<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Caso Pomì- Campania | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Caso Pomì- Campania

@Matteo_

purtroppo chi vive lontano dalla Campania o dall'Italia non ha le conoscenze geografiche per discriminare se Aversa non va bene mentre Battipaglia è ok.
Molto più semplicemente il cittadino comune, mosso dalla legittima intenzione di tutelarsi, cerca di escludere tutto ciò che associa a pericoloso o dannoso.
Ecco che un emiliano o un pugliese (giusto per fare un esempio) associano, anche erroneamente, per ignoranza personale, alla regione tutto ciò che compete magari ad un piccolo comune di quella regione stessa. Di fatto lo scandalo di un comune danneggia inevitabilmente un area più grande.
Un abitante del nord Europa magari associa all'Italia intera un disastro ecologico che compete solo ad un comune, da cui ne deriva un danno per l'intero Paese, dalle mozzarelle campane al radicchio trevigiano.

Facendo un parallelismo la scarsa affidabilità di un modello danneggia la buona nomea di un marchio automobilistico.

In tutto questo non c'è nulla di assurdo, anzi sono principi della comunicazione e della pubblicità, anche se negativa in questo caso.
 
Ammetterai però che quando si tratta di farsi del male, noi italiani non siamo secondi a nessuno: al nostro popolo piace sparlare di se stesso e questo comporta grave pregiudizio anche a livello internazionale.
Non che quello che si dice di noi sia solo fumo (c'è anche tanto arrosto), ma se nonostante tutti i nostri handicap siamo diventati l'ottava economia mondiale (in passato anche meglio) qualche merito l'avremo.
E' facile fare la Germania con le risorse naturali, o la Francia col territorio che si ritrova, o ancora l'Inghilterra sfruttando le popolazioni più arretrate ed indifese.
Noi il nostro angolino di benessere ce lo siamo guadagnato oltre ogni previsione, e scusate se è poco.
Lo stato in cui versa il nostro Paese oggi è dovuto anche e soprattutto alla nostra scarsissima considerazione di noi stessi, che ci fa giustificare cattivi comportamenti di alcuni e che permette agli altri Stati di venirci a dire come comportarci (quando loro non son meglio, anche se sotto altri aspetti). Lo stesso tentativo di applicare il metodo anglosassone alla nostra economia ci sta portando nel baratro (impossibilità di risparmio, scarsa previdenza e business system sopra tutto), e questo solo perchè nessuno di noi ha mai creduto che il sistema che ci eravamo creati potesse essere più valido per noi stessi di quello che ci veniva consigliato dall'esterno. E tutto ciò senza nemmeno avere il debito pubblico più grande al mondo (appannaggio delle due più grandi economie mondiali).
Insomma, ti sembra tanto inverosimile che questo modo di fare sia collegato al rilievo che facevo io?
Secondo me non è giustificato ne giustificabile fare di tutta l'erba un fascio, ne questo avviene in tutto il mondo, o almeno non avviene ai livelli che si vedono da noi. Ragionando così non si va lontano, perchè il discorso della mozzarella lo puoi applicare a qualunque prodotto di qualunque parte del mondo: a quel punto tutto ciò che serve per mandare a catafascio un'intera filiera produttiva è solo un giornalista che un giorno si svegli deciso (legittimamente) a trattare questo o quel problema. E ad esempio l'aviaria, la suina, la mucca pazza (problema quest'ultimo che ha interessato per la stragrande maggioranza il nord): siam davvero convinti di voler continuare così? Non credo possa funzionare.....si fa prima a morire di fame.
 
Matteo quoto completamente la prima parte del tuo discorso.. siamo sicuramente un popolo troppo modesto e poco orgoglioso. Siamo soliti magnificare quello che c'è fuori, sottovalutando e dando per scontato quello che abbiamo in casa.

Detto questo però non convengo sulla seconda parte. Non è facendo finta di nulla che ci tuteliamo. Non è girandoci dall'altra parte e continuando a mangiare i prodotti di una terra inquinata.
Dovremmo pretendere tutela e giustizia.. vigilare su quanto accade e vivere pro attivamente la vita sociale.
 
