<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> C'e nervosismo sul forum. | Page 11 | Il Forum di Quattroruote

C'e nervosismo sul forum.

loopo ha scritto:
Cmq bellissima cittá, devo andarci per trovare una mia cugina (si é trasferita da Milano a Torino, secondo lei molto piú vivibile)
;)

Vedrai che ti piacerà!
Poi mi dirai! :)

Tua cugina ti saprà anche spiegare dove trovi la movida la sera, perché adesso una movida internazionale si è creata, certo non ai livelli di Milano o altre belle città cosi grandi.
 
Fancar_ ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Fancar_ ha scritto:
Vedessi Cuneo di sera... :lol:
Credo me glio stare a casa,un paio di anni fa andai alla Bosch di Milano,ero in un ristorante al centro all'uscita per evitare Bottiglie e persone buttate per terra sembrava una gara di slalom......era consigliato anche il casco :lol:

Ma noo...non in quel senso.

A Cuneo di sera non c'è niente.
Il nulla totale..... :lol:

:lol:
A ecco meglio cosi credimi. ;)
 
Fancar_ ha scritto:
loopo ha scritto:
Cmq bellissima cittá, devo andarci per trovare una mia cugina (si é trasferita da Milano a Torino, secondo lei molto piú vivibile)
;)

Vedrai che ti piacerà!
Poi mi dirai! :)

Tua cugina ti saprà anche spiegare dove trovi la movida la sera, perché adesso una movida internazionale si è creata, certo non ai livelli di Milano o altre belle città cosi grandi.
Vado spesso a Novara(provincia) un paio di volte l'Anno ma non mi e' mai venuta voglia di tornarci,mi hai fatto venire voglia di rivederla. ;)
 
75TURBO-TP ha scritto:
loopo ha scritto:
Fancar_ ha scritto:
Vedessi Cuneo di sera... :lol:

Ou Fancar, la Olivetti é di TO o di TS ?
:?: :?:
Nacque sulla collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l'11 aprile del 1901, dal padre Camillo, ebreo, e dalla madre Luisa, valdese. Nel 1924 conseguì la laurea in ingegneria chimica e, dopo un soggiorno di studio negli Stati Uniti, durante il quale poté aggiornarsi sulle pratiche di organizzazione aziendale, entrò nel 1926 nella fabbrica paterna ove, per volere di Camillo, fece le prime esperienze come operaio. Divenne direttore della Società Olivetti nel 1933 e presidente nel 1938. Si oppose al regime fascista con momenti di militanza attiva (partecipò con Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini ed altri alla liberazione di Filippo Turati). Durante gli anni del conflitto bellico, in cui Olivetti era inseguito da mandato di cattura per attività sovversiva, riparò in Svizzera. Rientrato dal suo rifugio alla caduta del regime, riprese le redini della azienda. Alle sue capacità manageriali che portarono la Olivetti ad essere la prima azienda del mondo nel settore dei prodotti per ufficio, unì una instancabile sete di ricerca e di sperimentazione su come si potessero armonizzare lo sviluppo industriale con la affermazione dei diritti umani e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori la fabbrica. Nel 1945 pubblicò L'ordine politico delle Comunità che va considerato la base teorica per una idea federalista dello Stato che, nella sua visione, si fondava appunto sulle comunità, vale a dire unità territoriali culturalmente omogenea e economicamente autonome. Nel 1948 fondò a Torino il "Movimento Comunità" e si impegnò affinché si realizzasse il suo ideale di comunità in terra di Canavese. Il movimento, che tentava di unire sotto un'unica bandiera l'ala socialista con quella liberale, assunse nell'Italia degli anni Cinquanta una notevole importanza nel campo della cultura economica, sociale e politica. Sotto l'impulso delle fortune aziendali e dei suoi ideali comunitari, Ivrea negli anni cinquanta raggruppò una quantità straordinaria di intellettuali che operavano (chi in azienda chi all'interno del Movimento Comunità) in differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica.
Nel 1949 Olivetti si convertì al cattolicesimo «per la convinzione della sua superiore teologia» [1]. Fu sindaco di Ivrea nel 1956 e nel 1958 venne eletto deputato come rappresentante di "Comunità". Studioso di urbanistica, diresse il piano regolatore della Valle d'Aosta e fu anche presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica. Il 27 febbraio 1960 morì improvvisamente durante un viaggio in treno da Milano a Losanna: al momento del suo decesso l'azienda fondata dal padre e da lui per lungo tempo diretta vantava una presenza su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all'estero.

