<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> che disastro, tra Liguria e Toscana! | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

che disastro, tra Liguria e Toscana!

arizona77 ha scritto:
stone1958 ha scritto:
MotoriFumanti ha scritto:
tutto questo è stato PREVISTO ma ormai si poteva solo aspettare.
chissà se era previsto che cedesse il ponte della Colombiera... :rolleyes: :?
l'hanno chiuso prima che crollasse

neanche fosse stato di cartone (quasi, visto quello che è successo)
per chi non l'avesse ancora visto riporto quello che è rimasto:

http://www.youreporter.it/video_Alluvione_Liguria_crolla_il_ponte_della_colombiera

Purtroppo, visto che sei del luogo, saprai la storia del ponte: in pratica dopo in lavori per rendere la campata centrale mobile ( per l'Intermarine) la struttura del ponte si e' indebolita. Inoltre, se a cio' aggiungi che ad ogni piena del Magra vengono giu' tronchi e altro materiale che va continuamente ad urtare i piloni con violenza, il danno e' presto fatto.

Purtroppo i ponti vengono demoliti dai detriti in concomitanza con il vortice delle acque,
crollo' pure in circostanze simili il ponte di Piacenza sul Po un paio di anni fa

Se i ponti son fatti bene non crollano (perlomeno no se non dopo un bel po' di anni) , e ne sono dimostrazione gli innumerevoli ponti di epoca romana ancora in piedi in tutta Europa.
Nella mia citta', dopo l'alluvione disastrosa del 2003, gli unici ponti che han resistito alla furia delle acque e dei detriti, sono quelli di costruzione medioevale ( e pensa che ci sarebbe il progetto per demolirli e costruirne di piu' sicuri :D ).
 
a_gricolo ha scritto:
Forse prima o poi qualcuno lo capirà che i fossi e i canali vanno PULITI e non OSTRUITI......

Quotone .E 5 stelle. L'aumento di questi tragici fenomeni e della loro gravità sembra legato , oltre alla cemetificazione scriteriata e all' intensificazione degli eventi atmosferici violenti , anche e soprattutto alla mancata cura o addirittura riempimento di fossi , canali e rogge e all'assenza di manutenzione del sottobosco.
 
stone1958 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
stone1958 ha scritto:
MotoriFumanti ha scritto:
tutto questo è stato PREVISTO ma ormai si poteva solo aspettare.
chissà se era previsto che cedesse il ponte della Colombiera... :rolleyes: :?
l'hanno chiuso prima che crollasse

neanche fosse stato di cartone (quasi, visto quello che è successo)
per chi non l'avesse ancora visto riporto quello che è rimasto:

http://www.youreporter.it/video_Alluvione_Liguria_crolla_il_ponte_della_colombiera

Purtroppo, visto che sei del luogo, saprai la storia del ponte: in pratica dopo in lavori per rendere la campata centrale mobile ( per l'Intermarine) la struttura del ponte si e' indebolita. Inoltre, se a cio' aggiungi che ad ogni piena del Magra vengono giu' tronchi e altro materiale che va continuamente ad urtare i piloni con violenza, il danno e' presto fatto.

Purtroppo i ponti vengono demoliti dai detriti in concomitanza con il vortice delle acque,
crollo' pure in circostanze simili il ponte di Piacenza sul Po un paio di anni fa

Se i ponti son fatti bene non crollano (perlomeno no se non dopo un bel po' di anni) , e ne sono dimostrazione gli innumerevoli ponti di epoca romana ancora in piedi in tutta Europa.
Nella mia citta', dopo l'alluvione disastrosa del 2003, gli unici ponti che han resistito alla furia delle acque e dei detriti, sono quelli di costruzione medioevale ( e pensa che ci sarebbe il progetto per demolirli e costruirne di piu' sicuri :D ).

quello e' poco ma sicuro....
ma i ponti romani erano costruiti con " eccesso di materiale ",
cosa che ormai non fa piu' nessuno
P.s. dipende molto anche da cosa viene giu' come detrito
 
key-one ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Forse prima o poi qualcuno lo capirà che i fossi e i canali vanno PULITI e non OSTRUITI......

