiie o meglio stati di sofferenza che ancora la scienza non è in grado di curare o di risolvere.
Come ho già scritto a Dexter tuttavia,io penso anche che l''eccessiva sicurezza , non benessere, può portare gli individui ad essere meno reattivi e impegnati a raggiungere obiettivi e quindi può spingere alla noia
e di qui alla depressione.
Questo avviene ,però , solo quando la sicurezza è combinata con la scarsità di impegno e di stimoli -stato assistenziale- e invece non si verifica quando ,come tu dici, viene usata come base per ottenere risultati superiori, stato sociale .Qui -hai ragione- un sistema fiscale opprimente che porta via tutti gli utili oltre ad una certa soglia può causare un generale disimpegno verso il lavoro e non solo quello ,visto che persino un artista come Bergman per questi motivi ad un certo punto lasciò la sua Svezia e se ne andò a produrre i suoi meravigliosi film all'estero.
In definitiva ,come per tutte le malattie ,un insieme di fattori -tra cui credo vi occupi comunque una buona posizione la scarsa insolazione,almeno per i paesi scandinavi- è la causa. La cura non può certo essere -come qualcuno per motivi non certo nobili vorrebbe- azzerare le sicurezze sociali ,la sanità ,le pensioni e i servizi ,semmai migliorarli e renderli più compatibili con le aspirazioni umane.Saluti
 
key-one ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
Se nei paesi ricchi, dove il benessere è garantito da ottimi servizi e da un eccellente sistema sanitario, oltre che da prestazioni altissime garantite da uno stato realmente sociale, il tasso dei suicidi è elevatissimo (vedi Finlandia e Svizzera...), è semplicemente perché le persone sono talmente ben abituate (viziate) da non saper affrontare dei problemi considerati minori laddove le cose non vadano così bene come da loro... se il tuo problema è tirare a fine mese, perché se perdi il lavoro non c'è uno straccio di assistenza legata alla disoccupazione, pensi a come venirne a capo, non ti togli la vita...

Il rapporto fra sicurezza sociale e depressione/suicidi è complesso e non tale da poter essere risolto in poche battute.
Se fosse vero che si sta meglio quando si sta peggio e cioè quando regnano insicurezza ,povertà e paura fra le masse e solo pochi scoppiano di ricchezza ,l'uomo in tali condizioni sarebbe felice e così -la storia insegna- non è stato e non è.
Sicuramente dove finiscono i problemi materiali ,lì spesso iniziano quelli mentali ,i quali a volte possono anche essere peggiori : ed è il caso dei suicidi nei paesi ricchi o negli ambienti benestanti. Comunque anche la depressione -e tanto più il suicidio sono problemi di salute e quindi chi ne è affetto non si può certo dire -è ovvio- che sta"troppo" bene.Semmai sta troppo male per vivere. In definitiva in un certo senso sono malattiie o meglio stati di sofferenza che ancora la scienza non è in grado di curare o di risolvere.
Come ho già scritto a Dexter tuttavia,io penso anche che l''eccessiva sicurezza , non benessere, può portare gli individui ad essere meno reattivi e impegnati a raggiungere obiettivi e quindi può spingere alla noia
e di qui alla depressione.
Questo avviene ,però , solo quando la sicurezza è combinata con la scarsità di impegno e di stimoli -stato assistenziale- e invece non si verifica quando ,come tu dici, viene usata come base per ottenere risultati superiori, stato sociale .Qui -hai ragione- un sistema fiscale opprimente che porta via tutti gli utili oltre ad una certa soglia può causare un generale disimpegno verso il lavoro e non solo quello ,visto che persino un artista come Bergman per questi motivi ad un certo punto lasciò la sua Svezia e se ne andò a produrre i suoi meravigliosi film all'estero.
In definitiva ,come per tutte le malattie ,un insieme di fattori -tra cui credo vi occupi comunque una buona posizione la scarsa insolazione,almeno per i paesi scandinavi- è la causa. La cura non può certo essere -come qualcuno per motivi non certo nobili vorrebbe- azzerare le sicurezze sociali ,la sanità ,le pensioni e i servizi ,semmai migliorarli e renderli più compatibili con le aspirazioni umane.Saluti

quello che dici è dannatamente vero.

Ho avuto a che fare con questo male oscuro e bastardo che rovina vite e famiglie.

In due famiglie ho visto lo stesso male una normale e l'altra ricca.

Stesse problematiche stesse tragedie.
Sono malattie genetiche e di debolezza educativa (viziate) probabilmente.