Grazie 75
;)
 
75TURBO-TP ha scritto:
Vero infatti la sera rientravo verso le 21 perche' era praticamente deserta,a parte i soliti noti.

Essendo una città con molti operai si veniva da un periodo di grandi tensioni e c'era il coprifuoco
 
Fancar_ ha scritto:
loopo ha scritto:
Cmq bellissima cittá, devo andarci per trovare una mia cugina (si é trasferita da Milano a Torino, secondo lei molto piú vivibile)
;)

Vedrai che ti piacerà!
Poi mi dirai! :)

Tua cugina ti saprà anche spiegare dove trovi la movida la sera, perché adesso una movida internazionale si è creata, certo non ai livelli di Milano o altre belle città cosi grandi.

Ne sono convinto.
:thumbup:
 
loopo ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
loopo ha scritto:
Fancar_ ha scritto:
Vedessi Cuneo di sera... :lol:

Ou Fancar, la Olivetti é di TO o di TS ?
:?: :?:
Nacque sulla collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l'11 aprile del 1901, dal padre Camillo, ebreo, e dalla madre Luisa, valdese. Nel 1924 conseguì la laurea in ingegneria chimica e, dopo un soggiorno di studio negli Stati Uniti, durante il quale poté aggiornarsi sulle pratiche di organizzazione aziendale, entrò nel 1926 nella fabbrica paterna ove, per volere di Camillo, fece le prime esperienze come operaio. Divenne direttore della Società Olivetti nel 1933 e presidente nel 1938. Si oppose al regime fascista con momenti di militanza attiva (partecipò con Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini ed altri alla liberazione di Filippo Turati). Durante gli anni del conflitto bellico, in cui Olivetti era inseguito da mandato di cattura per attività sovversiva, riparò in Svizzera. Rientrato dal suo rifugio alla caduta del regime, riprese le redini della azienda. Alle sue capacità manageriali che portarono la Olivetti ad essere la prima azienda del mondo nel settore dei prodotti per ufficio, unì una instancabile sete di ricerca e di sperimentazione su come si potessero armonizzare lo sviluppo industriale con la affermazione dei diritti umani e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori la fabbrica. Nel 1945 pubblicò L'ordine politico delle Comunità che va considerato la base teorica per una idea federalista dello Stato che, nella sua visione, si fondava appunto sulle comunità, vale a dire unità territoriali culturalmente omogenea e economicamente autonome. Nel 1948 fondò a Torino il "Movimento Comunità" e si impegnò affinché si realizzasse il suo ideale di comunità in terra di Canavese. Il movimento, che tentava di unire sotto un'unica bandiera l'ala socialista con quella liberale, assunse nell'Italia degli anni Cinquanta una notevole importanza nel campo della cultura economica, sociale e politica. Sotto l'impulso delle fortune aziendali e dei suoi ideali comunitari, Ivrea negli anni cinquanta raggruppò una quantità straordinaria di intellettuali che operavano (chi in azienda chi all'interno del Movimento Comunità) in differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica.
Nel 1949 Olivetti si convertì al cattolicesimo «per la convinzione della sua superiore teologia» [1]. Fu sindaco di Ivrea nel 1956 e nel 1958 venne eletto deputato come rappresentante di "Comunità". Studioso di urbanistica, diresse il piano regolatore della Valle d'Aosta e fu anche presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica. Il 27 febbraio 1960 morì improvvisamente durante un viaggio in treno da Milano a Losanna: al momento del suo decesso l'azienda fondata dal padre e da lui per lungo tempo diretta vantava una presenza su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all'estero.

