U2511
0
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2014/06/11/news/va-a-processo-per-un-furto-da-1-41-euro-1.9399058
BELLUNO. Il micio aveva fame. La sua padrona è rimasta vedova, ha un figlio senza lavoro, vive da sola e lo fa campare con la pensione minima ed è accusata di furto con l?aggravante della destrezza di due scatolette di cibo per gatti. Valore commerciale 1,41 euro. La vicenda, che ha dell?incredibile è datata 31 gennaio di due anni fa. Quando la settantacinquenne bellunese G.C. va a fare la spesa al supermercato Super W di via Vittorio Veneto, con i pochi spiccioli che le sono rimasti in tasca, al tramonto di un altro mese difficile. Le commesse la vedono aggirarsi soprattutto tra gli scaffali dedicati alle scatolette per gli amici a quattro zampe e la marcano in maniera abbastanza stretta. La donna ne compra alcune, ma i soldi non le bastano, per tornare a casa con un quantitativo sufficiente a sfamare per alcuni giorni la sua bestiola domestica. L?unica che le faccia davvero compagnia.
Decide di prenderne due in più, nascondendole in un fazzoletto e mettendo tutto nella tasca del cappotto. La primavera è lontana e fa ancora freddo. Ma qualcuno deve aver notato questa strana manovra, fatto sta che la cassiera chiede conto alla signora di quanto non ha pagato. Spuntano questi due piccoli contenitori pieni di pappa, che vengono restituiti, mentre gli altri prodotti sono regolamente pagati. L?anziana vede vacillare la propria dignità personale e si vergogna a tal punto ché soffre di un malore e il personale del punto vendita è costretto a chiamare il 118, per far arrivare l?ambulanza indispensabile a trasportarla al pronto soccorso dell?ospedale San Martino per accertamenti. Ma si chiamano anche le forze di polizia, perché il furto è stato almeno tentato. E si tratta di furto con destrezza, non di furto semplice. Non serve una denuncia, che peraltro non viene presentata: si procede d?ufficio per la famosa destrezza.
Il magistrato che conduce le indagini potrebbe magari archiviare, di fronte al fatto che la merce è stata restituita, ma si va avanti fino in fondo e ieri mattina c?è stata l?udienza filtro, di fronte al giudice Elisabetta Scolozzi, con pubblico ministero Sandra Rossi. Incredule entrambe e il giudice non l?ha nemmeno nascosto.
L?udienza è stata fissata per il 3 ottobre, quando l?avvocato Mariangela Sommacal proverà a smontare innanzitutto la circostanza aggravante, in un secondo momento anche il furto, arrivando fino all?assoluzione. Nel frattempo, è scattato il gratuito patrocinio, nel senso che non sarà la donna a pagare il legale, anche perché molto probabilmente non potrebbe permetterselo. Quel giorno non era in grado di far fronte a una piccola spesa supplementare di neanche un euro e mezzo, figurarsi le spese legali. La donna è incensurata, cioè non ha precedenti penali ed è seguita dai Servizi sociali del Comune di Belluno.
BELLUNO. Il micio aveva fame. La sua padrona è rimasta vedova, ha un figlio senza lavoro, vive da sola e lo fa campare con la pensione minima ed è accusata di furto con l?aggravante della destrezza di due scatolette di cibo per gatti. Valore commerciale 1,41 euro. La vicenda, che ha dell?incredibile è datata 31 gennaio di due anni fa. Quando la settantacinquenne bellunese G.C. va a fare la spesa al supermercato Super W di via Vittorio Veneto, con i pochi spiccioli che le sono rimasti in tasca, al tramonto di un altro mese difficile. Le commesse la vedono aggirarsi soprattutto tra gli scaffali dedicati alle scatolette per gli amici a quattro zampe e la marcano in maniera abbastanza stretta. La donna ne compra alcune, ma i soldi non le bastano, per tornare a casa con un quantitativo sufficiente a sfamare per alcuni giorni la sua bestiola domestica. L?unica che le faccia davvero compagnia.
Decide di prenderne due in più, nascondendole in un fazzoletto e mettendo tutto nella tasca del cappotto. La primavera è lontana e fa ancora freddo. Ma qualcuno deve aver notato questa strana manovra, fatto sta che la cassiera chiede conto alla signora di quanto non ha pagato. Spuntano questi due piccoli contenitori pieni di pappa, che vengono restituiti, mentre gli altri prodotti sono regolamente pagati. L?anziana vede vacillare la propria dignità personale e si vergogna a tal punto ché soffre di un malore e il personale del punto vendita è costretto a chiamare il 118, per far arrivare l?ambulanza indispensabile a trasportarla al pronto soccorso dell?ospedale San Martino per accertamenti. Ma si chiamano anche le forze di polizia, perché il furto è stato almeno tentato. E si tratta di furto con destrezza, non di furto semplice. Non serve una denuncia, che peraltro non viene presentata: si procede d?ufficio per la famosa destrezza.
Il magistrato che conduce le indagini potrebbe magari archiviare, di fronte al fatto che la merce è stata restituita, ma si va avanti fino in fondo e ieri mattina c?è stata l?udienza filtro, di fronte al giudice Elisabetta Scolozzi, con pubblico ministero Sandra Rossi. Incredule entrambe e il giudice non l?ha nemmeno nascosto.
L?udienza è stata fissata per il 3 ottobre, quando l?avvocato Mariangela Sommacal proverà a smontare innanzitutto la circostanza aggravante, in un secondo momento anche il furto, arrivando fino all?assoluzione. Nel frattempo, è scattato il gratuito patrocinio, nel senso che non sarà la donna a pagare il legale, anche perché molto probabilmente non potrebbe permetterselo. Quel giorno non era in grado di far fronte a una piccola spesa supplementare di neanche un euro e mezzo, figurarsi le spese legali. La donna è incensurata, cioè non ha precedenti penali ed è seguita dai Servizi sociali del Comune di Belluno.