In Italia ne soffre un casino di gente solo che da noi :

Italia in controtendenza
Per la Penisola italiana, invece, le cose sembrano andare in maniera diversa. Se il suo clima non ha favorito la diffusione della SAD, per quel che riguarda la depressione, le statistiche mostrano un andamento in controtendenza rispetto al resto del Continente. Uno studio promosso dal Journal of American Medical Association in collaborazione con l?Oms e l?università di Harvard, ha mostrato come la percentuale di soggetti affetti da turbamenti psichici in Italia si attesti sull?11%, vale a dire tre punti percentuali sotto una media europea del 14%. Da migliorare, comunque, la sensibilizzazione nell?opinione pubblica: solo il 26% degli italiani affetti da depressione si rivolge ad uno specialista.
 
il_chicco_show ha scritto:
Se nei paesi ricchi, dove il benessere è garantito da ottimi servizi e da un eccellente sistema sanitario, oltre che da prestazioni altissime garantite da uno stato realmente sociale, il tasso dei suicidi è elevatissimo (vedi Finlandia e Svizzera...), è semplicemente perché le persone sono talmente ben abituate (viziate) da non saper affrontare dei problemi considerati minori laddove le cose non vadano così bene come da loro... se il tuo problema è tirare a fine mese, perché se perdi il lavoro non c'è uno straccio di assistenza legata alla disoccupazione, pensi a come venirne a capo, non ti togli la vita...
bravo; è quel che ho detto anch'io .
 
rema007 ha scritto:
key-one ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
Se nei paesi ricchi, dove il benessere è garantito da ottimi servizi e da un eccellente sistema sanitario, oltre che da prestazioni altissime garantite da uno stato realmente sociale, il tasso dei suicidi è elevatissimo (vedi Finlandia e Svizzera...), è semplicemente perché le persone sono talmente ben abituate (viziate) da non saper affrontare dei problemi considerati minori laddove le cose non vadano così bene come da loro... se il tuo problema è tirare a fine mese, perché se perdi il lavoro non c'è uno straccio di assistenza legata alla disoccupazione, pensi a come venirne a capo, non ti togli la vita...

Il rapporto fra sicurezza sociale e depressione/suicidi è complesso e non tale da poter essere risolto in poche battute.
Se fosse vero che si sta meglio quando si sta peggio e cioè quando regnano insicurezza ,povertà e paura fra le masse e solo pochi scoppiano di ricchezza ,l'uomo in tali condizioni sarebbe felice e così -la storia insegna- non è stato e non è.
Sicuramente dove finiscono i problemi materiali ,lì spesso iniziano quelli mentali ,i quali a volte possono anche essere peggiori : ed è il caso dei suicidi nei paesi ricchi o negli ambienti benestanti. Comunque anche la depressione -e tanto più il suicidio sono problemi di salute e quindi chi ne è affetto non si può certo dire -è ovvio- che sta"troppo" bene.Semmai sta troppo male per vivere. In definitiva in un certo senso sono malattiie o meglio stati di sofferenza che ancora la scienza non è in grado di curare o di risolvere.
Come ho già scritto a Dexter tuttavia,io penso anche che l''eccessiva sicurezza , non benessere, può portare gli individui ad essere meno reattivi e impegnati a raggiungere obiettivi e quindi può spingere alla noia
e di qui alla depressione.
Questo avviene ,però , solo quando la sicurezza è combinata con la scarsità di impegno e di stimoli -stato assistenziale- e invece non si verifica quando ,come tu dici, viene usata come base per ottenere risultati superiori, stato sociale .Qui -hai ragione- un sistema fiscale opprimente che porta via tutti gli utili oltre ad una certa soglia può causare un generale disimpegno verso il lavoro e non solo quello ,visto che persino un artista come Bergman per questi motivi ad un certo punto lasciò la sua Svezia e se ne andò a produrre i suoi meravigliosi film all'estero.
In definitiva ,come per tutte le malattie ,un insieme di fattori -tra cui credo vi occupi comunque una buona posizione la scarsa insolazione,almeno per i paesi scandinavi- è la causa. La cura non può certo essere -come qualcuno per motivi non certo nobili vorrebbe- azzerare le sicurezze sociali ,la sanità ,le pensioni e i servizi ,semmai migliorarli e renderli più compatibili con le aspirazioni umane.Saluti

quello che dici è dannatamente vero.

Ho avuto a che fare con questo male oscuro e bastardo che rovina vite e famiglie.

In due famiglie ho visto lo stesso male una normale e l'altra ricca.

Stesse problematiche stesse tragedie.
Sono malattie genetiche e di debolezza educativa (viziate) probabilmente.