Grazie 75
;)
Guarda la fabbrica di napoli(pozzuoli) di cui ti parlavo una delle migliori mai costruite.Situata nel piu' bel Golfo del mondo.

http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=640
 
75TURBO-TP ha scritto:
loopo ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
loopo ha scritto:
Fancar_ ha scritto:
Vedessi Cuneo di sera... :lol:

Ou Fancar, la Olivetti é di TO o di TS ?
:?: :?:
Nacque sulla collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l'11 aprile del 1901, dal padre Camillo, ebreo, e dalla madre Luisa, valdese. Nel 1924 conseguì la laurea in ingegneria chimica e, dopo un soggiorno di studio negli Stati Uniti, durante il quale poté aggiornarsi sulle pratiche di organizzazione aziendale, entrò nel 1926 nella fabbrica paterna ove, per volere di Camillo, fece le prime esperienze come operaio. Divenne direttore della Società Olivetti nel 1933 e presidente nel 1938. Si oppose al regime fascista con momenti di militanza attiva (partecipò con Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini ed altri alla liberazione di Filippo Turati). Durante gli anni del conflitto bellico, in cui Olivetti era inseguito da mandato di cattura per attività sovversiva, riparò in Svizzera. Rientrato dal suo rifugio alla caduta del regime, riprese le redini della azienda. Alle sue capacità manageriali che portarono la Olivetti ad essere la prima azienda del mondo nel settore dei prodotti per ufficio, unì una instancabile sete di ricerca e di sperimentazione su come si potessero armonizzare lo sviluppo industriale con la affermazione dei diritti umani e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori la fabbrica. Nel 1945 pubblicò L'ordine politico delle Comunità che va considerato la base teorica per una idea federalista dello Stato che, nella sua visione, si fondava appunto sulle comunità, vale a dire unità territoriali culturalmente omogenea e economicamente autonome. Nel 1948 fondò a Torino il "Movimento Comunità" e si impegnò affinché si realizzasse il suo ideale di comunità in terra di Canavese. Il movimento, che tentava di unire sotto un'unica bandiera l'ala socialista con quella liberale, assunse nell'Italia degli anni Cinquanta una notevole importanza nel campo della cultura economica, sociale e politica. Sotto l'impulso delle fortune aziendali e dei suoi ideali comunitari, Ivrea negli anni cinquanta raggruppò una quantità straordinaria di intellettuali che operavano (chi in azienda chi all'interno del Movimento Comunità) in differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica.
Nel 1949 Olivetti si convertì al cattolicesimo «per la convinzione della sua superiore teologia» [1]. Fu sindaco di Ivrea nel 1956 e nel 1958 venne eletto deputato come rappresentante di "Comunità". Studioso di urbanistica, diresse il piano regolatore della Valle d'Aosta e fu anche presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica. Il 27 febbraio 1960 morì improvvisamente durante un viaggio in treno da Milano a Losanna: al momento del suo decesso l'azienda fondata dal padre e da lui per lungo tempo diretta vantava una presenza su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all'estero.

Grazie 75
;)
Guarda la fabbrica di napoli(pozzuoli) di cui ti parlavo una delle migliori mai costruite.Situata nel piu' bel Golfo del mondo.

http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=640

:shock: Niente male.
 
Fancar_ ha scritto:
75turbo ma tu di che provincia sei che vieni a Novara ? :-o
Sono abbastanza lontano circa 600KM ma ci abita la sorella di mia moglie e ci vado in estate a a natale per portare mia figlia dalla cugina,ma quando va con la mamma faccio solo il viaggio per andare a prenderle.
 
