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C'e nervosismo sul forum.

75TURBO-TP ha scritto:
loopo ha scritto:
Fancar_ ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Fan nei primi anni 80,non ricordo l'anno preciso ma c'erano gli europei,a Torino ci sono stato per una ventina di giorni,mi stupi' il fatto che c'era chi parlava male della Fiat(non so il motivo) oggi che si dice?

Diciamo che molti non si identificano con Fiat ;)

in Piemonte ci sono molte eccellenze??

Come la Olivetti :D
dai scherzo, Torino é una cittá fantastica, cittá dell´informatica.
;)
Ma la Olivetti non e'(era) Triestina....ricordo le macchine da scrivere a scuola :evil:

No, mi sa Torino, uno stabilimento c´era a Caluso (TO), ma potrei anche sbagliarmi :rolleyes:
Fancaaaaaaaaaar
 
loopo ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
loopo ha scritto:
Fancar_ ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Fan nei primi anni 80,non ricordo l'anno preciso ma c'erano gli europei,a Torino ci sono stato per una ventina di giorni,mi stupi' il fatto che c'era chi parlava male della Fiat(non so il motivo) oggi che si dice?

Diciamo che molti non si identificano con Fiat ;)

in Piemonte ci sono molte eccellenze??

Come la Olivetti :D
dai scherzo, Torino é una cittá fantastica, cittá dell´informatica.
;)
Ma la Olivetti non e'(era) Triestina....ricordo le macchine da scrivere a scuola :evil:

No, mi sa Torino, uno stabilimento c´era a Caluso (TO), ma potrei anche sbagliarmi :rolleyes:
Fancaaaaaaaaaar
Vidi tempo fa un documentario sulla Olivetti,era un po' come l'Alfa avanti a tutti.
A Napoli fece una fabbrica stupenda,,,,purtroppo e' passato tanto tempo e non ricordo tutto,forse il fondatore era di Trieste oppure la mia Macchina era fabbricata a Trieste,non ricordo. :cry:
 
75TURBO-TP ha scritto:
No ci sono piu stato ma negli anni 80,forse anche per l'eta',la trovai molto triste.

È vero era molto triste.
Adesso è migliorata molto, ma per gli abitanti che fa potrebbe fare molto di più.
La domenica sera c'è pochissimo in giro.
 
valvonauta_distratto ha scritto:
Torino è la città dei becchi :lol: c'ha le corna :lol:
I primi Tram(trans) li vidi a Torino nel 1980.....per capire perche' avevano quella voce ci misi due settimane.La notte strillavano come galline non facevano dormire :lol: :lol: :lol:
 
Fancar_ ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
No ci sono piu stato ma negli anni 80,forse anche per l'eta',la trovai molto triste.

È vero era molto triste.
Adesso è migliorata molto, ma per gli abitanti che fa potrebbe fare molto di più.
La domenica sera c'è pochissimo in giro.
Vero infatti la sera rientravo verso le 21 perche' era praticamente deserta,a parte i soliti noti.
 
Cmq bellissima cittá, devo andarci per trovare una mia cugina (si é trasferita da Milano a Torino, secondo lei molto piú vivibile)
;)
 
Fancar_ ha scritto:
Vedessi Cuneo di sera... :lol:
Credo meglio stare a casa,un paio di anni fa andai alla Bosch di Milano,ero in un ristorante al centro all'uscita per evitare Bottiglie e persone buttate per terra sembrava una gara di slalom......era consigliato anche il casco :lol:
 
75TURBO-TP ha scritto:
Fancar_ ha scritto:
Vedessi Cuneo di sera... :lol:
Credo me glio stare a casa,un paio di anni fa andai alla Bosch di Milano,ero in un ristorante al centro all'uscita per evitare Bottiglie e persone buttate per terra sembrava una gara di slalom......era consigliato anche il casco :lol:

Ma noo...non in quel senso.

A Cuneo di sera non c'è niente.
Il nulla totale..... :lol:
 
loopo ha scritto:
Fancar_ ha scritto:
Vedessi Cuneo di sera... :lol:

Ou Fancar, la Olivetti é di TO o di TS ?
:?: :?:
Nacque sulla collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l'11 aprile del 1901, dal padre Camillo, ebreo, e dalla madre Luisa, valdese. Nel 1924 conseguì la laurea in ingegneria chimica e, dopo un soggiorno di studio negli Stati Uniti, durante il quale poté aggiornarsi sulle pratiche di organizzazione aziendale, entrò nel 1926 nella fabbrica paterna ove, per volere di Camillo, fece le prime esperienze come operaio. Divenne direttore della Società Olivetti nel 1933 e presidente nel 1938. Si oppose al regime fascista con momenti di militanza attiva (partecipò con Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini ed altri alla liberazione di Filippo Turati). Durante gli anni del conflitto bellico, in cui Olivetti era inseguito da mandato di cattura per attività sovversiva, riparò in Svizzera. Rientrato dal suo rifugio alla caduta del regime, riprese le redini della azienda. Alle sue capacità manageriali che portarono la Olivetti ad essere la prima azienda del mondo nel settore dei prodotti per ufficio, unì una instancabile sete di ricerca e di sperimentazione su come si potessero armonizzare lo sviluppo industriale con la affermazione dei diritti umani e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori la fabbrica. Nel 1945 pubblicò L'ordine politico delle Comunità che va considerato la base teorica per una idea federalista dello Stato che, nella sua visione, si fondava appunto sulle comunità, vale a dire unità territoriali culturalmente omogenea e economicamente autonome. Nel 1948 fondò a Torino il "Movimento Comunità" e si impegnò affinché si realizzasse il suo ideale di comunità in terra di Canavese. Il movimento, che tentava di unire sotto un'unica bandiera l'ala socialista con quella liberale, assunse nell'Italia degli anni Cinquanta una notevole importanza nel campo della cultura economica, sociale e politica. Sotto l'impulso delle fortune aziendali e dei suoi ideali comunitari, Ivrea negli anni cinquanta raggruppò una quantità straordinaria di intellettuali che operavano (chi in azienda chi all'interno del Movimento Comunità) in differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica.
Nel 1949 Olivetti si convertì al cattolicesimo «per la convinzione della sua superiore teologia» [1]. Fu sindaco di Ivrea nel 1956 e nel 1958 venne eletto deputato come rappresentante di "Comunità". Studioso di urbanistica, diresse il piano regolatore della Valle d'Aosta e fu anche presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica. Il 27 febbraio 1960 morì improvvisamente durante un viaggio in treno da Milano a Losanna: al momento del suo decesso l'azienda fondata dal padre e da lui per lungo tempo diretta vantava una presenza su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all'estero.
 
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