Matteo__ ha scritto:
Ammetterai però che quando si tratta di farsi del male, noi italiani non siamo secondi a nessuno: al nostro popolo piace sparlare di se stesso e questo comporta grave pregiudizio anche a livello internazionale.
Non che quello che si dice di noi sia solo fumo (c'è anche tanto arrosto), ma se nonostante tutti i nostri handicap siamo diventati l'ottava economia mondiale (in passato anche meglio) qualche merito l'avremo.
E' facile fare la Germania con le risorse naturali, o la Francia col territorio che si ritrova, o ancora l'Inghilterra sfruttando le popolazioni più arretrate ed indifese.
Noi il nostro angolino di benessere ce lo siamo guadagnato oltre ogni previsione, e scusate se è poco.
Lo stato in cui versa il nostro Paese oggi è dovuto anche e soprattutto alla nostra scarsissima considerazione di noi stessi, che ci fa giustificare cattivi comportamenti di alcuni e che permette agli altri Stati di venirci a dire come comportarci (quando loro non son meglio, anche se sotto altri aspetti). Lo stesso tentativo di applicare il metodo anglosassone alla nostra economia ci sta portando nel baratro (impossibilità di risparmio, scarsa previdenza e business system sopra tutto), e questo solo perchè nessuno di noi ha mai creduto che il sistema che ci eravamo creati potesse essere più valido per noi stessi di quello che ci veniva consigliato dall'esterno. E tutto ciò senza nemmeno avere il debito pubblico più grande al mondo (appannaggio delle due più grandi economie mondiali).
Insomma, ti sembra tanto inverosimile che questo modo di fare sia completamente scollegato dal rilievo che facevo io?
Secondo me non è giustificato ne giustificabile fare di tutta l'erba un fascio, ne questo avviene in tutto il mondo, o almeno non avviene ai livelli che si vedono da noi. Ragionando così non si va lontano, perchè il discorso della mozzarella lo puoi applicare a qualunque prodotto di qualunque parte del mondo: a quel punto tutto ciò che serve per mandare a catafascio un'intera filiera produttiva è solo un giornalista che un giorno si svegli deciso (legittimamente) a trattare questo o quel problema. E ad esempio l'aviaria, la suina, la mucca pazza (problema quest'ultimo che ha interessato per la stragrande maggioranza il nord): siam davvero convinti di voler continuare così? Non credo possa funzionare.....si fa prima a morire di fame.

Sinceramente, l'attinenza con il topic mi pare un po' forzata.
Innanzitutto stiamo parlando di una polemica tutta "interna".
Poi, cosa dovremmo fare? Fare finta di niente?

Inoltre, mi pare che questo tipo di problematiche porti, in generale, ad acquistare prodotti provenienti da ancora più vicino casa.
Almeno, questa è la mia reazione; quando è possibile acquisto prodotti di aziende della mia zona che, bene o male, conosco e mi sembrano serie.
 
renatom ha scritto:
Inoltre, mi pare che questo tipo di problematiche porti, in generale, ad acquistare prodotti provenienti da ancora più vicino casa.
Almeno, questa è la mia reazione; quando è possibile acquisto prodotti di aziende della mia zona che, bene o male, conosco e mi sembrano serie.

appunto se abbiamo un problema in questo caso territorio contaminato e brucellosi magari parlandone , qualcuno del consorzio dopo xx anni che va avanti la faccenda provera' a fare qualcosa...

poi il mercato certamente non sta' a guardare chi si trova indietro anzi al posto della mozzarella ci saranno decine di prodotti (magari proprio italiani e magari proprio del sud) che faranno a gara per prenderne il posto...
 
moogpsycho ha scritto:
Matteo quoto completamente la prima parte del tuo discorso.. siamo sicuramente un popolo troppo modesto e poco orgoglioso. Siamo soliti magnificare quello che c'è fuori, sottovalutando e dando per scontato quello che abbiamo in casa.

Detto questo però non convengo sulla seconda parte. Non è facendo finta di nulla che ci tuteliamo. Non è girandoci dall'altra parte e continuando a mangiare i prodotti di una terra inquinata.
Dovremmo pretendere tutela e giustizia.. vigilare su quanto accade e vivere pro attivamente la vita sociale.

Non mi son spiegato bene: nemmeno per sogno intendevo dire di far finta di niente (tanto è vero che piú su ho ben specificato che nemmeno io compro la mozzarella aversana e nessun altro prodotto che so provenire da quella zona, aggiungo ora), sostenevo solo che fare di tutta l'erba un fascio non aiuta nessuno. Il mio discorso era nato (come al solito, direi) in risposta a chi a causa di una relativamente piccola porzione di territorio campano, non ha perso tempo per buttare tutta la regione nella pattumiera. Se le reazioni son comunque sempre e solo queste, mi spieghi che incentivo c'è nel cercare di comportarsi meglio? Se comunque ci si deve ritrovare sempre tutti marchiati a prescindere non vale nemmeno la pena.
In sostanza, oggi si ha la possibilitá di informarsi meglio (spesso basta solo leggere con attenzione un articolo di giornale), allora che lo si faccia!
 