Questi! Poi bisogna vedere se faranno proprio tutto tutto....

http://www.youtube.com/watch?v=Mzy3_7L17cA

http://www.youtube.com/watch?v=j-Hya1P4pYs&feature=related
 
75TURBO-TP ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Vero mi chiedo come fara' Fiat a far produrre 100 auto l'anno a 400 euro al mese come un operaio Polacco se oggi un operaio italiano che prende 1.300 euro ne produce una ventina l'anno.....ma ci sta prendendo in giro che non portera' via la produzione dall'Italia?
Mister M diceva che (presumo nell'ambito del Gruppo) il costo del lavoro incide mdiamente per l'8% sul prodotto finito.
Se ciò risponde al vero, ha senso produrre in Polonia i modelli più economici, mentre quelli di segmento più alto sopportano meglio la componente "costo del lavoro"
Vero ma fiat vende tra panda e 500 piu' della Punto,oltre e meglio non considerarla,inoltre quando si decideranno la Panda tornera' a Pomigliano se considera 400 euro,tassazione piu' bassa del lavoro in polonia puo' essere l'8%. la media l'Ha fatta con il costo italiano e quello polacco,quando verra' fatto con quello di Pomigliano vedremo.

come detto in un'altra discussione se produci come fiat in prevalenza macchine con prezzi medio bassi il costo della manodopera incide e siccome anche la concorrenza produce tali modelli con costi della manodopera bassi è un bel problema recuperare quel maggior costo aumentando il prezzo.
Panda, 550 e anche gp non le puoi vendere a prezzi tanto più alti della concorrenza, su tali segmenti anche 500 euro fanno la differenza anche perché chi le compera spesso ha problemi ad arrivare a fine mese o quasi..

discorso diverso per macchine di fascia superiore come bmw, mercedes, audi ecc dove tra 40 o 41 (o tra 55 e 56/57) mila euro non è che cambi molto, il ricarico lo puoi gestire meglio e di conseguenza puoi produrre anche in italia, germania o francia (anche se comunque mercedes e altri producono anche in paesi a basso costo manodopera). Ma devi comunque essere efficiente..

La vedo dura produrre la panda o la 500 in italia, come è difficile un rilancio alfa come intende il vero alfista dal momento che per farlo bisogna essere solidi e forti finanziariamente e al momento fiat ha qualche problemino da questi punti di vista.

Ma ci spero comunque...
 
danyvr ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Vero mi chiedo come fara' Fiat a far produrre 100 auto l'anno a 400 euro al mese come un operaio Polacco se oggi un operaio italiano che prende 1.300 euro ne produce una ventina l'anno.....ma ci sta prendendo in giro che non portera' via la produzione dall'Italia?
Mister M diceva che (presumo nell'ambito del Gruppo) il costo del lavoro incide mdiamente per l'8% sul prodotto finito.
Se ciò risponde al vero, ha senso produrre in Polonia i modelli più economici, mentre quelli di segmento più alto sopportano meglio la componente "costo del lavoro"
Vero ma fiat vende tra panda e 500 piu' della Punto,oltre e meglio non considerarla,inoltre quando si decideranno la Panda tornera' a Pomigliano se considera 400 euro,tassazione piu' bassa del lavoro in polonia puo' essere l'8%. la media l'Ha fatta con il costo italiano e quello polacco,quando verra' fatto con quello di Pomigliano vedremo.

come detto in un'altra discussione se produci come fiat in prevalenza macchine con prezzi medio bassi il costo della manodopera incide e siccome anche la concorrenza produce tali modelli con costi della manodopera bassi è un bel problema recuperare quel maggior costo aumentando il prezzo.
Panda, 550 e anche gp non le puoi vendere a prezzi tanto più alti della concorrenza, su tali segmenti anche 500 euro fanno la differenza anche perché chi le compera spesso ha problemi ad arrivare a fine mese o quasi..

discorso diverso per macchine di fascia superiore come bmw, mercedes, audi ecc dove tra 40 o 41 (o tra 55 e 56/57) mila euro non è che cambi molto, il ricarico lo puoi gestire meglio e di conseguenza puoi produrre anche in italia, germania o francia (anche se comunque mercedes e altri producono anche in paesi a basso costo manodopera). Ma devi comunque essere efficiente..

La vedo dura produrre la panda o la 500 in italia, come è difficile un rilancio alfa come intende il vero alfista dal momento che per farlo bisogna essere solidi e forti finanziariamente e al momento fiat ha qualche problemino da questi punti di vista.

Ma ci spero comunque...
E' proprio per questo che Marchionne non mi ha convinto per niente.
 
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