In Italia ne soffre un casino di gente solo che da noi :

Italia in controtendenza
Per la Penisola italiana, invece, le cose sembrano andare in maniera diversa. Se il suo clima non ha favorito la diffusione della SAD, per quel che riguarda la depressione, le statistiche mostrano un andamento in controtendenza rispetto al resto del Continente. Uno studio promosso dal Journal of American Medical Association in collaborazione con l?Oms e l?università di Harvard, ha mostrato come la percentuale di soggetti affetti da turbamenti psichici in Italia si attesti sull?11%, vale a dire tre punti percentuali sotto una media europea del 14%. Da migliorare, comunque, la sensibilizzazione nell?opinione pubblica: solo il 26% degli italiani affetti da depressione si rivolge ad uno specialista.

Grazie della conferma al mio intervento.
Credo anch'io -da ciò che ho letto e da alcuni esami all'Università- possa esservi una componente genetica nei soggetti depressi - e anche nei cosiddetti metereopatici. Però ciò che conta è il modo in cui la persona vive la sua condizione e la strada che ,anche con aiuti e terapie, riesce a trovare nel sè per venirne a capo e costruire una vita più serena.Saluti
 
key-one ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
Se nei paesi ricchi, dove il benessere è garantito da ottimi servizi e da un eccellente sistema sanitario, oltre che da prestazioni altissime garantite da uno stato realmente sociale, il tasso dei suicidi è elevatissimo (vedi Finlandia e Svizzera...), è semplicemente perché le persone sono talmente ben abituate (viziate) da non saper affrontare dei problemi considerati minori laddove le cose non vadano così bene come da loro... se il tuo problema è tirare a fine mese, perché se perdi il lavoro non c'è uno straccio di assistenza legata alla disoccupazione, pensi a come venirne a capo, non ti togli la vita...

Il rapporto fra sicurezza sociale e depressione/suicidi è complesso e non tale da poter essere risolto in poche battute.
Se fosse vero che si sta meglio quando si sta peggio e cioè quando regnano insicurezza ,povertà e paura fra le masse e solo pochi scoppiano di ricchezza ,l'uomo in tali condizioni sarebbe felice e così -la storia insegna- non è stato e non è.
Sicuramente dove finiscono i problemi materiali ,lì spesso iniziano quelli mentali ,i quali a volte possono anche essere peggiori : ed è il caso dei suicidi nei paesi ricchi o negli ambienti benestanti. Comunque anche la depressione -e tanto più il suicidio sono problemi di salute e quindi chi ne è affetto non si può certo dire -è ovvio- che sta"troppo" bene.Semmai sta troppo male per vivere. In definitiva in un certo senso sono malattiie o meglio stati di sofferenza che ancora la scienza non è in grado di curare o di risolvere.
Come ho già scritto a Dexter tuttavia,io penso anche che l''eccessiva sicurezza , non benessere, può portare gli individui ad essere meno reattivi e impegnati a raggiungere obiettivi e quindi può spingere alla noia
e di qui alla depressione.
Questo avviene ,però , solo quando la sicurezza è combinata con la scarsità di impegno e di stimoli -stato assistenziale- e invece non si verifica quando ,come tu dici, viene usata come base per ottenere risultati superiori, stato sociale .Qui -hai ragione- un sistema fiscale opprimente che porta via tutti gli utili oltre ad una certa soglia può causare un generale disimpegno verso il lavoro e non solo quello ,visto che persino un artista come Bergman per questi motivi ad un certo punto lasciò la sua Svezia e se ne andò a produrre i suoi meravigliosi film all'estero.
In definitiva ,come per tutte le malattie ,un insieme di fattori -tra cui credo vi occupi comunque una buona posizione la scarsa insolazione,almeno per i paesi scandinavi- è la causa. La cura non può certo essere -come qualcuno per motivi non certo nobili vorrebbe- azzerare le sicurezze sociali ,la sanità ,le pensioni e i servizi ,semmai migliorarli e renderli più compatibili con le aspirazioni umane.Saluti

Ottima analisi, condivido in toto.