Aerei Italiani ha scritto:
renatom ha scritto:
Inoltre, mi pare che questo tipo di problematiche porti, in generale, ad acquistare prodotti provenienti da ancora più vicino casa.
Almeno, questa è la mia reazione; quando è possibile acquisto prodotti di aziende della mia zona che, bene o male, conosco e mi sembrano serie.

appunto se abbiamo un problema in questo caso territorio contaminato e brucellosi magari parlandone , qualcuno del consorzio dopo xx anni che va avanti la faccenda provera' a fare qualcosa...

poi il mercato certamente non sta' a guardare chi si trova indietro anzi al posto della mozzarella ci saranno decine di prodotti (magari proprio italiani e magari proprio del sud) che faranno a gara per prenderne il posto...

Per quel che riguarda quel che ha detto Renatom, per la prima parte credo di aver giá risposto nel mio intervento precedente, per la seconda, nulla in contrario, quello che cercavo di dire lo ha espresso perfettamente Aerei Italiani: informarsi, solo dopo trarre le conclusioni. Solo un pazzo sconsiderato puó continuare ad acquistare un prodotto che sa nocivo per mla propria salute. Non mi è mai passato per la testa di sostenere una cosa del genere.
 
Matteo__ ha scritto:
Non mi son spiegato bene: nemmeno per sogno intendevo dire di far finta di niente (tanto è vero che piú su ho ben specificato che nemmeno io compro la mozzarella aversana e nessun altro prodotto che so provenire da quella zona, aggiungo ora), sostenevo solo che fare di tutta l'erba un fascio non aiuta nessuno. Il mio discorso era nato (come al solito, direi) in risposta a chi a causa di una relativamente piccola porzione di territorio campano, non ha perso tempo per buttare tutta la regione nella pattumiera.!

Non tutti hanno la competenza e soprattutto le informazioni sufficienti per riuscire a distinguere.

Personalmente, pur essendo abbastanza informato, come ho scritto, escludo a priori se leggo NA o CE. Per le altre province vado a distinguere caso per caso, ma qualche scrupolo me lo faccio; in genere pochi per BN , l'alta irpinia e la bassa provincia di SA. A dirla tutta, anche se leggo Formia o Gaeta, non sono poi così tranquillo, anche se fuori regione.

Chi me lo dice che ad Aversa non posso comprare mentre a Nola si? (nomi fatti a caso). O peggio che l'azienda agricola Salvatore Giuliano ha la terra inquinata, mentre ala Gennaro Esposito sta tutto a posto.

Mi compro la mozzarella prodotta a 10 km da casa da una ditta che mi ha fatto visitare lo stabilimento e spero in bene. ;)
 
Figurati, la mozzarella a mio avviso è più importante comprarla più fresca possibile, piuttosto che di origine controllata. Non ho pregiudizi al riguardo e credo che la cosa più importante sia quello che ti dice il palato.
Se tu possa comprare il prodotto di tizio e non quello di caio non te lo dice nessuno, ma come dicevo questo è un discorso applicabile a qualunque prodotto, di qualunque zona. Il consumatore medio di quanto di ciò che mangia ha la possibilità di conoscere l'origine?
Ripeto, il mio era solo un appunto a chi, con solita e fin troppo conosciuta faciloneria, ha ricominciato i soliti discorsi sul sud Italia. E che di certo non aveva messo giú il suo pensiero con criterio come invece hai fatto tu.
 
Matteo__ ha scritto:
.....credo che la cosa più importante sia quello che ti dice il palato.

Purtroppo, anche questo, non è del tutto vero.

Da un lato, credo che la eventuale presenza di metalli pesanti o radioattività non sia rilevabile dal gusto.

Dall'altro, ad esempio, i prodotti a marchio della grande distribuzione, spesso, non sono il massimo dal punto di vista organolettico, ma, generalmente, sono più sicuri della media dal punto di vista sanitario.
 
renatom ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
.....credo che la cosa più importante sia quello che ti dice il palato.

Purtroppo, anche questo, non è del tutto vero.

Da un lato, credo che la eventuale presenza di metalli pesanti o radioattività non sia rilevabile dal gusto.

Dall'altro, ad esempio, i prodotti a marchio della grande distribuzione, spesso, non sono il massimo dal punto di vista organolettico, ma, generalmente, sono più sicuri della media dal punto di vista sanitario.

In effetti i batteri fanno male subito.....
gli inquinanti di altro genere, li paghi negli anni
 
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