Quotone .E 5 stelle. L'aumento di questi tragici fenomeni e della loro gravità sembra legato , oltre alla cemetificazione scriteriata e all' intensificazione degli eventi atmosferici violenti , anche e soprattutto alla mancata cura o addirittura riempimento di fossi , canali e rogge e all'assenza di manutenzione del sottobosco.

Sono fattori che possono (e non necessariamente lo fanno) amplificare la portata dei fenomeni. Di fronte a tempeste come quella spezina (si dice che abbia avuto una violenza a tratti superiore a quelle monsoniche dei paesi asiatici) non credo che i risultati finali sarebbero stati di gran lunga diversi.
 
G5 ha scritto:
Sono fattori che possono (e non necessariamente lo fanno) amplificare la portata dei fenomeni. Di fronte a tempeste come quella spezina (si dice che abbia avuto una violenza a tratti superiore a quelle monsoniche dei paesi asiatici) non credo che i risultati finali sarebbero stati di gran lunga diversi.

Non sono d'accordo. Mi sembra la classica italica scusa per non fare nulla per poi piangere dopo e invocare l'emergenza.
Nel mio mestiere se accade un casino (in cui i ladri sono più bravi delle guardie) io devo dimostrare di aver fatto tutto ciò che le "arti" prescrivono per quel compito.
Altrimenti sono "complice".
Ipotesi, gli alvei erano puliti? Il ponte era progettato bene? Le case erano costruite in zona dichiarata "sicura"? etcetcetc
 
silverrain ha scritto:
G5 ha scritto:
Sono fattori che possono (e non necessariamente lo fanno) amplificare la portata dei fenomeni. Di fronte a tempeste come quella spezina (si dice che abbia avuto una violenza a tratti superiore a quelle monsoniche dei paesi asiatici) non credo che i risultati finali sarebbero stati di gran lunga diversi.

Non sono d'accordo. Mi sembra la classica italica scusa per non fare nulla per poi piangere dopo e invocare l'emergenza.
Nel mio mestiere se accade un casino (in cui i ladri sono più bravi delle guardie) io devo dimostrare di aver fatto tutto ciò che le "arti" prescrivono per quel compito.
Altrimenti sono "complice".
Ipotesi, gli alvei erano puliti? Il ponte era progettato bene? Le case erano costruite in zona dichiarata "sicura"? etcetcetc

Fare di più e meglio. Ok, l'ho già detto e concordo, però, pensate forse che esista la bacchetta magica e che in un sol colpo si possa fare un intervento se non risolutivo almeno premiante?
Secondo me non avete la percezione della vastità del territorio da mettere in cura e nemmeno quella interessata da questi fenomeni.
Senza l'opera quotidiana dell'uomo (chi si offre di adottare 100 mt di fiume?? è gratis!) ben poco si può fare. Enti come i consorzi anche quando funzionassero a dovere non riuscirebbero a gestire il nostro reticolo idrografico. Pulisci un fosso, fai il secondo ed il primo dovrebbe essere rifatto. Figurarsi i grandi fiumi. Avete idea della velocità con cui ricresce la vegetazione? Avete idea di che quantità di piante muoiano e cadano a terra?
A volte mi sembrate come Tedeschini (lo ricordate??) che ora dirige il quotidiano La Nazione. È stato intervistato dal TG3 regionale ed ha elargito una quantità immane di banalità usando un linguaggio a dir poco populista. Stiam qui tutti a parlare ma in pochi conoscono un minimo delle dinamiche del bosco, della terra e dei fiumi. Tutti dotti, edotti e dottori ma una falce in mano, una motosega o un pennato in quanti l'hanno maneggiato sul "campo"?? In quanti sanno osservare e vedere oltre quel che vede l'occhio?
L'uomo che viveva la terra era un'"artista" e come un artista che guarda le colline non vedeva solo il verde ma ne vedeva ogni verde possibile. Quale figura tecnico amministrativa ha queste capacità?
 
