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ci siamo?

nel giornale di ieri (italia oggi) c'è un articolo in cui è riportata una circolare del dipartimento di pubblica sicurezza che chiede a tutti i questori d'italia di rafforzare i controlli ed organizzarsi per manifestazioni di piazza effetto Grecia con violente manifestazioni. per via del disagio sociale in corso dovuti ai gravi problemi di disoccupazione.
 
capnord ha scritto:
nel giornale di ieri (italia oggi) c'è un articolo in cui è riportata una circolare del dipartimento di pubblica sicurezza che chiede a tutti i questori d'italia di rafforzare i controlli ed organizzarsi per manifestazioni di piazza effetto Grecia con violente manifestazioni. per via del disagio sociale in corso dovuti ai gravi problemi di disoccupazione.
mi sembra giusto! non se ne può più di questi cialtroni che governano ed una opposizione altrettanto cialtrona. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'arroganza dei parlamentari che si son tenuti tutti le loro prebende.Oltre il resto....
 
Assolutamente senza alcun riferimento agli scriventi e molto genericamente parlando, io spero solo che tutti coloro che, anche solo lontanamente, auspicano e fomentano una rivoluzione violenta in Italia, siano i primi a lasciarci la pelle negli inevitabili scontri che avverrebbero.
Ah già, dimenticavo, i teorici della rivoluzione, in quanto tali, durante i tafferugli stanno sempre con la testa sotto le coperte!
 
sandro63s ha scritto:
Assolutamente senza alcun riferimento agli scriventi e molto genericamente parlando, io spero solo che tutti coloro che, anche solo lontanamente, auspicano e fomentano una rivoluzione violenta in Italia, siano i primi a lasciarci la pelle negli inevitabili scontri che avverrebbero.
Ah già, dimenticavo, i teorici della rivoluzione, in quanto tali, durante i tafferugli stanno sempre con la testa sotto le coperte!

Ci credo! Non a caso sono teorici :D
 
desmo1987 ha scritto:
sandro63s ha scritto:
Assolutamente senza alcun riferimento agli scriventi e molto genericamente parlando, io spero solo che tutti coloro che, anche solo lontanamente, auspicano e fomentano una rivoluzione violenta in Italia, siano i primi a lasciarci la pelle negli inevitabili scontri che avverrebbero.
Ah già, dimenticavo, i teorici della rivoluzione, in quanto tali, durante i tafferugli stanno sempre con la testa sotto le coperte!

Ci credo! Non a caso sono teorici :D
la rivoluzione non è un pranzo di gala ;)
cmq c'è troppo malcontento in giro, sta diventando una guerra tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri nonchè tra poveri e poveri; una brutta miscela, una situazione da non prendere sotto gamba.
 
I primia lasciarci le penne sono i malati gravi, quelli che hanno bisogno di farmaci salvavita ed analisi periodiche per sopravvivere.
Poi, se del caso, anche quelli che fanno le rivolte di piazza potrebbero lasciarci le piume, perchè le rivoluzioni sono cose serie e non assomigliano nemmeno lontanamente a ribellioni da strada.
Attualmente, in Parlamento, c'è solo un gruppo che, forse, sosterrebbe attivamente/passivamente queste fantomatiche rivolte di piazza e fa parte del governo.
I Sindacati dei Lavoratori, per la loro formazione e funzione, non si trovano in sintonia con ribellioni estemporanee, che non hanno costrutto e base politica rivendicativa, che cioè non si pongono in posizione dialettica costruttiva rispetto al governo ed al Parlamento, oltrechè tutto il resto.
 
ancora non ci credo..siamo ancora troppo con il c...o nel burro grazie a ciò che hanno costruito i nostri nonni/padri...

un altra diecina o quindicina di anni...allora forse....
 
Ma Ragazzi, ha detto bene qualcuno prima. In Italia, basta che si parla di Calcio, e tutto va bene. Non solo, l'Italiano medio, è un grand'egoista. Finché non si tocca il suo orticello va tutto bene. Non gliene importa nulla se al vicino prende fuoco casa, fa "spallucce" e tira a campare.
In Italia non ci è mai stata e non ci sarà mai una vera rivoluzione.
Auspico, ma è un mio pensiero, che la globalizzazione possa anche svegliare le assopite menti dell'italiano medio, pronto a manifestare solo se viene toccato in prima persona.

