Occhio, che il baccalà è una cosa e lo stoccafisso un'altra. Il primo è conservato sotto sale, mentre il secondo è essiccato al gelido vento delle Svalbard.
Il primo o è ottimo cucinato in bianco in un soffritto con tantissima cipolla e utilizzato per condire la polenta, con abbondante pepe e, magari, accompagnato da una bella insalata verde. Il secondo, la morte sua la trova in una casseruola, con tanto olio (di quello buono), pomodoro, sottolinea, olive, qualche cappero e chi più ne ha più ne metta. In entrambi i casi innaffiare da abbondante vino bianco di quelli strutturati, tipo un bel verdi ch'io di quelli tosti, ma anche il rosso non sarebbe una bestemmia.
Ah, dimenticavo, dalle nostre parti con la papera, oltre agli gnocchi ci vanno anche le tagliatelle, mentre il coniglio va rigorosamente in porchetta.