Ciao
 
Sono nato e vivo in Italia, ma ho metà famiglia (quella di mia madre) in Belgio...in Belgio si sta bene, per alcuni aspetti è meglio dell'italia (organizzazione statale, trasporti, civiltà della gente) ma seppur con i suoi difetti amo l'Italia e non andrei a vivere in Belgio.
 
kanarino ha scritto:
Sono nato e vivo in Italia, ma ho metà famiglia (quella di mia madre) in Belgio...in Belgio si sta bene, per alcuni aspetti è meglio dell'italia (organizzazione statale, trasporti, civiltà della gente) ma seppur con i suoi difetti amo l'Italia e non andrei a vivere in Belgio.
per le cose che hai detto. ci vuol poco ad esser messi meglio dell'Italia
 
dexxter ha scritto:
per le cose che hai detto. ci vuol poco ad esser messi meglio dell'Italia
Si ok, ma adesso dire che in Italia non funziona nulla mi sembra un pò esagerato..che i politici si fanno gli affari loro e che spesso c'è gente che è disposta a tutto pur di fregare il prossimo ce n'è e ci sarà sempre purtroppo (e questo non solo in Italia)...ogni paese comunque ha i suoi problemi.
 
stone1958 ha scritto:
key-one ha scritto:
il_chicco_show ha scritto:
Se nei paesi ricchi, dove il benessere è garantito da ottimi servizi e da un eccellente sistema sanitario, oltre che da prestazioni altissime garantite da uno stato realmente sociale, il tasso dei suicidi è elevatissimo (vedi Finlandia e Svizzera...), è semplicemente perché le persone sono talmente ben abituate (viziate) da non saper affrontare dei problemi considerati minori laddove le cose non vadano così bene come da loro... se il tuo problema è tirare a fine mese, perché se perdi il lavoro non c'è uno straccio di assistenza legata alla disoccupazione, pensi a come venirne a capo, non ti togli la vita...

Il rapporto fra sicurezza sociale e depressione/suicidi è complesso e non tale da poter essere risolto in poche battute.
Se fosse vero che si sta meglio quando si sta peggio e cioè quando regnano insicurezza ,povertà e paura fra le masse e solo pochi scoppiano di ricchezza ,l'uomo in tali condizioni sarebbe felice e così -la storia insegna- non è stato e non è.
Sicuramente dove finiscono i problemi materiali ,lì spesso iniziano quelli mentali ,i quali a volte possono anche essere peggiori : ed è il caso dei suicidi nei paesi ricchi o negli ambienti benestanti. Comunque anche la depressione -e tanto più il suicidio sono problemi di salute e quindi chi ne è affetto non si può certo dire -è ovvio- che sta"troppo" bene.Semmai sta troppo male per vivere. In definitiva in un certo senso sono malattiie o meglio stati di sofferenza che ancora la scienza non è in grado di curare o di risolvere.
Come ho già scritto a Dexter tuttavia,io penso anche che l''eccessiva sicurezza , non benessere, può portare gli individui ad essere meno reattivi e impegnati a raggiungere obiettivi e quindi può spingere alla noia
e di qui alla depressione.
Questo avviene ,però , solo quando la sicurezza è combinata con la scarsità di impegno e di stimoli -stato assistenziale- e invece non si verifica quando ,come tu dici, viene usata come base per ottenere risultati superiori, stato sociale .Qui -hai ragione- un sistema fiscale opprimente che porta via tutti gli utili oltre ad una certa soglia può causare un generale disimpegno verso il lavoro e non solo quello ,visto che persino un artista come Bergman per questi motivi ad un certo punto lasciò la sua Svezia e se ne andò a produrre i suoi meravigliosi film all'estero.
In definitiva ,come per tutte le malattie ,un insieme di fattori -tra cui credo vi occupi comunque una buona posizione la scarsa insolazione,almeno per i paesi scandinavi- è la causa. La cura non può certo essere -come qualcuno per motivi non certo nobili vorrebbe- azzerare le sicurezze sociali ,la sanità ,le pensioni e i servizi ,semmai migliorarli e renderli più compatibili con le aspirazioni umane.Saluti

Ottima analisi, condivido in toto.

Ciao

Thank you , per l'attenzione, Ciao
 
Non volevo fare un'analisi semplicistica della situazione, relegando gli abitanti dei paesi più ricchi alla figura di viziatelli isterici, che rispondono alla depressione con il suicidio.

È che vivo questo problema qui in Svizzera, e mi rendo conto che l'alto (e sempre costante) numero dei suicidi è anche a causa della mancanza di stimoli. Quando poi il suicidio deriva dalla cattiva gestione delle finanze che sfocia in troppi debiti, beh c'è da mettersi a ridere qui in Svizzera.

Non contesto l'individuo depresso a causa di una patologia incurabile (o comunque opprimente), ma l'individuo che si è cacciato nella merda, e per non aver voglia di uscirne (e in svizzera si potrebbe) la fa finita (spesso davanti a tutti).
 
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