G5 ha scritto:
Fare di più e meglio. Ok, l'ho già detto e concordo, però, pensate forse che esista la bacchetta magica e che in un sol colpo si possa fare un intervento se non risolutivo almeno premiante?

Chi ha parlato di bacchetta magica?
Ci sono modi e modi per intervenire, per prevenire e per diminuire l'impatto dannoso di eventi simili.
E' stato fatto il possibile? O almeno è stato fatto l'indispensabile?

G5 ha scritto:
Tutti dotti, edotti e dottori ma una falce in mano, una motosega o un pennato in quanti l'hanno maneggiato sul "campo"?? In quanti sanno osservare e vedere oltre quel che vede l'occhio?

http://www.regione.piemonte.it/foreste/cms/it/formazione.html

Non prendiamoci in giro, certi interventi si fanno (io li faccio aggratis come si dice da volontario), ma spesso e volentieri non si fanno (soldi, la prevenzione costa se non altro la fatica di pensarci molto meglio imprecare contro il fato e aspettare i soldi dell'emergenza).
 
G5 ha scritto:
L'uomo che viveva la terra era un'"artista" e come un artista che guarda le colline non vedeva solo il verde ma ne vedeva ogni verde possibile. Quale figura tecnico amministrativa ha queste capacità?

I consorzi di bonifica DOVREBBERO essere lì proprio per questo......
 
Non so se fate finta o seppure siete così davvero!
Volete migliorare la situazione? L'unica possibilità è che l'uomo torni a vivere con e di territorio.
In difetto di questa condizione non esiste una possibilità pubblica di prevenzione che riesca a coprire totalmente (ma neanche massicciamente) il territorio. L'unica politica possibile è quella che deriverebbe dall'accorpamento particellare (eliminando l'eccesso di frazionamento della proprietà privata) e dalla responsabilità diretta dei privati sui territori di loro proprietà. Conseguentemente i terreni non dovrebbero essere più incolti ma fruttiferi di redditi adeguati a sostenere l'attività dell'uomo sia nel mantenimento delle famiglie (e dei loro bisogni) che in quello dell'impresa (mezzi, attrezzature, sementi, concimi, ecc) tenendo presente la quota spettante alla manutenzione del territorio.
Esiste questa prospettiva? NO, cioè si se questa crisi mondiale riduce ai minimi termini le popolazioni che dovranno arrangiarsi nell'autosostentamento o poco più.
Esiste ancora questa prospettiva?
 
silverrain ha scritto:
G5 ha scritto:
Sono fattori che possono (e non necessariamente lo fanno) amplificare la portata dei fenomeni. Di fronte a tempeste come quella spezina (si dice che abbia avuto una violenza a tratti superiore a quelle monsoniche dei paesi asiatici) non credo che i risultati finali sarebbero stati di gran lunga diversi.

Non sono d'accordo. Mi sembra la classica italica scusa per non fare nulla per poi piangere dopo e invocare l'emergenza.
Nel mio mestiere se accade un casino (in cui i ladri sono più bravi delle guardie) io devo dimostrare di aver fatto tutto ciò che le "arti" prescrivono per quel compito.
Altrimenti sono "complice".
Ipotesi, gli alvei erano puliti? Il ponte era progettato bene? Le case erano costruite in zona dichiarata "sicura"? etcetcetc

senza andare nello specifico dramma.....
Mi ricordo l' alluvione del Tanaro con le case costruite dentro l' alveo del fiume,
poi si arriva ai drammi, perche' a Messina'? era ancora peggio
 

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