E auspico veramente ad una rivoluzione socio-economica che possa riportare il senso dello Stato in Italia. E non necessariamente con una Democrazia,anzi....
 
mammo4 ha scritto:
Ma Ragazzi, ha detto bene qualcuno prima. In Italia, basta che si parla di Calcio, e tutto va bene. Non solo, l'Italiano medio, è un grand'egoista. Finché non si tocca il suo orticello va tutto bene. Non gliene importa nulla se al vicino prende fuoco casa, fa "spallucce" e tira a campare.
In Italia non ci è mai stata e non ci sarà mai una vera rivoluzione.
Auspico, ma è un mio pensiero, che la globalizzazione possa anche svegliare le assopite menti dell'italiano medio, pronto a manifestare solo se viene toccato in prima persona.

E auspico veramente ad una rivoluzione socio-economica che possa riportare il senso dello Stato in Italia. E non necessariamente con una Democrazia,anzi....
chiariamo che per rivoluzione non si intende certo qualcosa di violento bensì un cambio radicale di una società malata.
detto questo e stabilito che una partita di calcio fa dimenticare tanti dispiaceri, oggi credo ci sia una maggior consapevolezza che qualcosa bisogna fare per uscire da questa situazione terribile. E basta guardare in banca e vedere il rosso dei titoli di stato per non parlare delle azioni.
 
mammo4 ha scritto:
Ma Ragazzi, ha detto bene qualcuno prima. In Italia, basta che si parla di Calcio, e tutto va bene.

Purtroppo è così... intendiamoci, io non sono vecchio, non ho un'esperienza decennale, ma nel mio piccolo ho constatato una cosa: in 23 anni ho visto una volta sola l'Italia profondamente unita per qualcosa: il 9 giugno 2006 quando la nazionale ha vinto i mondiali.. tutti in strada abbracciati con la bandiera sulle spalle a cantare popporoppopopopo.. :rolleyes:
 
Il fatto è che praticamente nessuno sembra disposto ad entrare nell'ordine di idee che la situazione attuale è qualcosa cui, seppure in vari modi e a vari livelli di partecipazione e premeditazione e consapevolezza, abbiamo contribuito tutti, nel corso di alcuni decenni di graduale ma sempre più disinvolto ricorso al debito (prima solo pubblico, ma poi anche aziendale e poi anche familiare e personale) come strumento per "pagare" le cose.
Moltissimi cittadini non hanno organizzato personalmente speculazioni truffaldine o percezioni indebite di denaro pubblico, ma da tali attività (organizzate da terzi) hanno tratto giovamento più o meno diretto, come ad esempio il manovale che ha lavorato per anni in cantieri che sono sorti solo grazie alle speculazioni.
Il meccanismo che ci ha portato fin qui ha funzionato egregiamente proprio perché i fiumi di denaro pubblico sprecato si sono sempre suddivisi in innumerevoli rigagnoli che sono arrivati in un modo o nell'altro a bagnare la maggioranza dei cittadini. Altrimenti la giostra si sarebbe fermata molto tempo fa.
Se dovessimo, per esempio, interrompere bruscamente tutte le attività che bruciano denaro pubblico in maniera "scorretta", moltissime persone perderebbero il posto di lavoro, proprio perché quel posto è nato da intrallazzi vari, non direttamente organizzati da quelle persone ma pur sempre fonte del loro stipendio.

Oggi praticamente tutti (non di rado aizzati da chi ha ben precisi interessi economici o elettorali in merito) si danno un gran da fare a individuare colpevoli "lontani" (geograficamente o socialmente o professionalmente) cedendo con sempre maggiore facilità alle confortanti generalizzazioni con le quali demonizzare o santificare a priori questa o quella "categoria": chiunque faccia quel mestiere o abbia quel tipo di automobile o viva in quella zona è senza dubbio disonesto o evasore meritevole di castigo, mentre chiunque faccia quell'altro mestiere ecc. è senza dubbio persona immacolata.
Chiunque possieda qualcosa, ad esempio un po' di risparmi da parte, è senza dubbio più disonesto di chi non la possiede e comunque deve quel possesso alla fortuna (e non magari alle sue scelte di vita o al proprio lavoro) e quindi essendo fortunato dovrà pagare, aiutando i "meno fortunati" che invece quel qualcosa non posseggono (compresi ovviamente quelli che magari non hanno i risparmi semplicemente perché hanno guadagnato anche di più, magari anche in maniera meno corretta, ma hanno speso i quattrini nel frattempo facendo una vita più spensierata).

Bisognerebbe, invece, affrontare la questione con un minimo di oggettività, cosa purtroppo assai più impegnativa.
 
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