Ciao, sembra ci sia bel tempo.
Strano.... 8)
Ieri cresima di Fabio e la relativa cena ci ha riportato a casa dopo mezzanotte.
La nostra, anzi la loro, è una parrocchia di un comune della prima cintura del capoluogo piemontese per cui la visita del vescovo di Torino ha destato ammirazione da parte del pubblico che affollava la chiesa.
Non so il nome ma sono stato positivamente colpito dal suo atteggiamento non " classico " ma come se cercasse di aggiornarsi ai tempi soprattutto rivolgendosi ai ragazzi.
L'età è avanzata e la dimestichezza " sul palco " è evidente, durante i canti si appoggiava al bastone e " ciondolava " al ritmo.
Mi è piaciuto rispetto a quei sacerdoti che sono rigorosi alla Parola e lasciano poco spazio al sorriso.
Una sua frase mi ha colpito : : " Dio ascolta la voce del cuore, non quella delle labbra ".
Meno male......
Io non mi trovo affatto a stare in mezzo a centinaia di persone che cantano e recitano, sono imbarazzato, preferisco la chiesa vuota e il silenzio.
In quei momenti, come quando ci si immedisima in un film, capisco che la mia strada si è discostata non poco da quella che vorrei percorrere ma non riesco a trovare la risposta e, forse, non la sto nemmeno più cercando.
Il vescovo affermava che Dio è nostro amico e, anche se sembra ci siano solo " no " e divieti, invece nella nostra religione ci sono solo " si ".
Certo un amico come Lui risponde a tutte le domande e ci fa vivere serenamente accettando tutte le avversità, cosa potremmo volere di più ?
Portava l'analogia al gioco del calcio dove Lui sarebbe il nostro allenatore e dove tutti devono contribure al bene comune, all'amicizia e al creare la comunità.
Tutto bello, tutto emozionante, soprattutto coinvolgente.
Ma poi si insinua il pensiero ricorrente, quello che annulla ogni sorriso, quello col qual convivo giornalmente.
Caro vescovo, cosa racconto a Stefano e sua moglie ?
Non si sono allenati con la squadra abbastanza ?
Non hanno pregato abbastanza ?
Non sono stati abbastanza amici ?
Non hanno ascoltato i " si " ?
Forse la fede è proprio accettare tutto senza porsi domande e qui dentro ho due esempi da parte di persone che hanno subito perdite enormi, inestimabili eppure una è riuscita a ricomporre i pezzi e ricominciare e questo lascia spazio alla riflessione e alla ricerca di una strada da percorrere.
Per il resto, buona domenica, si continua come sempre.
Strano.... 8)
Ieri cresima di Fabio e la relativa cena ci ha riportato a casa dopo mezzanotte.
La nostra, anzi la loro, è una parrocchia di un comune della prima cintura del capoluogo piemontese per cui la visita del vescovo di Torino ha destato ammirazione da parte del pubblico che affollava la chiesa.
Non so il nome ma sono stato positivamente colpito dal suo atteggiamento non " classico " ma come se cercasse di aggiornarsi ai tempi soprattutto rivolgendosi ai ragazzi.
L'età è avanzata e la dimestichezza " sul palco " è evidente, durante i canti si appoggiava al bastone e " ciondolava " al ritmo.
Mi è piaciuto rispetto a quei sacerdoti che sono rigorosi alla Parola e lasciano poco spazio al sorriso.
Una sua frase mi ha colpito : : " Dio ascolta la voce del cuore, non quella delle labbra ".
Meno male......
Io non mi trovo affatto a stare in mezzo a centinaia di persone che cantano e recitano, sono imbarazzato, preferisco la chiesa vuota e il silenzio.
In quei momenti, come quando ci si immedisima in un film, capisco che la mia strada si è discostata non poco da quella che vorrei percorrere ma non riesco a trovare la risposta e, forse, non la sto nemmeno più cercando.
Il vescovo affermava che Dio è nostro amico e, anche se sembra ci siano solo " no " e divieti, invece nella nostra religione ci sono solo " si ".
Certo un amico come Lui risponde a tutte le domande e ci fa vivere serenamente accettando tutte le avversità, cosa potremmo volere di più ?
Portava l'analogia al gioco del calcio dove Lui sarebbe il nostro allenatore e dove tutti devono contribure al bene comune, all'amicizia e al creare la comunità.
Tutto bello, tutto emozionante, soprattutto coinvolgente.
Ma poi si insinua il pensiero ricorrente, quello che annulla ogni sorriso, quello col qual convivo giornalmente.
Caro vescovo, cosa racconto a Stefano e sua moglie ?
Non si sono allenati con la squadra abbastanza ?
Non hanno pregato abbastanza ?
Non sono stati abbastanza amici ?
Non hanno ascoltato i " si " ?
Forse la fede è proprio accettare tutto senza porsi domande e qui dentro ho due esempi da parte di persone che hanno subito perdite enormi, inestimabili eppure una è riuscita a ricomporre i pezzi e ricominciare e questo lascia spazio alla riflessione e alla ricerca di una strada da percorrere.
Per il resto, buona domenica, si continua come sempre.